Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
E-commerce diretto: beni digitali; indiretto: beni fisici. Fattura B2B sempre, B2C solo su richiesta. Vendite a distanza escluse dai corrispettivi telematici; usa registro corrispettivi. Valuta OSS UE 10.000 €, ComUnica, SCIA, INPS e regime fiscale.
- Esonero da scontrino/ricevuta e dai corrispettivi telematici per vendite a distanza B2C; fattura obbligatoria verso Partita IVA; fatturazione elettronica generalizzata (D.Lgs. 127/2015 e successive modifiche).
- Soglia UE unica 10.000 € per vendite a distanza e servizi TBE ai consumatori; oltre soglia usa OSS/IOSS (Reg. UE 2017/2455, 2019/1995; D.Lgs. 83/2021).
- Avvio con ComUnica, ATECO 47.91.10 per e-commerce, SCIA al SUAP, iscrizione INPS Gestione Commercianti, PEC e firma digitale (DPR 160/2010; L. 241/1990; D.Lgs. 222/2016).
E-commerce diretto e indiretto: definizioni e impatto fiscale
E-commerce diretto: vendi beni immateriali online. Per esempio e-book, file musicali, software, crediti in-app, servizi digitali. Incasso e consegna avvengono in rete.
E-commerce indiretto: vendi beni fisici. Il cliente compra online. Tu spedisci il prodotto con corriere. La consegna è materiale, non digitale.
La distinzione non è solo commerciale. Cambia la natura dell’operazione ai fini IVA e la gestione dei documenti. La base è il DPR 633/1972 (IVA) e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Diretto: prestazioni elettroniche TBE
Per diretto parliamo di servizi TBE. TBE significa telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici. Sono servizi automatizzati erogati via internet. La regola IVA cambia in base al cliente e al paese.
Se vendi a consumatori UE, guardi la soglia unica 10.000 €. Se superi, applichi l’IVA del paese del cliente e puoi usare il regime OSS. Questa disciplina deriva dai Regolamenti UE 2017/2455 e 2019/1995 e dal D.Lgs. 83/2021.
Indiretto: cessioni di beni e vendite a distanza
Per indiretto, la norma chiave è sulle vendite a distanza. Vendi a privati di altri Stati UE con spedizione dal tuo magazzino. Vale la stessa soglia unica 10.000 € per passare all’IVA del paese del cliente con OSS.
Se vendi in Italia a consumatori italiani, applichi l’IVA italiana se sei in regime ordinario. Se sei in forfettario, non applichi IVA ma gestisci imposta sostitutiva sui ricavi forfettizzati (Legge 190/2014 e successive modifiche).
Fatture, corrispettivi e registri: cosa fare in pratica
Fattura sempre obbligatoria verso soggetti con Partita IVA. Per privati, emetti fattura solo su richiesta. Questa regola vale per diretto e indiretto. La base è l’articolato IVA del DPR 633/1972 e i documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Per e-commerce indiretto B2C, la vendita è “per corrispondenza”. Qui c’è l’esonero da scontrino e ricevuta fiscale. C’è anche l’esonero da memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Lo prevede il DPR 696/1996 e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sui corrispettivi telematici (D.Lgs. 127/2015).
In assenza di corrispettivi telematici, annoti gli incassi nel registro dei corrispettivi. Se sei in regime ordinario, il registro è IVA. Se sei in forfettario, non hai registri IVA obbligatori, ma tieni un prospetto incassi per controllo interno e per le fatture emesse.
Fatturazione elettronica nel 2026
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari, salvo specifiche esclusioni residuali. La base è il D.Lgs. 127/2015 e gli interventi successivi, inclusi i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e le norme attuative del 2022-2024.
Per i privati, invii fattura elettronica solo se il cliente la chiede. Se emetti fattura senza IVA (forfettario), applichi l’imposta di bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro. Riferimenti: DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014 sul bollo virtuale.
Operazioni estere e comunicazioni
Per operazioni con soggetti esteri, usi lo SDI anche per le transazioni transfrontaliere. Questa prassi ha sostituito l’esterometro. La fonte è l’Agenzia delle Entrate con i provvedimenti attuativi 2022-2024.
Controlla sempre se l’operazione confluisce in OSS/IOSS. Se sì, non duplichi la liquidazione IVA in Italia. Registri in OSS e versi tramite il portale UE dedicato.
Regime fiscale 2026: forfettario o ordinario
Regime forfettario: aliquote e coefficienti corretti per e-commerce
Il forfettario applica un’imposta sostitutiva. È il 15% o il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. La norma base è la Legge 190/2014 e successive modifiche.
Attenzione al coefficiente di redditività. Per il commercio al dettaglio e all’ingrosso (e-commerce indiretto con ATECO 47.91.10), il coefficiente è il 40%. Significa che il reddito imponibile è il 40% dei ricavi. Il 78% si applica ai professionisti, non ai commercianti.
Se vendi beni digitali come commerciante, valgono gli stessi coefficienti del commercio. Se vendi servizi digitali “professionali”, potrebbe applicarsi il 78%. Serve inquadramento corretto del codice ATECO. La fonte è l’allegato alla Legge 190/2014 sui coefficienti.
Nel forfettario non applichi IVA in fattura, non detrai l’IVA sugli acquisti, non tieni registri IVA. Emetti fattura elettronica e gestisci il bollo dove dovuto. Applichi il principio di cassa: tassazione sugli incassi effettivi.
Regime ordinario: IVA e IRPEF 2026
Nel regime ordinario, calcoli il reddito come ricavi meno costi deducibili. Applichi l’IRPEF a scaglioni. Le aliquote 2026, secondo la disciplina aggiornata, sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000.
Detrai l’IVA sugli acquisti e versi l’IVA sulle vendite. Liquidazioni periodiche, esterometro via SDI, e dichiarazione IVA annuale. Riferimenti: DPR 633/1972 e prassi Agenzia delle Entrate.
Contributi INPS Gestione Commercianti 2026
I commercianti versano contributi fissi e contributi percentuali oltre il minimale. La gestione è INPS Gestione Commercianti. Le cifre si aggiornano ogni anno con circolare INPS.
Per il 2026, i contributi fissi annui sono pari a 4.611,64 euro, in quattro rate. Il minimale di reddito è 18.808,00 euro. Oltre questo, versi il 24,48% sulla parte eccedente. Oltre 56.224,00 euro, aggiungi l’1%: 25,48% sulla quota eccedente. Verifica sempre la circolare INPS annuale.
Nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Valuta l’impatto su pensione e maternità. La base è la normativa INPS e i messaggi annuali.
Apertura attività e adempimenti amministrativi
Apri l’attività con la pratica ComUnica. Con un invio attivi: Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, iscrizione al Registro Imprese, posizione INPS. La base normativa è il sistema ComUnica e le disposizioni del Ministero delle Imprese.
Scegli il codice ATECO corretto. Per e-commerce generalista usa 47.91.10 “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”. Per vendita di software o contenuti digitali come commercio usa sempre 47.91.10. Se eroghi servizi professionali digitali, valuta codici della sezione 62 o 63.
Presenta la SCIA al SUAP del Comune della sede. La SCIA si basa sulla L. 241/1990 e sul D.Lgs. 222/2016. Usa PEC e firma digitale per invii e per il Registro Imprese. Il SUAP è regolato dal DPR 160/2010.
Non dimenticare privacy e cookie. Il GDPR (Reg. UE 2016/679) impone informativa chiara, base giuridica per i trattamenti e gestione dei consensi. Per i cookie di profilazione serve consenso esplicito.
IVA UE: OSS e IOSS spiegati semplice
OSS per vendite intra-UE B2C e servizi TBE
Hai una soglia unica 10.000 euro annui, calcolata su tutte le vendite a distanza UE e sui servizi TBE verso consumatori UE. Sotto soglia, applichi l’IVA italiana. Sopra soglia, applichi l’IVA del paese del cliente e puoi usare OSS.
L’OSS semplifica il versamento. Dichiarazione trimestrale unica dal portale nazionale OSS. Versi l’IVA di tutti i Paesi UE in un’unica soluzione. Fonti: Reg. UE 2017/2455 e 2019/1995; D.Lgs. 83/2021; documenti Agenzia delle Entrate.
IOSS per vendite extra-UE con importi bassi
L’IOSS si usa per spedizioni fino a 150 euro importate nell’UE verso consumatori. Addebiti l’IVA del paese del cliente al checkout. Eviti lo sdoganamento con oneri al destinatario. La base è la riforma e-commerce UE 2021.
Se non usi IOSS, il corriere riscuote IVA e dazi al cliente. L’esperienza d’acquisto peggiora. Valuta IOSS se spedisci spesso piccoli pacchi dall’extra-UE.
Regola decisionale rapida
Come scegliere cosa fare caso per caso
1) Che cosa vendi? Se è file o accesso digitale, è diretto (servizio TBE). Se è prodotto fisico, è indiretto (vendita a distanza).
2) A chi vendi? Se ha Partita IVA, emetti sempre fattura elettronica. Se è privato, fattura solo su richiesta e non emettere scontrino per vendite a distanza.
3) Dove si trova il cliente? Se è in Italia, applichi regole italiane. Se è in UE, verifica la soglia 10.000 euro. Se la superi, attiva OSS. Se è extra-UE, valuta IOSS per spedizioni fino a 150 euro.
4) Che regime fiscale hai? Se forfettario, niente IVA in fattura e reddito forfettizzato (40% per commercio). Se ordinario, detrai l’IVA e applichi IRPEF a scaglioni.
5) Quali registri tieni? Vendite a distanza: sei esonerato dai corrispettivi telematici. In ordinario usa il registro dei corrispettivi. In forfettario tieni un prospetto incassi e conserva le fatture.
Tabella operativa: scenari, adempimenti e tempistiche
| Scenario | Cosa emettere/certificare | Registro/trasmissione | IVA/OSS/IOSS | Tempistiche chiave |
|---|---|---|---|---|
| E-commerce diretto B2C in Italia (file digitali) | Fattura solo su richiesta; nessuno scontrino | Annotazione corrispettivi; niente corrispettivi telematici | IVA italiana in ordinario; no IVA in forfettario | Dichiarazione IVA annuale; LIPE trimestrali in ordinario |
| E-commerce indiretto B2C in Italia (vendita a distanza) | Fattura solo su richiesta; nessuno scontrino | Registro corrispettivi giornaliero in ordinario; prospetto incassi in forfettario | IVA italiana in ordinario; no IVA in forfettario | Liquidazioni IVA mensili/trimestrali; conservazione documenti 10 anni |
| Vendite B2B (Italia/UE/extra-UE) | Fattura elettronica sempre (o analogica extra-UE se consentito) | Invio via SDI; integrazioni/autofatture ove richieste | Reverse charge/operazioni non imponibili per estero secondo DPR 633/1972 | Invio e-fattura entro 12 giorni/15 giorni; esterometro via SDI nei termini |
| B2C UE oltre 10.000 € annui (beni/servizi TBE) | Fattura su richiesta; nessuno scontrino | Registro OSS trimestrale; no corrispettivi telematici | IVA del paese del cliente tramite OSS (D.Lgs. 83/2021) | Dichiarazione OSS trimestrale; versamento entro fine mese successivo |
| Spedizioni extra-UE a consumatori UE fino a 150 € | Fattura su richiesta; documenti doganali | IOSS se aderisci; altrimenti sdoganamento standard | IOSS: addebito IVA al checkout; no dazi se non dovuti | Dichiarazione IOSS mensile; versamento entro fine mese successivo |
FAQ
Devo emettere scontrino o ricevuta per l’e-commerce? E i corrispettivi elettronici?
Per le vendite a distanza B2C non devi emettere scontrino o ricevuta fiscale. Sei anche esonerato dalla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi. Questa regola vale per beni fisici spediti e, nella prassi, anche per molte prestazioni digitali rese online a privati. La base è il DPR 696/1996 e i successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sui corrispettivi telematici (D.Lgs. 127/2015). Resta l’obbligo di fattura se il cliente privato la chiede. Verso Partita IVA, la fattura è sempre obbligatoria e in formato elettronico. In regime ordinario annoti i ricavi nel registro dei corrispettivi; in forfettario conservi le fatture e tieni una prima nota incassi.
Qual è il codice ATECO giusto per un negozio online? Devo fare anche la SCIA?
Per un e-commerce generalista il codice più usato è 47.91.10 “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”. Se vendi prodotti di nicchia, il 47.91.10 resta idoneo perché fotografa il canale, non il settore. Se invece svolgi servizi digitali professionali (per esempio sviluppo software su commissione), valuta codici della sezione 62 o 63. Apri con ComUnica: attivi Partita IVA, Registro Imprese e INPS in un’unica pratica. Devi anche presentare la SCIA al SUAP del Comune della sede legale. La SCIA si fonda sulla L. 241/1990 e sul D.Lgs. 222/2016; il SUAP è regolato dal DPR 160/2010. Servono PEC e firma digitale per le pratiche.
Come funziona il regime forfettario per e-commerce? Qual è il coefficiente giusto e quali limiti ci sono?
Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito calcolato in modo forfettario. Puoi scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività. Per il commercio al dettaglio e all’ingrosso, incluso l’e-commerce indiretto con ATECO 47.91.10, il coefficiente di redditività è il 40%. Quindi, a 100.000 euro di ricavi, il reddito imponibile è 40.000 euro. Su questo calcoli l’imposta sostitutiva. Non applichi IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Non tieni registri IVA ma emetti e conservi le fatture elettroniche e applichi il bollo da 2 euro quando dovuto. Le regole del forfettario derivano dalla Legge 190/2014 e dalle modifiche intervenute negli anni. Ricorda che esistono cause di esclusione (per esempio, ricavi oltre soglia, partecipazioni in società, regimi speciali IVA). Verifica sempre i requisiti aggiornati nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Vendo in altri Paesi UE: quando scatta l’OSS e come lo gestisco con l’IVA?
Somma tutte le vendite a distanza B2C verso l’UE e i servizi TBE a consumatori UE. Se superi 10.000 euro annui, devi applicare l’IVA del Paese del cliente. Per evitare di aprire posizioni IVA in ogni Paese, usi l’OSS. L’OSS prevede una dichiarazione trimestrale unica e un versamento unico, ripartito poi tra gli Stati membri. Ti registri nel portale nazionale e usi l’OSS sia per beni spediti da un magazzino italiano, sia per i servizi TBE. Le basi normative sono i Regolamenti UE 2017/2455 e 2019/1995 e il D.Lgs. 83/2021. Se resti sotto 10.000 euro, puoi applicare l’IVA italiana. Ricorda: se sei in forfettario, non addebiti IVA, ma l’obbligo OSS può comunque riguardare la determinazione dell’aliquota paese cliente in taluni casi di servizi elettronici; verifica l’inquadramento specifico con l’Agenzia delle Entrate.
Quali contributi INPS pago come e-commerce e quand’è conveniente il forfettario rispetto all’ordinario?
Paghi i contributi alla Gestione Commercianti INPS. Versi un fisso annuo (4.611,64 euro nel 2026) in quattro rate, più una percentuale sul reddito oltre il minimale (18.808,00 euro). La percentuale è il 24,48% fino a 56.224,00 euro, poi 25,48% oltre tale soglia. Questi valori li aggiorna ogni anno l’INPS con circolare. Il forfettario spesso conviene con ricarichi elevati e costi bassi perché il reddito imponibile è il 40% dei ricavi. Se hai margini stretti o investimenti importanti, l’ordinario può convenire grazie alla deduzione dei costi e alla detrazione dell’IVA sugli acquisti. Confronta sempre tre voci: imposte dirette, contributi e IVA. Valuta anche la riduzione contributiva del 35% nel forfettario, che abbassa il costo ma incide su prestazioni pensionistiche. Fonti: INPS (circolari contributi artigiani/commercianti), DPR 633/1972, Legge 190/2014.
