Codice ATECO vendita porta a porta: qual è e cosa comprende?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per avviare l’attività ATECO 47.12.90 (vendita porta a porta) apri Partita IVA, invii ComUnica, presenti SCIA al SUAP, ti iscrivi all’INPS Commercianti e scegli il regime fiscale (forfettario o ordinario).

  • ATECO 47.12.90: commercio al dettaglio con dimostrazione o incaricato alla vendita a domicilio; nel forfettario coefficiente di redditività 40%.
  • Iter unico con ComUnica: Partita IVA, Registro Imprese, INPS Commercianti, PEC e firma digitale; SCIA al SUAP del Comune.
  • Imposte: forfettario 15% (5% start-up) sul reddito forfettario; ordinario IRPEF a scaglioni 2026; contributi INPS Commercianti fissi + eccedenza.

Cos’è il codice ATECO 47.12.90 e quando usarlo

Il codice ATECO 47.12.90 identifica il commercio al dettaglio di prodotti vari con vendita a domicilio. In pratica vendi beni mostrando il prodotto e concludendo l’ordine presso il cliente.

È la scelta tipica per chi organizza dimostrazioni e consegne porta a porta. Ad esempio cosmetici, casalinghi, piccoli elettrodomestici, integratori non medicinali, editoria.

Non riguarda i servizi puri. Non riguarda l’agente di commercio, che intermedia per conto terzi con provvigioni. Qui vendi tu, come commerciante al dettaglio.

Attività ammesse ed escluse

Ammesse: presentazioni presso abitazioni o uffici, raccolta ordini, incasso corrispettivi, consegna diretta o spedizione. Puoi anche avere un piccolo magazzino.

Escluse: vendita di farmaci o presidi che richiedono autorizzazioni speciali. Per alimenti servono regole igienico-sanitarie. Per cosmetici servono prodotti conformi al Regolamento (CE) 1223/2009.

Se vendi anche online affianca un ATECO di e-commerce (es. 47.91.10). Puoi cumularlo e gestire canali diversi con la stessa Partita IVA.

Iter per aprire l’attività: ComUnica, SCIA e iscrizioni

ComUnica telematica: cosa include e costi tipici

Con la pratica ComUnica apri tutto in una volta: Partita IVA all’Agenzia delle Entrate, iscrizione al Registro Imprese, posizione INPS Commercianti, comunicazione al SUAP se prevista, e PEC.

Costi amministrativi usuali all’avvio: imposta di bollo 17,50 euro; diritti di segreteria 18 euro; diritto camerale annuale 44 euro (importo base per micro imprese; l’importo esatto dipende dalla Camera di Commercio competente).

Serve la firma digitale per firmare i moduli e una casella PEC attiva. Base normativa: DPR 581/1995 (Registro Imprese), DPR 445/2000 (documenti amministrativi), DPR 160/2010 (SUAP e procedimenti telematici).

SCIA al SUAP del Comune

La vendita a domicilio è una forma speciale di vendita al dettaglio. Devi presentare SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al SUAP del Comune in cui hai la sede.

Con la SCIA dichiari i requisiti morali per il commercio (assenza di condanne e misure interdittive). Riferimenti: D.Lgs. 114/1998 (riforma commercio), D.Lgs. 59/2010 art. 71 (requisiti), DPR 160/2010 (SUAP).

La SCIA ha effetto immediato. Il Comune può fare controlli successivi. Se tratti alimenti, aggiungi i requisiti igienico-sanitari e l’attestato HACCP secondo le norme regionali.

Gestione INPS Commercianti: contributi 2026

Chi opera con ATECO 47.12.90 come ditta individuale si iscrive alla Gestione Commercianti INPS. Paga contributi fissi annui e contributi percentuali sulla parte di reddito che supera il minimale.

Valori 2026 di riferimento: contributi fissi 4.611,64 euro. Soglia minimale di reddito 18.808,00 euro. Oltre la soglia, contribuzione del 24,48%; oltre 56.224,00 euro l’aliquota sale al 25,48%.

Il forfettario può chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS Commercianti (art. 1, comma 77, L. 190/2014 e prassi INPS). L’INPS aggiorna ogni anno importi e aliquote con circolari: verifica sempre l’ultima circolare INPS.

Scelta del regime fiscale e calcolo delle imposte

Regime forfettario: semplice, con coefficiente 40%

Il regime forfettario è il regime agevolato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro. Usi il principio di cassa: contano gli incassi effettivi nell’anno.

Reddito forfettario: incassi annui per coefficiente di redditività. Per il commercio al dettaglio il coefficiente è 40%. Non deduci le spese analitiche; deduci solo i contributi previdenziali pagati.

Imposta sostitutiva: 15%. Se apri una nuova attività e rispetti i requisiti dei commi 54-89 dell’art. 1 L. 190/2014 (assenza di attività simile nei 3 anni, continuità e limiti), applichi il 5% per i primi 5 anni.

Regime ordinario: IVA e IRPEF a scaglioni 2026

Nel regime ordinario applichi l’IVA sulle vendite e detrai l’IVA sugli acquisti. Aliquote ordinarie: 22% salvo aliquote ridotte per beni specifici (DPR 633/1972).

Reddito d’impresa: ricavi meno costi deducibili e ammortamenti. Si applicano gli scaglioni IRPEF vigenti nel 2026 (fonte: TUIR, DPR 917/1986, come aggiornato). Fasce: fino a 28.000 euro 23%; da 28.001 a 50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%.

Nel semplificato per cassa registri incassi e pagamenti. Nell’ordinario tieni anche il libro giornale e gli inventari. La scelta dipende da volumi e struttura dei costi.

Esempio pratico di calcolo (forfettario)

Incassi annui: 20.000 euro. Reddito forfettario: 20.000 × 40% = 8.000 euro. Contributi INPS pagati: 4.611,64 euro. Reddito imponibile: 8.000 − 4.611,64 = 3.388,36 euro.

Imposta 15%: 508,25 euro circa. Se start-up al 5%: 169,42 euro circa. Restano i contributi INPS versati, eventualmente ridotti del 35% se hai optato per la riduzione.

Ricorda: gli acconti per imposte e contributi incidono sul cash flow. Pianifica con un prospetto mensile.

Fatturazione, corrispettivi e adempimenti operativi

Documento commerciale o fattura elettronica

Devi certificare ogni incasso. Hai due strade: emettere documento commerciale con registratore telematico (RT) portatile e invio corrispettivi, oppure emettere sempre fattura elettronica.

Se emetti sempre fattura non serve RT (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate). Nel forfettario l’e-fattura è obbligatoria per tutti dal 2024.

Con RT portatile memorizzi e invii i corrispettivi giornalieri. Conserva i documenti a norma. Tieni allineato il magazzino per eventuali controlli.

POS obbligatorio e ricevute

Devi accettare pagamenti elettronici con POS. La sanzione scatta se rifiuti un pagamento: 30 euro più il 4% del valore della transazione (D.L. 179/2012 e D.L. 36/2022).

Per ricevute cartacee usa moduli per consegnare una prova al cliente, ma la certificazione valida resta quella fiscale (documento commerciale o fattura).

Per vendite a domicilio si applicano le regole sui contratti fuori dai locali commerciali: diritto di recesso 14 giorni (D.Lgs. 206/2005, Codice del Consumo).

Regola decisionale rapida

Come scegliere in pochi passaggi

Se prevedi ricavi entro 85.000 euro, pochi costi e margine buono, scegli il forfettario: paghi sul 40% degli incassi e semplifichi la burocrazia.

Se investi molto in merci e attrezzature e vuoi detrarre IVA e dedurre costi, valuta l’ordinario: può ridurre l’IRPEF nonostante più adempimenti.

Se vendi per un’unica azienda con provvigioni e attività saltuaria, valuta l’incaricato alle vendite a domicilio senza Partita IVA (L. 173/2005): oltre 5.000 euro annui scatta l’INPS Gestione Separata.

Se tratti alimenti, prima di tutto verifica requisiti HACCP e SCIA specifica. Se vendi anche online, aggiungi il codice per e-commerce e imposta regole su resi e IVA.

Obblighi informativi e tutele del cliente

Recesso, privacy e garanzie

Consegnare al cliente un contratto chiaro. Indica identità del venditore, prezzo, tempi di consegna, diritto di recesso di 14 giorni e modulo di recesso (D.Lgs. 206/2005).

Tratti dati personali: fornisci informativa privacy, base giuridica, conservazione e diritti dell’interessato. Nomina responsabili esterni se usi piattaforme di gestione (Regolamento UE 2016/679, GDPR).

Garanzia legale di conformità di 2 anni verso consumatori. Gestisci resi e sostituzioni con una procedura documentata.

Fonti normative di riferimento

Le basi da conoscere

D.Lgs. 114/1998 sulle attività commerciali; D.Lgs. 59/2010 art. 71 sui requisiti; DPR 160/2010 per il SUAP; L. 173/2005 sulle vendite a domicilio.

DPR 633/1972 per l’IVA; DPR 917/1986 (TUIR) per l’IRPEF; L. 190/2014 commi 54-89 e successive modifiche per il forfettario; D.Lgs. 127/2015 sui corrispettivi telematici.

D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo) per contratti fuori dai locali; Regolamento UE 2016/679 per privacy; circolari INPS annuali per contributi.

Scenario Requisiti principali Adempimenti iniziali Tempi medi Costi 2026 indicativi Ditta individuale, ATECO 47.12.90, regime forfettario Ricavi fino a 85.000 euro; nessuna causa di esclusione; requisiti morali commercio ComUnica, SCIA SUAP, PEC e firma digitale, eventuale RT o e-fattura 5-10 giorni lavorativi per completare tutto Bollo 17,50; segreteria 18; diritto camerale 44; RT portatile 300-700; INPS fisso 4.611,64 Ditta individuale, ATECO 47.12.90, regime ordinario Struttura costi rilevante; gestione IVA; requisiti morali commercio ComUnica, SCIA SUAP, attivazione contabilità IVA e registri 5-10 giorni lavorativi Come sopra + oneri contabili più elevati; IVA su RT/e-fattura Vendite alimentari a domicilio HACCP; requisiti igienico-sanitari; eventuale notifica sanitaria ASL ComUnica, SCIA SUAP specifica alimentare, formazione HACCP 7-15 giorni (dipende da ASL/Comune) Oneri SUAP come base + corsi HACCP 50-150 per addetto Incaricato alle vendite a domicilio senza Partita IVA Attività non abituale; provvigioni; soglia 5.000 per INPS Gestione Separata Comunicazioni fiscali del committente; ritenute su provvigioni Immediato dopo l’incarico Nessun costo CCIAA; contribuzione in Gestione Separata se dovuta

FAQ

Chi può usare il codice ATECO 47.12.90 e in cosa differisce dall’incaricato alle vendite senza Partita IVA?

Usi 47.12.90 quando vendi beni al dettaglio con dimostrazioni o incaricati, come ditta individuale o società. Fai attività abituale e professionale. Emetti documenti fiscali, gestisci magazzino e acquisti, organizzi le vendite presso i clienti. Ti iscrivi alla Gestione Commercianti INPS e alla Camera di Commercio.

L’incaricato alle vendite a domicilio senza Partita IVA opera per conto di un’impresa, in modo occasionale o con provvigioni. Non apre Partita IVA. Riceve provvigioni con ritenuta fiscale, inquadrate ai sensi della L. 173/2005 e del TUIR. Se supera 5.000 euro annui di reddito da incaricato, versa i contributi alla Gestione Separata INPS. Non è un commerciante al dettaglio e non usa 47.12.90. La scelta dipende da autonomia, continuità e dimensione economica dell’attività.

Quali sono i costi fissi annuali da mettere a budget e come si pagano?

I costi fissi principali sono tre. Contributi INPS Commercianti fissi: 4.611,64 euro per il 2026, ripartiti in quattro rate trimestrali con scadenza tipica a maggio, agosto, novembre e febbraio successivo tramite F24. Diritto camerale annuale: importo base 44 euro, da versare con F24 entro il termine delle imposte sui redditi. Servizi essenziali: PEC, firma digitale e, se lo usi, canone del registratore telematico o soluzione di fatturazione elettronica.

A questi aggiungi assicurazioni, eventuali corsi HACCP, consulenza fiscale e costi di logistica. Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS; riduce la spesa ma abbassa anche la base contributiva per la pensione. Le soglie e le scadenze sono fissate da INPS e Agenzia delle Entrate: consulta ogni anno le circolari ufficiali.

Come si calcolano le imposte nel forfettario per ATECO 47.12.90? Puoi fare un esempio numerico completo?

Il forfettario calcola il reddito applicando un coefficiente ai ricavi. Per il commercio al dettaglio è il 40%. Dal risultato sottrai i contributi previdenziali pagati nell’anno. Sull’imponibile applichi un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività previsti dall’art. 1 commi 54-89 L. 190/2014.

Esempio. Incassi 20.000 euro. Reddito forfettario: 20.000 × 40% = 8.000. Contributi INPS pagati: 4.611,64 euro. Imponibile: 8.000 − 4.611,64 = 3.388,36. Imposta 15%: 508,25 euro circa. Se start-up al 5%: 169,42 euro. Se hai optato per la riduzione INPS del 35%, i contributi scendono e l’imponibile sale. Pianifica anche gli acconti: a giugno e novembre versi gli acconti dell’imposta sostitutiva e dell’INPS in base al rigo di dichiarazione dell’anno precedente.

Serve il registratore telematico per le vendite porta a porta? Come funziona la certificazione dei corrispettivi?

Hai due opzioni valide. 1) Usare un registratore telematico portatile per emettere il documento commerciale al momento dell’incasso e inviare i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate (D.Lgs. 127/2015). 2) Emettere sempre fattura elettronica al cliente finale: in questo caso non serve il RT, perché la fattura sostituisce la memorizzazione dei corrispettivi.

Molti scelgono la seconda opzione per evitare un dispositivo fisico, specie se i volumi sono bassi o se vogliono personalizzare documenti e incassi. Ricorda che nel forfettario l’e-fattura è ormai obbligatoria. Con il RT controlla con il tecnico abilitato la corretta geolocalizzazione e la connettività per l’invio. Conserva documenti e corrispettivi secondo le regole di conservazione digitale.

Quali regole devo rispettare per il diritto di recesso e la tutela del consumatore nelle vendite a domicilio?

Per le vendite fuori dai locali commerciali si applica il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005). Devi informare il cliente prima della firma su identità del venditore, caratteristiche dei beni, prezzo totale, costi di consegna, modalità e tempi di consegna, diritto di recesso entro 14 giorni senza penalità e senza motivazione.

Consegna al cliente un modulo di recesso standard e spiega come restituire il bene. Se il cliente recede, rimborsi tutti i pagamenti ricevuti, inclusi i costi di consegna standard, entro 14 giorni dalla comunicazione. La responsabilità per la diminuzione di valore è del cliente solo se ha manipolato i beni oltre quanto necessario per verificarne la natura e il funzionamento. Rispetta anche la garanzia legale di conformità di 2 anni per i consumatori e indica il canale di assistenza. Per i dati del cliente fornisci l’informativa privacy completa, base giuridica del trattamento e tempi di conservazione, come richiesto dal Regolamento UE 2016/679.

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