Chiudere Partita IVA: come si fa all’INPS e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per chiudere la Partita IVA devi rivolgerti all’Agenzia delle Entrate: AA9/12 per professionisti, ComUnica per ditte individuali, entro 30 giorni. Nessun costo per professionisti; diritti e bollo per ditte. Possibile chiusura d’ufficio dopo 3 anni d’inattività.

  • Obbligo di comunicare la cessazione entro 30 giorni (art. 35, DPR 633/1972). AA9/12 per persone fisiche; ComUnica per iscritti al Registro Imprese.
  • Costi: zero per professionisti; per ditte individuali diritti di segreteria e marca da bollo. Importi variabili per CCIAA.
  • Dopo la chiusura restano adempimenti: ultime imposte e contributi, dichiarazioni finali e conservazione documenti.

Inquadramento e basi normative

La cessazione della Partita IVA è una comunicazione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate. La impone l’art. 35 del DPR 633/1972. Il termine è 30 giorni dalla data effettiva di chiusura.

Il “libero professionista” è una persona fisica non iscritta al Registro Imprese. La “ditta individuale” è una persona fisica iscritta al Registro Imprese come impresa artigiana o commerciale. La differenza cambia il canale da usare.

Per chi è nel Registro Imprese vale la Comunicazione Unica (ComUnica). È prevista dall’art. 9 del DL 7/2007 e dal DPCM 6 maggio 2009. Con un solo invio chiudi posizioni presso Agenzia Entrate, INPS, INAIL e Camera di Commercio.

La chiusura d’ufficio delle Partite IVA inattive per tre anni è consentita dall’art. 35, comma 15-quinquies, DPR 633/1972. In caso di omessa comunicazione, può applicarsi l’art. 11 del D.Lgs. 471/1997 (sanzioni amministrative). Consulta le norme su Normattiva.

Definizioni operative utili

Modello AA9/12: è il modulo per apertura, variazione e cessazione di Partita IVA per persone fisiche. Si invia online all’Agenzia delle Entrate.

ComUnica: pratica telematica del Registro Imprese. Chiude contemporaneamente AE, INPS, INAIL e CCIAA.

Regime forfettario: imposta sostitutiva semplificata senza IVA. Principio di cassa: tassi e imposte calcolati sugli incassi effettivi. Sapere il tuo regime serve per le ultime dichiarazioni.

Procedura per liberi professionisti (senza Registro Imprese)

Il professionista presenta il modello AA9/12 in via telematica. Nel riquadro A, seleziona “cessazione attività” e indica la data. Rispetta i 30 giorni dalla chiusura effettiva.

Puoi trasmettere con i servizi telematici dell’Agenzia o tramite un intermediario abilitato. Conserva la ricevuta di presentazione con il protocollo. È la prova della chiusura.

Costi amministrativi: non sono previsti oneri verso Agenzia Entrate. Rimangono gli eventuali costi del professionista incaricato.

Documenti e verifiche prima dell’invio

Prepara i dati anagrafici, il codice attività ATECO e la data di cessazione. Verifica di aver emesso e incassato le ultime fatture.

Se usi la fatturazione elettronica, chiudi i documenti in sospeso. Scarica e conserva le ricevute SDI. La consultazione resta disponibile, ma conviene archiviare subito.

Procedura per ditte individuali (iscritte al Registro Imprese)

La ditta individuale usa ComUnica. È la stessa piattaforma usata per l’apertura. Con un unico invio chiudi AE, INPS, INAIL e Camera di Commercio.

Il termine anche qui è 30 giorni dalla cessazione. Servono i dati d’impresa, la data di chiusura e le eventuali posizioni assicurative e previdenziali collegate.

Costi tipici: diritti di segreteria (circa 90 euro) e marca da bollo (circa 17,50 euro). Gli importi possono variare per Camera di Commercio e pratica.

Tempi e ricevute

La protocollazione è di solito in 1-5 giorni lavorativi. Ricevi le distinte di esito dai singoli enti. Controlla che ogni posizione risulti cessata.

Se avevi dipendenti, completa le comunicazioni UNILAV al Centro per l’Impiego e gli adempimenti di cessazione secondo il Ministero del Lavoro. Valuta la NASpI per i lavoratori.

Adempimenti fiscali dopo la chiusura

La chiusura non azzera le imposte maturate. Dovrai saldare l’IRPEF e le addizionali sull’ultimo anno di attività. Paghi saldo e acconti con F24, di regola entro il 30 giugno successivo.

Regime forfettario: non presenti dichiarazione IVA. Compili il quadro LM della dichiarazione dei redditi. Applichi il principio di cassa: contano gli incassi fino alla data di cessazione.

Regime ordinario IVA: chiudi i registri IVA. Presenti la dichiarazione IVA annuale relativa all’ultimo periodo (scadenza ordinaria entro fine aprile). Trasmetti le ultime LIPE se dovute.

Contributi previdenziali

Artigiani e commercianti INPS: i contributi fissi si fermano dal mese successivo alla cessazione. Restano quelli pro-rata già maturati. Saldi anche l’eccedenza sul reddito effettivo.

Gestione Separata INPS: non c’è una chiusura tecnica come nel Registro Imprese. La contribuzione si regola con la dichiarazione dei redditi sull’ultimo anno.

Ricorda la conservazione delle scritture per 10 anni. Serve per controlli fiscali e previdenziali.

Chiusura d’ufficio per inattività

Se la Partita IVA è inattiva per almeno tre anni, l’Agenzia può chiuderla d’ufficio. Inattiva significa nessuna operazione rilevante ai fini IVA o reddito nel triennio.

Prima ricevi una comunicazione. Se rispondi e dimostri l’attività, eviti la chiusura. Se non rispondi, la posizione è chiusa in automatico.

Di regola non si applicano sanzioni ulteriori per l’atto di chiusura d’ufficio. Restano però possibili sanzioni per omessa comunicazione o altre violazioni pregresse. Verifica comunque il Registro Imprese: se sei ditta individuale, potresti dover chiudere la posizione anche lì.

Errori comuni e come evitarli

Saltare il termine di 30 giorni. Rimedia con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997). La sanzione si riduce se paghi presto.

Dimenticare il Registro Imprese. Se sei ditta individuale, chiudi sempre tramite ComUnica. Eviti contributi e diritti maturati inutilmente.

Non gestire beni e rimanenze. La cessione a sé stessi (autoconsumo) può generare IVA e reddito. Valuta gli effetti su beni strumentali e magazzino.

Regola decisionale rapida

Sei libero professionista non iscritto al Registro Imprese?

Sì: invia AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni. Costo amministrativo zero. Poi paga le ultime imposte e contributi. Conserva i documenti.

No: vai al passo successivo.

Sei titolare di ditta individuale (artigiano/commerciante)?

Sì: invia ComUnica entro 30 giorni. Paghi diritti e bollo. In un colpo chiudi AE, INPS, INAIL e CCIAA. Verifica le ricevute di chiusura.

No: se sei società, segui la liquidazione e la cancellazione dal Registro Imprese e presenta AA7/10 all’Agenzia. Procedura più lunga e formale.

Hai dipendenti o collaboratori?

Sì: gestisci cessazioni e UNILAV al Centro per l’Impiego. Rispetta i termini del Ministero del Lavoro. Versa ritenute e contributi finali.

No: completa solo gli adempimenti fiscali e previdenziali di chiusura.

Hai rimanenze o beni strumentali?

Sì: valuta l’autoconsumo ai fini IVA (art. 2, DPR 633/1972) e il recupero ammortamenti. Stima il valore normale e calcola correttamente imposte e IVA.

No: procedi alla conservazione documentale e alla chiusura contabile.

Scenario Canale/Modello Requisiti e documenti Tempistiche e costi Note fiscali post-chiusura
Libero professionista (regime forfettario) AA9/12 (telematico AE) Dati anagrafici, ATECO, data cessazione, ricevuta invii FE Entro 30 giorni; nessun costo amministrativo Niente dichiarazione IVA; quadro LM in Redditi PF; saldo imposte entro 30 giugno successivo
Libero professionista (regime ordinario IVA) AA9/12 (telematico AE) Dati IVA, registri IVA aggiornati, data cessazione Entro 30 giorni; nessun costo amministrativo Dichiarazione IVA entro fine aprile; ultime LIPE; saldo imposte entro 30 giugno
Ditta individuale senza dipendenti ComUnica (Registro Imprese) Dati impresa, posizioni INPS/INAIL, data cessazione Entro 30 giorni; diritti CCIAA ~90€, bollo ~17,50€ Stop contributi INPS dal mese successivo; saldo imposte entro 30 giugno; conservazione libri
Ditta individuale con dipendenti ComUnica + UNILAV ComUnica completa; comunicazioni al Centro per l’Impiego Entro 30 giorni; costi CCIAA + adempimenti lavoro Versa ritenute e contributi finali; gestione NASpI lavoratori secondo Ministero del Lavoro
Chiusura d’ufficio per 3 anni di inattività Provvedimento AE Comunicazione preventiva; possibile risposta del contribuente Se non rispondi: chiusura automatica; nessun costo Nessuna sanzione aggiuntiva di regola; verifica e chiudi CCIAA se ditta individuale

FAQ

Come si compila il modello AA9/12 per la cessazione, punto per punto?

Accedi ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o usa un intermediario. Seleziona “Variazione/cessazione”. Nel riquadro A spunta “Cessazione attività” e inserisci la data effettiva. Nel riquadro B conferma i dati anagrafici. Nel riquadro C verifica domicilio fiscale e luoghi di esercizio. Indica i codici ATECO cessati. Non servono motivazioni della chiusura. Invia e scarica la ricevuta con protocollo. Conserva la ricevuta insieme all’ultima fattura emessa e alla stampa dell’anagrafica IVA aggiornata. La base giuridica è l’art. 35, DPR 633/1972, disponibile su Normattiva.

Posso “riaprire” la stessa Partita IVA in futuro?

Puoi tornare ad aprire un’attività in qualsiasi momento. Per le persone fisiche l’Agenzia assegna un nuovo numero di Partita IVA quando riapri. I debiti e i crediti fiscali del passato non scompaiono: rimangono collegati al tuo codice fiscale. Se nel frattempo avevi chiusure d’ufficio, puoi comunque aprire ex novo, purché non ci siano interdizioni o irregolarità gravi. Valuta il regime fiscale più adatto alla ripartenza (forfettario se rispetti i requisiti di legge) e aggiorna l’INPS se necessario. Ripeti gli adempimenti iniziali: identificazione IVA, fatturazione elettronica e, se impresa, iscrizione al Registro Imprese con ComUnica.

Come gestisco beni strumentali e rimanenze alla chiusura ai fini IVA e imposte?

Verifica i beni ancora in uso o in magazzino. Ai fini IVA, la destinazione a finalità estranee all’impresa (autoconsumo) è assimilata a cessione, con base imponibile pari al valore normale (art. 2, DPR 633/1972). Se sei in ordinario IVA, potresti dover emettere un’autofattura per autoconsumo e versare l’IVA. Ai fini del reddito, rileva la plusvalenza o il recupero di ammortamenti sul bene ceduto o trattenuto. Per le rimanenze, nello stato finale di cessazione vanno azzerate: in ordinario il valore confluisce nel reddito. In forfettario, non contabilizzi rimanenze, ma vale sempre il principio di cassa: incassi e pagamenti fino alla data di chiusura. Documenta ogni passaggio con inventario finale e, se serve, perizia semplice del valore normale.

Cosa devo fare con la fatturazione elettronica e il canale SDI dopo la chiusura?

Emetti e trasmetti le ultime fatture entro i termini. Annulla eventuali documenti errati prima della cessazione. Accedi all’area Fatture e Corrispettivi e verifica che l’anagrafica risulti cessata. Se usi un canale accreditato (PEC o web service), puoi disattivarlo. Non è obbligatorio cancellare la PEC, ma mantienila attiva finché attendi notifiche residue. Scarica il cassetto fiscale, le ricevute SDI e la copia integrale del registro dei documenti. Conserva tutto per 10 anni. Se ricevi note di credito dopo la chiusura, gestiscile con attenzione: possono impattare il reddito dell’anno di competenza o, in IVA, richiedere correzioni nella dichiarazione finale.

Quali sono le sanzioni se comunico la cessazione in ritardo e come rimediare?

L’omessa o tardiva comunicazione comporta la sanzione da 500 a 2.000 euro (art. 11, D.Lgs. 471/1997). Puoi ridurla con il ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997): presentando subito la cessazione e versando una sanzione minima calcolata in base ai giorni di ritardo. Se hai anche violazioni IVA (es. operazioni dopo la cessazione), valuta il ravvedimento per singole irregolarità. Conserva le prove della data effettiva di cessazione (disdetta contratto, restituzione locali, chiusura POS). In caso di chiusura d’ufficio, di regola non si applicano sanzioni aggiuntive per l’atto di chiusura, ma restano quelle per omissioni pregresse. Per i profili lavoro, se avevi dipendenti, rispetta comunicazioni e termini del Ministero del Lavoro per evitare sanzioni specifiche.

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