Imposta: cos’è, chi deve pagarla e come si calcola?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Le imposte finanziano la spesa pubblica e le paghi in base alla capacità contributiva; le tasse si pagano solo quando usi un servizio specifico. Un’attività paga entrambe, secondo norme e scadenze precise.

  • Imposta: prelievo senza servizio diretto in cambio. Esempi: IRPEF, IRES, IVA, imposta sostitutiva.
  • Tassa: richiesta per un servizio. Esempi: TARI rifiuti, diritti comunali, canone TV.
  • Base legale: Costituzione, Testi Unici e leggi tributarie (consultabili su Normattiva e portali ministeriali).

Imposte e tasse: differenza pratica e base legale

Che cos’è un’imposta

L’imposta è un tributo dovuto per legge. Non ricevi un servizio diretto in cambio. Serve a finanziare le spese dello Stato e degli enti pubblici.

La Costituzione impone due principi chiave. Articolo 23: ogni prestazione patrimoniale deve basarsi su una legge. Articolo 53: il prelievo deve rispettare la capacità contributiva e la progressività.

Esempi tipici: IRPEF sul reddito delle persone fisiche (D.P.R. 917/1986, TUIR), IRES per le società (stesso TUIR), IVA sui consumi (D.P.R. 633/1972) e l’imposta sostitutiva nel regime forfettario (Legge 190/2014 e successive modifiche).

Che cos’è una tassa

La tassa si paga quando usi un servizio pubblico o chiedi un atto. È collegata a un’utilità specifica. Non sempre copre il costo pieno del servizio, ma ne è il corrispettivo.

Esempi ricorrenti: TARI per i rifiuti urbani (Legge 147/2013), canone TV (canone di abbonamento alla televisione), tassa per concessioni governative, diritti di segreteria o istruttoria per pratiche locali.

Paghi la tassa solo se attivi il servizio o godi dell’atto. Se non usi il servizio, di norma non paghi la tassa.

Contributi: terza categoria essenziale

Accanto a imposte e tasse ci sono i contributi. Servono a finanziare prestazioni previdenziali e assistenziali. Sono collegati a specifiche gestioni.

Esempi: contributi INPS per artigiani, commercianti e professionisti; Gestione Separata (Legge 335/1995). Sono obbligatori se svolgi attività che generano redditi da lavoro autonomo o d’impresa.

Non sono tasse né imposte in senso stretto. Ma rientrano nel “carico” che devi pianificare ogni anno.

Come si applicano a professionisti, ditte individuali, società ed e-commerce

Regimi fiscali e imposte sul reddito

Se lavori in proprio, il primo bivio riguarda il regime fiscale. Due casi frequenti: regime forfettario e regime ordinario.

Regime forfettario: è un regime semplificato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro. Applica un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti. Base normativa: Legge 190/2014, con modifiche di leggi successive, tra cui Legge 197/2022.

Regime ordinario: calcoli il reddito analiticamente. Applichi l’IRPEF a scaglioni progressivi previsti dal TUIR. Aggiungi addizionali regionali e comunali. Hai deduzioni e detrazioni secondo le norme vigenti.

IVA: quando si applica e quando no

L’IVA è un’imposta sui consumi. La versa chi vende beni o servizi come soggetto passivo IVA. Base normativa: D.P.R. 633/1972 e direttive UE recepite in Italia.

Nel regime forfettario, in via ordinaria non addebiti l’IVA in fattura. Non detrai l’IVA sugli acquisti. Indichi le diciture previste dalla legge. Nel regime ordinario, addebiti l’IVA ai clienti e detrai quella sugli acquisti, con liquidazioni periodiche.

Per l’e-commerce e i servizi digitali, esistono regimi speciali OSS e IOSS per vendite intra-UE a consumatori. Base normativa UE: pacchetto IVA e-commerce. In Italia, recepito con decreti legislativi e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Tasse tipiche collegate ai servizi

TARI: tassa rifiuti. La stabilisce il Comune. Dipende da metri quadri e uso dei locali. Base normativa: Legge 147/2013 e regolamenti comunali.

Canone TV: dovuto per il possesso di apparecchi atti o adattabili alla ricezione televisiva. Regole su esenzioni e modalità sono definite da norme nazionali e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Altre tasse e diritti: diritti di segreteria per pratiche SUAP, imposta di bollo in casi specifici (D.P.R. 642/1972), tassa concessioni governative per alcune licenze. Sono collegate a singoli servizi o atti amministrativi.

E-commerce: IVA, soglie e marketplace

Vendite B2C intra-UE e regimi OSS/IOSS

Se vendi online a consumatori UE, potresti usare l’OSS. È uno sportello unico per dichiarare e versare l’IVA dei vari Paesi UE in un’unica dichiarazione. Facilita la gestione multistato.

Per le vendite a distanza importate da Paesi extra-UE fino a una soglia minima, esiste l’IOSS. Anche qui dichiari e versi l’IVA in un sistema unico. Riduci ritardi in dogana e sorprese al cliente.

Le soglie e le regole derivano da direttive UE recepite in Italia. Le trovi sui portali istituzionali e sulla banca dati normativa nazionale.

Ruolo delle piattaforme e responsabilità IVA

Alcuni marketplace possono essere considerati “fornitori presunti” ai fini IVA per specifiche vendite. In quei casi, la piattaforma riscuote e versa l’IVA.

Se vendi tramite marketplace, verifica i contratti e le FAQ fiscali della piattaforma. Valuta quando devi comunque emettere fattura o certificare i corrispettivi.

Le norme sono in continua evoluzione a livello UE. Controlla gli aggiornamenti dell’Agenzia delle Entrate e della Commissione europea.

Adempimenti, scadenze e strumenti di versamento

F24, codici tributo e calendario

Versi imposte e contributi con modello F24, anche telematico. Indichi i codici tributo corretti e il periodo di riferimento. Conservi le ricevute.

Scadenze tipiche: saldo e primo acconto imposte entro giugno. Secondo acconto a novembre. IVA mensile o trimestrale secondo volumi e regime. Contributi INPS con le stesse logiche di saldo e acconti.

Tasse locali (come TARI) seguono calendari comunali. Le scadenze sono indicate negli avvisi o nei regolamenti dell’ente locale.

Sanzioni e ravvedimento operoso

Se sbagli o ritardi, si applicano sanzioni e interessi. Le regole generali sono nel D.Lgs. 471/1997 e nel D.Lgs. 472/1997. La misura varia in base al tipo di violazione.

Il ravvedimento operoso consente di ridurre le sanzioni se regolarizzi e paghi spontaneamente. Riferimento: articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Più agisci in fretta, più risparmi.

Conserva sempre fatture, ricevute e dichiarazioni. Ti servono in caso di controlli. Aiutano anche a ricostruire correttamente i calcoli.

Regola decisionale rapida

Come capire se stai pagando un’imposta, una tassa o un contributo

Domanda 1: c’è un servizio o un atto richiesto da te? Se sì, è probabile che sia una tassa o un diritto. Esempi: TARI, diritti SUAP, bollo.

Domanda 2: il pagamento è proporzionato a reddito, ricavi o consumi senza un servizio individuale? Allora è un’imposta. Esempi: IRPEF, IRES, IVA, imposta sostitutiva.

Domanda 3: finanzia pensioni o tutele sociali collegate al lavoro? Allora sono contributi. Esempi: INPS artigiani, commercianti, Gestione Separata.

Domanda 4: nasce da una legge generale statale o da un regolamento locale su un servizio? Le imposte hanno base in leggi statali. Le tasse spesso in regolamenti di enti connessi al servizio.

Domanda 5: la fruizione è facoltativa o inevitabile? Se paghi perché chiedi un servizio, è tassa. Se paghi per il semplice fatto di produrre reddito o consumare, è imposta.

Fonti normative e istituzionali di riferimento

Riferimenti utili per approfondire in autonomia

Costituzione della Repubblica Italiana, articoli 23 e 53 (principio di legalità e capacità contributiva).

D.P.R. 917/1986, Testo Unico delle Imposte sui Redditi (IRPEF e IRES).

D.P.R. 633/1972 (IVA) e normativa UE sul regime OSS/IOSS per e-commerce.

Legge 190/2014 sul regime forfettario, come modificata da leggi successive, tra cui Legge 197/2022.

Legge 147/2013 (TARI) e regolamenti comunali.

D.P.R. 642/1972 (imposta di bollo) e disposizioni su tassa concessioni governative.

Legge 335/1995 (riforma pensionistica e Gestione Separata INPS).

D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997 (sanzioni tributarie e ravvedimento operoso).

Banche dati e portali istituzionali: Normattiva per testi di legge vigenti; Ministero dell’Economia e delle Finanze; Agenzia delle Entrate; Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; INPS; Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Scenario Tributi principali Requisiti/Note normative Adempimenti e tempistiche
Professionista in regime forfettario Imposta sostitutiva; contributi INPS; niente IVA in fattura Ricavi entro 85.000 euro; uscita immediata se superi soglia di legge; base: Legge 190/2014 e s.m.i. Saldo/acconti imposta e INPS a giugno/novembre; fatture con dicitura di non addebito IVA
Impresa individuale in regime ordinario IRPEF a scaglioni; IVA; contributi INPS TUIR per IRPEF; D.P.R. 633/1972 per IVA; deduzioni e detrazioni applicabili IVA mensile o trimestrale; dichiarazione annuale; F24 per saldo/acconti
Società di capitali IRES; IRAP; IVA; contributi per dipendenti TUIR per IRES; imposta regionale sulle attività produttive; obblighi di sostituto d’imposta Versamenti periodici; CU e dichiarazioni; liquidazioni IVA; bilancio
E-commerce B2C intra-UE IVA paese di consumo tramite OSS/IOSS Normativa UE e recepimento nazionale; soglie unificate UE per vendite a distanza Registrazione OSS/IOSS; dichiarazioni periodiche; conservazione documenti
Attività con locali TARI; imposta di bollo su atti; diritti comunali Legge 147/2013 e regolamenti comunali; D.P.R. 642/1972 Piani di pagamento TARI; bollo su istanze; versamenti secondo avvisi
Nuova attività “start” Imposta sostitutiva 5% (se requisiti); contributi ridotti salvo eccezioni Agevolazione 5 anni nel forfettario se condizioni rispettate; norme antielusive Monitoraggio requisiti; F24 entro scadenze; dichiarazioni nei termini

FAQ su imposte e tasse: casi reali e soluzioni

Devo aprire la partita IVA per un e-commerce: quali imposte e tasse pago?

Dipende dal modello di business e dai volumi. Se vendi con continuità e organizzazione, la partita IVA è necessaria. Pagherai le imposte sul reddito secondo il regime scelto. Forfettario con imposta sostitutiva se rispetti i limiti e i requisiti. Ordinario con IRPEF a scaglioni se non puoi o non vuoi usare il forfettario. L’IVA si applica secondo le regole del D.P.R. 633/1972. Per vendite B2C nell’UE, valuta l’OSS per semplificare i versamenti dell’IVA estera. Ti serviranno anche i contributi previdenziali in base alla gestione INPS corretta. Le tasse locali includono TARI se utilizzi locali idonei. Verifica i regolamenti comunali per importi e scadenze. Conserva i documenti e imposta un calendario con le chiusure fiscali semestrali (giugno e novembre) e l’IVA periodica.

Qual è la differenza concreta tra imposta sostitutiva e IRPEF?

L’imposta sostitutiva, applicabile nel regime forfettario, rimpiazza IRPEF, addizionali e, nei casi previsti, IRAP. Si applica a un reddito calcolato forfettariamente usando un coefficiente di redditività. L’aliquota è fissa (ordinariamente 15%, 5% per i primi cinque anni con requisiti). L’IRPEF ordinaria usa scaglioni progressivi. Si calcola sul reddito effettivo, cioè ricavi meno costi deducibili, contributi e oneri secondo il TUIR. Con l’IRPEF puoi sfruttare deduzioni e detrazioni ampie. Il forfettario è più semplice ma rinuncia alla deduzione analitica dei costi e, di norma, non applica l’IVA. La scelta va fatta con un confronto numerico basato su margini, costi reali e oneri previdenziali. Ricorda che le soglie e le condizioni del forfettario sono fissate dalla Legge 190/2014 e norme successive.

TARI, canone TV e diritti: come capisco se devo pagarli?

Parti dall’uso concreto. Se occupi o detieni locali, la TARI scatta per il semplice fatto fisico, secondo regolamenti comunali e Legge 147/2013. Se possiedi un apparecchio atto o adattabile alla ricezione televisiva, il canone TV è dovuto, salvo esenzioni previste dalla normativa. Se presenti un’istanza o chiedi un atto pubblico (licenza, pratiche SUAP), si applicano diritti e, in certi casi, imposta di bollo secondo D.P.R. 642/1972. Ogni tassa ha il suo presupposto specifico. Verifica sempre gli avvisi dell’ente e le deliberazioni vigenti. Se non usi il servizio o non ricade il presupposto, di norma la tassa non è dovuta. In caso di dubbi, chiedi chiarimenti all’ente competente prima delle scadenze, per evitare sanzioni o duplicazioni.

Che cosa succede se pago in ritardo imposte o IVA? Posso rimediare?

In caso di ritardo, maturano sanzioni e interessi. La misura dipende dal tributo, dall’entità e dal tempo trascorso. Puoi usare il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni. Paghi imposta, interessi e la sanzione ridotta in base all’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Prima regolarizzi, più bassa è la sanzione. Devi indicare i corretti codici tributo nel modello F24. Se ci sono errori dichiarativi, valuta l’invio di una dichiarazione integrativa nei termini. Conserva tutta la documentazione del ravvedimento. In presenza di controlli, la tracciabilità delle regolarizzazioni è fondamentale. Per importi elevati o casi complessi, conviene predisporre un piano di cassa per evitare nuovi ritardi nelle scadenze successive.

Sono un libero professionista senza costi rilevanti: meglio forfettario o ordinario?

Se hai costi bassi, il forfettario spesso conviene. Applichi il coefficiente di redditività al fatturato e tassazione al 15% (5% se start e con requisiti). Non deduci i costi analiticamente, ma la semplicità amministrativa è alta. Non addebiti IVA né la detrai, quindi i tuoi prezzi sono “puliti” per i clienti finali non detraenti. Se però hai oneri detraibili importanti, familiari a carico o vuoi sfruttare deduzioni specifiche del TUIR, il regime ordinario può risultare migliore nonostante la maggiore complessità. La scelta ideale nasce da un confronto numerico su: fatturato atteso, margine lordo reale, contributi INPS, oneri deducibili e detraibili. Verifica anche la stabilità dei requisiti del forfettario e le soglie in vigore. Le regole quadro sono nella Legge 190/2014 e successivi aggiornamenti.

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