Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’IRAP è l’imposta regionale sulle attività produttive: oggi riguarda società ed enti. Persone fisiche con partita IVA sono escluse. Si calcola sul valore della produzione netta e si versa con acconti e saldo.
- Quadro normativo: D.Lgs. 446/1997 (struttura e base imponibile), Legge 234/2021 (addio IRAP per persone fisiche), delibere regionali su aliquote.
- Chi paga: società ed enti, compresi enti non commerciali per le attività commerciali; esclusi professionisti e ditte individuali.
- Calcolo e versamenti: base sul valore della produzione; acconti con metodo storico o previsionale; scadenze tipiche a giugno e novembre; dichiarazione telematica.
Cos’è l’IRAP: definizione operativa e inquadramento normativo
L’IRAP è l’imposta regionale sulle attività produttive. Colpisce il valore della produzione generato nel territorio di una regione.
La disciplina base sta nel Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446. Le regioni possono modulare l’aliquota entro limiti fissati dallo stesso decreto.
Dal periodo d’imposta 2022, le persone fisiche con partita IVA non pagano più l’IRAP. Questa esclusione nasce dalla Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di bilancio 2022).
Chi paga l’IRAP nel 2026
Soggetti obbligati
Pagano l’IRAP i soggetti indicati dall’articolo 3 del D.Lgs. 446/1997. In pratica:
- Società di capitali (per esempio S.r.l., S.p.A.) e società cooperative.
- Società di persone (S.n.c., S.a.s.) e imprese individuali solo se organizzate in forma non “persona fisica”. Oggi, però, le ditte individuali persone fisiche sono escluse.
- Enti commerciali e stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri.
- Enti non commerciali per l’attività commerciale esercitata.
- Pubbliche Amministrazioni, secondo regole specifiche.
Soggetti esclusi e casi particolari
Non pagano l’IRAP le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, indipendentemente dal regime fiscale (forfettario o ordinario). La base normativa è la Legge 234/2021.
Gli enti del Terzo settore pagano l’IRAP se svolgono attività commerciali. Per le attività non commerciali, valgono le regole degli enti non commerciali.
Le attività agricole seguono criteri particolari previsti dal D.Lgs. 446/1997. Verifica sempre l’inquadramento dell’attività agricola e la presenza di attività connesse.
Aliquote IRAP e differenze regionali
Aliquota base e margine di variazione
L’aliquota base ordinaria è fissata dall’articolo 16 del D.Lgs. 446/1997. Storicamente è pari al 3,9% per le attività ordinarie.
Le regioni possono aumentare o diminuire l’aliquota entro un margine stabilito dalla legge (storicamente fino a 0,92 punti percentuali). Ne deriva una forbice che, di solito, oscilla intorno a un intervallo vicino a 3%–5%.
Le delibere regionali definiscono l’aliquota effettiva applicabile ogni anno. Per verificare la tua aliquota, consulta le tabelle del Ministero dell’Economia e delle Finanze e la tua legge regionale.
Settori con aliquote specifiche
Alcuni settori hanno aliquote diverse da quella ordinaria. In particolare banche, assicurazioni e Pubbliche Amministrazioni. Le differenze sono disposte dall’articolo 16 del D.Lgs. 446/1997 e da eventuali delibere regionali.
Controlla sempre la voce di attività prevalente. L’inquadramento settoriale condiziona aliquota e deduzioni applicabili.
Dove trovare l’aliquota della tua regione
Le aliquote regionali in vigore si ricavano da:
- Delibere della tua Regione pubblicate sui bollettini ufficiali regionali.
- Tabelle riepilogative del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
- Normativa di base su Normattiva (D.Lgs. 446/1997, art. 16).
Evita fonti non ufficiali. Le fonti primarie sono il riferimento corretto in caso di controlli.
Come si calcola la base imponibile IRAP
Società industriali e commerciali (art. 5 D.Lgs. 446/1997)
Per società industriali e commerciali, la base imponibile segue il cosiddetto “metodo civilistico”. Si parte dal valore della produzione del conto economico civilistico (voce A) e si sottraggono i costi della produzione (voce B).
Non tutti i costi sono deducibili. In particolare, il costo del personale (voce B9) di regola non si deduce. La norma IRAP nasce per tassare il valore aggiunto prodotto dall’organizzazione.
Si applicano poi rettifiche specifiche previste dagli articoli 5 e seguenti del D.Lgs. 446/1997. Vanno considerate le esclusioni e le riprese fiscali tipiche dell’IRAP.
Enti non commerciali (parte commerciale)
Gli enti non commerciali calcolano l’IRAP solo sulla parte commerciale dell’attività. La base imponibile usa criteri simili, ma limitati ai componenti riferibili all’attività commerciale.
Serve una contabilità separata o criteri oggettivi di ripartizione. Senza separazione, cresce il rischio di errore e di riprese in sede di controllo.
Servizi finanziari, assicurazioni e PA
Per banche, assicurazioni e Pubbliche Amministrazioni esistono regole ad hoc per base imponibile e aliquote. I riferimenti sono l’articolo 6 e seguenti e l’articolo 16 del D.Lgs. 446/1997.
Queste regole tengono conto della specificità dei bilanci e dei margini settoriali. In caso di dubbi, usa sempre i principi contabili applicabili come guida.
Esempio numerico: società di capitali
Immagina una S.r.l. con questi dati di conto economico civilistico:
- Valore della produzione (A): 1.000.000 euro.
- Costi della produzione (B) totali: 780.000 euro, di cui personale B9 = 250.000 euro.
Base imponibile IRAP stimata (semplificando):
- Parto da A – B = 220.000 euro.
- Riaggiungo il costo del personale non deducibile: +250.000 euro.
- Base imponibile lorda stimata: 470.000 euro (al netto delle altre rettifiche IRAP).
Aliquota ordinaria ipotetica 3,9%: imposta lorda 18.330 euro. Se la tua Regione ha deliberato un’aliquota diversa, applica quella.
Versamenti: acconti, saldo e dichiarazione
Metodo storico (acconti)
Il metodo storico usa l’imposta dovuta per l’anno precedente come base per gli acconti. In genere si versa l’intero 100% in due rate: 40% a giugno e 60% a novembre.
Gli acconti si pagano con F24. I codici tributo IRAP sono, di norma: 3812 (acconto prima rata), 3813 (acconto seconda rata o unica), 3814 (saldo).
Verifica ogni anno le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Le percentuali possono variare con provvedimenti ministeriali.
Metodo previsionale (acconti)
Col metodo previsionale stimi l’IRAP dovuta per l’anno in corso. Versi gli acconti su quella stima. È utile in caso di forte calo del valore della produzione o chiusura imminente.
Attenzione al rischio sanzioni per insufficiente versamento. Se paghi meno del dovuto, scattano sanzioni e interessi. In caso di incertezza, resta prudente.
Saldo e scadenze tipiche
Il saldo IRAP si versa insieme al primo acconto dell’anno successivo. La scadenza tipica è a giugno, in linea con i termini delle imposte sui redditi.
La seconda rata di acconto cade, in genere, a fine novembre. Ogni anno possono esserci slittamenti con decreti attuativi.
Dichiarazione IRAP
La dichiarazione IRAP si presenta con modello dedicato per via telematica. Il termine ordinario è, di regola, il 30 novembre dell’anno successivo al periodo d’imposta.
I riferimenti procedurali generali sono nel D.P.R. 322/1998 (termini e modalità di presentazione delle dichiarazioni) e nei provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate che approvano il modello.
Regola decisionale rapida
Paghi l’IRAP? Ecco come decidere in pochi passaggi
- Sei una persona fisica con partita IVA (ditta individuale o professionista)? Oggi non paghi l’IRAP. Base: Legge 234/2021.
- Sei una società (S.r.l., S.p.A., S.n.c., S.a.s.)? Paghi l’IRAP sulla base dell’art. 3 e art. 5 D.Lgs. 446/1997.
- Sei un ente non commerciale con anche attività commerciale? Paghi l’IRAP limitatamente alla parte commerciale.
- Hai una stabile organizzazione in Italia di un soggetto estero? L’IRAP è dovuta in Italia.
- Operi in un settore speciale (banche, assicurazioni, PA)? Controlla aliquote e base imponibile specifiche dell’art. 16 e seguenti.
- Devi versare acconti? Scegli storico se la tua imposta non scenderà. Scegli previsionale solo se prevedi un calo chiaro e misurabile.
Esempi di calcolo e di versamento
Esempio 1: S.r.l. commerciale in Regione con aliquota ordinaria
Dati semplificati:
- Valore produzione A: 500.000.
- Costi produzione B: 380.000, con personale B9 = 120.000.
Base IRAP stimata: (A – B) + B9 = (500.000 – 380.000) + 120.000 = 240.000.
Aliquota 3,9%: IRAP annua 9.360 euro. Acconti metodo storico: 3.744 euro a giugno (40%), 5.616 euro a novembre (60%).
Esempio 2: Ente non commerciale con attività commerciale
L’ente svolge anche vendita di merchandising. Ricavi commerciali 80.000. Costi commerciali 50.000 (personale compreso 20.000).
Base IRAP stimata: (80.000 – 50.000) + 20.000 = 50.000. Aliquota regionale 4,2%: imposta 2.100 euro. Scadenze come da calendario ordinario.
Esempio 3: Metodo previsionale per forte calo
Una S.n.c. prevede una contrazione del valore della produzione del 50% rispetto all’anno scorso. Con metodo storico pagherebbe acconti troppo alti.
Adotta il previsionale e ricalcola gli acconti su stime documentate. Se a fine anno l’imposta effettiva risulta più alta, verserà differenza, interessi e sanzioni.
Riferimenti normativi e operativi
Norme primarie
- D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446: istituzione IRAP, base imponibile, aliquote, soggetti.
- Legge 30 dicembre 2021, n. 234: esclusione dall’IRAP per persone fisiche con partita IVA.
Prassi e fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate: istruzioni modello IRAP e codici tributo F24 aggiornati ogni anno.
- Ministero dell’Economia e delle Finanze: tabelle aliquote regionali IRAP.
- Normattiva: testo aggiornato del D.Lgs. 446/1997 e delle leggi collegate.
| Scenario | Chi paga | Base imponibile (criterio sintetico) | Aliquota indicativa | Versamenti e adempimenti |
|---|---|---|---|---|
| S.r.l. commerciale | Sì | Valore produzione A – costi B + costo personale (B9) + rettifiche art. 5 | Aliquota ordinaria regionale (es. 3,9% variabile) | Acconti giugno/novembre; saldo a giugno; modello IRAP entro 30/11 |
| S.n.c. servizi | Sì | Schema civilistico con esclusione costo personale e altre riprese | Aliquota ordinaria regionale | Acconti 40%/60% (salvo aggiornamenti); saldo a giugno; dichiarazione telematica |
| Ente non commerciale con attività commerciale | Sì (solo per la parte commerciale) | Valore e costi riferiti all’attività commerciale; costo personale non deducibile | Aliquota ordinaria regionale o settoriale | Contabilità separata consigliata; acconti e saldo come da calendario ordinario |
| Persona fisica con partita IVA (forfettario o ordinario) | No dal 2022 | Non si calcola | Non applicabile | Nessun versamento IRAP; niente modello IRAP |
| Stabile organizzazione di impresa estera | Sì | Valore produzione attribuibile alla stabile organizzazione | Aliquota regionale del territorio in cui opera | Acconti/saldo con F24; modello IRAP entro 30/11 |
FAQ
1) Sono un libero professionista in regime forfettario: devo pagare l’IRAP nel 2026?
No. Dal periodo d’imposta 2022 le persone fisiche con partita IVA, inclusi i forfettari, non pagano l’IRAP. La base è la Legge 234/2021. L’esclusione vale anche se superi le soglie del regime forfettario e passi all’ordinario. Non devi presentare la dichiarazione IRAP né versare acconti o saldo. Resta comunque obbligatorio gestire correttamente le altre imposte (IRPEF o imposta sostitutiva, addizionali, INPS). Se operi tramite una società, invece, l’IRAP si applica alla società, non a te come persona fisica.
2) Come scelgo tra metodo storico e metodo previsionale per gli acconti IRAP?
Usa il metodo storico se l’imposta dell’anno precedente è una base affidabile per l’anno in corso. È la scelta più prudente, perché evita sanzioni per insufficiente versamento. Scegli il metodo previsionale solo se hai elementi concreti che indicano un calo dell’imposta IRAP dovuta per l’anno in corso: contratti persi, produzione ridotta, chiusura dell’attività o ristrutturazioni rilevanti. Documenta sempre le tue stime (budget, ordini, bilancini infrannuali). Se a consuntivo la tua previsione risulta troppo bassa, dovrai integrare con saldo, interessi e sanzioni. Le regole generali di calcolo degli acconti sono richiamate ogni anno dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
3) Quali costi non posso dedurre dalla base imponibile IRAP?
Nel metodo civilistico tipico di società industriali e commerciali, il costo del personale (voce B9 del conto economico) non è deducibile ai fini IRAP. L’imposta mira a tassare il valore aggiunto dell’organizzazione. Restano poi esclusioni e rettifiche specifiche previste dal D.Lgs. 446/1997, che possono includere anche altre componenti. Le differenze rispetto alle regole di IRES o IRPEF sono frequenti. Per evitare errori, parti sempre dallo schema A e B del conto economico, poi applica in sequenza le regole IRAP: esclusioni, riprese e deduzioni ammesse dal decreto.
4) Le aliquote IRAP variano: come faccio a non sbagliare quella della mia regione?
Ogni anno la Regione può approvare delibere che modificano l’aliquota, entro limiti fissati dal D.Lgs. 446/1997 (art. 16). La prassi migliore è: verifica il testo dell’ultima delibera regionale pubblicata sul bollettino ufficiale; confronta con le tabelle riepilogative pubblicate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze; controlla eventuali note di settore se operi in ambiti speciali (banche, assicurazioni, PA). Se ci sono attività in più regioni, attribuisci correttamente il valore della produzione a ciascun territorio secondo i criteri del decreto. In caso di incertezza, adotta l’aliquota più prudente e acquisisci la delibera aggiornata prima del saldo.
5) Quando si presenta la dichiarazione IRAP e quali sono i codici tributo per i pagamenti?
La dichiarazione IRAP si presenta per via telematica, di regola entro il 30 novembre dell’anno successivo al periodo d’imposta. Il modello e le istruzioni sono approvati annualmente dall’Agenzia delle Entrate. I versamenti si eseguono con F24 usando, di norma, i codici: 3812 per l’acconto prima rata, 3813 per l’acconto seconda rata o unico acconto, 3814 per il saldo. Le date tipiche sono: giugno per saldo e primo acconto, novembre per il secondo acconto. Ogni anno possono esserci slittamenti dovuti a decreti o provvedimenti. Prima di versare, verifica sempre le istruzioni aggiornate dell’Agenzia e la delibera regionale applicabile alla tua attività.
