Codice ATECO 95.31.10: cosa significa e cosa include?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per aprire un’officina con codice ATECO 95.31.10 serve Partita IVA artigiano, ComUnica e SCIA autoriparazione; INPS artigiani con contributi fissi+variabili; scelta tra forfettario (coefficiente 67%) o ordinario (IRPEF 23%-33%-43%).

  • Codice ATECO 95.31.10: riparazioni meccaniche, manutenzioni, radiatori, marmitte; attività regolata da Legge 122/1992 e Legge 224/2012 (meccatronica).
  • Iscrizioni tramite ComUnica a Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS Gestione Artigiani, INAIL; SCIA autoriparazione via SUAP.
  • Fisco 2026: forfettario (soglia 85.000 euro; coefficiente 67%; imposta 5%/15%) o ordinario (IRPEF 23%-33%-43%; IVA 22%; contabilità semplificata).

Cosa copre il codice ATECO 95.31.10

Il codice ATECO 95.31.10 identifica le riparazioni meccaniche di autoveicoli. In pratica, fai diagnosi e riparazioni su motori, trasmissioni, freni, sterzo, sospensioni.

Rientrano anche manutenzioni periodiche, sostituzione componenti di usura, riparazione o sostituzione di radiatori e marmitte. Sono comprese lavorazioni su veicoli speciali, se non richiedono abilitazioni ulteriori.

Restano fuori carrozzeria e verniciatura (ATECO 45.20.20), gomme (ATECO 45.20.40), elettrauto puro solo se non sei abilitato meccatronica. La riforma ha unificato meccanica ed elettrauto nella “meccatronica”.

Requisiti e abilitazioni: SCIA autoriparazione e meccatronica

La cornice normativa

L’attività è regolata dalla Legge 122/1992 e dalla Legge 224/2012 che ha introdotto la “meccatronica”. I requisiti si dichiarano con una SCIA al SUAP del Comune. Le basi si consultano su Normattiva.

Serve un Responsabile Tecnico. È la persona che garantisce i requisiti tecnico-professionali. Puoi essere tu, un socio, o un dipendente con i titoli.

Come dimostrare il requisito tecnico-professionale

Hai tre strade principali:

  • Titolo di studio idoneo. Diploma o qualifica professionale coerente con meccanica o meccatronica, come previsto da legge e linee regionali.
  • Esperienza lavorativa. Almeno 3 anni negli ultimi 5 come dipendente qualificato o coadiuvante familiare in officina abilitata.
  • Corso abilitante. Percorsi di formazione riconosciuti dalle Regioni per colmare il passaggio a meccatronica (indirizzati da Legge 224/2012 e norme attuative).

La SCIA al SUAP attesta anche i requisiti dei locali. Il SUAP inoltra la pratica alla Camera di Commercio per l’annotazione nel Registro Imprese e all’Albo Artigiani.

Locali, sicurezza e ambiente

I locali devono rispettare destinazione d’uso, regole edilizie, impiantistiche e igienico-sanitarie. Per impianti elettrici serve dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/2008.

Rispetta la sicurezza sul lavoro secondo il D.Lgs. 81/2008: valutazione dei rischi, formazione, DPI, attrezzature marcate CE, verifiche periodiche. Se stocchi liquidi infiammabili o gas, valuta adempimenti antincendio del D.P.R. 151/2011.

Gestisci i rifiuti speciali e pericolosi (oli esausti, filtri, batterie) secondo D.Lgs. 152/2006: registro carico-scarico, FIR, deposito temporaneo, MUD annuale. Per trasportare i tuoi rifiuti serve l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali, categoria 2-bis.

Apertura Partita IVA artigiano: ComUnica e adempimenti

Apri come ditta individuale artigiana o società artigiana. Con ComUnica invii in un colpo solo Partita IVA, Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS, INAIL. Firma digitale e PEC sono obbligatorie.

La SCIA autoriparazione si presenta al SUAP del Comune. Alcuni SUAP applicano diritti e bolli. Verifica prima di inviare per non incorrere in sospensioni.

L’INAIL apre la voce di tariffa per il premio assicurativo. L’INPS attiva la Gestione Artigiani per i contributi. La Camera di Commercio iscrive e assegna il codice ATECO 95.31.10.

Fisco 2026 per l’officina: regimi a confronto

Regime forfettario: come funziona davvero

Il regime forfettario è un regime semplificato previsto dalla Legge 190/2014. È pensato per attività con ricavi contenuti. La soglia di accesso è 85.000 euro di ricavi annui.

Se superi 100.000 euro nell’anno, esci subito dal regime. Applichi l’IVA dal mese successivo. Questa regola è stata introdotta dalla Legge 197/2022 e confermata negli anni successivi.

Paghi un’imposta sostitutiva. È il 15% sul reddito forfettario. Puoi ridurla al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, nuova attività, non prosecuzione di lavoro dipendente salvo apprendistato, e altri dettagli dell’Agenzia delle Entrate).

Il reddito forfettario si calcola con il coefficiente di redditività. Per il codice 95.31.10 è il 67%. Significa che tassi l’imponibile pari al 67% degli incassi. I contributi INPS versati si deducono prima di calcolare l’imposta.

Nel forfettario non applichi IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Fai comunque la fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio, obbligatoria per tutti dal 2024 in poi (D.L. 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate).

Regime ordinario semplificato: quando conviene

In ordinario semplificato, le imposte si calcolano sui ricavi meno i costi reali. È utile quando hai spese elevate: attrezzature, ricambi, affitti, personale, energia.

Gli scaglioni IRPEF 2026 sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.000,01 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Le addizionali regionali e comunali si sommano. La disciplina è definita dalle leggi di bilancio e dal Testo Unico.

Applichi l’IVA ordinaria, di solito al 22%, su riparazioni e ricambi (D.P.R. 633/1972). Puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. In semplificata usi il principio di cassa: tassi ciò che incassi e deduci ciò che paghi nell’anno.

Contributi INPS artigiani: fissi e percentuali

Gli artigiani versano contributi fissi su un minimale di reddito, oltre a contributi percentuali sulla parte eccedente. L’INPS aggiorna ogni anno minimale e aliquote con circolare ufficiale.

Il minimale si attesta intorno a 18.400 euro. I contributi fissi sono circa 4.500-4.700 euro annui per il titolare. Sulla quota di reddito che supera il minimale, si applica un’aliquota intorno al 24%. Oltre una seconda fascia, si aggiunge una piccola maggiorazione.

I contributi si pagano in quattro rate trimestrali per i fissi e con acconti/saldi per la quota eccedente. Sono deducibili dal reddito, anche nel forfettario. Le regole si leggono nelle circolari INPS di inizio anno.

Fatture, corrispettivi e POS

Se vendi a privati, devi emettere documento commerciale e trasmettere i corrispettivi con registratore telematico. Se fatturi solo a imprese, la fattura elettronica è sufficiente.

Il POS è obbligatorio. Devi accettare pagamenti elettronici senza soglie. Ci sono sanzioni per rifiuto, come previsto dal D.L. 36/2022 e norme collegate.

Regola decisionale rapida

Usa questi nessi logici per scegliere rapidamente il regime fiscale:

  • Hai ricavi attesi entro 85.000 euro e costi operativi bassi? Allora forfettario. Coefficiente 67% e imposta 5%/15% spesso battono l’ordinario.
  • Hai ricavi entro 85.000 euro ma costi molto alti (affitto, attrezzature, ricambi)? Allora valuta l’ordinario semplificato. Deduci costi reali e detrai l’IVA.
  • Pensi di superare 85.000 euro entro l’anno o lavori con investimenti e scorte importanti? Allora ordinario. Eviti uscite improvvise dal forfettario e gestisci l’IVA.
  • Parti da zero e rispetti i requisiti start-up? Allora forfettario al 5% per 5 anni. Poi rivaluta al quinto anno i tuoi numeri.
  • Clientela quasi tutta privata con scontrini medi bassi? Il forfettario semplifica molto. Clientela business con acquisti soggetti a IVA? L’ordinario riduce il costo-IVA.

Errori frequenti e come evitarli

Aprire senza SCIA meccatronica. Rischi sanzioni e sospensione. Prepara titoli o esperienza e invia la SCIA prima di avviare l’officina.

Sottovalutare i rifiuti. Oli, batterie e filtri richiedono registri, FIR e MUD. Stipula accordi con gestori autorizzati e iscriviti all’Albo per il trasporto in conto proprio.

Confondere impresa e professione. L’artigiano non subisce ritenuta d’acconto sulle fatture. Le ritenute si applicano ai professionisti (D.P.R. 600/1973), non all’impresa artigiana.

POS e corrispettivi dimenticati. Il registratore telematico e l’accettazione di pagamenti elettronici sono obblighi attivi e sanzionati.

Sbagliare il regime. Fai simulazioni con numeri reali: ricavi, costi, investimenti, contribuzione. Considera anche addizionali e IMU se possiedi l’immobile.

Tempistiche e costi amministrativi

ComUnica si chiude di norma in 1-3 giorni lavorativi. La SCIA abilita subito, ma il Comune può fare controlli successivi. INPS e INAIL si attivano in pochi giorni.

Costi tipici: diritti camerali e bolli SUAP, diritto annuale CCIAA, premio INAIL, marche da bollo per eventuali istanze. Le cifre variano per provincia e dimensione dell’officina.

Per lavori edili nei locali, verifica prima conformità urbanistica e impiantistica. Eviti ritardi e doppi interventi. Conserva le dichiarazioni di conformità per eventuali ispezioni.

Fonti normative e istituzionali utili

Consulta: Normattiva per Legge 122/1992 e Legge 224/2012; Agenzia delle Entrate per regimi fiscali e IVA (D.P.R. 633/1972; provvedimenti su fattura elettronica); INPS per contributi Gestione Artigiani (circolari annuali); INAIL per inquadramento tariffario; Ministero delle Imprese e del Made in Italy per Registro Imprese e pratiche; SUAP comunale per SCIA; Ministero dell’Ambiente per rifiuti (D.Lgs. 152/2006); D.Lgs. 81/2008 per sicurezza sul lavoro; D.M. 37/2008 per impianti; D.P.R. 151/2011 per prevenzione incendi.

Scenario Requisiti formali Imposte e contributi Tempistiche/Note operative
Forfettario artigiano (ricavi ≤ 85.000) ComUnica; SCIA autoriparazione; Responsabile Tecnico; PEC; RT per corrispettivi Imposta sostitutiva 5% (start-up) o 15%; coefficiente 67%; INPS fissi + ~24% su eccedenza; niente IVA Attivazione 1-3 giorni; e-fattura obbligatoria; uscita immediata oltre 100.000 ricavi nell’anno
Ordinario semplificato (ricavi > 85.000 o costi elevati) ComUnica; SCIA; PEC; registri IVA; RT se B2C IRPEF 23%-33%-43% su reddito reale; IVA 22% con detrazione acquisti; INPS fissi + percentuale Liquidazioni IVA periodiche; principio di cassa; utile se hai elevati costi e acquisti con IVA
Nuova apertura con requisiti start-up Nessuna attività simile nei 3 anni; non prosecuzione di lavoro dipendente; SCIA e ComUnica Forfettario al 5% per 5 anni; contributi deducibili; niente addizionali IRPEF Verifica annuale requisiti; al 6° anno aliquota al 15%
Officina con dipendenti/apprendisti Iscrizione INAIL; DVR D.Lgs. 81/2008; formazione; contratti collettivi IRPEF/forfettario come sopra; costi del personale deducibili solo in ordinario; contributi INPS dipendenti Tempi aggiuntivi per selezione e adempimenti sicurezza; verifica spazi e layout officina

FAQ

Con il codice ATECO 95.31.10 posso fare anche lavori da elettrauto o serve un codice diverso?

La riforma della Legge 224/2012 ha unificato “meccanica e motoristica” ed “elettrauto” nella nuova attività di “meccatronica”. Questo significa che, se possiedi l’abilitazione meccatronica e hai dichiarato i requisiti nella SCIA, puoi svolgere sia interventi meccanici sia interventi elettrici/elettronici sui veicoli. Il codice ATECO 95.31.10 resta corretto per le riparazioni meccaniche; l’abilitazione tecnica si dimostra con titolo di studio idoneo, esperienza o corsi riconosciuti. Senza abilitazione meccatronica, non puoi operare legalmente su impianti elettrici/elettronici del veicolo. Le basi normative sono la Legge 122/1992 e la Legge 224/2012, consultabili su Normattiva, e le linee regionali sui corsi abilitanti.

Forfettario o ordinario per un’officina che compra molti ricambi? Un esempio numerico chiaro

Supponiamo ricavi annui 80.000 euro, acquisti di ricambi e costi operativi per 40.000 euro, contributi INPS complessivi 6.000 euro. In forfettario il reddito forfettario è 80.000 x 67% = 53.600; deduci i 6.000 di INPS e tassi 47.600 con imposta 15% = 7.140 (5% se start-up). In ordinario il reddito è 80.000 – 40.000 – 6.000 = 34.000; l’IRPEF marginale ricade nel secondo scaglione. L’imposta lorda potenziale è più bassa sull’imponibile di 34.000, e in più detrai l’IVA sui ricambi. Se fai molti acquisti con IVA e hai margini stretti, l’ordinario spesso conviene. Se invece i costi sono bassi (es. 15.000) e lavori molto di manodopera, il forfettario tende a vincere. La scelta va simulata con i tuoi numeri effettivi.

Quali sono i contributi INPS per l’artigiano nel 2026 e come si pagano?

L’INPS prevede contributi fissi su un minimale di reddito aggiornato ogni anno con circolare. Nel 2026 il minimale è in linea con gli ultimi aggiornamenti (intorno a 18.400 euro), con fissi annuali nell’ordine di 4.500-4.700 euro per il titolare. Sulla parte di reddito che supera il minimale, si applica un’aliquota intorno al 24%, con una leggera maggiorazione oltre una seconda fascia. I fissi si pagano in quattro rate trimestrali (scadenze tipiche: maggio, agosto, novembre, febbraio), la quota eccedente in acconti e saldo con il modello Redditi. Tutti i contributi sono deducibili dal reddito. La fonte di riferimento è la circolare INPS di inizio anno e il cassetto previdenziale artigiani.

Quali obblighi ambientali ho per oli esausti, batterie e filtri? Cosa rischio se sbaglio?

Devi gestire i rifiuti secondo il D.Lgs. 152/2006: tenere il registro di carico e scarico, usare il formulario di identificazione rifiuti (FIR) per ogni trasporto, rispettare tempi e limiti del deposito temporaneo in officina, presentare il MUD annuale entro i termini. Per trasportare i tuoi rifiuti dal cantiere/officina al deposito, ti iscrivi all’Albo Gestori Ambientali in categoria 2-bis (trasporto in conto proprio). Devi affidare il recupero/smaltimento a soggetti autorizzati e conservare le quarte copie dei FIR. In caso di violazioni, sono previste sanzioni amministrative e, per alcune fattispecie, penali. Tieni la documentazione ordinata: registro, contratti con gestori, autorizzazioni e MUD.

Serve il registratore telematico se emetto solo fatture elettroniche ai clienti business? E il POS è sempre obbligatorio?

Se fatturi esclusivamente a soggetti con partita IVA e non effettui vendite a privati, puoi non utilizzare il registratore telematico perché non emetti documenti commerciali. In ogni caso devi emettere fatture elettroniche via SdI, anche in forfettario, come stabilito dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Se invece vendi anche a privati, devi emettere documento commerciale e inviare i corrispettivi giornalieri con un registratore telematico censito. Il POS è obbligatorio per tutti gli operatori economici, senza soglie, con sanzioni in caso di rifiuto. Le basi sono nel D.L. 36/2022 e nelle norme di attuazione dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero competente.

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