Codice ATECO agente dello spettacolo: qual è e cosa comprende?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per fare l’agente di spettacolo usa il codice ATECO 74.99.93. Apri ditta individuale con ComUnica, iscrizione al Registro Imprese e INPS Commercianti. Scegli regime forfettario (5%/15%, no IVA) o ordinario (IVA e IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%).

  • Codice ATECO corretto: 74.99.93 – agenzie e agenti/procuratori per lo spettacolo e lo sport.
  • Iter di apertura: ComUnica, Partita IVA, Registro Imprese, INPS Commercianti; costi iniziali 2026: 17,50 € bollo, 18 € diritti, 53–120 € diritto camerale annuo.
  • Fisco: forfettario (coefficiente 78%, imposta 5% o 15%, niente IVA) oppure ordinario (IVA 22%, IRPEF 23–33–43%, costi deducibili).

Chi è l’agente di spettacolo e quale ATECO usare

L’agente di spettacolo intermedia tra artisti, società di produzione, locali e organizzatori. Negozia ingaggi, gestisce date, contratti e promozione.

Il codice ATECO appropriato è 74.99.93. Descrive agenzie e agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport. Va bene per chi fa intermediazione e rappresentanza.

L’attività è commerciale ai sensi dell’articolo 2195 del Codice Civile. Serve l’iscrizione al Registro delle Imprese. La classificazione ATECO è definita da Istat.

Apertura: Partita IVA, ComUnica e iscrizioni

Iter pratico e tempi

Usi la Comunicazione Unica (ComUnica) per aprire tutto in un invio. È la procedura standard dal D.L. 7/2007 (convertito in L. 40/2007) e dal D.P.C.M. 6 maggio 2009.

Con ComUnica ottieni: apertura Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, iscrizione al Registro delle Imprese e posizione INPS Commercianti. La pratica viaggia tramite il Suap/Camera di Commercio.

I tempi sono rapidi: spesso 1–3 giorni lavorativi per le attribuzioni. Conserva le ricevute e il numero REA per i primi adempimenti.

Costi amministrativi iniziali e annuali

I costi tipici 2026 per la Camera di Commercio sono: 17,50 € imposta di bollo, 18 € diritti di segreteria, 53–120 € diritto camerale. Quest’ultimo si paga ogni anno.

Alcune Camere prevedono arrotondamenti o maggiorazioni per unità locali. Verifica sempre la tua sede con la CCIAA competente.

Se assumi personale, attiva anche la posizione INAIL e fai la comunicazione al Ministero del Lavoro. La base normativa è sul portale del Ministero del Lavoro.

Gestione previdenziale e assicurativa

INPS Gestione Commercianti: come funziona nel 2026

L’agente di spettacolo in forma di ditta individuale rientra, in genere, nella Gestione Commercianti INPS. La base è la L. 613/1966 e la L. 335/1995, con aggiornamenti annuali INPS.

Nel 2026 i contributi fissi sono 4.611,64 € su base annua, in quattro rate. Si pagano con F24. Le scadenze ricorrenti sono entro metà maggio, agosto, novembre e febbraio.

Se superi il minimale di reddito (18.808,00 €), scattano anche contributi variabili: 24,48% sulla quota eccedente. Oltre 56.224,00 € l’aliquota sale al 25,48%.

Agevolazione del 35% per il forfettario

Chi adotta il regime forfettario può chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS commercianti. La chiedi online sul portale INPS, sezione dedicata.

L’agevolazione riduce i contributi fissi e variabili. Riduce però anche la quota deducibile fiscale. Verifica la convenienza con un calcolo completo.

Ogni anno l’INPS pubblica una circolare con minimali, massimali e scadenze. Consulta le circolari INPS 2026.

Regimi fiscali: forfettario o ordinario

Regime forfettario: quando conviene

Il forfettario è un regime semplificato introdotto dalla L. 190/2014 e modificato dalle leggi di bilancio successive. La soglia ricavi è 85.000 € annui.

Se superi 100.000 € in corso d’anno esci subito dal regime, con IVA dal momento del superamento. Queste regole sono riportate dalla L. 197/2022.

Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Può scendere al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “start”. Non applichi l’IVA in fattura.

Reddito imponibile forfettario: ricavi x coefficiente di redditività. Per l’agente di spettacolo il coefficiente è 78%. Significa che il 22% è considerato costo forfettario.

Dal reddito così calcolato sottrai i contributi INPS pagati. Sull’imponibile residuo applichi l’aliquota sostitutiva. Non puoi dedurre i costi reali né detrarre l’IVA.

Regime ordinario: quando serve

In ordinario applichi l’IVA (DPR 633/1972). L’aliquota per i servizi di intermediazione è in genere il 22%. Addebiti l’IVA ai clienti e detrai l’IVA sugli acquisti.

Il reddito è “ricavi meno costi deducibili” secondo il TUIR (DPR 917/1986). Usi il principio di competenza se tieni la contabilità ordinaria, o semplificata/cassa se opti per la semplificata.

Paghi l’IRPEF a scaglioni. Nel 2026 le aliquote risultano: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.001 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. Verifica ogni anno su Normattiva e MEF.

Conviene se hai costi elevati, investimenti, collaboratori o clienti che detraendo l’IVA preferiscono la fattura con imposta esposta.

Fatturazione elettronica e adempimenti ricorrenti

E-fattura, esterometro e ritenute

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Per operazioni con soggetti esteri invii i dati tramite il canale previsto (esterometro/integrazione via SdI, secondo le regole vigenti). Controlla sempre le specifiche tecniche aggiornate dell’Agenzia delle Entrate.

Se paghi professionisti con ritenuta o collaborazioni occasionali, gestisci le ritenute d’acconto e la Certificazione Unica. Le regole sono sul portale dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero del Lavoro.

Regola decisionale rapida

Scegli il regime in base a ricavi, costi e clienti

Se prevedi ricavi entro 85.000 € e costi bassi, il forfettario di solito conviene. Aliquota 5% nei primi cinque anni se hai i requisiti.

Se i tuoi costi reali sono alti (marketing, personale, spostamenti, fee a terzi), l’ordinario spesso vince. Deduci i costi e detrai l’IVA.

Se lavori con clienti B2B che preferiscono detrarre l’IVA, l’ordinario può essere strategico. Se lavori con privati, il forfettario è spesso più semplice.

Se superi 85.000 € in modo stabile, l’ordinario è la scelta naturale. Se superi 100.000 € in corso d’anno, esci subito dal forfettario.

Se vuoi contributi INPS più leggeri e non hai molte spese, valuta il forfettario con riduzione 35% INPS, ma verifica l’effetto fiscale complessivo.

Riferimenti normativi essenziali

Dove controllare regole e aggiornamenti

IVA: DPR 633/1972. Redditi e deduzioni: DPR 917/1986 (TUIR). Regime forfettario: L. 190/2014 e successive leggi di bilancio.

ComUnica: D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e D.P.C.M. 6/5/2009. Registro Imprese: DPR 581/1995. Imprese commerciali: art. 2195 Codice Civile.

Contributi INPS commercianti: L. 613/1966, L. 335/1995 e circolari INPS annuali. Fonti ufficiali consultabili su Normattiva, INPS, Agenzia delle Entrate e Ministero del Lavoro.

Scenario Requisiti/limiti Adempimenti e note Tempistiche tipiche
Start con costi bassi (freelance singolo) Ricavi stimati ≤ 85.000 €; poche spese reali Forfettario 5%/15%; coefficiente 78%; no IVA; chiedi riduzione INPS 35% ComUnica 1–3 giorni; e-fattura subito operativa
Attività con costi elevati e clienti B2B Spese rilevanti e investimenti; rapporti con aziende Regime ordinario; IVA 22%; deduzione costi; detrazione IVA acquisti ComUnica 1–3 giorni; liquidazioni IVA mensili/trimestrali
Superamento soglia ricavi > 85.000 €; > 100.000 € in anno in corso Uscita da forfettario; IVA dal superamento (se >100.000 € immediata) Variazione entro 30 giorni; adegua fatture e registri
Collaborazioni con estero Clienti UE/extra-UE; prestazioni generiche B2B In ordinario: regole territorialità IVA; in forfettario: niente IVA ma comunicazioni estero Gestione mensile/trimestrale a seconda dei flussi

FAQ

Qual è la differenza pratica tra agenzia di spettacolo in forfettario e in ordinario?

In forfettario calcoli il reddito applicando il coefficiente 78% ai ricavi. Non deduci i costi reali e non applichi l’IVA. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi cinque anni con requisiti). La gestione è semplice: niente registri IVA e niente detrazione IVA. I contributi INPS si pagano comunque, e puoi chiedere la riduzione del 35%. È ideale se hai margini alti e spese basse.

In ordinario applichi l’IVA al 22% in fattura, detrai l’IVA sugli acquisti e deduci i costi effettivi secondo il TUIR. Paghi l’IRPEF a scaglioni (23%, 33%, 43% nel 2026), oltre addizionali. La gestione è più strutturata (liquidazioni IVA, registri, dichiarazioni). Conviene se hai costi importanti, se investi o se i tuoi clienti sono aziende che vogliono l’IVA detraibile.

Come si calcolano le imposte in forfettario per un agente di spettacolo con 60.000 € di ricavi?

Si parte dai ricavi: 60.000 €. Applichi il coefficiente 78%: reddito forfettario 46.800 €. Sottrai i contributi INPS pagati nell’anno (o stimati per acconti). Supponiamo 4.612 € fissi più 2.000 € variabili: totale 6.612 €. Imponibile 46.800 € – 6.612 € = 40.188 €. Se hai aliquota 15%, imposta 6.028,20 €. Se hai i requisiti “start” e applichi il 5%, imposta 2.009,40 €. Nessuna IVA da versare. Ricorda: la riduzione del 35% dei contributi, se scelta, abbassa i contributi ma riduce anche la deduzione, quindi rifai sempre i conti prima di optare.

Quali costi posso dedurre in ordinario e quali limiti IVA devo considerare?

In ordinario deduci i costi inerenti: compensi a terzi (collaboratori, artisti), servizi di promozione, fee di piattaforme, viaggi e trasferte, canoni software, consulenze, attrezzature. Segui le regole di inerenza, competenza/cassa e documentazione. Per l’IVA, detrai quella sugli acquisti se i beni/servizi sono inerenti e non soggetti a limitazioni. Occhio ai limiti su vitto e alloggio, auto e telefonia, che hanno percentuali di deducibilità/detraibilità specifiche nel TUIR e nel DPR 633/1972. Per i compensi a professionisti con ritenuta, versa la ritenuta e certifica nella CU. Consulta sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per percentuali aggiornate.

Che contributi INPS pago e come funziona la riduzione del 35% per il forfettario?

Paghi contributi fissi alla Gestione Commercianti (4.611,64 € nel 2026), più contributi percentuali se superi il minimale di 18.808,00 €: 24,48% sulla parte eccedente e 25,48% oltre 56.224,00 €. Le scadenze sono in quattro rate con F24. Se aderisci al forfettario, puoi chiedere online all’INPS la riduzione del 35% dei contributi. Vale su fissi e variabili. Attenzione: l’importo deducibile dal reddito diminuisce, aumentando potenzialmente l’imposta. La convenienza dipende dal tuo margine. Le regole di dettaglio sono nelle circolari INPS annuali, consultabili sul sito INPS.

Servono SCIA o altre autorizzazioni per un’agenzia di spettacolo e sport?

Per l’apertura della ditta basta la ComUnica con iscrizione al Registro Imprese. In alcune realtà locali, l’attività può rientrare tra le “agenzie d’affari” disciplinate dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (art. 115 TULPS) e dai regolamenti comunali. In questi casi è richiesta una SCIA al SUAP e, talvolta, comunicazioni all’Autorità di Pubblica Sicurezza. Verifica sempre presso il SUAP del tuo Comune. Se assumi lavoratori dipendenti, attiva le comunicazioni obbligatorie al Ministero del Lavoro, la posizione INAIL e rispetta la normativa su salute e sicurezza.

Come fatturo a clienti esteri e dove trovo le regole di territorialità IVA?

Se sei in forfettario non addebiti IVA in fattura neppure con clienti esteri, ma rispetti gli obblighi di comunicazione delle operazioni transfrontaliere secondo le regole vigenti. Se sei in ordinario, applichi le regole di territorialità IVA del DPR 633/1972: per servizi generici B2B vale in genere il paese del committente (inversione contabile), mentre con privati e servizi specifici possono valere regole diverse. Le istruzioni sono nei documenti dell’Agenzia delle Entrate (provvedimenti e guide). Tieni traccia dei documenti di trasporto, degli incarichi e delle autodichiarazioni di status del cliente per applicare correttamente la territorialità.

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