Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per le pubbliche relazioni usa il codice ATECO 73.30.01. Apri Partita IVA da professionista o ditta individuale, scegli il regime fiscale e versa i contributi corretti (Gestione separata o commercianti).
- ATECO 73.30.01: agenzie di pubbliche relazioni e comunicazione; coefficiente di redditività forfettario 78%.
- Professionista: Gestione separata INPS; Impresa/ditta: ComUnica, CCIAA, SCIA e Gestione commercianti.
- Regimi 2026: forfettario (soglia 85.000 euro, imposta 15% o 5%), ordinario con IVA e IRPEF 23%-33%-43%.
Cos’è il codice ATECO 73.30.01 e quali attività copre
Il codice ATECO 73.30.01 identifica le attività delle agenzie di pubbliche relazioni e comunicazione. È la classificazione statistica usata da ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate.
Con questo codice puoi curare l’immagine pubblica di enti e aziende. Lo fai online o con media tradizionali.
Esempi tipici: stesura e diffusione di comunicati stampa; contenuti redazionali e pubbliredazionali; gestione relazioni con giornalisti e influencer; organizzazione di eventi, conferenze stampa e iniziative di territorio.
Scelta dell’inquadramento: professionista o impresa
Quando sei libero professionista (Gestione separata INPS)
Se offri consulenza, contenuti e relazioni, senza gestire il budget del cliente, di solito sei un lavoratore autonomo. Inquadri l’attività come professione non regolamentata.
Non ti iscrivi al Registro Imprese. Versi i contributi alla Gestione separata INPS. Applichi il principio di cassa, cioè tassazione sugli incassi effettivi.
Base normativa: art. 35 DPR 633/1972 per apertura IVA; art. 54 TUIR per reddito di lavoro autonomo; art. 2, comma 26, L. 335/1995 per Gestione separata.
Quando sei impresa/ditta individuale (Gestione commercianti INPS)
Se, oltre alla consulenza, gestisci il budget del cliente, acquisti spazi, coordini fornitori e personale, operi come impresa. In questo caso apri una ditta individuale.
Devi fare la pratica ComUnica, iscriverti al Registro Imprese e alla Gestione commercianti INPS. In molti Comuni è richiesta la SCIA via SUAP.
Base normativa: Comunicazione Unica ex art. 9 D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007; SUAP e SCIA ai sensi del DPR 160/2010 e art. 19 L. 241/1990.
Regola decisionale rapida
Se non gestisci budget e non intermedii acquisti: professionista con Gestione separata. Modello AA9/12 e nessuna iscrizione al Registro Imprese.
Se gestisci budget, acquisti spazi o coordini mezzi e persone: ditta individuale. ComUnica, CCIAA, SCIA e Gestione commercianti.
Se alterni i due scenari, scegli l’inquadramento prevalente. Conta come realizzi il fatturato, non l’occasione isolata.
Apertura Partita IVA: modulistica e adempimenti
Modulo AA9/12 e termini
Per iniziare, invii all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12. Lo presenti online, a mano o per raccomandata. Indichi il codice ATECO 73.30.01 e il regime fiscale scelto.
L’obbligo di dichiarazione di inizio attività è previsto dall’art. 35 del DPR 633/1972. La presentazione deve avvenire entro 30 giorni dall’avvio.
Se lavori come professionista, non servono CCIAA e SCIA, salvo eccezioni locali su locali aperti al pubblico.
ComUnica, CCIAA e SCIA
Se apri una ditta individuale, presenti la ComUnica. Con una sola pratica ottieni Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese e posizione INPS commercianti.
Sono dovuti: imposta di bollo (circa 17,50 €), diritti di segreteria (circa 18 €) e diritto annuale camerale (circa 53 €, variabile per territorio).
Molti Comuni chiedono la SCIA per le agenzie di comunicazione. La invii via SUAP ai sensi del DPR 160/2010. Verifica il regolamento del tuo Comune.
PEC, firma digitale e domicilio digitale
La ditta individuale deve avere un domicilio digitale (PEC) iscritto al Registro Imprese. È obbligo di legge.
Per firmare la ComUnica e le pratiche camerali serve la firma digitale. Conserva le credenziali per gli adempimenti futuri.
Riferimenti: disciplina del domicilio digitale per imprese nel Codice dell’amministrazione digitale e provvedimenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Regimi fiscali 2026: forfettario vs ordinario
Forfettario: requisiti, aliquote, coefficiente 78%
Il regime forfettario è semplificato. È pensato per chi ha ricavi contenuti. La soglia attuale è 85.000 euro annui. Sopra 100.000 euro si esce subito nell’anno in corso.
Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Se rispetti i requisiti start-up, paghi il 5% per i primi 5 anni. Requisiti tipici: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti e nessuna prosecuzione di lavoro dipendente.
Con l’ATECO 73.30.01 il coefficiente di redditività è 78%. Significa che il reddito imponibile si calcola sul 78% dei ricavi. Non deduci i costi reali.
Nel forfettario non applichi l’IVA in fattura e non subisci ritenuta d’acconto. Devi però inserire le diciture previste. Base normativa: L. 190/2014, commi 54–89 e successive modifiche; L. 197/2022.
Ordinario/semplificata: IVA, IRPEF e deduzioni
Nel regime ordinario o semplificato applichi l’IVA alle fatture. Liquidazioni periodiche e versamenti seguono il DPR 633/1972.
L’IRPEF 2026 si calcola a scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000, 43% oltre. Base: art. 11 TUIR, come modificato dalle Leggi di Bilancio fino al 2026.
Calcoli il reddito sottraendo i costi deducibili ai ricavi. Per i professionisti vale il principio di cassa. Per le imprese minori si applica il regime di cassa/registri IVA semplificati (art. 66 TUIR).
Contributi previdenziali e calcoli
Gestione separata: aliquote e rivalsa 4%
I professionisti senza cassa versano alla Gestione separata INPS. L’aliquota per il 2026 è pari al 26,07% dell’imponibile previdenziale.
Puoi addebitare al cliente una rivalsa del 4% in fattura. È facoltativa. Riferimento: art. 1, comma 212, L. 662/1996 e prassi INPS.
L’INPS aggiorna le aliquote con circolare annuale. Controlla sempre la circolare di inizio anno.
Gestione commercianti: fissi, variabili e riduzione 35%
Le ditte individuali versano la Gestione commercianti. Ci sono contributi fissi sul minimale e contributi variabili sopra una certa soglia.
Importi 2026 indicativi: fissi 4.611,64 € l’anno. Variabili 24,48% oltre 18.808,00 € e 25,48% oltre 56.224,00 €. L’INPS li aggiorna ogni anno.
Se sei in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi commercianti. Vale solo su questa gestione, non sulla Gestione separata. Riferimento: L. 190/2014 e circolari INPS.
Fatturazione elettronica, ritenute e obblighi ricorrenti
Fatturazione elettronica 2026
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. Nel 2026 l’obbligo resta per tutti i titolari di Partita IVA, salvo rare eccezioni.
Riferimenti: D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022. Usa il Sistema di Interscambio e conserva le fatture a norma.
Se fatturi alla PA, applichi le regole specifiche per le fatture elettroniche verso gli enti pubblici.
Ritenuta d’acconto e IRAP
Professionisti in ordinario: i clienti sostituti d’imposta applicano ritenuta del 20% sui compensi. I forfettari non subiscono ritenute se inseriscono la dicitura corretta.
L’IRAP non si applica di norma ai professionisti senza autonoma organizzazione. Le imprese con organizzazione e personale sono soggette a IRAP. Base: D.Lgs. 446/1997 e giurisprudenza.
Valuta sempre la presenza di beni strumentali rilevanti e dipendenti. Questo guida la verifica sull’IRAP.
Scadenze principali
IVA: liquidazioni mensili o trimestrali e dichiarazione annuale per chi è in ordinario. Forfettari esonerati da IVA salvo casi particolari.
Imposte dirette: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre. Addizionali regionali e comunali seguono la dichiarazione dei redditi.
INPS: quattro rate sui contributi fissi e acconti/saldi sui contributi percentuali. Le scadenze sono indicate ogni anno dall’INPS.
Fonti normative e istituzionali da consultare
Agenzia delle Entrate: DPR 633/1972 (IVA), TUIR per l’IRPEF, modello AA9/12 e provvedimenti su regimi. INPS: circolari annuali su Gestione separata e commercianti. Ministero delle Imprese e del Made in Italy: ComUnica e Registro Imprese. Normattiva: L. 190/2014 (regime forfettario), D.L. 7/2007 e L. 40/2007 (ComUnica), DPR 160/2010 e L. 241/1990 (SCIA), D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022 (fatturazione elettronica), D.Lgs. 446/1997 (IRAP), L. 335/1995 (Gestione separata).
Esempi di calcolo semplificati
Professionista in forfettario: incassi 40.000 euro. Reddito imponibile 78% = 31.200. Imposta 15% = 4.680. Contributi Gestione separata 26,07% su 31.200 = 8.141,84. Imposta sostitutiva si calcola dopo i contributi previdenziali deducibili.
Ditta individuale in ordinario: ricavi 120.000, costi 60.000, reddito 60.000. IRPEF per scaglioni 2026. Contributi commercianti: fissi + percentuali sulle eccedenze. IVA da liquidare sulle fatture emesse.
Questi schemi sono esemplificativi. Numeri e aliquote reali si confermano con le circolari annuali.
| Scenario operativo | Forma/INPS | Adempimenti iniziali | Imposte e contributi 2026 | Tempistiche medie |
|---|---|---|---|---|
| PR freelance senza gestione budget | Professionista; Gestione separata INPS | Modello AA9/12; scelta regime; attivazione e-fattura | Forfettario: 15% o 5% su 78%; INPS 26,07%; no IVA | Partita IVA in 1-2 giorni; operativo subito |
| Agenzia PR che gestisce budget e acquista spazi | Ditta individuale; Gestione commercianti | ComUnica, CCIAA, SCIA SUAP; PEC e firma | Ordinario con IVA; IRPEF a scaglioni; INPS fissi + 24,48%/25,48% | 3-10 giorni a seconda di CCIAA e SUAP |
| Freelance in crescita che supera 85.000 ricavi | Professionista; valutare passaggio a ordinario | Variazione dati AE; monitoraggio soglie | Uscita dal forfettario oltre 100.000 nell’anno; IVA e IRPEF da periodo di uscita | Variazione entro 30 giorni dall’evento |
| Ditta individuale con dipendenti e sede aperta al pubblico | Ditta; Gestione commercianti; possibile IRAP | Assunzioni, INAIL, DVR sicurezza; SCIA locale | IVA ordinaria; IRPEF/IRES non applicabile; IRAP possibile; INPS fissi+variabili | 2-4 settimane per attivazioni complete |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra professionista PR e agenzia di comunicazione con lo stesso ATECO?
La differenza non è il codice ATECO, ma come svolgi l’attività. Se offri consulenza, scrittura, media relations ed eventi senza gestire il budget del cliente, sei un professionista. Non fai intermediazione negli acquisti. Versi i contributi alla Gestione separata INPS e non ti iscrivi al Registro Imprese. Se invece pianifichi e acquisti spazi pubblicitari, paghi fornitori per conto del cliente, gestisci team e mezzi, allora operi come impresa. Apri una ditta individuale, ti iscrivi al Registro Imprese e versi alla Gestione commercianti. Questa distinzione discende dagli articoli sul lavoro autonomo del TUIR, dall’art. 35 DPR 633/1972 per l’inizio attività IVA e dalle regole camerali su ComUnica e SCIA (D.L. 7/2007, L. 40/2007, DPR 160/2010).
Nel regime forfettario devo applicare l’IVA o la ritenuta d’acconto sulle fatture di PR?
No, nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non subisci ritenuta d’acconto. Devi inserire in fattura la dicitura di legge che attesta il regime agevolato. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti). Il reddito imponibile si calcola forfettariamente con il coefficiente del 78% per l’ATECO 73.30.01. Le basi sono nella L. 190/2014 e successive modifiche e nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che disciplina le causali e le diciture in fattura elettronica. Se superi i limiti previsti dalla L. 197/2022 (85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000), applichi l’IVA dal periodo in cui avviene l’uscita.
Come funzionano i contributi INPS per PR: esempi numerici chiari?
Professionista in Gestione separata: imponibile previdenziale pari al reddito fiscale. Se incassi 50.000 euro in forfettario, il reddito è 39.000 (78%). L’INPS è 26,07% su 39.000, pari a 10.170, circa. L’imposta sostitutiva si calcola dopo avere dedotto i contributi. Puoi applicare in fattura una rivalsa facoltativa del 4% per recuperare parte dell’onere. Riferimento: L. 335/1995 e L. 662/1996. Ditta in Gestione commercianti: versi contributi fissi annui (circa 4.611,64 euro nel 2026). Se superi il minimale di 18.808 euro, paghi anche il 24,48% sull’eccedenza fino a 56.224 e il 25,48% oltre. Chi sta nel forfettario può chiedere la riduzione del 35% su questi contributi. Gli importi esatti si verificano ogni anno con la circolare INPS.
Devo fare la SCIA per le attività di PR e comunicazione? E quali sono i costi iniziali obbligatori?
La SCIA dipende dal Comune e dall’organizzazione. Se operi come professionista da studio privato senza apertura al pubblico, spesso non serve. Se apri una ditta individuale come agenzia e hai una sede operativa accessibile o insegna, molti Comuni richiedono SCIA via SUAP, come previsto dal DPR 160/2010 e dall’art. 19 L. 241/1990. Costi iniziali tipici per la ditta: imposta di bollo (~17,50 €), diritti di segreteria (~18 €), diritto camerale annuale (~53 €, variabile), PEC obbligatoria e firma digitale. Per il professionista: nessun costo camerale, solo apertura P.IVA con AA9/12. In entrambi i casi attivi la fatturazione elettronica ai sensi del D.Lgs. 127/2015.
Quali sono le regole 2026 su IRPEF, forfettario e uscita dal regime? Come mi preparo al passaggio?
L’IRPEF 2026 ha tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000, 43% oltre. Il forfettario resta con soglia di accesso a 85.000 euro e uscita immediata se superi 100.000 euro nello stesso anno, come da L. 197/2022. Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000, esci subito e applichi l’IVA dal momento del superamento. Preparati al passaggio tenendo registri IVA, predisponendo le anagrafiche clienti con aliquote IVA, aggiornando la numerazione e le diciture in fattura. Controlla sempre i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e le istruzioni dei modelli dichiarativi aggiornati a fine campagna fiscale.
