Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il codice tributo 1791 si usa nel modello F24 per l’imposta sostitutiva del regime forfettario: seconda rata di acconto (scadenza 30 novembre) oppure acconto in unica soluzione a giugno.
- Destinatari: titolari di Partita IVA in regime forfettario (imposta sostitutiva ex Legge 190/2014).
- Quando usarlo: per l’acconto di novembre o per l’acconto versato in unica soluzione a giugno.
- Dove compilarlo: F24, sezione Erario; indicare anno d’imposta, importo a debito, eventuali compensazioni; invio telematico obbligatorio per titolari di Partita IVA.
Cos’è il codice tributo 1791 e a cosa serve
Il codice tributo 1791 identifica l’acconto dell’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti in regime forfettario. Serve in due casi: la seconda rata di acconto di novembre oppure l’acconto pagato in unica soluzione a giugno.
L’imposta sostitutiva è l’imposta piatta che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP per chi è nel regime forfettario. L’aliquota è di norma il 15%, oppure il 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti di legge. Questa regola nasce dall’articolo 1, commi 54-89, della Legge 190/2014, consultabile su Normattiva.
I versamenti si effettuano con modello F24 ai sensi del Decreto Legislativo 241/1997. Le scadenze generali per saldo e acconti seguono le regole del D.P.R. 435/2001 e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Perché esiste l’acconto
L’acconto anticipa una parte dell’imposta che risulterà dovuta per l’anno in corso. Così lo Stato incassa in modo continuo e tu spalmi il costo fiscale. Se l’imposta finale sarà diversa, con il saldo regolerai la differenza.
L’acconto si calcola di solito con il metodo storico. In pratica prendi l’imposta sostitutiva dovuta per l’anno precedente e applichi le percentuali di acconto stabilite per quell’anno fiscale. In alternativa, puoi usare il metodo previsionale, cioè stimare l’imposta dovuta per l’anno in corso e versare l’acconto su quella base. Il metodo previsionale riduce subito il carico se prevedi un reddito più basso, ma aumenta il rischio di sanzioni se sbagli la stima.
Quando si usa il 1791: casi pratici
Seconda rata di acconto (novembre)
Se versi gli acconti a rate, il 1791 si usa per la seconda rata, con scadenza standard al 30 novembre. È un acconto non rateizzabile oltre questa data. Se paghi dopo, devi regolarizzare con ravvedimento operoso.
Il 1791 non va confuso con il 1790, che serve per la prima rata di acconto di giugno. Né con il codice del saldo dell’imposta sostitutiva dell’anno precedente (codice distinto, usato in sede di saldo di giugno).
Acconto in unica soluzione (giugno)
In alternativa alle due rate, puoi scegliere di versare l’acconto in unica soluzione a giugno. In questo caso userai comunque il 1791. Concentri così tutto l’acconto di competenza in un’unica scadenza, migliorando la prevedibilità del cash flow, ma impegnando più liquidità a metà anno.
La possibilità di frazionare o concentrare gli acconti segue le regole generali pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e dal MEF. Controlla ogni anno le percentuali e le soglie applicabili all’acconto, perché possono variare.
Come si calcola l’importo da versare con il 1791
Metodo storico (consigliato per semplicità)
Procedi così:
- Prendi l’imposta sostitutiva risultante a saldo per l’anno precedente (dichiarazione Redditi PF, quadro LM).
- Applica le percentuali di acconto previste per l’anno in corso. Le percentuali e l’eventuale ripartizione tra giugno e novembre sono definite annualmente.
- Se scegli l’unica soluzione a giugno, versi l’intero acconto con il 1791. Se scegli due rate, a novembre versi la quota residua con il 1791.
Pro del metodo storico: semplice e con basso rischio di sanzioni. Contro: se il reddito cala molto, anticipi troppo e recuperi con il saldo.
Metodo previsionale (utile se il reddito scende)
Stimi il reddito 2026, applichi il coefficiente di redditività e l’aliquota dell’imposta sostitutiva, poi calcoli l’acconto su questa imposta stimata. Se la stima è corretta, versi meno e migliori la cassa. Se sbagli al ribasso, rischi sanzioni e interessi sulla parte non versata.
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblica i tassi legali e l’Agenzia delle Entrate indica le riduzioni delle sanzioni nel ravvedimento operoso. Consulta questi riferimenti prima di scegliere il metodo.
Compilazione del modello F24 con codice tributo 1791
Dove inserire il codice
Usa la sezione Erario del modello F24. Compila così:
- Codice tributo: 1791.
- Rateazione/regione/prov./mese rif.: lascialo vuoto, salvo rateazione ammessa sulla scadenza di giugno. In quel caso indica il formato previsto (esempio 0108 per la prima di otto rate, se consentito).
- Anno di riferimento: l’anno d’imposta cui si riferisce l’acconto (formato AAAA).
- Importi a debito versati: l’importo dell’acconto dovuto.
- Importi a credito compensati: eventuali crediti erariali che compensi (IVA, IRPEF, altri). Ricorda che per alcune compensazioni servono abilitazioni e regole specifiche.
- Codice ufficio e codice atto: in genere non si compilano per gli acconti ordinari.
Per i titolari di Partita IVA il pagamento deve avvenire sempre con invio telematico (D.Lgs. 241/1997 e provvedimenti attuativi). Niente contanti allo sportello.
Canali di pagamento
- Home banking: accedi alla tua banca, sezione F24. Seleziona F24 ordinario, compila la sezione Erario e conferma con l’autorizzazione prevista. Ogni banca ha percorsi diversi, ma i campi fiscali sono standard.
- Servizi online Agenzia delle Entrate: nell’area riservata sono disponibili F24 Web e F24 Online. Puoi compilare e inviare il modello direttamente, con addebito su IBAN. Il sistema memorizza strumenti di pagamento e anagrafiche.
- Intermediario abilitato: puoi delegare il commercialista o un CAF abilitato al canale Entratel per predisporre e trasmettere l’F24.
Conserva la ricevuta telematica. È la prova del versamento. In caso di scarto, correggi e rimanda lo stesso giorno per evitare interessi.
Regola decisionale rapida
Come scegliere correttamente il codice e la scadenza
- Sei in regime forfettario e devi versare la seconda rata di acconto dell’imposta sostitutiva a novembre? Usa 1791, scadenza 30/11, niente rateizzazione oltre tale data.
- Se preferisci pagare l’acconto in unica soluzione a giugno? Usa 1791 a giugno. Puoi valutare la rateizzazione prevista per quella scadenza.
- Se devi versare la prima rata di acconto a giugno? Non usare 1791: la prima rata usa il codice dedicato alla prima rata di acconto del forfettario.
- Se devi versare il saldo dell’imposta sostitutiva dell’anno precedente a giugno? Non usare 1791: il saldo ha un proprio codice distinto.
- Se prevedi un calo di reddito importante? Considera il metodo previsionale per ridurre l’acconto. Documenta la stima e monitora i risultati per evitare sanzioni.
Fonti normative e prassi di riferimento
Riferimenti utili
- Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario e imposta sostitutiva). Testo disponibile su Normattiva.
- Decreto Legislativo 241/1997 (versamenti unitari e compensazioni tramite F24).
- D.P.R. 435/2001 (termini di versamento delle imposte sui redditi).
- Provvedimenti e risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate su codici tributo e modalità F24.
- Comunicazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze su tassi legali e scadenze.
Cita sempre la dichiarazione Redditi PF e le istruzioni del quadro LM per controllare calcolo e base imponibile. Verifica ogni anno aggiornamenti su aliquote, percentuali di acconto e rateizzazioni.
Errori comuni e come evitarli
Codice errato o anno sbagliato
Un codice tributo non corretto o un anno di riferimento sbagliato spostano l’importo su un debito diverso. L’Agenzia può far emergere incongruenze, con sanzioni e comunicazioni. Controlla sempre prima di inviare.
Metodo previsionale senza prove
Se riduci l’acconto senza tracciare una stima attendibile, rischi un saldo alto e sanzioni. Tieni note, preventivi e un prospetto di calcolo firmato e datato.
Compensazioni improprie
Compensare crediti non disponibili o non utilizzabili può generare scarti F24 o sanzioni. Verifica la disponibilità del credito nel cassetto fiscale e le regole di utilizzo.
Invio non telematico
I titolari di Partita IVA devono usare canali telematici. Un pagamento eseguito allo sportello può non essere valido. Usa sempre home banking, F24 Web o un intermediario abilitato.
| Scenario | Codice tributo da usare | Quota e logica di calcolo | Scadenza standard |
|---|---|---|---|
| Acconto in due rate – prima rata | Codice della prima rata di acconto del forfettario (diverso da 1791) | Percentuale prima rata su imposta storica o previsionale | 30 giugno (con eventuale rateazione ammessa) |
| Acconto in due rate – seconda rata | 1791 | Percentuale seconda rata su imposta storica o previsionale, al netto di quanto già versato | 30 novembre (non rateizzabile oltre la scadenza) |
| Acconto in unica soluzione | 1791 | Intero acconto calcolato per l’anno, metodo storico o previsionale | 30 giugno (eventuale rateazione ammessa secondo regole annuali) |
| Saldo imposta sostitutiva anno precedente | Codice del saldo dell’imposta sostitutiva del forfettario (diverso da 1791) | Imposta dovuta a consuntivo, detraendo acconti versati | 30 giugno (eventuale rateazione ammessa secondo regole annuali) |
FAQ
Chi deve usare il codice tributo 1791 e chi no?
Usano il 1791 i contribuenti in regime forfettario che devono versare l’acconto dell’imposta sostitutiva. Precisamente: la seconda rata a novembre oppure l’acconto in unica soluzione a giugno. Non lo usano i contribuenti in regime ordinario o semplificato che versano l’IRPEF a scaglioni. Questi usano i codici tributo propri dell’IRPEF. Non lo usa neppure chi versa il saldo dell’imposta sostitutiva: per il saldo c’è un codice dedicato. In caso di dubbi, controlla le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per l’F24 e le istruzioni della dichiarazione (quadro LM) dell’anno in corso.
Come faccio a sapere se devo dividere l’acconto in due rate o pagarlo in unica soluzione?
Dipende dalle regole annuali su percentuali e soglie di acconto e dalla tua strategia di cassa. In generale puoi scegliere: due rate (giugno e novembre) per diluire l’impatto, oppure unica soluzione a giugno per chiudere prima. La scelta non cambia l’imposta totale, ma incide sulla liquidità e sugli eventuali interessi di rateazione. Verifica ogni anno le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e del MEF perché le percentuali di ripartizione tra prima e seconda rata possono variare. Se il tuo flusso di incassi è più forte nel primo semestre, l’unica soluzione può essere comoda. Se hai stagionalità invertita, meglio due rate.
Posso compensare crediti nel rigo “importi a credito compensati” quando uso il 1791?
Sì, se il credito è certo, liquido ed esigibile e se la normativa consente la compensazione. Ad esempio puoi compensare un credito IVA o un credito IRPEF maturato. Controlla però due punti: se la compensazione richiede preventivi adempimenti (come la presentazione della dichiarazione) e se superi le soglie che obbligano all’uso dei servizi telematici dell’Agenzia con visto di conformità, quando richiesto. In caso di compensazioni irregolari l’F24 può essere scartato o potresti ricevere sanzioni. Verifica sempre il cassetto fiscale e le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate sui codici tributo abilitati alla compensazione.
Ho pagato in ritardo la seconda rata con il 1791: come rimediare?
Puoi usare il ravvedimento operoso. Paghi l’imposta con il codice 1791, aggiungi sanzioni ridotte e interessi legali usando i codici tributo specifici per sanzioni e interessi indicati dall’Agenzia delle Entrate. Calcoli le sanzioni in base ai giorni di ritardo, applicando le riduzioni del ravvedimento e il tasso legale vigente (comunicazioni MEF). Compila l’F24 indicando separatamente imposta, sanzioni e interessi. Conserva i calcoli a supporto. Se il ritardo è lungo o se hai dubbi sui codici accessori, chiedi al commercialista o consulta le risoluzioni dell’Agenzia che elencano i codici per ravvedimento.
Quali documenti devo avere per calcolare correttamente l’importo da versare con il 1791?
Ti servono: la dichiarazione Redditi PF dell’anno precedente con il quadro LM (per l’imposta sostitutiva a saldo), i registri e le fatture emesse dell’anno in corso, le spese deducibili e le informazioni sul coefficiente di redditività applicabile alla tua attività. Se usi il metodo storico, leggi l’imposta a saldo e applica le percentuali di acconto previste. Se scegli il previsionale, prepara una stima prudente del reddito 2026 con un prospetto che mostri ricavi, costi, reddito imponibile e imposta sostitutiva. Conserva i prospetti e le evidenze perché, in caso di controlli, dimostrano la ragionevolezza del tuo calcolo. In ogni caso confronta sempre con le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e con i riferimenti normativi su Normattiva.
