Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per emettere una fattura serve sempre una Partita IVA. Chi non ha Partita IVA può rilasciare solo una ricevuta per prestazione occasionale. Con Partita IVA, l’e-fattura è obbligatoria anche verso privati.
- Senza Partita IVA non puoi emettere fattura: usa una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto se il pagatore è sostituto d’imposta.
- Con Partita IVA l’e-fattura è obbligatoria anche verso privati: inserisci il codice fiscale e il codice destinatario “0000000”. Fornisci una copia al cliente.
- Dati e tempi: numerazione progressiva, data e descrizione chiara, imposta di bollo se dovuta, invio allo SdI entro 12 giorni (o differita entro il 15 del mese successivo).
Quando serve la Partita IVA e quando no
In Italia la fattura è un documento tipico di chi esercita in modo abituale un’attività di impresa, arte o professione. Per emettere fattura serve la Partita IVA. Questo deriva dall’articolo 21 del DPR 633/1972 (norma IVA), consultabile sul portale Normattiva.
Se lavori in modo non abituale e saltuario, puoi usare la ricevuta per prestazione occasionale. È un documento semplice che certifica il compenso. Non è una fattura. Si applica la ritenuta d’acconto del 20% se paga un sostituto d’imposta (impresa o professionista). Oltre 5.000 euro annui di compensi occasionali, scattano i contributi alla Gestione Separata INPS.
Se vendi beni tra privati in modo episodico (ad esempio oggetti usati), non emetti fattura né ricevuta occasionale di lavoro autonomo. Puoi rilasciare una quietanza di pagamento. Se invece l’attività diventa abituale, serve aprire la Partita IVA.
Fattura elettronica: quando è obbligatoria
L’obbligo generale di fatturazione elettronica tra privati (B2B e B2C) decorre dal 2019 per i soggetti IVA stabiliti in Italia, in base al D.Lgs. 127/2015 e alla Legge 205/2017, articolo 1, commi 909-916. Le regole tecniche sono nel Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018 n. 89757 e s.m.i.
Dal 1° luglio 2022 l’obbligo è stato esteso ai contribuenti in regime forfettario sopra 25.000 euro di ricavi/compensi (DL 36/2022, art. 18). Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo vale per tutti i forfettari. Oggi, agosto 2026, chi ha Partita IVA deve emettere e-fattura in quasi tutti i casi.
Eccezioni limitate possono esistere per specifici settori e flussi informativi (ad esempio gli operatori che inviano i dati al Sistema Tessera Sanitaria, secondo proroghe e atti del Ministero dell’Economia e delle Finanze). Verifica sempre l’ultima circolare o provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Fattura a privati senza Partita IVA: cosa cambia davvero
Se hai la Partita IVA e vendi a un consumatore finale (senza Partita IVA), la fattura elettronica è comunque obbligatoria. Questo è un punto spesso frainteso.
Come si compila in pratica:
- Nel campo “Partita IVA” del cliente, inserisci il suo codice fiscale (non ha la Partita IVA).
- Nel campo “Codice Destinatario” inserisci “0000000” (sette zeri). È il codice standard per i privati senza canale attivo.
- Se il cliente ti fornisce una PEC, puoi valorizzare il campo PEC per l’inoltro. Lo SdI consegnerà tramite PEC. Altrimenti deposita nell’area riservata del cliente.
- Consegnagli sempre una copia di cortesia (cartacea o PDF). La copia non sostituisce l’invio allo SdI, serve solo a informare il cliente.
Il riferimento tecnico è nelle specifiche FatturaPA allegate al Provvedimento AE 30 aprile 2018 n. 89757. Le istruzioni sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Dati obbligatori in fattura: checklist veloce
Questi sono i dati minimi previsti dall’art. 21 del DPR 633/1972 e dalle specifiche tecniche:
- Dati del cedente/prestatore (chi emette): denominazione o nome e cognome, Partita IVA, indirizzo.
- Dati del cessionario/committente (chi compra): per privati, nome e cognome, codice fiscale, indirizzo.
- Numero e data fattura: numerazione progressiva senza salti; data operazione o emissione.
- Descrizione chiara di beni o servizi, quantità e prezzi.
- Aliquota IVA o “natura” operazione (esenzione, non imponibile, fuori campo). Esempi: N2.1, N3.2, N4.
- Imponibile, IVA, totale. Eventuale split payment o reverse charge se applicabili.
- Modalità e termini di pagamento.
- Bollo da 2 euro se dovuto: per fatture senza IVA sopra 77,47 euro (DM MEF 17 giugno 2014 e successivi atti).
Tempistiche, invio e conservazione
Invia l’e-fattura allo SdI entro 12 giorni dalla data dell’operazione per le fatture immediate. Per le differite, entro il 15 del mese successivo, richiamando i DDT o documenti equipollenti. Queste regole vengono dalle norme IVA e dai chiarimenti AE.
Usa il tuo software, il portale “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario. Lo SdI effettua controlli formali. Se rifiuta, correggi e rinvia. La fattura si considera emessa solo quando lo SdI la accetta.
Conserva elettronicamente le fatture a norma. Puoi usare il servizio gratuito dell’Agenzia o un conservatore accreditato. La conservazione sostitutiva garantisce integrità e leggibilità negli anni.
Imposta di bollo sulle e-fatture
Se la tua fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, scatta l’imposta di bollo di 2 euro. Per l’e-fattura, indichi il bollo in fattura (campo “Bollo virtuale”) e versi trimestralmente con addebito dall’Agenzia o con F24. Le regole discendono dal DM MEF 17 giugno 2014 e dai provvedimenti AE attuativi.
Puoi addebitare il bollo al cliente come rivalsa. Specifica la voce in fattura per chiarezza contabile.
Sanzioni e tutele
Per mancata o tardiva fatturazione si applicano le sanzioni dell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. Le riduzioni per ravvedimento operoso sono possibili se regolarizzi spontaneamente prima dei controlli, secondo il D.Lgs. 472/1997.
Per le fatture a consumatori, rispetta la privacy. Evita dati non necessari in descrizione. Le regole sul trattamento dei dati sono nel Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e nei provvedimenti del Garante.
Regola decisionale rapida
Domande sì/no per scegliere cosa emettere e come
1) Hai la Partita IVA?
- Sì: vai al punto 2.
- No: non puoi emettere fattura. Se l’attività è saltuaria, rilascia una ricevuta per prestazione occasionale. Se è abituale, apri la Partita IVA.
2) Rientri tra i soggetti obbligati a e-fattura (quasi tutti i titolari di Partita IVA in Italia, inclusi i forfettari dal 2024)?
- Sì: devi emettere e-fattura anche verso privati.
- No: puoi emettere fattura analogica o non elettronica, ma verifica l’eccezione normativa che ti esonera.
3) Il cliente è un privato senza Partita IVA?
- Sì: in e-fattura indica il suo codice fiscale e il codice destinatario “0000000”. Consegna una copia di cortesia (carta o PDF).
- No (è un soggetto IVA): usa il suo codice destinatario a 7 caratteri o la PEC.
4) La fattura è senza IVA e supera 77,47 euro?
- Sì: applica il bollo virtuale da 2 euro e versa trimestralmente.
- No: il bollo non è dovuto.
5) Stai emettendo una fattura immediata o differita?
- Immediata: invia allo SdI entro 12 giorni dall’operazione.
- Differita: invia entro il 15 del mese successivo, richiamando DDT o documenti.
Riferimenti normativi essenziali
D.Lgs. 127/2015: introduce la fatturazione elettronica e il Sistema di Interscambio. Legge 205/2017, art. 1, commi 909-916: generalizza l’obbligo e disciplina le regole attuative. Provvedimento AE 30 aprile 2018 n. 89757: specifiche tecniche FatturaPA e canali SdI. DL 36/2022, art. 18: estende l’obbligo ai forfettari. DPR 633/1972, art. 21: contenuto obbligatorio della fattura. D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997: sanzioni e ravvedimento. DM MEF 17 giugno 2014: imposta di bollo su documenti informatici. I testi sono reperibili su Normattiva, Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Regime forfettario: accortezze pratiche
Il regime forfettario è un regime agevolato per Partite IVA con ricavi/compensi entro soglie di legge. Calcoli il reddito a forfait (percentuale fissa) e paghi un’imposta sostitutiva. Applichi il principio di cassa, cioè tassazione quando incassi.
In forfettario emetti e-fatture senza IVA, con natura operazione adeguata (di norma N2.2 o N4, in base al caso) e applichi il bollo se superi 77,47 euro. Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per te. Ricorda l’annotazione in fattura sulla non applicazione dell’IVA per regime agevolato e l’assenza di ritenuta d’acconto subita.
Operazioni con estero: note flash
Per acquisti e vendite con controparti estere si usano i tipi documento TD17, TD18, TD19 e altri codici previsti, inviati allo SdI in sostituzione dell’esterometro. Le basi sono nei provvedimenti AE successivi al 2019 e nelle circolari interpretative. Verifica sempre i codici corretti e le scadenze mensili.
| Scenario | Cosa emettere | Requisiti compilazione | Tempistiche invio/conservazione |
|---|---|---|---|
| Professionista con Partita IVA verso privato senza Partita IVA (B2C) | Fattura elettronica via SdI + copia di cortesia | Codice fiscale del cliente; Codice Destinatario “0000000”; eventuale PEC cliente; bollo se dovuto | Entro 12 giorni (immediata) o 15 del mese successivo (differita); conservazione elettronica a norma |
| Professionista in regime forfettario verso impresa (B2B) | Fattura elettronica via SdI | Natura operazione senza IVA; dicitura regime forfettario; bollo oltre 77,47 euro | Stesse scadenze; versamento bollo trimestrale |
| Privato senza Partita IVA che svolge attività saltuaria | Ricevuta per prestazione occasionale (non è fattura) | Dati anagrafici; ritenuta 20% se pagatore è sostituto d’imposta; marca da bollo se > 77,47 euro | Rilascia alla prestazione/pagamento; conserva copia; contributi INPS oltre 5.000 euro annui |
| Operazione con consumatore che fornisce solo codice fiscale (niente PEC o codice) | Fattura elettronica via SdI | Indica codice fiscale; Codice Destinatario “0000000”; consegna copia di cortesia | Come sopra; controlla esito SdI e archivia in conservazione |
| Vendita con DDT e fattura differita | Fattura elettronica differita | Riferimento a DDT; riepilogo consegne del mese | Invio entro il 15 del mese successivo; conservazione elettronica |
| Operatore con eccezione normativa all’e-fattura (caso particolare) | Fattura non elettronica/analogica o canale alternativo | Verifica base normativa specifica e istruzioni AE/MEF | Secondo la disciplina speciale; conserva a norma |
FAQ
Posso emettere una fattura cartacea a un privato senza Partita IVA?
Se hai la Partita IVA e rientri nell’obbligo di e-fattura (oggi praticamente tutti i soggetti IVA stabiliti in Italia), no: la fattura deve transitare dallo SdI come documento elettronico strutturato. Puoi e devi consegnare al cliente una copia di cortesia, in carta o PDF, ma questa non sostituisce l’e-fattura. L’e-fattura si considera emessa solo quando lo SdI la accetta. L’obbligo discende dal D.Lgs. 127/2015 e dalla Legge 205/2017, con regole tecniche del Provvedimento AE 30 aprile 2018 n. 89757. Solo chi è espressamente escluso dalla normativa può usare la fattura non elettronica, ma si tratta di eccezioni specifiche da verificare nelle fonti ufficiali.
Quali dati devo inserire in e-fattura se il cliente è un consumatore?
Indica nome e cognome, codice fiscale e indirizzo del cliente. Nel blocco destinatario inserisci il codice destinatario “0000000” se non ti ha dato un codice valido o una PEC. Se hai la PEC del cliente, compilala per l’inoltro; in alternativa lo SdI depositarà la fattura nell’area riservata del cliente sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Ricorda di consegnare una copia di cortesia, così il cliente può leggere subito importi e scadenze. Mantieni descrizioni chiare ma sobrie, evitando dati personali superflui, in linea con i principi di minimizzazione del GDPR.
Non ho Partita IVA: posso emettere fattura una tantum?
No. Senza Partita IVA non puoi emettere fatture, nemmeno una tantum. Se la tua attività è saltuaria e non organizzata, puoi rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale. Se il pagatore è un sostituto d’imposta (ad esempio una società), applica la ritenuta d’acconto del 20% sul compenso lordo. Se in un anno superi 5.000 euro di compensi occasionali, pagherai contributi alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente. Se l’attività diventa abituale o organizzata, devi aprire la Partita IVA prima di emettere documenti fiscali di vendita professionale.
Quando si applica l’imposta di bollo da 2 euro sulle e-fatture?
Si applica quando la fattura non espone IVA e supera 77,47 euro. Tipico per regimi senza IVA (ad esempio regime forfettario) o per operazioni esenti, non imponibili o fuori campo. Nell’e-fattura indichi il bollo nel campo dedicato e versi trimestralmente, secondo le regole del DM MEF 17 giugno 2014 e dei provvedimenti dell’Agenzia. Puoi addebitare i 2 euro al cliente come voce separata. Controlla periodicamente l’area riservata per gli importi dovuti e le scadenze di pagamento.
Quali sono le scadenze per emettere e inviare una fattura elettronica e quali sanzioni rischio?
Per la fattura immediata, invia allo SdI entro 12 giorni dalla data dell’operazione. Per la fattura differita, invia entro il 15 del mese successivo, richiamando DDT o documenti equivalenti. Se sbagli o sfori i termini, puoi usare il ravvedimento operoso previsto dal D.Lgs. 472/1997, riducendo la sanzione in base alla rapidità di regolarizzazione. Le sanzioni per omessa o tardiva fatturazione sono nell’art. 6 del D.Lgs. 471/1997 e variano in funzione dell’imposta non documentata o della violazione formale. Conserva sempre le fatture a norma per tutto il periodo di accertamento, usando il servizio AE o un conservatore accreditato.
