Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’IRAP è dovuta da società di capitali, società di persone, enti commerciali, enti non commerciali/ETS e studi professionali associati. Sono esclusi, dal 2022, imprenditori individuali e professionisti persone fisiche, anche in regime forfettario e dei minimi.
- Base normativa: D.Lgs. 446/1997 (istituzione IRAP), art. 3, 5, 5-bis, 10 e 11; L. 234/2021 art. 1 commi 8-11 (esclusione persone fisiche).
- Aliquota base 3,90% con oscillazione regionale fino a ±0,92 punti (art. 16 D.Lgs. 446/1997; delibere regionali annuali).
- Versamenti con F24: saldo e acconti (codici 3800, 3812, 3813; interessi rateazione 3805). Scadenze ordinarie: 30 giugno e 30 novembre.
Che cos’è l’IRAP e chi paga nel 2026
L’IRAP è l’imposta regionale sulle attività produttive. Colpisce il “valore della produzione netta”. In parole semplici: misura quanto l’attività produce, al netto di alcuni costi. Le regole variano in base al tipo di soggetto.
I soggetti passivi nel 2026 sono: società di capitali (es. S.r.l., S.p.A.), società di persone (S.n.c., S.a.s.), enti commerciali, enti non commerciali ed enti del Terzo settore per le attività rilevanti, e gli studi professionali associati. Queste categorie sono indicate dall’art. 3 del D.Lgs. 446/1997.
Sono esclusi dall’IRAP tutti gli imprenditori individuali e i professionisti persone fisiche, dal periodo d’imposta 2022. La novità arriva dalla Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021, art. 1, commi 8-11), che ha modificato l’art. 3 del D.Lgs. 446/1997. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito il perimetro con la circolare n. 4/E del 18 febbraio 2022.
Quadro normativo di riferimento
La disciplina IRAP è contenuta nel D.Lgs. 446/1997, consultabile su Normattiva. Gli articoli chiave sono: art. 3 (soggetti passivi), art. 4 (sedi e riparto), art. 5 e 5-bis (base imponibile), art. 10 (enti non commerciali), art. 11 (deduzioni sul costo del lavoro), art. 16 (aliquote e poteri regionali).
Le esclusioni per persone fisiche derivano dalla L. 234/2021. I chiarimenti operativi sono stati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate, e i calendari dei versamenti sono definiti annualmente anche da eventuali D.P.C.M. di proroga, comunicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Soggetti esclusi e casi particolari
Imprese individuali e professionisti persone fisiche
Gli imprenditori individuali e i professionisti persone fisiche non pagano l’IRAP dal 2022. Non importa il regime fiscale: ordinario, semplificato, forfettario o “minimi”. L’esclusione vale per tutti, salvo esercizio in forma associata o societaria.
Se il professionista apre una società (es. S.r.l. o S.t.p. in forma societaria) torna soggetto passivo IRAP. Perché la società è un soggetto distinto. Lo stesso vale per chi entra in uno studio associato.
Studi professionali associati e società semplici di professionisti
Gli studi associati restano soggetti IRAP. Sono inclusi dall’art. 3 del D.Lgs. 446/1997. Vale anche per le società semplici tra professionisti quando svolgono attività di lavoro autonomo in forma associata.
La vecchia regola dell’“autonoma organizzazione” non conta più per le persone fisiche, ma conta per capire perché lo studio associato paga: l’organizzazione è dell’associazione, non del singolo.
Come si calcola la base imponibile
Società di capitali (art. 5 D.Lgs. 446/1997)
Per le società di capitali la base imponibile parte dal conto economico civilistico. Si calcola il valore della produzione (voci A) meno i costi della produzione (voci B). Alcuni componenti non si considerano.
In particolare, il costo del lavoro non è interamente deducibile nella differenza A-B. La deduzione avviene con regole specifiche dell’art. 11 (deduzioni IRAP per lavoro dipendente). Le spese per interessi e imposte non entrano in base. Si applicano anche altre esclusioni puntuali previste dalla norma.
Società di persone e imprese minori (art. 5-bis D.Lgs. 446/1997)
Per le società di persone senza bilancio e per le imprese “minori” la base si calcola come differenza tra ricavi e costi dell’attività, con criteri fiscali. Anche qui il costo del personale non è pienamente deducibile, ma seguono le deduzioni dell’art. 11.
Principio di competenza: si considera quando il ricavo matura, non quando incassi. È diverso dal “principio di cassa”, che guarda all’incasso. L’IRAP usa la competenza, salvo particolari regole transitorie.
Enti non commerciali ed ETS (art. 10 D.Lgs. 446/1997)
Gli enti non commerciali e gli enti del Terzo settore pagano IRAP in due casi. Per l’attività commerciale, con le regole delle imprese. Per l’attività istituzionale, sul costo del personale dipendente e dei collaboratori impiegati.
Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) non abroga l’IRAP. La qualifica ETS incide su altre imposte e su regimi speciali, ma l’IRAP resta dovuta quando la norma lo prevede. Verifica sempre lo statuto e la contabilità separata.
Deduzioni sul lavoro dipendente (art. 11 D.Lgs. 446/1997)
L’IRAP consente deduzioni per ridurre il peso del costo del personale. Esempi: rapporti a tempo indeterminato, apprendisti, lavoratrici e under 35. Gli importi e i requisiti variano per legge e delibere regionali.
Le deduzioni non sono “costi” nel calcolo A-B, ma abbattimenti della base a valle. Conviene simulare gli effetti prima di assumere. È una leva utile per pianificare.
Aliquote IRAP e poteri delle Regioni
L’aliquota base è 3,90% (art. 16 D.Lgs. 446/1997). Le Regioni possono aumentare o ridurre fino a 0,92 punti percentuali. Alcune attività hanno aliquote specifiche (es. settore finanziario) fissate dalla norma.
Ogni Regione approva la propria delibera sulle aliquote. Le differenze possono essere rilevanti. È buona pratica controllare la delibera regionale dell’anno d’imposta, oltre alla normativa statale.
Versamenti: acconti, saldo e codici tributo
Scadenze ordinarie e metodi di calcolo
Il saldo IRAP si versa insieme alle imposte sui redditi. Scadenza ordinaria: 30 giugno dell’anno successivo (o entro 30 giorni con maggiorazione). L’acconto si versa in due rate: 40% a giugno e 60% a novembre.
Metodo storico: calcoli l’acconto sull’IRAP dovuta l’anno prima. Metodo previsionale: stimi l’IRAP che pagherai e versi in base alla stima. È utile se prevedi un calo. Attenzione al rischio sanzioni se sottostimi troppo.
Modello F24 e codici tributo
Si usa il modello F24, sezione “Regioni”. Indica la Regione competente per l’unità produttiva. Se operi in più Regioni, riparti la base secondo le regole dell’art. 4 del D.Lgs. 446/1997.
Codici principali: 3800 (IRAP saldo), 3812 (IRAP acconto prima rata), 3813 (IRAP acconto seconda rata o unica soluzione). Per interessi da rateazione dei tributi regionali si usa il codice 3805. In caso di dilazione, aggiungi interessi e, se dovute, le sanzioni secondo i codici dell’Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Sei una persona fisica che opera da sola (impresa individuale o professionista)? Non paghi IRAP dal 2022.
Se operi in forma associata (studio associato) o societaria (S.r.l., S.n.c., S.a.s., S.t.p. societaria)? Paghi IRAP.
Se sei un ente non commerciale/ETS? Paghi IRAP sull’attività commerciale e, per l’attività istituzionale, sul costo del personale secondo l’art. 10.
Se hai più sedi in più Regioni? Riparti la base e versi a ciascuna Regione competente.
Se assumi personale? Valuta le deduzioni dell’art. 11 per ridurre la base imponibile.
Dichiarazione IRAP e adempimenti
La dichiarazione IRAP si presenta in via telematica entro il 30 settembre dell’anno successivo. È di solito inviata con il pacchetto delle dichiarazioni fiscali. I termini possono cambiare con eventuali D.P.C.M.
Le persone fisiche escluse dall’IRAP non presentano la dichiarazione IRAP, salvo che siano tenute per altre ragioni (es. presenza di una distinta attività soggetta). Società, enti e studi associati restano obbligati.
Errori comuni e buone pratiche
Errore 1: considerare interamente deducibile il costo del personale nel calcolo IRAP. Non è così. Si applicano solo le deduzioni dell’art. 11.
Errore 2: usare l’aliquota nazionale senza verificare la delibera regionale. Controlla sempre l’aliquota della tua Regione per l’anno d’imposta.
Errore 3: sottostimare l’acconto con il metodo previsionale. Se superi la tolleranza, scattano sanzioni e interessi. Meglio stimare con prudenza o restare sul metodo storico.
| Scenario | Obbligo IRAP 2026 | Base imponibile (riferimento) | Aliquota e variazioni regionali | Versamenti e dichiarazione |
|---|---|---|---|---|
| S.r.l. con dipendenti | Sì | Valore produzione A-B con esclusioni; deduzioni art. 11 per lavoro dipendente (art. 5 e 11 D.Lgs. 446/1997) | 3,90% ± fino a 0,92 punti per delibera regionale | F24: 3800, 3812, 3813 (3805 interessi rateazione); dichiarazione entro 30/09 |
| S.n.c. in contabilità semplificata | Sì | Ricavi – costi fiscali, con esclusioni; deduzioni art. 11 (art. 5-bis e 11) | Come sopra, verifica delibera regionale | Saldo 30/06, acconti 40%/60%; modello IRAP entro 30/09 |
| Studio professionale associato | Sì | Regole art. 5-bis; costo del lavoro deducibile solo via art. 11 | Come sopra | F24 in sezione Regioni; dichiarazione IRAP obbligatoria |
| Impresa individuale (persona fisica) | No, dal 2022 | Non si calcola, salvo altre attività soggette | N.D. | Nessun F24 IRAP; niente dichiarazione IRAP |
| Libero professionista in regime forfettario | No, dal 2022 | Non si calcola, salvo esercizio in forma associata o societaria | N.D. | Nessun adempimento IRAP personale |
| Ente non commerciale/ETS (attività istituzionale) | Sì, sul personale impiegato | Retribuzioni e compensi del personale (art. 10) | Aliquota base, salvo delibere regionali | F24 IRAP; dichiarazione IRAP obbligatoria |
| Ente non commerciale/ETS (attività commerciale) | Sì | Come imprese (art. 5 o 5-bis) | Come sopra | Riparto per Regioni se più sedi (art. 4); modello IRAP |
| Attività in più Regioni | Sì, se soggetto passivo | Base ripartita per unità produttive (art. 4) | Applica l’aliquota di ciascuna Regione | F24 con codici Regione distinti; dichiarazione con prospetti di riparto |
FAQ
1) Sono un freelance in regime forfettario: devo ancora pagare l’IRAP? E se collaboro con altri professionisti?
No, se sei una persona fisica. Dal periodo d’imposta 2022 l’IRAP non si applica più a imprenditori individuali e professionisti persone fisiche. Questo vale per tutti i regimi, quindi anche per il forfettario e per i “minimi”. La base normativa è la L. 234/2021, art. 1 commi 8-11, che ha modificato l’art. 3 del D.Lgs. 446/1997. L’Agenzia delle Entrate ha commentato la novità con la circolare 4/E del 18 febbraio 2022. Attenzione però alla forma dell’attività: se entri in uno studio associato o costituisci una società (anche una S.t.p. in forma societaria), il soggetto passivo diventa l’associazione o la società. In quel caso l’IRAP torna dovuta, perché non opera più l’esclusione per persone fisiche. Se collabori con altri senza creare un’associazione o una società, resti escluso. Verifica sempre i contratti e la forma giuridica effettiva della collaborazione.
2) Come si calcola l’IRAP per una S.r.l. con dipendenti? Il costo del lavoro è deducibile?
Per una S.r.l. la base imponibile segue l’art. 5 del D.Lgs. 446/1997: si parte dal conto economico civilistico. In pratica, prendi il valore della produzione (classe A) e sottrai i costi della produzione (classe B), con alcune esclusioni obbligatorie previste dalla norma. Il costo del lavoro (voce B9) non si deduce integralmente in questa differenza. Si applicano invece le deduzioni specifiche dell’art. 11 per il personale dipendente, con importi e condizioni fissati dalla legge statale e, talvolta, integrati da misure regionali. Esempio semplificato: se la differenza A-B porta a 500.000 euro e le deduzioni lavoro ammesse dall’art. 11 sommano a 60.000 euro, la base imponibile è 440.000 euro. Applichi l’aliquota regionale (ad esempio 3,90%) e ottieni l’imposta. Ricorda di considerare l’aliquota effettiva deliberata dalla tua Regione e di verificare eventuali deduzioni aggiuntive per assunzioni a tempo indeterminato, apprendisti, lavoratrici e under 35. Queste leve possono ridurre in modo significativo l’IRAP.
3) Gli enti del Terzo settore pagano l’IRAP? Su cosa e con quali regole?
Sì, quando la norma lo prevede. Il D.Lgs. 446/1997, art. 10, stabilisce che gli enti non commerciali (tra cui molti ETS) pagano l’IRAP in due modi. Per l’attività commerciale, applicano le regole delle imprese (art. 5 o 5-bis). Per l’attività istituzionale, pagano sull’ammontare delle retribuzioni del personale dipendente e dei compensi a collaboratori coordinati e continuativi impiegati in quell’attività. Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) non elimina l’IRAP; disciplina altri profili fiscali, civilistici e di registro (RUNTS). Quindi un ETS può avere due basi IRAP: una “commerciale” e una “istituzionale” sul personale. Serve contabilità separata e corretta imputazione dei costi. L’aliquota base è 3,90%, con possibili scostamenti regionali. Controlla anche eventuali agevolazioni regionali dedicate al welfare o alla sanità non profit, deliberate anno per anno. Le fonti di riferimento sono Normattiva per la parte legislativa e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per aspetti dichiarativi.
4) Come funzionano acconti e saldo IRAP? Posso usare il metodo previsionale? Cosa succede se sbaglio i versamenti?
Il saldo IRAP si versa a giugno dell’anno successivo, assieme a saldo e acconti delle imposte sui redditi. L’acconto si compone di due rate: 40% a giugno e 60% a novembre. Se l’acconto complessivo è di modesta entità, la norma prevede casi in cui si versa in unica soluzione a novembre; verifica sempre le soglie in vigore e le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate. Puoi scegliere tra metodo storico (acconto calcolato sull’IRAP dell’anno precedente) e metodo previsionale (acconto basato sull’imposta che prevedi di dover pagare per l’anno in corso). Il metodo previsionale riduce l’esborso se stimi un calo, ma aumenta il rischio di insufficienza. Se versi meno del dovuto, maturano sanzioni e interessi. Puoi rimediare con il ravvedimento operoso, versando differenza, sanzioni ridotte e interessi, usando i codici tributo specifici indicati dall’Agenzia delle Entrate. Per la semplice rateazione ordinaria con interessi utilizzi il codice 3805 per gli interessi dei tributi regionali. Conserva i prospetti di calcolo e le delibere regionali applicate: sono la tua prova in caso di controlli.
5) Il costo del personale abbatte sempre la base IRAP? Quali sono le principali deduzioni applicabili nel 2026?
No, non integralmente. Nella meccanica IRAP, specie per le società con bilancio, il costo del lavoro non si sottrae direttamente nella differenza A-B del conto economico prevista dall’art. 5 del D.Lgs. 446/1997. La riduzione passa per deduzioni specifiche dell’art. 11. Le deduzioni premiano in particolare i contratti a tempo indeterminato e figure come apprendisti. Esistono maggiorazioni per categorie tutelate (ad esempio lavoratrici e giovani under 35) e per incrementi occupazionali. Gli importi e le condizioni sono fissati dalla legge statale e possono essere integrati da politiche regionali. Nel 2026 la logica resta la stessa: non sommare tutto il costo del personale tra i “costi deducibili IRAP”, ma applica le deduzioni previste articolo per articolo. Per evitare errori: costruisci un prospetto con elenco dipendenti, tipologia di contratto, periodo lavorato, eventuali agevolazioni spettanti e relativa norma. Incrocia poi con la delibera IRAP della tua Regione. Le fonti principali sono il D.Lgs. 446/1997 (art. 11 su Normattiva) e le istruzioni al modello IRAP dell’Agenzia delle Entrate.
