Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Sì: una ditta individuale può impiegare collaboratori familiari e dipendenti. In forfettario le spese per lavoro non superano 20.000 euro lordi; in ordinario nessun limite. Per assumere un familiare: niente convivenza e retribuzione tracciata.
- Regime forfettario: limite 20.000 euro lordi/anno per spese di lavoro (dipendenti, collaboratori, PrestO). Superarlo fa perdere il forfettario dall’anno successivo.
- Familiare dipendente: no convivenza, subordinazione reale, paga certa e pagata; in alternativa, inquadramento come collaboratore familiare (coadiuvante).
- Assunzione: UNILAV prima dell’inizio, apertura posizioni INPS/INAIL, applicazione CCNL, Libro Unico del Lavoro, versamenti e comunicazioni periodiche.
Quadro normativo aggiornato
La ditta individuale può impiegare sia familiari sia non familiari. Le forme di lavoro e i limiti fiscali dipendono dal regime scelto e dall’inquadramento.
Per il regime forfettario valgono l’art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014, come modificati dalle Leggi 145/2018 e 197/2022, confermati dalla Legge 213/2023. Le norme sono consultabili su Normattiva.
Per i rapporti di lavoro e i contratti, la base è il D.Lgs. 81/2015 (contratti), il D.Lgs. 66/2003 (orario), il D.P.R. 1124/1965 (INAIL), il D.Lgs. 81/2008 (sicurezza), e le Comunicazioni Obbligatorie del Ministero del Lavoro.
Per i familiari che collaborano stabilmente, si applicano l’art. 230-bis c.c. (impresa familiare) e le regole INPS sui coadiuvanti in Gestione Artigiani e Commercianti, richiamate da circolari INPS.
Queste fonti, insieme ai CCNL di settore, guidano inquadramento, paghe, contributi e adempimenti.
Chi può lavorare nella ditta individuale
Collaboratore familiare (coadiuvante): cos’è e quando conviene
Il collaboratore familiare, detto coadiuvante, è un parente che aiuta in modo abituale e prevalente. Parliamo di coniuge o parte dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo.
La base giuridica è l’art. 230-bis c.c. Implica una collaborazione non subordinata. Quindi niente orari imposti come un dipendente e nessun ordine gerarchico rigido.
Serve l’iscrizione INPS alla Gestione Artigiani/Commercianti come coadiuvante e, se necessario, la copertura INAIL. L’azienda versa i contributi fissi e sul reddito minimale.
Il coadiuvante non riceve una busta paga classica. Partecipa agli utili e ha diritti amministrativi limitati. È la via naturale per coniuge convivente o figli che aiutano stabilmente.
Assumere un familiare come dipendente: quando è possibile
Assumere un familiare come dipendente si può, ma con cautele. In genere non deve convivere con l’imprenditore. La convivenza fa presumere un aiuto gratuito.
Devi dimostrare una vera subordinazione: orari, mansioni, controllo, sanzioni disciplinari. Devi pagare una retribuzione in linea con il CCNL, in modo tracciabile.
INPS e ispettorato verificano questi aspetti. La prassi, richiamata da circolari INPS, è restrittiva. Se non puoi provare subordinazione e paga reale, meglio l’inquadramento da coadiuvante.
Restano obblighi ordinari: UNILAV prima dell’inizio, apertura posizione INPS datore, posizione INAIL, LUL, buste paga, TFR, ferie, contributi e premi.
Assumere lavoratori non familiari: tipologie contrattuali
Con una ditta individuale puoi assumere tutti i dipendenti necessari. Puoi usare tempo indeterminato, tempo determinato, apprendistato e part-time, secondo il D.Lgs. 81/2015.
Puoi valutare collaborazioni coordinate e continuative o prestazioni occasionali. Attenzione: le co.co.co. richiedono progetto e coordinamento reale, senza subordinazione. Le prestazioni occasionali hanno limiti di importo e durata.
Per piccoli picchi di lavoro, esiste il contratto di prestazione occasionale (PrestO), previsto dall’art. 54-bis del D.L. 50/2017. Ha tetti annuali e vincoli settoriali.
Impatto del regime fiscale: forfettario vs ordinario
Regime forfettario: il limite di 20.000 euro per il lavoro
Nel forfettario puoi sostenere spese per lavoro fino a 20.000 euro lordi l’anno. Rientrano stipendi lordi, compensi a collaboratori, indennità, contributi e premi INAIL a tuo carico.
Se superi i 20.000 euro in un anno, esci dal forfettario dall’anno successivo. L’uscita immediata nell’anno in corso scatta solo se superi 100.000 euro di ricavi o compensi.
Resta il tetto di ricavi a 85.000 euro per l’accesso e la permanenza, come da Legge 197/2022 confermata dalla Legge 213/2023. Consulta le norme su Normattiva.
La busta paga di un familiare dipendente conta nel calcolo dei 20.000 euro. Anche una PrestO pagata per picchi stagionali rientra nel limite.
Regime ordinario: nessun limite numerico, ma più oneri
Nel regime ordinario non hai limiti alle spese per lavoro. Puoi costruire la squadra che ti serve, compatibilmente con la sostenibilità economica.
Paghi IRPEF a scaglioni sul reddito netto. Deduci integralmente il costo del personale e i contributi. La deduzione riduce l’imponibile, ma la gestione è più complessa.
Dal 2022, per le persone fisiche imprenditori individuali, l’IRAP non si applica. Rimangono IVA, IRPEF, addizionali e contributi INPS.
Adempimenti e tempistiche operative
Prima dell’assunzione
Scegli il CCNL adatto e definisci inquadramento, livello, orario, retribuzione. Prepara la lettera di assunzione completa di ogni clausola.
Invia la comunicazione UNILAV al Centro per l’Impiego entro il giorno precedente l’inizio. Apri o aggiorna posizioni INPS e INAIL come datore di lavoro.
Redigi il Documento di Valutazione dei Rischi e organizza formazione e visite mediche, secondo il D.Lgs. 81/2008. Fornisci DPI se necessari.
Dopo l’assunzione
Registra il rapporto nel Libro Unico del Lavoro. Elabora le buste paga mensilmente. Rispetta orario e straordinari secondo D.Lgs. 66/2003 e CCNL.
Versa i contributi INPS e ritenute con F24 entro il 16 del mese successivo. Invia il flusso UNIEMENS entro la fine del mese successivo.
Gestisci ferie, malattia, maternità, infortuni e TFR. Conserva documenti e registri per i termini di legge. Tieni aggiornato il DVR in caso di cambiamenti.
Regola decisionale rapida
Usa queste regole per scegliere in fretta l’inquadramento giusto.
- Se il familiare convive e aiuta in modo stabile, scegli il collaboratore familiare (coadiuvante). Eviti contestazioni sulla subordinazione.
- Se il familiare non convive e svolge mansioni con orari, ordini e controllo, valuta l’assunzione da dipendente con paga tracciabile.
- Se sei in forfettario e le spese lavoro si avvicinano a 20.000 euro, limita gli inserimenti o passa all’ordinario.
- Se ti servono picchi brevi e contenuti, usa PrestO o collaborazioni occasionali, rispettando i limiti.
- Se vuoi formare profili junior, considera l’apprendistato. Ha contributi ridotti e regole chiare nel D.Lgs. 81/2015.
Riferimenti normativi utili (testuali)
Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario), come modificata da Legge 145/2018 e Legge 197/2022; conferme da Legge 213/2023. Consultabile su Normattiva.
Codice Civile, art. 230-bis (impresa familiare). Consultabile su Normattiva.
D.Lgs. 81/2015 (contratti di lavoro), D.Lgs. 66/2003 (orario di lavoro), D.P.R. 1124/1965 (INAIL), D.Lgs. 81/2008 (sicurezza sul lavoro). Documentazione sul portale del Ministero del Lavoro.
Circolari INPS su coadiuvanti in Gestione Artigiani e Commercianti e su lavoro dei familiari. Istruzioni sul portale INPS.
| Scenario | Requisiti e limiti | Adempimenti e tempistiche | Effetti fiscali e contributivi |
|---|---|---|---|
| Collaboratore familiare (coadiuvante) | Familiare entro i gradi di legge; collaborazione abituale e prevalente; tipico se convivente. Nessun rapporto subordinato. | Iscrizione INPS Gestione Artigiani/Commercianti; eventuale INAIL. Comunicazione inizio attività. Tempi: prima dell’avvio effettivo. | Contributi fissi e sul minimale. Niente busta paga. In forfettario, i contributi e compensi rilevano nel tetto 20.000 euro. |
| Familiare dipendente | No convivenza; subordinazione reale; retribuzione tracciata e congrua al CCNL; prova dell’eterodirezione. | UNILAV entro il giorno prima; posizioni INPS/INAIL; LUL e buste paga. Sicurezza D.Lgs. 81/2008. Tempi: prima dell’inizio. | Costo deducibile in ordinario. In forfettario concorre al limite 20.000 euro. Contributi INPS e premi INAIL a carico datore. |
| Dipendente non familiare | Contratti D.Lgs. 81/2015: indeterminato, determinato, part-time, apprendistato. Rispetto CCNL e causali per TD. | UNILAV, INPS/INAIL, LUL, paghe. F24 contributi entro il 16; UNIEMENS entro fine mese successivo. | In ordinario: costo deducibile. In forfettario: costo irrilevante ai fini del reddito, ma conta nel tetto 20.000 euro. |
| Prestazione occasionale (PrestO) o collaborazione | PrestO: limiti economici e orari annui; settori ammessi. Co.co.co.: progetto, autonomia, niente subordinazione. | PrestO: registrazione e versamenti anticipati; comunicazioni prima della prestazione. Co.co.co.: CO obbligatoria. | Importi e oneri concorrono al limite 20.000 euro in forfettario. In ordinario, costi deducibili secondo regole. |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra collaboratore familiare e familiare dipendente?
Il collaboratore familiare (coadiuvante) aiuta in modo stabile, senza vincolo di subordinazione. Non ha orari imposti né un superiore gerarchico. È tipico il caso del coniuge convivente che gestisce cassa e clienti. Serve l’iscrizione INPS in Gestione Artigiani/Commercianti e, se previsto, l’INAIL. Il trattamento economico è una partecipazione agli utili, non una busta paga.
Il familiare dipendente, invece, ha un rapporto subordinato. Riceve ordini, ha orari definiti, e subisce il potere disciplinare. Deve percepire una retribuzione in linea col CCNL e pagata con tracciabilità bancaria. La giurisprudenza e le circolari INPS richiedono prova rigorosa della subordinazione. In mancanza, l’ente può riqualificare il rapporto come aiuto familiare, con sanzioni e recuperi contributivi.
In sintesi: se il familiare convive e collabora in modo naturale e continuativo, il coadiuvante è la via più sicura. Se non convive e svolge mansioni chiaramente subordinate, l’assunzione come dipendente è possibile e legittima.
Come si calcola il limite di 20.000 euro nel regime forfettario?
Il limite riguarda le “spese per lavoro” sostenute nell’anno. Comprende retribuzioni lorde ai dipendenti, compensi ai collaboratori, compensi per PrestO, e gli oneri a carico del datore (contributi INPS, premi INAIL, eventuali fondi). Le indennità e il TFR maturato e pagato rientrano nel perimetro. Il rimborso spese documentato e a piè di lista al dipendente, se non imponibile, non incide sul tetto.
Conta l’importo lordo sostenuto, non il netto in busta. Se firmi un contratto a cavallo d’anno, considera la competenza del pagamento effettuato nell’anno (principio di cassa in senso fiscale per l’impresa forfettaria). Se superi i 20.000 euro anche di poco, perdi il regime dall’anno successivo. L’uscita immediata nell’anno è prevista solo per ricavi oltre 100.000 euro.
Per prudenza, lascia un margine del 5-10% sotto il tetto. Considera tredicesime, premi e oneri differiti. Pianifica gli inserimenti tra fine e inizio anno per non oltrepassare il limite.
Posso assumere il coniuge convivente come dipendente?
È possibile solo se dimostri un effettivo rapporto di subordinazione e la retribuzione tracciata. La convivenza fa presumere un aiuto gratuito. INPS e ispettorato chiedono prove solide: turni, ordini scritti, sanzioni disciplinari, badge, mansionario, e pagamenti coerenti col CCNL.
In assenza di elementi chiari, il rapporto può essere riqualificato come collaborazione familiare. Questo comporta recupero di contributi e sanzioni. Nella pratica, per il coniuge convivente è più lineare l’inquadramento come coadiuvante ai sensi dell’art. 230-bis c.c., con iscrizione in Gestione Artigiani/Commercianti e copertura INAIL.
Se il coniuge non convive e lavora con orari e direttive precise, l’assunzione subordinata è più difendibile. In ogni caso, imposta documentazione e paghe in modo ineccepibile.
Quali sono i costi totali di un dipendente in ordinario rispetto al forfettario?
In ordinario, il costo del personale (stipendio lordo, contributi, premi, TFR) è deducibile dal reddito d’impresa. L’IRPEF si calcola sull’utile netto. Puoi sfruttare eventuali incentivi contributivi annuali, se previsti da normative e decreti attuativi (verifica su portali INPS e Ministero del Lavoro). I costi amministrativi sono più alti, ma la deduzione riduce l’imponibile.
Nel forfettario, il reddito si determina applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. Il costo del personale non è deducibile dal reddito forfettario. Tuttavia, il limite di 20.000 euro ti impone una squadra snella. I contributi previdenziali personali restano deducibili dall’imposta sostitutiva, ma non quelli sostenuti per i dipendenti ai fini del calcolo del reddito forfettario.
In conclusione: se punti a crescere con più personale, l’ordinario offre più spazio e deduzioni. Se mantieni struttura leggera e margini alti, il forfettario è spesso più efficiente.
Quali documenti e scadenze devo presidiare per evitare sanzioni?
Prima dell’ingresso: lettera di assunzione, scelta CCNL, UNILAV entro il giorno prima, apertura posizioni INPS e INAIL. Sicurezza: DVR, nomine interne, formazione e sorveglianza sanitaria secondo D.Lgs. 81/2008.
Dopo l’ingresso: registrazione sul LUL, buste paga mensili, consegna prospetto paga. F24 con ritenute e contributi entro il 16 del mese successivo. UNIEMENS entro la fine del mese successivo. Denuncia INAIL annuale e regolazione premio. Conservazione documenti per i termini previsti.
Per forfettario: monitora mensilmente le spese di lavoro verso il limite di 20.000 euro e i ricavi verso 85.000/100.000 euro. Per ordinario: presidia liquidazioni IVA, CU, 770, Certificazioni e versamenti periodici. Un calendario scadenze riduce i rischi ispettivi e sanzionatori.
Quando usare PrestO o prestazione occasionale invece di un’assunzione?
Usa PrestO per esigenze brevi e saltuarie, con tetti economici e orari annui e con esclusioni settoriali definite dalla norma. La procedura è agile: versamento anticipato, attivazione e comunicazione prima della prestazione. Attenzione: in forfettario gli importi concorrono al tetto di 20.000 euro.
La prestazione d’opera occasionale ex art. 2222 c.c. è adatta a incarichi autonomi sporadici, senza subordinazione né coordinamento. Serve ricevuta con ritenuta d’acconto se prevista. Resta il limite di occasionalità: se l’attività si ripete o è organizzata, rischi riqualificazione.
Se l’esigenza è continuativa, meglio un rapporto strutturato: tempo determinato con causale, part-time flessibile, o apprendistato per formare risorse. Questi strumenti rispettano il quadro del D.Lgs. 81/2015 e riducono rischi ispettivi.
