Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Devono presentare il “modello unico” (oggi Modello Redditi) i titolari di Partita IVA, le imprese e chi non può usare il 730. Anche alcuni dipendenti lo devono inviare in casi specifici.
- I titolari di Partita IVA e le imprese presentano il Modello Redditi. È obbligatorio per legge.
- Scadenza ordinaria 2026: invio telematico entro il 30 novembre (DPR 322/1998).
- Errori e ritardi si sanano con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13).
Cos’è oggi il “modello unico” e quando si usa
“Modello Unico” è il vecchio nome. Oggi si chiama Modello Redditi. È il modello della dichiarazione dei redditi diverso dal 730.
Il 730 è la dichiarazione semplificata per dipendenti e pensionati. Il Modello Redditi serve quando non puoi o non ti conviene usare il 730. Ad esempio, se hai Partita IVA.
Esistono più versioni: Redditi Persone Fisiche (PF), Redditi Società di Capitali (SC), Redditi Società di Persone (SP), Redditi Enti non Commerciali (ENC). La base normativa è nel TUIR (DPR 917/1986) e nelle regole su forme e scadenze del DPR 322/1998. Il 730 precompilato è disciplinato dal D.Lgs. 175/2014.
Chi deve presentare il Modello Redditi: obblighi 2026
Questi sono i casi tipici in cui la presentazione è obbligatoria. Le fonti di riferimento sono il TUIR, il DPR 322/1998 e le istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.
Lavoratori autonomi con Partita IVA
Professionisti e imprese individuali devono presentare il Modello Redditi PF. Anche in regime forfettario. Il “regime forfettario” è il regime agevolato con imposta sostitutiva e contabilità semplificata. È disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche.
Si applica il principio di cassa. Significa che contano gli incassi e i pagamenti effettivi nell’anno.
Imprese
Le società di persone presentano Redditi SP. Le società di capitali presentano Redditi SC. Gli enti non commerciali usano Redditi ENC. IRAP resta dovuta per società ed enti (D.Lgs. 446/1997). Per le persone fisiche esercenti impresa o lavoro autonomo l’IRAP è stata eliminata dal 2022.
Soggetti che presentano IVA, IRAP e 770
Chi è tenuto alla dichiarazione IVA (DPR 633/1972) o al modello 770 (sostituti d’imposta, DPR 600/1973) ricade normalmente anche nell’obbligo di Modello Redditi. Le imposte si coordinano nella stessa stagione dichiarativa.
Residenti all’estero e non residenti
I non residenti che hanno redditi prodotti in Italia presentano il Modello Redditi PF come “non residenti”. La residenza fiscale segue i criteri del TUIR: iscrizione anagrafica, domicilio o residenza per la maggior parte dell’anno. Chi è residente in Italia e detiene attività all’estero compila il quadro RW per monitoraggio fiscale e IVIE/IVAFE (DL 167/1990).
Redditi “diversi” e casi particolari
Rientrano qui plusvalenze finanziarie, cripto-attività, redditi da locazione breve, redditi esteri, e altre fattispecie del TUIR. Il Modello Redditi serve quando questi redditi non possono o non conviene gestirli con il 730.
Quando anche i lavoratori dipendenti devono presentare il Modello Redditi
Un dipendente di solito usa il 730. Però in alcuni casi è necessario il Modello Redditi PF. Ecco le situazioni tipiche, in linea con il TUIR e il DPR 600/1973.
- Più CU nell’anno e imposta dovuta maggiore delle ritenute di almeno 10,33 euro. “CU” è la Certificazione Unica del sostituto d’imposta.
- Indennità INPS su cui non sono state applicate ritenute. Serve il conguaglio in dichiarazione.
- Hai deduzioni dal reddito che il sostituto non ha gestito. Ad esempio contributi previdenziali volontari o deduzioni per familiari a carico particolari.
- Mancata trattenuta di addizionale comunale o contributo di solidarietà. Devi versarli con F24 dopo la dichiarazione.
- Redditi a tassazione separata da riliquidare (TUIR). Il TFR ha regole dedicate, ma altre somme potrebbero richiedere la dichiarazione.
- Hai realizzato una plusvalenza. Ad esempio su partecipazioni qualificate, immobili o cripto-attività.
Scadenze e invio telematico 2026
La regola generale è nel DPR 322/1998 e nei provvedimenti annuali dell’Agenzia delle Entrate. Per i redditi 2025, il Modello Redditi 2026 si invia entro il 30 novembre 2026.
L’invio è telematico. Lo può fare il contribuente con i servizi dell’Agenzia o un intermediario abilitato (commercialista o CAF). Il 730 segue il suo calendario, in genere entro il 30 settembre.
Le scadenze di versamento di saldo e acconti IRPEF, addizionali e imposte sostitutive restano tra giugno e luglio, con eventuali rateazioni. Le regole sono nel DPR 435/2001 e nelle risoluzioni annuali.
Sanzioni, errori e rimedi: cosa prevede la legge
Gli errori possono costare cari. Le sanzioni sono nel D.Lgs. 471/1997 e nel D.Lgs. 472/1997. Meglio prevenirli con controlli e documenti completi.
Dichiarazione omessa o tardiva: sanzioni pecuniarie. Se c’è imposta dovuta, le percentuali sono elevate. Per insufficiente versamento o dichiarazione infedele, le sanzioni vanno in genere dal 90% al 180% dell’imposta. Sono previste riduzioni con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997) se regolarizzi spontaneamente prima dei controlli.
Puoi inviare una “correttiva nei termini” se sei ancora in scadenza. Oppure una “integrativa” dopo la scadenza. La base è nel DPR 322/1998. Ogni integrazione richiede il ricalcolo di imposte, interessi legali e sanzioni ridotte se ti ravvedi.
Regola decisionale rapida
Decidi in 60 secondi se devi presentare il Modello Redditi
Hai avuto Partita IVA anche per una parte del 2025? Sì: devi presentare il Modello Redditi 2026. No: vai al punto successivo.
Sei socio o amministratore di società con redditi da partecipazione? Sì: verifica se devi usare Redditi PF (per persone fisiche) o se la società presenta SC/SP. In ogni caso, i redditi di partecipazione confluiscono nella tua dichiarazione personale.
Hai solo redditi da lavoro dipendente o pensione, una sola CU, e nessun altro reddito o detrazione complessa? Sì: puoi usare il 730. No: se hai più CU, redditi esteri, plusvalenze o addizionali non trattenute, usa il Modello Redditi.
Hai redditi esteri o attività finanziarie all’estero? Sì: compila il quadro RW (monitoraggio) e gli eventuali quadri RL/RT/RS. Il 730 di solito non basta.
Hai venduto titoli, quote o cripto con plusvalenza? Sì: verifica il regime fiscale. Se non hai un sostituto d’imposta che ha applicato l’imposta sostitutiva, dichiara nel Modello Redditi (quadro RT o RW/RF in base ai casi).
Documenti da raccogliere e controlli da fare
Servono le CU, le ricevute INPS, i prospetti di acconto/saldo, le pezze giustificative di spese detraibili o deducibili. Tieni certificazioni di banche e intermediari per redditi finanziari. Conserva i contratti di locazione e le quietanze.
Se hai Partita IVA: estratto conto, registro corrispettivi o fatture elettroniche, F24 versati, eventuali CU da clienti. Se hai estero: estratti conto esteri, giacenze medie e valori al 31 dicembre, per RW/IVAFE/IVIE.
Controlla i quadri obbligatori: frontespizio, RN (imposta), LM per forfettari, RF/RG per reddito d’impresa, RE/RL per autonomi, RT/RW per capital gain e monitoraggio, RP per oneri detraibili.
Focus: residenti all’estero e detentori di asset esteri
I non residenti con redditi prodotti in Italia dichiarano con Modello Redditi PF come “non residenti”. Indicano solo i redditi imponibili in Italia. Le convenzioni contro le doppie imposizioni si applicano se pertinenti. Le basi sono nel TUIR e nel DPR 600/1973.
I residenti in Italia con conti, investimenti o immobili all’estero compilano il quadro RW per monitoraggio (DL 167/1990). Possono dover versare IVIE (immobili) o IVAFE (attività finanziarie). Le istruzioni sono emanate annualmente dall’Agenzia delle Entrate.
Le cripto-attività rientrano nel monitoraggio se detenute su exchange esteri o wallet con custodia estera. Le plusvalenze vanno in RT, con imposta sostitutiva, secondo le regole aggiornate del TUIR e delle istruzioni dichiarative.
Forfettari, minimi e autonomi senza IVA
Il forfettario compila il quadro LM. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali. La base imponibile è il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditività. Sui contributi previdenziali dedotti non si paga imposta.
I minimi storici sono residuali. Gli autonomi occasionali senza Partita IVA non presentano il quadro dei redditi d’impresa. Dichiarano i compensi in RL, se superano le soglie e se non già tassati alla fonte. Le ritenute seguono il DPR 600/1973.
Ricorda: per le persone fisiche, l’IRAP non si applica a professionisti e ditte individuali dal 2022. Le società e gli enti restano obbligati.
Come scegliere tra 730 e Modello Redditi
Scegli il 730 se hai solo redditi di lavoro/pensione, una o poche detrazioni standard e una posizione semplice. Ha rimborsi veloci in busta paga o pensione.
Scegli il Modello Redditi se hai Partita IVA, redditi esteri, plusvalenze, affitti in cedolare con particolarità, o se devi compilare RW. È più completo. Permette di gestire tutte le imposte e gli acconti in modo unitario.
| Scenario | Chi deve presentare | Modello/Quadri principali | Scadenza 2026 | Documenti chiave |
|---|---|---|---|---|
| Professionista in regime forfettario | Persone fisiche con Partita IVA | Redditi PF; frontespizio, RN, LM, RP (oneri), RW se estero | Invio entro 30/11/2026; versamenti da giugno | Fatture, F24, contributi, CU da clienti, ricevute spese detraibili |
| SRL in attività | Società di capitali | Redditi SC; IRAP; IVA; eventuale 770 | Redditi SC entro 30/11/2026; scadenze imposte societarie | Bilancio, libro cespiti, LIPE, F24, certificazioni ritenute |
| Lavoratore dipendente con due CU e conguaglio a debito | Dipendente con imposta > ritenute | Redditi PF; frontespizio, RN, RC, RP | 30/11/2026 (o 730 se gestibile e ammesso) | CU, ricevute INPS, oneri detraibili/deducibili |
| Non residente con immobile locato in Italia | Persona fisica non residente | Redditi PF non residente; quadro RB, RN | 30/11/2026 | Contratto di locazione, canoni incassati, eventuali imposte locali |
| Cripto-attività con plusvalenze | Residente con cessioni a titolo oneroso | Redditi PF; RT per plusvalenze; RW per detenzione estera | 30/11/2026 | Report exchange, estratti, valore iniziale/finale, movimenti |
| Indennità INPS senza ritenute | Dipendente/pensionato con somme tassabili | Redditi PF; RC, RN, RP | 30/11/2026 | Certificazioni INPS, CU, eventuali F24 acconti |
FAQ
Devo usare il 730 o il Modello Redditi? Qual è la differenza pratica nel 2026?
Usa il 730 se hai solo redditi da lavoro dipendente o pensione, poche detrazioni standard e nessun reddito estero o plusvalenza. Il 730 è più rapido, i rimborsi arrivano in busta paga o pensione. La base normativa è nel D.Lgs. 175/2014.
Usa il Modello Redditi se hai Partita IVA, redditi esteri, plusvalenze, attività o conti all’estero (quadro RW), locazioni con casistiche particolari, o più CU con imposta a debito. È più completo e gestisce acconti e saldi di tutte le imposte. Scadenza ordinaria di invio: 30 novembre (DPR 322/1998).
Ho chiuso la Partita IVA nel 2025: devo comunque presentare il Modello Redditi 2026?
Sì. Se hai svolto attività con Partita IVA nel 2025, devi dichiarare quei redditi nel 2026. Presenti il Modello Redditi PF anche se la Partita IVA è stata chiusa. Dichiari i compensi incassati fino alla chiusura (principio di cassa per i professionisti) e i relativi contributi.
Se non hai percepito altri redditi dopo la chiusura, non usi il 730. Resti sul Modello Redditi per quell’anno. La base giuridica è nel TUIR e nelle norme dichiarative del DPR 322/1998.
Come dichiaro redditi e attività estere? Devo sempre compilare il quadro RW?
Se sei residente in Italia, dichiari i redditi esteri nei quadri specifici (ad esempio RL per redditi di capitale, RC per pensioni estere, RT per plusvalenze). Inoltre, se detieni attività finanziarie o immobili all’estero, devi compilare il quadro RW per monitoraggio fiscale e, se dovuto, calcolare IVIE/IVAFE. Il quadro RW discende dal DL 167/1990.
Se sei non residente, non compili l’RW per le attività estere, ma dichiari in Italia solo i redditi prodotti nel territorio italiano, applicando le regole del TUIR e le eventuali convenzioni contro le doppie imposizioni. Verifica sempre le istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate per i codici e le aliquote aggiornate.
Ho commesso un errore nel Modello Redditi: come lo correggo senza sanzioni pesanti?
Se sei ancora entro la scadenza, invia una “correttiva nei termini”. Sostituisce la precedente e non comporta sanzioni se i versamenti sono completi. Se la scadenza è passata, invia una “integrativa”. Calcola la maggiore imposta, gli interessi legali e applica il ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997) per ridurre le sanzioni.
Se hai un credito maggiore rispetto alla dichiarazione originaria, puoi presentare una integrativa a favore. Le regole su termini e utilizzo in compensazione seguono il DPR 322/1998 e le istruzioni annuali. Conserva sempre i documenti giustificativi per eventuali controlli.
Sono in regime forfettario: cosa compilo e quali imposte verso nel 2026?
Compili il quadro LM del Modello Redditi PF. Calcoli il reddito applicando il coefficiente di redditività ai ricavi incassati (principio di cassa). Deduci i contributi previdenziali versati. Applichi l’imposta sostitutiva prevista dal regime (Legge 190/2014 e modifiche). Indichi gli acconti dovuti per l’anno successivo.
Non compili IVA se resti nel forfettario e non rientri in casi particolari. L’IRAP non si applica alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo dal 2022. Attenzione però a redditi esteri, cripto o attività finanziarie: potresti dover compilare RT e RW. Le scadenze di invio restano al 30 novembre 2026.
Quando un dipendente con più CU deve passare dal 730 al Modello Redditi?
Se le CU sono più di una e il conguaglio finale risulta a debito oltre 10,33 euro, il 730 può non essere sufficiente o non ammesso. Inoltre, se hai ricevuto somme INPS senza ritenute, plusvalenze, redditi esteri, addizionali non trattenute o deduzioni complesse, il Modello Redditi è la via corretta.
La ragione è semplice: il Modello Redditi consente di calcolare e versare tutti i tributi dovuti in modo unitario, incluso il recupero delle addizionali mancanti. Questa impostazione deriva dalle regole del TUIR, del DPR 600/1973 (sostituti d’imposta) e del DPR 322/1998 sulle dichiarazioni.
