Obbligo di emettere la fattura: chi lo ha e come funziona?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

In Italia la fattura elettronica è obbligatoria per quasi tutte le Partite IVA: sempre verso la PA, in B2B e B2C, con eccezione per prestazioni sanitarie a persone fisiche inviate al Sistema Tessera Sanitaria.

  • Base giuridica: D.Lgs. 127/2015, Legge 205/2017 e successive estensioni (DL 36/2022) per forfettari; PA: L. 244/2007 e DM 55/2013.
  • Eccezione sanitaria: divieto di e-fattura verso persone fisiche per prestazioni da inviare al Sistema Tessera Sanitaria, prorogato dalle norme annuali (Milleproroghe) e dai provvedimenti privacy.
  • Tempistiche: 12 giorni per fattura “immediata”; 15 del mese successivo per fattura “differita” e integrazioni/autofatture estere (art. 21 DPR 633/1972; art. 1, c. 3-bis D.Lgs. 127/2015).

Chi deve emettere la fattura e quando è elettronica

L’obbligo di fattura dipende dal tipo di operazione e dal cliente. La regola madre la trovi nell’art. 21 del DPR 633/1972, che definisce cos’è la fattura e i suoi termini.

Dal 1° gennaio 2019 la fattura elettronica è la regola generale tra soggetti residenti o stabiliti in Italia (Legge 205/2017, art. 1, commi 909-916; D.Lgs. 127/2015). Lo scambio avviene tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

Per le Pubbliche Amministrazioni l’obbligo esiste da prima: L. 244/2007 e DM 55/2013 impongono il formato FatturaPA. Le PA non possono pagare senza e-fattura.

Forfettari e minimi: obbligo dal 2024

I contribuenti in regime forfettario (regime agevolato che tassa il reddito con imposta sostitutiva) sono entrati gradualmente nell’obbligo. Dal 1° luglio 2022, se superavano 25.000 euro l’anno precedente. Dal 1° gennaio 2024, per tutti, anche sotto soglia (DL 36/2022).

Il regime contabile non cambia l’obbligo: la fattura elettronica si emette comunque. Cambiano solo alcune note da inserire (per esempio l’assenza IVA).

Sanità: l’eccezione verso persone fisiche

Chi eroga prestazioni sanitarie a persone fisiche e invia i dati al Sistema Tessera Sanitaria non deve emettere e-fattura per quelle prestazioni. La ratio è la tutela della privacy.

La base normativa nasce dai decreti “Semplificazioni” e dalle proroghe annuali (DL 135/2018 e successivi Milleproroghe), richiamati nei provvedimenti del Garante privacy. A oggi (agosto 2026) il divieto è ancora in vigore per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche soggette a invio al STS. Resta invece l’obbligo di e-fattura verso soggetti IVA e PA.

Quando la fattura non è obbligatoria: corrispettivi telematici

Non sempre devi fare la fattura in B2C. L’art. 22 del DPR 633/1972 esonera alcune attività (commercio al minuto e assimilate) dall’obbligo di fattura, salvo richiesta del cliente entro il momento dell’operazione.

In questi casi emetti il documento commerciale (scontrino elettronico) e invii i corrispettivi telematici. Se il cliente chiede fattura, la emetti. Se vendi online B2C con piattaforme, valgono regole simili.

Attenzione: verso la PA la fattura è sempre obbligatoria. In B2B la fattura è la regola.

Come si emette correttamente la fattura elettronica

La fattura elettronica è un file XML conforme al tracciato definito dall’Agenzia delle Entrate (FatturaPA). Va firmato o trasmesso con canali accreditati e inviato allo SdI.

Dati minimi: numero e data; dati di cedente/prestatore e cessionario/committente; descrizione; imponibile; aliquota e imposta o il codice “natura” IVA; eventuali ritenute; cassa previdenziale; bollo.

Termini: fattura immediata entro 12 giorni dall’operazione. Fattura differita entro il 15 del mese successivo per consegne documentate da DDT nel mese (art. 21, comma 4, DPR 633/1972).

Codici documento e natura IVA più usati

Tipo documento: TD01 (fattura), TD04 (nota di credito, cioè rettifica ai sensi dell’art. 26 DPR 633/1972), TD24 (fattura differita), TD16–TD19 (reverse charge/integrazioni per acquisti esteri), TD20 (autofattura sanzionatoria), TD27 (autofattura per splafonamento esportatori).

Natura IVA: N1–N7. Per i forfettari si usa di regola N2.2 “operazioni non soggette – altri casi”, con annotazione “Operazione in regime forfettario ex art. 1, commi 54–89, L. 190/2014 – non addebito IVA e non ritenuta”.

Se applichi la ritenuta d’acconto (professionisti ordinari), indicane base e aliquota. Se addebiti la cassa previdenziale, inseriscila come voce separata.

Bollo virtuale

L’imposta di bollo di 2 euro si applica alle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro (DPR 642/1972). Nella e-fattura attivi il campo del bollo e lo SdI conteggia gli importi trimestrali.

Il versamento avviene con F24 entro le scadenze fissate dal MEF (DM 17 giugno 2014 e provvedimenti attuativi AE). Sono previste soglie per slittare i pagamenti, e sanzioni in caso di ritardo.

Scarti, ritardi e correzioni

Se lo SdI scarta, la fattura si considera non emessa. Devi correggerla e rinviarla entro 5 giorni dalla notifica di scarto (Provvedimento AE 89757/2018).

Se emetti in ritardo, le sanzioni sono quelle dell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997: dal 90% al 180% dell’IVA relativa. Se l’operazione non incide sull’IVA (es. forfettario), sanzione da 250 a 2.000 euro.

La nota di credito (TD04) serve per stornare parzialmente o totalmente una fattura errata o un reso, secondo l’art. 26 DPR 633/1972.

Operazioni con l’estero: invii allo SdI

Dal 1° luglio 2022 è stato abrogato l’esterometro tradizionale. Devi trasmettere i dati delle operazioni transfrontaliere allo SdI usando il formato XML (D.Lgs. 127/2015, art. 1, comma 3-bis).

Vendite a soggetti esteri: puoi emettere fattura elettronica allo SdI (consigliato) o analogica; in ogni caso devi inviare i dati allo SdI nei termini ordinari.

Acquisti da estero: invii documenti di integrazione/autofattura con i tipi TD17 (servizi), TD18 (beni intra-UE), TD19 (beni extra-UE in reverse charge) entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione del documento o effettuazione dell’operazione.

PA: campi specifici

Verso la PA includi eventuali CUP e CIG, il codice ufficio destinatario e il capitolato. Senza questi dati la PA può rifiutare la fattura. Il pagamento avviene solo a fronte di regolare e-fattura.

Regola decisionale rapida

1) Cliente PA? Sì: e-fattura FatturaPA sempre, a prescindere dal regime, dai corrispettivi o dal settore.

2) Cliente con Partita IVA italiana? Sì: e-fattura via SdI, sempre. Se sanità tra operatori IVA, niente deroga STS.

3) Cliente consumatore (B2C)? Se rientri nell’art. 22 DPR 633/1972 (commercio al minuto e assimilati), emetti corrispettivo telematico e fattura solo su richiesta. Se non rientri, emetti fattura. Se prestazione sanitaria soggetta a STS verso persona fisica, non emettere e-fattura: usa documento analogico e invia i dati al STS.

4) Operazione estera? Emetti fattura (elettronica o analogica per vendite), ma trasmetti sempre i dati allo SdI. Per acquisti esteri invia integrazione/autofattura TD17–TD19 entro il 15 del mese successivo.

5) Scadenze chiave: 12 giorni per fattura immediata; 15 del mese successivo per fattura differita e per integrazioni estere; versamento bollo trimestrale.

Obblighi di conservazione e consultazione

Le fatture vanno conservate a norma per 10 anni (Codice dell’Amministrazione Digitale, D.Lgs. 82/2005; Linee guida AgID sulla conservazione dei documenti informatici). La semplice consultazione sul portale AE non sostituisce la conservazione legale.

Puoi affidarti a un conservatore accreditato o a un sistema interno che rispetti le regole tecniche AgID. Predisponi manuale di conservazione e pacchetti di versamento, con marcatura temporale e firma ove previsto.

Imposte dirette e principio di cassa/competenza

Per i professionisti IRPEF vale il principio di cassa: contano gli incassi. Per le imprese vale il principio di competenza (art. 109 TUIR). La data della fattura e la data di incasso possono differire.

I forfettari applicano il principio di cassa e non addebitano IVA né subiscono ritenute (L. 190/2014). Inseriscono l’annotazione in fattura elettronica.

Scenario Cosa fare Norma di riferimento Tempistiche/Sanzioni
B2B nazionale (due Partite IVA italiane) Emetti e invia e-fattura via SdI (TD01/TD24). Indica aliquota o natura IVA. Gestisci ritenuta/cassa se dovute. Legge 205/2017, D.Lgs. 127/2015, art. 21 DPR 633/1972 12 giorni (immediata), 15 mese successivo (differita). Sanzioni art. 6 D.Lgs. 471/1997.
B2C commercio al minuto (art. 22 DPR 633/1972) Emetti documento commerciale e invia corrispettivi telematici. Fattura solo su richiesta del cliente al momento. Art. 22 DPR 633/1972; obbligo corrispettivi telematici (DL 119/2018 e provv. AE) Invio giornaliero corrispettivi. Omissioni sanzionate art. 6 D.Lgs. 471/1997.
Prestazione sanitaria a persona fisica soggetta a STS Non emettere e-fattura. Rilascia documento analogico e invia i dati al STS. DL 135/2018 e successive proroghe; provvedimenti Garante privacy; STS (MEF) Scadenze STS periodiche; sanzioni per omesso/errato invio (D.Lgs. 471/1997 e norme STS).
Acquisto di servizi da fornitore estero Trasmetti allo SdI l’autofattura/integrazione TD17. Versa l’IVA in reverse charge se dovuta. D.Lgs. 127/2015, art. 1, c. 3-bis; art. 17 DPR 633/1972 Entro il 15 del mese successivo a ricezione/operazione. Sanzioni per ritardi art. 6 D.Lgs. 471/1997.

FAQ

1) Sono in regime forfettario: cosa devo scrivere nella fattura elettronica e quali codici usare?

Sei obbligato alla fattura elettronica dal 1° gennaio 2024, indipendentemente dal volume d’affari. Nel tracciato XML indica il “TipoDocumento” TD01 per la fattura ordinaria o TD24 per la differita. Nel blocco IVA usa “Natura” N2.2 perché non addebiti l’IVA in forfettario. Nel campo “Causale” inserisci un testo chiaro, ad esempio: “Operazione in regime forfettario ex art. 1, commi 54–89, L. 190/2014. Non soggetta a IVA né a ritenuta d’acconto”. Se hai la cassa previdenziale (es. Gestione separata o cassa ordinistica), inseriscila come voce separata secondo le regole del tuo Ordine. Ricorda il bollo di 2 euro se l’importo senza IVA supera 77,47 euro, attivando il campo del bollo nel file. Conserva a norma per 10 anni ai sensi del CAD e delle Linee guida AgID.

2) Vendo al dettaglio: devo emettere sempre fattura o basta lo scontrino elettronico?

Se rientri tra le attività dell’art. 22 DPR 633/1972 (commercio al minuto e assimilate), non devi emettere fattura in automatico per i consumatori finali. Devi invece rilasciare il documento commerciale e inviare i corrispettivi telematici giornalieri. Se il cliente chiede la fattura al momento dell’operazione, la emetti in formato elettronico via SdI. Se vendi a una Partita IVA, la fattura è sempre obbligatoria. Ricorda che la mancata emissione del documento commerciale o l’errata trasmissione dei corrispettivi comportano sanzioni secondo l’art. 6 del D.Lgs. 471/1997, con possibili chiusure temporanee in caso di reiterazione.

3) Come gestisco una fattura scartata dallo SdI o con errore di imponibile/IVA?

Uno scarto SdI significa fattura non emessa. Riceverai una notifica con il motivo (per esempio, codice destinatario errato, partita IVA non valida, incoerenze di tracciato). Correggi il file XML e rinvialo entro 5 giorni dalla notifica, mantenendo numero e data originari se coerente con i termini, o riemettendo con nuova numerazione se i termini sono superati. Se hai emesso una fattura con importi sbagliati ma è stata accettata, emetti una nota di credito TD04 per stornare l’importo errato (parziale o totale) ai sensi dell’art. 26 DPR 633/1972, e poi, se necessario, una nuova fattura corretta. In caso di tardiva emissione, applica il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni di cui all’art. 6 del D.Lgs. 471/1997.

4) Prestazioni sanitarie: quando vale il divieto di e-fattura e cosa inviare al Sistema Tessera Sanitaria?

Il divieto di e-fattura riguarda le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche i cui dati devono essere trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria (STS). Il divieto nasce per motivi di privacy ed è stato confermato e prorogato nel tempo dai decreti “Semplificazioni” e dai Milleproroghe, con i relativi provvedimenti del Garante. In pratica, rilasci un documento (cartaceo o analogico) al paziente e invii i dati al STS secondo le specifiche del MEF. Se invece fatturi a un soggetto IVA (clinica, società, PA), emetti e-fattura via SdI perché la deroga non si applica. Tieni aggiornati i registri dei corrispettivi, conserva le quietanze e verifica le scadenze di invio STS, per evitare sanzioni previste dal D.Lgs. 471/1997 e dalla normativa STS.

5) Operazioni con l’estero: devo sempre fare la e-fattura e come funziona l’invio dei dati?

Per vendite a clienti esteri puoi emettere una fattura elettronica e inviarla allo SdI (consigliato per uniformità), oppure emettere fattura analogica. In entrambi i casi, dal 1° luglio 2022 devi trasmettere allo SdI i dati delle operazioni transfrontaliere secondo l’art. 1, comma 3-bis del D.Lgs. 127/2015, usando il tracciato XML. Per gli acquisti dall’estero devi inviare documenti di integrazione o autofattura: TD17 per servizi da estero, TD18 per beni intracomunitari, TD19 per beni da fornitori extra-UE soggetti a reverse charge interno. La scadenza è il 15 del mese successivo a quello di ricezione del documento o effettuazione dell’operazione. L’omissione o il ritardo comportano sanzioni ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. Ricorda di conservare a norma i file XML per 10 anni e di coordinare gli adempimenti IVA (reverse charge e detrazioni) con la tua contabilità.

Fonti normative e istituzionali

DPR 633/1972, artt. 21, 22, 26 e 17; D.Lgs. 127/2015; Legge 205/2017, art. 1, commi 909-916; DL 36/2022, art. 18; L. 244/2007 e DM 55/2013 (PA); DL 135/2018 e successive proroghe in tema STS; D.Lgs. 471/1997 (sanzioni); DPR 642/1972 e DM 17 giugno 2014 (imposta di bollo); D.Lgs. 82/2005 e Linee guida AgID (conservazione). Documentazione consultabile su Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero del Lavoro per profili previdenziali.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.