Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA da lavoratore autonomo devi essere maggiorenne, capace di agire, residente in Italia (o con stabile organizzazione) e scegliere correttamente codice ATECO, regime fiscale e gestione previdenziale.
- Requisiti soggettivi: maggiore età, capacità di intendere e volere, residenza in Italia o stabile organizzazione; iscrizioni agli albi/registri se l’attività lo richiede.
- Adempimenti: modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, eventuale SCIA al SUAP, iscrizione INPS/Ente di previdenza, PEC e fatturazione elettronica.
- Regime forfettario: ricavi fino a 85.000 euro, imposta sostitutiva 15% (5% per start-up idonee), uscita immediata oltre 100.000 euro e cause di esclusione specifiche.
Chi può essere un lavoratore autonomo: requisiti soggettivi e residenza
Puoi operare come lavoratore autonomo se sei maggiorenne e capace di agire. Significa che non sei interdetto e puoi firmare contratti in autonomia. Il riferimento è al Codice civile per la capacità di agire.
Serve una residenza in Italia o una stabile organizzazione sul territorio. La stabile organizzazione è una sede fissa da cui gestisci in modo continuativo l’attività. La base è nel DPR 633/1972 per l’IVA e nel TUIR (DPR 917/1986) per le imposte sui redditi.
Se non risiedi in Italia, puoi comunque aprire una posizione IVA italiana se hai stabile organizzazione qui. Per il regime forfettario, valgono regole speciali per i non residenti. La Legge 190/2014 lo consente a residenti UE/SEE o in Stati collaborativi se rispettano i requisiti e producono redditi rilevanti in Italia.
Attività, codici ATECO e abilitazioni: cosa verificare prima
Devi scegliere un codice ATECO. È il codice statistico che descrive cosa fai. Guida la tassazione, i coefficienti di redditività e gli obblighi contributivi. Sceglilo con cura, perché incide su imposte e contributi.
Alcune professioni richiedono l’iscrizione a un Ordine o a un Albo (ingegneri, psicologi, avvocati, commercialisti, medici e altre). Senza iscrizione non puoi esercitare. La fonte è la normativa speciale di ciascun Ordine e il Ministero della Giustizia.
Attività artigiane e commerciali richiedono l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio. Spesso serve una SCIA al SUAP del Comune. La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. È prevista dal Decreto legislativo 222/2016 e dalla normativa sul procedimento amministrativo.
Professionista o impresa individuale: differenze operative
Il professionista tipicamente non si iscrive al Registro Imprese. Si iscrive invece alla gestione previdenziale corretta (cassa privata o INPS Gestione Separata). L’impresa individuale (artigiano o commerciante) si iscrive al Registro Imprese e all’INPS Artigiani/Commercianti.
La scelta dipende da cosa fai. Se vendi beni o svolgi attività organizzate con mezzi e personale, sei impresa. Se offri servizi intellettuali con prevalenza del tuo lavoro personale, sei professionista.
Come si apre la Partita IVA: procedura pratica passo per passo
La comunicazione di inizio attività IVA si presenta all’Agenzia delle Entrate. Usi il modello AA9/12 per persone fisiche. La norma base è l’articolo 35 del DPR 633/1972. Puoi farlo online o tramite intermediario abilitato.
Se sei impresa individuale, usi la Comunicazione Unica al Registro Imprese. Con un invio ottieni: apertura Partita IVA, iscrizione INPS, eventuale INAIL e pratiche camerali. La base è nel sistema delle Camere di Commercio e nelle istruzioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Per attività soggette, presenti la SCIA al SUAP. In molti casi puoi iniziare subito dopo l’invio. L’amministrazione ha termini per i controlli. Il D.Lgs. 222/2016 definisce quando basta la SCIA e quando serve autorizzazione.
Servono PEC e fatturazione elettronica. Dal 2024 la e-fattura è obbligatoria per tutti i forfettari. Le regole arrivano dal Decreto IVA e dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
Tempistiche reali
La Partita IVA si apre in 1-2 giorni lavorativi se la pratica è completa. L’iscrizione al Registro Imprese richiede qualche giorno in più. Le abilitazioni comunali seguono i tempi del SUAP. Pianifica almeno 1-2 settimane per partire senza intoppi.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Il regime forfettario è un regime semplificato. Applica il principio di cassa: paghi le imposte su quanto incassato. Calcoli il reddito con un coefficiente di redditività legato al tuo ATECO. Niente IVA, niente ritenute subite, contabilità semplificata.
I requisiti principali seguono la Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89, come modificati dalla Legge 197/2022. Limite ricavi/compensi: 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro nello stesso anno esci subito dal forfettario.
L’imposta sostitutiva è del 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up. Per start-up si intende attività nuova, senza prosecuzione di lavoro autonomo o d’impresa preesistente, e altri paletti previsti dalla norma.
Cause di esclusione tipiche (art. 1, comma 57, L. 190/2014): partecipazione in società di persone o associazioni professionali; controllo diretto o indiretto di SRL che svolge attività riconducibile alla tua; rapporti prevalenti con ex datore di lavoro nei due anni precedenti o con soggetti a lui riconducibili; residenza fiscale extra UE/SEE salvo condizioni specifiche di collaborazione e fonte del reddito in Italia.
Se non rientri nel forfettario, scegli l’ordinario semplificato o ordinario. Qui si applica l’IVA, la contabilità è più strutturata e il reddito si calcola per cassa (imprese minori) o per competenza. La base normativa è nel TUIR e nel DPR 633/1972.
Previdenza e contributi
I contributi sono obbligatori e separati dalle imposte. Se non hai cassa professionale, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota varia per anno e posizione, secondo circolari INPS.
Artigiani e commercianti versano contributi fissi su un minimale più una quota percentuale sull’eccedenza. Esiste una riduzione del 35% per chi è in forfettario, su richiesta. Le regole sono pubblicate da INPS e richiamano la Legge 190/2014 e norme collegate.
Adempimenti ricorrenti: fatture, imposte, acconti
Emetti fatture elettroniche con SDI. Se non applichi l’IVA indichi la norma di esenzione del forfettario. Applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro, con assolvimento virtuale nei registri dell’Agenzia.
Versi l’imposta sostitutiva o l’IRPEF con acconti e saldo. Le scadenze ordinarie cadono tra giugno-luglio (saldo e primo acconto) e novembre (secondo acconto), secondo calendario fiscale e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Gestisci INPS con F24 periodici. Per le casse professionali segui i piani contributivi dell’Ente (minimi, conguagli, modulari). Consulta le indicazioni ufficiali dell’INPS o dell’Ente di riferimento.
Regola decisionale rapida
1) Sei professionista o impresa individuale?
Se vendi beni o svolgi attività con organizzazione di mezzi, sei impresa individuale. Se offri servizi intellettuali, sei professionista. Impresa: Registro Imprese + INPS Art/Comm. Professionista: no Registro Imprese; INPS Gestione Separata o Cassa.
2) Hai requisiti per il forfettario?
Prevedi ricavi/compensi non oltre 85.000 euro. Non superi 100.000 euro nell’anno (pena uscita immediata). Non hai partecipazioni incompatibili. Non lavori in prevalenza per l’ex datore di lavoro nei due anni precedenti. Se sì, valuta il forfettario.
3) Se forfettario non ti conviene o non puoi
Scegli ordinario semplificato. Valuta la detraibilità dell’IVA sugli acquisti, i costi deducibili e la gestione per competenza/cassa. Utile se acquisti con molta IVA o hai costi rilevanti.
4) Verifica abilitazioni
Se l’attività è regolamentata, iscrizione all’Albo prima di iniziare. Se artigiano/commerciante, SCIA al SUAP e iscrizione alla Camera di Commercio.
5) Pianifica cassa e contributi
Stima imposta e contributi. Imposta sostitutiva al 15% (5% start-up) nel forfettario sul reddito forfettizzato. Contributi secondo gestione previdenziale. Prevedi acconti e saldo.
Riferimenti e fonti istituzionali
Normativa di base
Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89 (regime forfettario), come modificata, tra le altre, dalla Legge 197/2022. DPR 633/1972 (IVA), articolo 35 per la dichiarazione di inizio attività. DPR 917/1986 (TUIR). Decreto legislativo 222/2016 (SCIA e titoli abilitativi).
Consulta il portale Normattiva per i testi aggiornati. Per prassi e modulistica: Agenzia delle Entrate (modello AA9/12 e provvedimenti), Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per aspetti lavoristici, INPS per contribuzione, Camere di Commercio e SUAP per le pratiche locali.
| Scenario | Requisiti di accesso | Adempimenti obbligatori | Tempistiche tipiche | Norme di riferimento |
|---|---|---|---|---|
| Professionista senza albo (es. consulente marketing) | Maggiorenne, capace di agire, residenza/stabile organizzazione; nessuna iscrizione ad Albo | AA9/12 all’Agenzia Entrate; INPS Gestione Separata; PEC; fattura elettronica | P.IVA in 1-2 giorni; INPS in 1-3 giorni | DPR 633/1972 art. 35; DPR 917/1986; L. 190/2014 |
| Professione ordinistica (es. ingegnere, psicologo) | Iscrizione all’Ordine; requisiti soggettivi e residenza/stabile organizzazione | Iscrizione Albo; AA9/12; Cassa professionale; PEC; e-fattura | Albo: variabile; P.IVA 1-2 giorni; Cassa 3-10 giorni | Normativa Ordini; DPR 633/1972; L. 190/2014 |
| Artigiano o commerciante (impresa individuale) | Requisiti professionali ove previsti; residenza/stabile organizzazione | ComUnica (Registro Imprese, Agenzia Entrate, INPS, INAIL); SCIA al SUAP; PEC; e-fattura | ComUnica 3-7 giorni; SCIA immediata/30 giorni controlli | D.Lgs. 222/2016; DPR 633/1972; norme CCIAA |
| Non residente con attività in Italia | Stabile organizzazione in Italia o condizioni per accesso al forfettario da non residente previste da L. 190/2014 | AA9/12; eventuale rappresentante fiscale; adempimenti previdenziali | P.IVA 2-5 giorni; previdenza variabile | L. 190/2014; DPR 633/1972; TUIR |
FAQ
Quali sono i requisiti minimi per aprire la Partita IVA da lavoratore autonomo?
Devi essere maggiorenne, capace di agire e residente in Italia oppure avere una stabile organizzazione nel territorio. Questi sono i requisiti personali di base. Serve poi scegliere un codice ATECO che descriva l’attività. Il codice influisce su imposte, contributi e adempimenti. Se la tua attività è regolamentata, devi avere l’abilitazione e l’iscrizione all’Albo prima di iniziare.
La procedura fiscale si fonda sull’articolo 35 del DPR 633/1972: presenti all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12 e comunichi l’inizio attività. Se sei impresa individuale, usi la Comunicazione Unica al Registro Imprese, che gestisce anche INPS e INAIL. Per gli artigiani e commercianti spesso serve una SCIA al SUAP del Comune. Tieni pronta una PEC e attiva la fatturazione elettronica fin da subito. Per previdenza, iscriviti alla Gestione Separata INPS o alla tua Cassa professionale, a seconda del caso.
Come funziona il regime forfettario nel 2026 e chi può accedervi?
Il regime forfettario è un regime semplificato con imposta sostitutiva. Usi il principio di cassa: paghi sulle somme incassate. Il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi/compensi. Non applichi IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. La contabilità è leggera. L’aliquota è 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up previsti dalla Legge 190/2014.
Puoi restare nel forfettario se non superi 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro, esci immediatamente nello stesso anno e applichi l’IVA da quel momento. Ci sono cause di esclusione: partecipazioni in società di persone o associazioni, controllo di SRL con attività riconducibile alla tua, prevalenza di rapporti con l’ex datore di lavoro nei due anni precedenti, residenza extra UE/SEE senza le condizioni fissate dalla norma. Le regole sono nei commi 54-89 dell’articolo 1 della Legge 190/2014 e successive modifiche, consultabili sul portale Normattiva e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Posso aprire Partita IVA se sono già dipendente? E posso accedere al forfettario?
Sì, puoi avere Partita IVA mentre lavori come dipendente. Verifica però tre aspetti. Primo: il tuo contratto non deve vietare attività extra o imporre esclusiva. Alcuni CCNL lo prevedono, soprattutto in caso di full-time. Secondo: la nuova attività non deve creare concorrenza sleale o conflitti di interesse con il datore. Terzo: gestisci correttamente la previdenza, perché cumulerai contribuzione da lavoro dipendente e da autonomo.
Per il forfettario, la Legge 190/2014 sconsente e limita la prevalenza di fatture verso l’attuale datore o quello dei due anni precedenti. Lo scopo è evitare false collaborazioni mascherate. Se la tua attività autonoma è reale, diversificata e non dipende in modo prevalente dal datore attuale o recente, il forfettario può essere accessibile. Valuta anche la convenienza: se hai molti costi con IVA, il regime ordinario può essere più efficiente.
Quali sono i costi e le tempistiche iniziali per aprire la Partita IVA?
L’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate non ha costi vivi. Se costituisci un’impresa individuale, paghi il diritto camerale e gli oneri di segreteria alla Camera di Commercio. Se la tua attività richiede SCIA, considera eventuali diritti di segreteria comunali. La marca da bollo è dovuta sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro, con assolvimento virtuale periodico.
Le tempistiche sono rapide se la pratica è completa: la posizione IVA si ottiene in 1-2 giorni lavorativi. La Comunicazione Unica e l’iscrizione al Registro Imprese richiedono in media 3-7 giorni. Le abilitazioni SUAP possono essere immediate (SCIA) o richiedere controlli successivi. Pianifica almeno due settimane per attivare anche PEC, sistemi di e-fattura e posizionare correttamente previdenza e assicurazioni obbligatorie.
Quali errori comuni devo evitare per non perdere il forfettario o incorrere in sanzioni?
Primo errore: scegliere un codice ATECO incoerente con l’attività. Il coefficiente di redditività cambia e può alterare imposta e contributi. Secondo errore: ignorare le cause di esclusione (partecipazioni incompatibili, rapporto prevalente con ex datore). Terzo errore: superare i limiti di ricavi senza monitorarli durante l’anno. Oltre 100.000 euro si esce subito con obbligo IVA dal momento del superamento.
Quarto errore: trascurare la fatturazione elettronica e i termini di emissione. La e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. Quinto errore: non gestire correttamente bollo virtuale, esterometro tramite e-fatture transfrontaliere e corrispettivi telematici se vendi al dettaglio. Per evitare sanzioni, segui le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS. Tieni traccia di incassi e pagamenti, perché il principio di cassa richiede attenzione ai flussi.
