Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
I codici ATECO 71.1 si aprono come libero professionista (modello AA9/12). I codici 71.2 si aprono come ditta individuale (ComUnica, CCIAA, SUAP). In forfettario, il coefficiente di redditività è 78%.
- ATECO 71.1: attività professionali intellettuali; apertura con AA9/12; previdenza in Cassa o Gestione Separata.
- ATECO 71.2: attività tecniche d’impresa; apertura con ComUnica; iscrizione in Camera di Commercio e adempimenti SUAP.
- Regime forfettario 2026: limite 85.000 euro; imposta 15% o 5%; coefficiente 78% per l’intero gruppo 71.
Codici ATECO 71: come scegliere e cosa comportano
I codici ATECO 71 coprono studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici. Sono nella sezione M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”.
Esempi pratici frequenti:
- 71.11.01 Progettazione, pianificazione e supervisione di scavi archeologici.
- 71.11.09 Attività di architettura n.c.a.
- 71.12.10 Attività di ingegneria.
- 71.12.40 Attività di cartografia e aerofotogrammetria.
- 71.20.11 Collaudi e analisi tecniche per indagini archeologiche.
- 71.20.21 Attività di riconoscimento dell’origine dei prodotti.
Regola generale: i 71.1 sono “professioni intellettuali”. I 71.2 sono “servizi tecnici” svolti come impresa. Questo determina la procedura di apertura, gli enti coinvolti e la previdenza.
Quale forma aprire: libero professionista o ditta individuale
Se scegli un codice 71.1 operi come libero professionista. Presenti la dichiarazione di inizio attività IVA con il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Base normativa: articolo 35 del DPR 633/1972 (Normattiva).
Se scegli un codice 71.2 operi come ditta individuale. Usi la ComUnica per Registro Imprese, INPS e Agenzia Entrate. Base normativa: DPCM 6 maggio 2009 (ComUnica) e DPR 160/2010 sullo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP), entrambi rintracciabili su Normattiva.
Per alcune attività 71.2 serve la SCIA. Base normativa: Legge 241/1990 e D.Lgs. 222/2016, che indicano quando basta la SCIA e quando occorre autorizzazione. Verifica l’Allegato A del D.Lgs. 222/2016 presso il SUAP del Comune.
Procedura operativa per 71.1 (libero professionista)
1) Compila il modello AA9/12. Indica dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO, regime IVA.
2) Invia telematicamente all’Agenzia delle Entrate o consegna a sportello. Riferimento: art. 35 DPR 633/1972.
3) Valuta la previdenza: se iscritto all’Albo Ingegneri/Architetti entri in Inarcassa. Se non hai una Cassa di categoria, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Base normativa: L. 335/1995, art. 2, comma 26 (Normattiva); D.Lgs. 509/1994 per le Casse privatizzate.
4) Attiva PEC e firma digitale se fatturi a PA o se richiesto da specifiche gare. Base: DL 185/2008 art. 16 e DL 76/2020 sul domicilio digitale.
Procedura operativa per 71.2 (ditta individuale)
1) Prepara la pratica ComUnica. In un invio unico attivi Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, INPS e INAIL (se dovuta). Base: DPCM 6 maggio 2009.
2) Presenta la SCIA al SUAP competente, se richiesta dalla tabella del D.Lgs. 222/2016. Alcuni laboratori o attività con locali e impianti necessitano anche di requisiti igienico-sanitari e antincendio.
3) Attiva PEC e firma digitale. La PEC è obbligatoria per le imprese. Base: DL 185/2008 e DL 76/2020.
4) Valuta la corretta gestione previdenziale INPS: molte attività tecniche d’impresa rientrano nella Gestione Commercianti o Artigiani in base all’operatività concreta. L’inquadramento dipende da come svolgi il servizio, dall’organizzazione di mezzi e personale e dall’eventuale trasformazione di beni. Base: L. 613/1966, L. 88/1989, L. 662/1996 e prassi INPS. In caso di dubbi, richiedi un parere scritto all’INPS territoriale.
Regime fiscale 2026 per i codici 71: forfettario o ordinario
Il regime forfettario è regolato dalla Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, aggiornata dalle successive Leggi di Bilancio. A oggi (agosto 2026) il limite di ricavi è 85.000 euro. L’uscita immediata scatta a 100.000 euro nell’anno, in base alle modifiche introdotte dalla Legge 197/2022 e confermate dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Imposta sostitutiva: 15% sul reddito forfettario. Aliquota al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività. Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività del codice ATECO prevalente.
Per tutti i codici 71 (71.1 e 71.2) il coefficiente è 78%. Significa che consideri reddito il 78% degli incassi. Dal reddito puoi dedurre i contributi previdenziali versati. Base normativa: L. 190/2014 e decreto attuativo sulla classificazione per coefficienti (rintracciabile su Normattiva e prassi Agenzia delle Entrate).
Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non applichi ritenuta d’acconto, se inserisci la dicitura di legge. Resti obbligato alla fattura elettronica. Base: L. 190/2014; DL 36/2022 art. 18 sull’estensione e-fattura ai forfettari; Provvedimenti Agenzia delle Entrate.
Esempio di calcolo forfettario per i codici 71
Incassi annui: 30.000 euro. Coefficiente 78%: reddito lordo 23.400 euro.
Contributi versati l’anno precedente: 3.000 euro. Reddito imponibile: 23.400 – 3.000 = 20.400 euro.
Imposta sostitutiva 15%: 3.060 euro. Se hai diritto al 5% start-up: 1.020 euro. I contributi si calcolano a parte, con regole diverse secondo la gestione previdenziale.
Previdenza: Inarcassa, Gestione Separata o Artigiani/Commercianti
Professioni regolamentate: ingegneri e architetti iscritti all’Albo versano a Inarcassa. Contributi minimi e percentuali variano ogni anno. Base: Statuto Inarcassa e D.Lgs. 509/1994.
Altre professioni senza Cassa: iscrizione alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995). Aliquota vigente per professionisti senza altra tutela è di norma intorno al 26,23%, aggiornata da circolari annuali INPS. Il calcolo segue il principio di cassa.
Attività tecniche organizzate come impresa: spesso ricadono nella Gestione Commercianti o Artigiani INPS. Paghi contributi fissi minimi più una percentuale sul reddito eccedente. Gli importi cambiano ogni anno con circolari INPS e Ministero del Lavoro.
Assicurazione INAIL: può essere dovuta per alcune attività con lavorazioni e rischi in laboratorio. Verifica la classificazione tariffaria INAIL prima di avviare i lavori.
Fatturazione elettronica, bollo e contabilità
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Base normativa: Legge 205/2017 art. 1 commi 909-916; estensione ai forfettari con DL 36/2022 art. 18. Le fatture transitano nel Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.
Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, si applica l’imposta di bollo da 2 euro in modo virtuale. L’Agenzia delle Entrate addebita trimestralmente l’imposta tramite area riservata Fatture e Corrispettivi.
Nel forfettario usi il principio di cassa: tassazione sugli incassi effettivi. Nel regime ordinario applichi IVA, registri costi e ricavi, tieni la contabilità (semplificata o ordinaria) e versi imposte IRPEF e addizionali secondo gli scaglioni del TUIR (DPR 917/1986).
Regola decisionale rapida
Se svolgi un’attività intellettuale personale, tipica di architetti, ingegneri, archeologi o cartografi, scegli un codice 71.1 e apri come libero professionista.
Se svolgi collaudi, prove, analisi o servizi tecnici con un’organizzazione d’impresa (locali, macchinari, dipendenti), scegli un codice 71.2 e apri come ditta individuale con ComUnica.
Se sei iscritto all’Albo Ingegneri/Architetti e fai attività tipica, la previdenza è Inarcassa. Se non hai Cassa, è Gestione Separata INPS. Se operi come impresa con personale e mezzi, verifica Gestione Artigiani/Commercianti.
Se i ricavi previsti stanno sotto 85.000 euro e hai pochi costi deducibili, valuta il forfettario (78%, imposta 15% o 5%). Se superi spesso 85.000 euro o hai molti costi, valuta il regime ordinario.
Se usi locali aperti al pubblico o avvii un laboratorio, verifica SCIA e requisiti SUAP prima di iniziare l’attività.
Errori comuni da evitare
Sottovalutare la previdenza. L’errore più frequente è iscriversi alla gestione sbagliata. Chiarisci prima con INPS o con la tua Cassa.
Scegliere il codice ATECO non coerente. Il codice guida coefficienti, adempimenti e statistiche. Descrivi correttamente l’attività prevalente.
Aprire 71.2 senza SCIA quando necessaria. Verifica sempre la tabella del D.Lgs. 222/2016 e le richieste del SUAP comunale.
Ignorare la fatturazione elettronica. Anche i forfettari devono emettere e conservare e-fatture. Prevedi il bollo virtuale.
Fraintendere il calcolo forfettario. Ricorda: imponibile = incassi x 78% – contributi. Poi applichi 15% o 5% se spettante.
| Scenario ATECO 71 | Forma e adempimenti iniziali | Previdenza principale | Tempi e costi orientativi |
|---|---|---|---|
| 71.1 (architettura/ingegneria/cartografia) con Albo | AA9/12 all’Agenzia Entrate; PEC; e-fattura; no CCIAA; eventuali comunicazioni al Comune per sede | Inarcassa (D.Lgs. 509/1994); imposta integrativa in fattura se dovuta | 1-3 giorni per P.IVA; costi: bolli, PEC, firma; contributi minimi e percentuali Inarcassa variabili annualmente |
| 71.1 senza Albo (es. archeologia, rilievi) | AA9/12; PEC; e-fattura; nessuna iscrizione CCIAA; verifica requisiti locali | Gestione Separata INPS (L. 335/1995) | 1-3 giorni; costi amministrativi ridotti; contributi percentuali su reddito (aliquota da circolare INPS) |
| 71.2 laboratorio prove/collaudi senza dipendenti | ComUnica (Agenzia Entrate + CCIAA + INPS); SCIA al SUAP se richiesta; PEC e firma digitale | Inquadramento INPS da definire (Artigiani/Commercianti o altra gestione) in base all’operatività | 5-10 giorni; diritti CCIAA; eventuali oneri SCIA; contributi fissi se Artigiani/Commercianti |
| 71.2 servizi tecnici con personale e macchinari | ComUnica; SCIA/permessi; sicurezza sul lavoro; eventuale INAIL; procedure privacy | Di norma Gestione Commercianti/Artigiani; verifica classi INPS | 10-20 giorni; costi maggiori per impianti, sicurezza e consulenze; contributi fissi + percentuali |
FAQ
1) Posso aprire due codici ATECO (71.1 e 71.2) insieme? Come funziona il forfettario in questo caso?
Sì, puoi indicare più codici ATECO. Devi però scegliere un’attività prevalente. Nel modello AA9/12 o nella ComUnica indichi il codice principale e quelli secondari. Nel forfettario, il coefficiente di redditività si determina con il codice prevalente. Se prevale un codice della sezione 71, in pratica applichi il 78% all’intero ammontare degli incassi. Attenzione alla coerenza: se nel tempo la parte 71.2 supera stabilmente la 71.1, aggiorna la prevalenza con una variazione dati. Ricorda che i requisiti amministrativi seguono ciascun codice: se un’attività secondaria richiede SCIA o iscrizione in CCIAA, devi rispettarli comunque. Le fonti da consultare sono il DPR 633/1972 art. 35 per le variazioni IVA e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
2) Quando è obbligatoria l’iscrizione a Inarcassa e quando vado in Gestione Separata INPS?
Se sei ingegnere o architetto, svolgi attività tipica e sei iscritto al relativo Albo, l’iscrizione a Inarcassa è la regola. La base giuridica è nel D.Lgs. 509/1994 e nello Statuto della Cassa. Se non appartieni a una Cassa professionale (ad esempio attività archeologiche, cartografia, consulenze tecniche non ordinistiche), versi alla Gestione Separata INPS ai sensi dell’art. 2, comma 26, della L. 335/1995. Se invece organizzi l’attività come impresa 71.2, con mezzi e personale, l’INPS può inquadrarti nella Gestione Artigiani/Commercianti in base alla sostanza dell’attività (L. 88/1989; L. 662/1996). La scelta corretta evita sanzioni e ruoli pregressi: in caso di dubbi, chiedi un parere scritto alla sede INPS.
3) Il regime forfettario 2026 per i codici 71 ha limiti o cause di esclusione particolari?
Le regole sono quelle generali della L. 190/2014. Limite ricavi: 85.000 euro. Uscita immediata a 100.000 euro nell’anno. Cause di esclusione tipiche: partecipazioni di controllo in srl con attività riconducibile; lavoro dipendente prevalente salvo alcune eccezioni; spese per lavoro oltre le soglie; redditi di lavoro dipendente superiori a specifici limiti se prevalenti. L’aliquota è 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in presenza di nuova attività e altri requisiti. Il coefficiente per 71 è 78%. Non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto se indichi la dicitura di legge in fattura. In caso di superamento dei limiti, dal mese successivo applichi l’IVA (se oltre 100.000) o dal periodo d’imposta successivo (se tra 85.000 e 100.000). Le prassi aggiornate sono consultabili nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
4) Per i 71.2 serve sempre la SCIA? Quali sono gli altri permessi tipici da considerare?
Non sempre. Dipende dalla specifica attività e dai locali. Il D.Lgs. 222/2016 indica quando basta la SCIA, quando serve autorizzazione e quando non occorre nulla. Un laboratorio per prove e analisi, con attrezzature e accesso del pubblico o dei clienti, di solito rientra tra le attività soggette a SCIA al SUAP, con allegati su impianti, sicurezza e talvolta pareri igienico-sanitari. Se usi sostanze o macchine particolari, verifica prevenzione incendi (DPR 151/2011) e INAIL per l’inquadramento assicurativo. Se lavori in smart office senza accesso pubblico e senza impianti particolari, può bastare la comunicazione di inizio attività fiscale. Controlla sempre il regolamento edilizio e commerciale del tuo Comune e l’Allegato A del D.Lgs. 222/2016.
5) Come funziona la fatturazione elettronica per i codici 71 in forfettario? Devo applicare bolli e ritenute?
La e-fattura è obbligatoria anche in forfettario. Prepari il file XML secondo le specifiche tecniche e lo invii tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Base normativa: Legge 205/2017 art. 1 commi 909-916 e DL 36/2022 art. 18. Se sei forfettario, non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto se inserisci la dicitura prevista dalla L. 190/2014. Per le fatture senza IVA sopra 77,47 euro devi l’imposta di bollo da 2 euro: il sistema calcola l’importo e l’Agenzia delle Entrate addebita trimestralmente. Conserva elettronicamente le fatture secondo le regole dell’Agenzia. Se lavori con la Pubblica Amministrazione, utilizzi il tracciato FatturaPA con CIG/CUP quando necessari. Per clienti esteri, emetti e-fattura o integri con comunicazioni transfrontaliere secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate aggiornate al 2026.
