Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Per il codice ATECO 73.11 puoi operare come libero professionista (Gestione Separata) o come ditta individuale (ComUnica, INPS Commercianti). Forfettario: coefficiente 78%, imposta 5%/15%. Ordinario: IRPEF 23%-33%-43%.
- Forme possibili: libero professionista (modello AA9/12, Gestione Separata INPS) oppure ditta individuale (ComUnica, CCIAA, INPS Commercianti).
- Regime forfettario: soglia 85.000 euro, coefficiente 78% per 73.11, imposta sostitutiva 5% primi 5 anni poi 15%.
- Regime ordinario: IVA, costi deducibili analiticamente, IRPEF 2026 al 23%-33%-43% e addizionali regionali/comunali.
Cosa copre il codice ATECO 73.11: attività ammesse e sottocodici
Il codice ATECO 73.11 identifica le agenzie pubblicitarie. Include ideazione, pianificazione, gestione e diffusione di campagne su stampa, radio, TV, online e affissioni.
I sottocodici principali sono due. 73.11.01: ideazione di campagne pubblicitarie. 73.11.02: conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.
Nel 73.11.01 rientrano creatività, copy, art direction, allestimenti, stand, vetrine, volantini. Nel 73.11.02 rientrano media buying, fidelizzazione, CRM operativo, analisi campagne, distribuzione di materiali.
Quando sei “professionista” e quando “commerciante”
Se prevale la prestazione intellettuale (consulenza, ideazione, progettazione), agisci come lavoratore autonomo. È Partita IVA da libero professionista.
Se organizzi mezzi, persone e beni per erogare servizi pubblicitari in modo d’impresa (gestione campagne, distribuzione materiale, allestimenti), apri una ditta individuale.
La scelta incide su INPS, adempimenti Camerali e costi fissi. Valutala prima di iniziare.
Apertura Partita IVA: percorsi, moduli, tempi
Libero professionista (attività prevalentemente intellettuale)
Compili il modello AA9/12 per apertura, variazione o chiusura Partita IVA ai sensi del DPR 633/1972. Puoi inviare online con SPID/CIE o tramite intermediario abilitato.
Non serve iscrizione in Camera di Commercio. Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995) entro 30 giorni dall’avvio. Paghi i contributi in percentuale sul reddito.
Il regime contabile lo scegli nel modello AA9/12: forfettario (L. 190/2014 e successive) o ordinario semplificato (DPR 600/1973).
Ditta individuale (attività organizzata in forma d’impresa)
Presenti la ComUnica, pratica unificata per CCIAA, INPS, Agenzia Entrate. È prevista dal D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e dal DPCM 6 maggio 2009.
Se fai attività in sede aperta al pubblico o installazioni, può servire SCIA presso SUAP comunale (DPR 160/2010). Verifica i regolamenti locali su affissioni e pubblicità.
Iscrizione INPS Artigiani/Commercianti con contributi fissi minimi e variabili. Attiva PEC e firma digitale per adempimenti camerali.
Regimi fiscali a confronto: forfettario e ordinario
Forfettario: quando conviene e come funziona
Il regime forfettario è il regime agevolato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro (L. 190/2014; L. 197/2022). Non applichi IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti.
Reddito imponibile = incassi annui x coefficiente di redditività. Per il 73.11 il coefficiente è 78%. Imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up, poi 15%.
Contributi INPS sono deducibili dal reddito. Il principio di cassa significa che contano solo gli importi incassati entro l’anno, non le fatture emesse e non incassate.
Cause di esclusione e uscita
Resti nel forfettario se non superi 85.000 euro. Il superamento a 100.000 euro comporta uscita immediata dall’anno in corso per effetto delle regole introdotte con la L. 197/2022.
Non puoi aderire se hai regimi speciali IVA, partecipazioni di controllo in srl che svolgono attività riconducibili, o se fatturi prevalentemente all’ex datore di lavoro salvo condizioni specifiche (verifica in Normattiva e circolari dell’Agenzia delle Entrate).
In forfettario non detrai costi reali. Valuta la struttura dei costi prima di scegliere.
Ordinario: deduci i costi reali e gestisci l’IVA
Nel regime ordinario semplificato applichi IVA sulle fatture e detrai l’IVA degli acquisti (DPR 633/1972). Deduci i costi inerenti per cassa.
Paghi l’IRPEF per scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000 (TUIR, DPR 917/1986). Aggiungi addizionali regionali e comunali.
Conviene se hai costi importanti (media, subappalti, personale) e clienti con IVA detraibile. Richiede contabilità più strutturata.
Contributi INPS: Gestione Separata vs Commercianti
Gestione Separata (professionista senza cassa)
Aliquota comunicata annualmente da INPS con circolare. Per i professionisti senza altra tutela si assume il 26,07% come riferimento operativo. Applica l’aliquota all’imponibile previdenziale (principio di cassa).
Non ci sono contributi minimi fissi. Paghi in base al reddito. Il contributo è deducibile dal reddito imponibile fiscale.
Versi con F24 alle scadenze delle imposte: saldo e primo acconto entro giugno, secondo acconto entro novembre.
Artigiani e Commercianti (ditta individuale)
Paghi contributi fissi annuali, dovuti anche con reddito zero. Nel 2026 si stimano 4.611,64 euro annui, aggiornati dalla circolare INPS sul minimale contributivo.
Se superi 18.808 euro di reddito, versi contributi variabili: 24,48% sull’eccedenza, che sale al 25,48% oltre 56.224 euro. Le soglie e aliquote seguono la L. 335/1995 e circolari INPS.
Se aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS Commercianti, previa domanda telematica. La riduzione riduce anche la quota di deduzione.
IVA, operazioni estere e fatturazione elettronica
Regole IVA nazionali e territorialità
Le prestazioni pubblicitarie sono servizi. Si applica l’art. 7-ter del DPR 633/1972 per la territorialità tra soggetti passivi. Nei rapporti B2B UE, l’IVA è spesso dovuta dal committente con inversione contabile.
Con clienti privati esteri cambiano le regole. Valuta caso per caso in base a residenza del cliente e luogo di utilizzo del servizio.
Iscriviti al VIES per operazioni intracomunitarie. Conserva prova dello status IVA del cliente estero.
Fatturazione elettronica e documenti integrativi
La fattura elettronica tramite SDI è obbligatoria anche per forfettari dal 2024 in poi, salvo rare eccezioni. È regolata dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Per acquisti di servizi da estero usa i documenti TD17/TD18/TD19 ai fini dell’integrazione o autofattura elettronica. Per vendite a clienti esteri emetti e-fattura con codici destinatario per l’estero.
Conservazione elettronica a norma per 10 anni. È obbligatoria. Fa fede in caso di controlli.
Costi tipici, oneri accessori e semplificazioni
Iscrizioni, diritti e assicurazioni
Ditta individuale: diritti camerali annuali e diritto di segreteria. Eventuali SCIA per esposizioni e affissioni. Verifica il regolamento comunale sulla pubblicità.
Assumi personale? Iscritto a INAIL e rispettare il D.Lgs. 81/2008 su salute e sicurezza. Scegli il CCNL coerente con l’attività.
Per allestimenti e stand, verifica permessi temporanei, canoni di occupazione suolo e normative locali sugli eventi.
Principio di cassa, ritenute e imposta sostitutiva
Principio di cassa significa che contano gli incassi e i pagamenti effettuati nell’anno. È la regola per forfettari e semplificati.
Nel forfettario non subisci ritenuta d’acconto se inserisci la dicitura di legge in fattura. Nell’ordinario, le ritenute d’acconto riducono l’IRPEF da versare a saldo.
Le addizionali IRPEF si calcolano sul reddito complessivo. Considera l’effetto combinato con detrazioni e deduzioni.
Regola decisionale rapida
Scelta dell’inquadramento
Se vendi soprattutto consulenza, creatività e ideazione: libero professionista + Gestione Separata. Se gestisci mezzi, campagne, rete di distribuzione: ditta individuale + INPS Commercianti.
Se i tuoi costi reali sono bassi e il margine è alto: valuta il forfettario. Se i tuoi costi sono alti o lavori B2B con IVA: valuta l’ordinario.
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e vuoi semplicità: forfettario. Se superi spesso 85.000 euro o hai investimenti rilevanti: ordinario.
Nessi logici da applicare
Attività prevalentemente intellettuale ⇒ nessun magazzino/struttura ⇒ professionista ⇒ Gestione Separata ⇒ contabilità snella.
Attività organizzata con personale/mezzi ⇒ iscrizione CCIAA ⇒ ComUnica ⇒ INPS Commercianti ⇒ contributi fissi e variabili.
Clienti perlopiù detraenti IVA ⇒ ordinario vantaggioso. Clienti consumer o PA con margini alti ⇒ forfettario spesso conveniente.
Riferimenti normativi utili
Fonti da consultare per conferme ufficiali
DPR 633/1972 per IVA e territorialità dei servizi. DPR 600/1973 per accertamento e adempimenti contabili. DPR 917/1986 (TUIR) per IRPEF e deduzioni.
Legge 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario. Legge 197/2022 (Bilancio 2023) per soglia 85.000 e uscita a 100.000. D.Lgs. 127/2015 per fatturazione elettronica.
Legge 335/1995 per previdenza obbligatoria. Circolari annuali INPS per aliquote Gestione Separata e minimali Artigiani/Commercianti. Portali istituzionali: Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
| Scenario operativo | Forma consigliata | Regime fiscale | Requisiti chiave | Contributi e scadenze | Tempistiche di avvio |
|---|---|---|---|---|---|
| Consulente creativo/copy che vende ideazione (73.11.01) | Libero professionista | Forfettario se ricavi ≤ 85.000 e costi bassi | Modello AA9/12, pec, firma; nessuna CCIAA | Gestione Separata INPS (circolare annuale); F24 a giugno/novembre | Partita IVA in 1-2 giorni; operativo subito |
| Media buyer che gestisce budget ADV per clienti (73.11.02) | Ditta individuale | Ordinario se gestisci IVA e costi elevati | ComUnica, iscrizione CCIAA; possibile SCIA | INPS Commercianti: fissi + percentuali oltre 18.808 | 5-10 giorni lavorativi, in base a CCIAA/SUAP |
| Agenzia con allestimenti di stand e affissioni | Ditta individuale | Ordinario per dedurre subappalti e materiali | SCIA eventi/occupazione suolo; INAIL se personale | INPS Commercianti; eventuale INAIL | 10-20 giorni, variabile per permessi |
| Social media manager freelance con clienti UE/extra-UE | Libero professionista | Forfettario se margini alti | Iscrizione VIES; gestione art. 7-ter DPR 633/1972 | Gestione Separata; invio TD per acquisti esteri | 2-5 giorni per VIES attivo |
| Agenzia che cresce oltre 85.000 euro | Ditta individuale o transizione da professionista | Passaggio a ordinario o uscita immediata > 100.000 | Variazione in AA9/12 o ComUnica; adeguamento IVA | Adegua acconti IRPEF/IVA e contributi | Variazione in 30 giorni dall’evento |
| Start-up neo-costituita senza costi rilevanti | Libero professionista | Forfettario 5% per 5 anni se requisiti | Requisiti start-up L. 190/2014; no attività precedente | Gestione Separata; imposta sostitutiva | 1-2 giorni per apertura |
FAQ
Meglio 73.11.01 o 73.11.02 per la mia attività? Cosa cambia davvero sul piano fiscale e contributivo?
La scelta dipende da cosa vendi in concreto. Se vendi il tuo apporto intellettuale (strategia, ideazione, creatività), 73.11.01 è coerente. Tende a qualificarti come lavoratore autonomo. In questo caso apri Partita IVA con modello AA9/12, niente Camera di Commercio e contributi alla Gestione Separata INPS. Non hai contributi minimi fissi. Paghi in percentuale al reddito effettivo.
Se invece pianifichi, organizzi e conduci campagne, acquisti spazi, gestisci materiali e logistica, 73.11.02 è più adatto. Spesso implica impresa. Apri ditta individuale con ComUnica e ti iscrivi alla CCIAA. Contributi alla Gestione Commercianti INPS: fissi annui più percentuali oltre soglie. Questo incide sul punto di pareggio. Se prevedi ricavi bassi e discontinui, la Gestione Separata è più leggera. Se hai struttura e costi, la ditta individuale è più corretta.
Fiscalmente, con entrambe le scelte puoi aderire a forfettario o ordinario se rispetti i requisiti. Ma la ditta individuale richiede gestione IVA e adempimenti camerali più ampi in ordinario. Verifica sempre l’oggetto sociale e la prevalenza dell’attività svolta. I riferimenti: DPR 633/1972 per IVA, TUIR DPR 917/1986 per imposte, L. 335/1995 per previdenza.
Conviene il forfettario con coefficiente 78% se ho molti costi di adv e subappalti?
Il coefficiente 78% significa che il fisco presume il 22% di costi. Se i tuoi costi reali superano il 22% degli incassi, il forfettario può diventare meno conveniente. Esempio semplice: incassi 70.000. Forfettario: imponibile 54.600 (70.000 x 78%). Imposta sostitutiva 15% = 8.190, deducendo prima i contributi. In ordinario con costi reali del 40% (28.000), imponibile 42.000. Applichi IRPEF per scaglioni 2026 e deduci contributi e altre componenti. Inoltre detrai l’IVA su acquisti e servizi.
Se compri spazi pubblicitari, paghi fee a fornitori e subappalti, l’ordinario spesso riduce il carico grazie a deduzioni analitiche e detrazione IVA. Se i costi sono bassi, il forfettario vince per semplicità e imposta sostitutiva ridotta. Le regole del forfettario stanno nella L. 190/2014 e successive. Nel dubbio, fai un prospetto numerico su base annua con principio di cassa.
Come fatturo a clienti esteri UE e extra-UE? Devo addebitare l’IVA e inviare documenti particolari?
Nei servizi pubblicitari tra soggetti IVA (B2B) la regola generale è l’art. 7-ter DPR 633/1972: l’operazione è territorialmente rilevante dove è stabilito il committente. Se il cliente è un’azienda UE con partita IVA valida, non addebiti l’IVA italiana. Indichi in fattura inversione contabile e l’IVA è assolta dal cliente nel suo Stato. È opportuno iscriversi al VIES per operazioni intracomunitarie.
Per clienti extra-UE B2B, in genere la prestazione non è soggetta a IVA italiana. Indichi l’articolo di legge in fattura. Per acquisti di servizi da estero, devi integrare o autofatturare con documenti elettronici TD17/TD18/TD19 e inviarli via SDI entro i termini. In B2C la territorialità è più complessa e può variare. Consulta le guide dell’Agenzia delle Entrate e le norme su Normattiva per i casi specifici. Conserva sempre le prove dello status del cliente e della natura del servizio.
Posso passare da professionista a ditta individuale se assumo personale o prendo un magazzino?
Sì. La forma segue l’attività effettiva. Se l’attività si organizza in modo imprenditoriale (personale, mezzi, spazi, magazzino), puoi trasformare l’inquadramento. Fai variazione dati con AA9/12 e, se diventa impresa, presenti ComUnica per iscrizione in CCIAA e INPS Commercianti. Dovrai valutare SCIA se l’attività richiede comunicazioni al SUAP. Le scadenze fiscali e contributive cambiano: entrano i contributi fissi e la gestione camerale.
Se coinvolgi familiari, puoi nominare un coadiuvante. Coadiuvante significa familiare che collabora abitualmente. Va iscritto all’INPS e genera contributi aggiuntivi. Questa figura è tipica dell’impresa individuale. I riferimenti per gli adempimenti sono nelle istruzioni INPS e nelle norme su impresa individuale consultabili tramite Normattiva e portali del Ministero del Lavoro.
Quali sono gli errori più comuni all’avvio di un’attività 73.11 e come evitarli?
Primo errore: scegliere il forfettario senza simulare i costi reali. Se i costi superano il 22% degli incassi, potresti pagare più imposte rispetto all’ordinario. Soluzione: fai scenari numerici con due anni di proiezione. Secondo errore: ignorare la territorialità IVA con clienti esteri. Una fattura errata può generare sanzioni. Soluzione: verifica art. 7-ter DPR 633/1972 e status IVA del cliente. Terzo errore: aprire come professionista quando di fatto operi come impresa organizzata. Soluzione: mappa processo, risorse e rischi. Se c’è struttura, vai con ditta individuale e ComUnica.
Quarto errore: sottostimare i contributi INPS Commercianti. I fissi si pagano anche a fatturato zero. Pianifica cassa e acconti. Quinto errore: trascurare la fatturazione elettronica e i documenti TD su estero. Le scadenze sono stringenti. Soluzione: adotta un gestionale e una procedura standard. I riferimenti sono nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e nelle circolari INPS.
