Codice ATECO 70.20.09: qual è e cosa include?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Con ATECO 70.20.09 svolgi consulenza aziendale/gestionle. Apri Partita IVA come professionista, ti iscrivi di norma alla Gestione Separata INPS, e in forfettario applichi il coefficiente 78%. Attenzione alle attività vigilate escluse.

  • Ambito: consulenza strategica, organizzativa, marketing e direzione; esclusi ambiti legale, contabile, tributario, finanziario vigilato e intermediazione immobiliare.
  • Adempimenti: modello AA9/12 all’Agenzia Entrate, fattura elettronica obbligatoria, PEC/ID telematico, iscrizione INPS Gestione Separata (se senza Cassa).
  • Fisco: in forfettario reddito = incassi x 78%; imposta 5% start-up o 15% standard; soglia 85.000 euro e uscita immediata oltre 100.000.

Cos’è l’ATECO 70.20.09 e cosa comprende davvero

Il codice ATECO 70.20.09 identifica “Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale”. È la categoria jolly per la consulenza aziendale non riservata.

Rientrano: analisi e disegno dei processi, organizzazione, pianificazione, controllo di gestione, marketing e posizionamento, pricing, business planning, gestione progetti, supply chain, sostenibilità/ESG in chiave gestionale, gestione del cambiamento.

Restano fuori le professioni riservate o vigilate. Esempi: consulenza legale (studio legale), consulenza contabile/tributaria, revisione legale, consulenza finanziaria riservata, mediazione creditizia, distribuzione/consulenza assicurativa, intermediazione immobiliare. Per queste servono altri ATECO e iscrizioni.

Fonti e inquadramento

La base è la classificazione ATECO 2007 dell’ISTAT. Gli obblighi IVA e imposte discendono dal DPR 633/1972 e dal TUIR (DPR 917/1986). Il regime forfettario è nella Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata. La fatturazione elettronica obbligatoria è prevista dal D.Lgs. 127/2015 e dal D.L. 36/2022. La previdenza in Gestione Separata deriva dalla Legge 335/1995 e dalle circolari INPS annuali. Tutte le norme sono consultabili su Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.

Attività ammesse ed escluse: esempi pratici

Cosa puoi fare con 70.20.09

– Consulenza strategica: sviluppo mercato, posizionamento, go-to-market.

– Consulenza organizzativa: ruoli, processi, KPI, OKR, change management.

– Marketing management: piani marketing, analisi dati, CRM, funnel, pricing.

– Controllo di gestione: budget, forecast, analisi scostamenti, BI manageriale.

– Project management e operations: PMO, supply chain, lean, qualità in chiave gestionale.

Cosa NON rientra e richiede altri codici/abilitazioni

– Consulenza legale: usa ATECO 69.10.xx; richiede Albo avvocati.

– Consulenza contabile/fiscale: ATECO 69.20.xx; per i tributaristi possono valere requisiti specifici; per i dottori commercialisti serve Albo.

– Consulenza finanziaria riservata: attività dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede vigilati OCF; attività di mediazione creditizia vigilata OAM; attività soggette a TUF e regolamenti Consob/Banca d’Italia.

– Intermediazione/consulenza assicurativa: vigilata IVASS (distributori assicurativi ai sensi del Codice delle Assicurazioni Private).

– Intermediazione immobiliare: ATECO 68.31.00; abilitazione e iscrizione REA (CCIAA) come agente di affari in mediazione.

Se svolgi anche attività riservate, devi usare il codice corretto e rispettare i requisiti. Mescolare attività diverse senza titoli espone a sanzioni.

Come aprire Partita IVA con ATECO 70.20.09

Step operativi e modulistica

1) Scegli forma: professionista individuale. È la scelta tipica per questo codice. Non serve iscrizione in Camera di Commercio se resti nell’alveo professionale.

2) Presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. È la dichiarazione di inizio attività per persone fisiche. Indichi codice ATECO, regime fiscale prescelto, dati contact.

3) Attiva PEC e indirizzo telematico per SDI (codice destinatario o PEC). Servono per la fattura elettronica.

4) Iscriviti alla Gestione Separata INPS se non hai una Cassa professionale. È la previdenza dei professionisti “senza albo”. Non prevede minimali, ma ha massimali e aliquote definite ogni anno.

5) Valuta assicurazione INAIL solo se utilizzi attrezzature o personale rientrante in obbligo. In genere per consulenza pura non serve.

6) Se lavori con la PA, chiedi il CIG/CUP in fattura quando richiesto e rispetta split payment se si applica (norme IVA speciali).

Fatturazione elettronica

Per tutti i forfettari e ordinari la e-fattura è obbligatoria. Lo prevedono il D.Lgs. 127/2015 e l’estensione progressiva del D.L. 36/2022. Emissione entro 12 giorni dall’operazione (o entro i termini per fatture differite). Conservazione elettronica a norma.

Previdenza: Gestione Separata INPS

La Gestione Separata è il fondo INPS dei professionisti senza Cassa. Contributi percentuali sul reddito professionale, senza minimali. È previsto un massimale di reddito annuo contributivo. Le aliquote sono fissate ogni anno da INPS con circolare.

Scadenze: versi acconto e saldo con F24 insieme alle imposte (in genere 30 giugno e 30 novembre, con eventuali proroghe). I contributi riducono il reddito imponibile fiscale.

Se sei già iscritto a un’altra forma obbligatoria (es. dipendente), applichi un’aliquota ridotta prevista ogni anno. Se sei pensionato, altra aliquota. Verifica sempre l’ultima circolare INPS.

Regimi fiscali: forfettario o ordinario

Regime forfettario per 70.20.09

– Soglia ricavi: 85.000 euro annui per accesso e permanenza. Uscita immediata nell’anno se superi 100.000 euro. La disciplina è nella Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 197/2022.

– Coefficiente di redditività: 78%. Significa che il reddito imponibile si calcola come incassi x 78% (principio di cassa: contano gli incassi effettivi).

– Imposta sostitutiva: 15% ordinaria. Ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni “start-up” (assenza di attività nei 3 anni precedenti, non mera prosecuzione, e ulteriori vincoli della norma).

– Contributi: versi alla Gestione Separata sullo stesso reddito professionale. Le aliquote sono definite annualmente da INPS; considera un ordine di grandezza intorno al 26% per i non assicurati altrove. I contributi sono deducibili prima di calcolare l’imposta sostitutiva.

– Esempio semplice: incassi 20.000 euro. Reddito forfettario = 20.000 x 78% = 15.600. Se aliquota INPS dell’anno è 26%, contributi ≈ 4.056. Reddito base imposta = 15.600 – 4.056 = 11.544. Imposta 5% = 577, imposta 15% = 1.732. Numeri a fini illustrativi: usa sempre l’aliquota INPS dell’anno in corso.

– Altre regole: niente IVA in fattura (salvo operazioni con reverse charge/esterometro), niente ritenuta d’acconto subita, niente deduzione analitica dei costi (li assorbe il coefficiente 78%).

Regime ordinario (contabilità semplificata del professionista)

– Base imponibile: compensi incassati meno costi pagati inerenti (principio di cassa). I contributi INPS sono deducibili. Applichi l’IRPEF a scaglioni e addizionali.

– IVA: detrai l’IVA sugli acquisti, versi l’IVA a debito, liquidazione mensile o trimestrale. Reverse charge e operazioni estere seguono regole specifiche.

– Ritenuta d’acconto: se fatturi a sostituti d’imposta applichi ritenuta 20% sui compensi. In forfettario no.

– “Rivalsa 4%” per Gestione Separata: è una maggiorazione facoltativa in fattura a titolo di rimborso contributi (base normativa: Legge 662/1996). È imponibile IVA e concorre al reddito.

Compensi misti e attività multiple: come inquadrarle

Puoi indicare più ATECO nella dichiarazione iniziale. Usa 70.20.09 solo per consulenza gestionale. Aggiungi altri codici per attività diverse. Per attività vigilate, prima ottieni abilitazioni e iscrizioni previste dalle autorità competenti.

Nel forfettario la soglia 85.000 euro si valuta sommando i ricavi di tutte le attività. Il coefficiente cambia per codice prevalente. Definisci la prevalenza in base ai ricavi.

Regola decisionale rapida

Seleziona il codice giusto con questi nessi logici

– Offri analisi e soluzioni su organizzazione, strategia, marketing o controllo di gestione, senza atti riservati per legge? Probabile 70.20.09.

– Redigi bilanci, dichiarazioni fiscali, pareri tributari? Non 70.20.09: valuta 69.20.xx e requisiti professionali.

– Consigli investimenti, colletti risparmio, offri prodotti finanziari? Non 70.20.09: attività vigilate OCF/Consob/Banca d’Italia (TUF).

– Intermedi polizze o dai consulenza assicurativa? Non 70.20.09: serve iscrizione IVASS e codici coerenti.

– Fai mediazione immobiliare? Non 70.20.09: ATECO 68.31.00 e requisiti CCIAA.

Se due condizioni sono vere contemporaneamente (consulenza gestionale + attività vigilata), separa le attività con codici e abilitazioni distinte, oppure rinuncia a quella vigilata.

Adempimenti ricorrenti e scadenze

Calendario essenziale

– Liquidazioni IVA (se in ordinario): mensile o trimestrale. Comunicazioni LIPE periodiche.

– Imposte e contributi: saldo e primo acconto a fine giugno; secondo acconto a fine novembre. Verifica ogni anno le date precise e le eventuali proroghe.

– Esterometro/operazioni transfrontaliere: trasmissione dati tramite file fattura elettronica per servizi ricevuti/reso con soggetti esteri secondo provvedimenti AdE.

– Conservazione elettronica fatture: entro i termini di legge previsti dalle regole tecniche.

Errori frequenti e come evitarli

– Usare 70.20.09 per consulenza fiscale o legale: scorretto. Rischi sanzioni e contestazioni.

– Dimenticare l’iscrizione INPS Gestione Separata: genera more e interessi. Iscriviti subito dopo l’apertura.

– Sbagliare regime fiscale: il forfettario conviene se i costi sono bassi e i ricavi sotto soglia. In caso contrario valuta l’ordinario.

– Ignorare l’uscita immediata oltre 100.000 euro: da quel momento applichi IVA e regole ordinarie.

– Tralasciare la deduzione dei contributi prima dell’imposta sostitutiva: pagheresti più del dovuto.

Scenario operativo ATECO corretto Iscrizioni/abilitazioni Previdenza e tempistiche
Consulente di marketing e organizzazione 70.20.09 AA9/12 AdE; PEC; SDI. Nessuna Camera di Commercio come professionista. INPS Gestione Separata; attivazione immediata. Versamenti a giugno/novembre con F24.
Consulente tributario / contabile 69.20.xx (es. 69.20.12) Eventuali Albi/associazioni di categoria; obblighi antiriciclaggio. Fattura elettronica. Cassa professionale se iscritto all’Albo, altrimenti Gestione Separata. Stesse scadenze fiscali.
Consulente finanziario abilitato Attività finanziarie specifiche (non 70.20.09) Iscrizione OCF; vigilanza Consob/Banca d’Italia (TUF). Requisiti professionali stringenti. Previdenza in base all’inquadramento; apertura dopo autorizzazioni. Tempistiche variabili.
Agente/consulente assicurativo Codici assicurativi dedicati (non 70.20.09) Registro IVASS; formazione; polizza RC professionale obbligatoria. Previdenza come impresa/professionista. Apertura subordinata all’iscrizione IVASS.
Intermediazione immobiliare 68.31.00 Requisiti CCIAA, REA e abilitazione come agente di affari in mediazione. INPS Commercianti o Gestione Separata a seconda dell’inquadramento. Tempistiche CCIAA.

FAQ

1) Cosa posso fatturare con 70.20.09 senza sconfinare in attività riservate?

Puoi fatturare analisi e soluzioni su strategia, organizzazione, marketing e controllo di gestione. Puoi redigere piani marketing, business plan, budget e report gestionali. Puoi condurre workshop su processi e KPI. Non puoi però firmare atti tipici delle professioni regolamentate. Per esempio, non redigi bilanci ufficiali, non rilasci pareri legali, non predisponi e invii dichiarazioni fiscali, non consigli acquisti di strumenti finanziari. Se la tua consulenza tocca ambiti normati, limita l’intervento all’analisi organizzativa e indirizza il cliente a professionisti abilitati. In caso di dubbi, confronta la tua offerta con la classificazione ISTAT ATECO e con le norme di settore (TUF per finanza, Codice Assicurazioni per assicurazioni, leggi professionali per ordini). Consulta Normattiva e i portali istituzionali per verifiche puntuali.

2) Come si calcolano tasse e contributi nel forfettario per 70.20.09?

Il reddito si calcola sugli incassi effettivi (principio di cassa). Applichi il coefficiente 78%. Dal risultato sottrai i contributi previdenziali versati nell’anno. Sull’imponibile residuo applichi l’imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up previsti dalla Legge 190/2014, altrimenti 15%. I contributi li versi alla Gestione Separata INPS con aliquota fissata ogni anno da INPS. In giugno versi saldo e primo acconto, in novembre il secondo acconto. Se incassi zero, il reddito forfettario è zero e non paghi imposta; in Gestione Separata non ci sono minimi, quindi anche i contributi risultano nulli. Ricorda: l’aliquota INPS effettiva la trovi nella circolare INPS dell’anno; usa sempre quel valore per i conteggi ufficiali.

3) Posso applicare 70.20.09 se faccio anche formazione o docenze?

Sì, se la formazione è funzionale alla consulenza gestionale e rientra nell’offerta di servizi manageriali. Puoi tenere workshop, corsi in azienda, affiancamenti. Se l’attività diventa prevalentemente formazione, valuta codici aggiuntivi coerenti con l’istruzione non regolamentata. In apertura Partita IVA puoi indicare più ATECO e definire un codice prevalente. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività dipende dal codice prevalente; con attività miste devi monitorare la ripartizione dei ricavi. Per contratti con enti pubblici possono applicarsi regole specifiche su split payment e tracciabilità: verifica le norme IVA (DPR 633/1972) e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate su fatturazione elettronica.

4) Ho superato 100.000 euro di incassi a metà anno: cosa succede nel forfettario?

La Legge 197/2022 prevede l’uscita immediata dal forfettario nell’anno in cui superi 100.000 euro di ricavi/compensi. Da quel momento applichi l’IVA e le regole del regime ordinario. Le operazioni precedenti restano nel forfettario. Devi quindi adeguare tempestivamente la fatturazione, gestire la detrazione IVA da quel punto in avanti e ricalibrare acconti e saldi d’imposta. È buona prassi monitorare mensilmente gli incassi e fissare una “soglia di allerta” intorno a 90.000-95.000 euro. Ricorda che la soglia di accesso/permanenza è 85.000 euro su base annua, ma l’uscita immediata scatta solo oltre 100.000. Le basi normative sono consultabili su Normattiva alla voce Legge 190/2014 e successive modifiche della Legge 197/2022.

5) Meglio forfettario o ordinario per 70.20.09? C’è una regola semplice?

Usa questa logica pratica. Se i tuoi costi deducibili sono bassi (software, coworking, formazione, trasferte leggere) e i ricavi sono sotto 85.000, il forfettario con coefficiente 78% spesso conviene. Paghi un’imposta semplice (5% o 15%), niente IVA e niente ritenute subite. Se invece hai costi importanti e ricorrenti (personale, subappalti, consulenti, viaggi frequenti, attrezzature), se lavori con clienti che vogliono detrarre IVA o se esporti molto, l’ordinario può risultare più efficiente: deduci i costi reali, detrai l’IVA e gestisci ritenute. Fai sempre un confronto numerico: simula tre scenari di ricavi e costi, applica l’aliquota INPS ufficiale dell’anno, ricorda che nel forfettario i contributi si deducono prima dell’imposta. Verifica anche cause ostative del forfettario (partecipazioni in S.r.l. riconducibili all’attività, residenza, regimi IVA speciali) come da Legge 190/2014.

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