Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per esercitare come avvocato usa il codice ATECO 69.10.10, apri Partita IVA, iscriviti all’Albo e a Cassa Forense; scegli tra regime forfettario (coefficiente 78%) o ordinario IRPEF 2026.
- Codice ATECO corretto: 69.10.10 – attività degli studi legali; attività autonoma, professionale.
- Previdenza: Cassa Forense con contributo soggettivo, integrativo 4% in fattura e contributo di maternità; importi e minimi fissati annualmente.
- Regimi 2026: forfettario (soglia 85.000 euro; coefficiente 78%; imposta 5%/15%) o ordinario IRPEF (23%-33%-43%) con IVA e ritenuta.
Codice ATECO e cosa significa in concreto
Codice ATECO per avvocato: 69.10.10
Per lo studio legale individuale, il codice ATECO da indicare in apertura Partita IVA è 69.10.10 – attività degli studi legali. Rientra nelle attività professionali regolamentate, non commerciali.
Questo codice indica prestazioni intellettuali di difesa, consulenza e assistenza legale. Vale per avvocati singoli, associati e società tra avvocati, con specifiche fiscali diverse a seconda della forma.
La classificazione ATECO la definisce l’ISTAT; per gli adempimenti fiscali rimandano al TUIR e al DPR IVA.
Perché è importante scegliere il codice giusto
Il codice ATECO incide su coefficienti del forfettario, obblighi fiscali e statistiche ISA. Scegliere 69.10.10 evita errori nella tassazione e nelle comunicazioni.
Per l’avvocato in regime forfettario il coefficiente di redditività applicabile è quello delle attività professionali: 78%. È il parametro che determina la quota imponibile dei compensi.
In caso di attività miste (es. mediazione civile e consulenza legale), mantieni il codice principale 69.10.10 e valuta codici secondari se necessario.
Requisiti professionali e adempimenti preliminari
Titoli e abilitazione
Per esercitare servono: laurea magistrale in giurisprudenza, praticantato forense (18 mesi) e abilitazione con esame di Stato. Questi passaggi discendono dalla Legge 247/2012 sull’ordinamento forense.
La disciplina del praticantato e dell’esame è coordinata dal Consiglio Nazionale Forense e dal Ministero della Giustizia. Consulta i regolamenti vigenti per prove ed equipollenze.
Dopo l’abilitazione occorre l’iscrizione all’Albo tenuto dall’Ordine circondariale competente.
Iscrizioni e strumenti professionali
Una volta iscritto all’Albo, attiva PEC e firma digitale. Sono indispensabili per notifiche, depositi telematici e fatturazione elettronica.
Iscriviti a Cassa Forense secondo il Regolamento previdenziale. L’iscrizione è obbligatoria per gli avvocati iscritti all’Albo che esercitano con Partita IVA.
Per i praticanti abilitati al patrocinio che fatturano, verifica gli obblighi previdenziali specifici con Cassa Forense.
Quando e come aprire Partita IVA
Apri la Partita IVA quando inizi l’attività abituale e professionale. Usa il modello AA9/12 per persone fisiche, con codice ATECO 69.10.10.
Puoi presentare la domanda online all’Agenzia delle Entrate, allo sportello, tramite commercialista o servizio di consulenza.
Indica il regime fiscale prescelto. Se scegli il forfettario, verifica requisiti e cause di esclusione.
Previdenza obbligatoria: Cassa Forense
Contributi dovuti
Gli avvocati versano a Cassa Forense tre voci principali: contributo soggettivo, contributo integrativo e contributo di maternità. Gli importi minimi e i tetti variano ogni anno.
Il contributo soggettivo finanzia la pensione e si calcola sul reddito professionale netto. Esistono minimi obbligatori e, in alcuni casi, modulazioni.
Il contributo integrativo è il 4% dei corrispettivi. Lo addebiti in fattura al cliente e lo versi a Cassa Forense. È dovuto anche in forfettario.
Scadenze, agevolazioni e casi particolari
Le scadenze seguono il calendario della dichiarazione dei redditi e delle rate Cassa. Cassa Forense pubblica ogni anno circolari con termini e importi.
Prevedi riduzioni o esoneri parziali per neo-iscritti, under 35, redditi bassi o maternità/paternità, quando previsti dal Regolamento.
Se svolgi altra attività con altra Cassa, verifica la doppia contribuzione e i cumuli possibili. Rivolgiti a Cassa Forense per il parere ufficiale.
Fonti
Riferimenti: Regolamento di Cassa Forense e circolari annuali; Ordinamento forense Legge 247/2012 consultabile su Normattiva.
Regimi fiscali 2026 per l’avvocato
Regime forfettario: come funziona davvero
Il regime forfettario è semplificato. Paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Se rispetti i requisiti start-up, l’aliquota scende al 5% per i primi 5 anni.
Base imponibile: compensi incassati moltiplicati per il coefficiente di redditività. Per le attività professionali come l’avvocato il coefficiente è 78%.
Sottrai i contributi previdenziali obbligatori dal reddito forfettario. Il risultato è la base su cui applichi il 5% o il 15%.
Soglie 2026: accesso e permanenza fino a 85.000 euro. Se superi 100.000 euro, esci immediatamente nel corso dell’anno. Queste regole discendono dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, consultabili su Normattiva.
In forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Applichi però il 4% di contributo integrativo Cassa Forense e la marca da bollo da 2 euro se necessario.
Regime ordinario: quando conviene
Nel regime ordinario applichi IVA e ritenuta d’acconto, deduci costi reali e versi IRPEF a scaglioni. La base imponibile è il reddito secondo il principio di cassa.
Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Le aliquote derivano dal TUIR (DPR 917/1986) e dalle ultime leggi di bilancio.
Si aggiungono addizionali regionali e comunali. I contributi previdenziali si deducono dal reddito complessivo.
Puoi detrarre spese sanitarie, formazione, assicurazioni, e dedurre costi di studio, affitti, software, formazione avanzata e auto nei limiti di legge.
Fatturazione, IVA e ritenute
Fattura elettronica obbligatoria per tutti, anche in forfettario. Deriva dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Marca da bollo di 2 euro su fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro. La versi in modo virtuale con l’Agenzia delle Entrate.
Ritenuta d’acconto 20% sulle fatture a sostituti d’imposta in regime ordinario. In forfettario la ritenuta non si applica.
Regola decisionale rapida
Scegli il regime in base a tre domande
1) Prevedi compensi annuali entro 85.000 euro e hai costi bassi? Forfettario.
2) Hai costi elevati e investimenti (affitto studio, collaboratori, software)? Ordinario.
3) Sei all’inizio e rispetti i requisiti start-up? Forfettario al 5% per 5 anni.
Altri nessi utili
Se pensi di superare 100.000 euro, prepara per tempo il passaggio a ordinario e IVA in corso d’anno.
Se lavori con molti clienti sostituti d’imposta, la ritenuta in ordinario può migliorare il cash flow con crediti in dichiarazione.
Se il tuo margine reale è vicino o inferiore al 22% dei compensi, l’ordinario tende a convenire rispetto al 78% forfettario.
Procedura operativa per iniziare
Step 1: Asset professionali
Iscriviti all’Albo dopo l’abilitazione. Attiva PEC, firma digitale e accesso ai sistemi telematici di giustizia.
Step 2: Partita IVA
Compila il modello AA9/12. Indica ATECO 69.10.10 e il regime fiscale. Presenta telematicamente o allo sportello dell’Agenzia delle Entrate.
Step 3: Cassa Forense
Registra la posizione previdenziale. Verifica minimi, scadenze e eventuali riduzioni per neo-iscritti.
Step 4: Fatturazione elettronica
Scegli un software accreditato. Imposta anagrafica, bollo virtuale, contributo integrativo 4% e codice destinatario/PEC clienti.
Step 5: Adempimenti ricorrenti
Monitora incassi, soglie forfettario e scadenze. Conserva le fatture. Prepara eventuali acconti imposta e contributi.
Studi associati e società tra avvocati
Studio associato
Lo studio associato è trasparente fiscalmente. Imputa il reddito ai professionisti in base alla quota. Ogni socio versa a Cassa Forense per la propria parte.
Si applica IVA e ritenuta in ordinario. Il forfettario è personale e non si applica allo studio associato.
Società tra avvocati
La società tra avvocati può essere di persone o di capitali. Nelle società di capitali si applica IRES, IVA e IRAP.
I soci professionisti restano iscritti a Cassa Forense per la contribuzione previdenziale. Regole e limiti sono disciplinati dall’ordinamento forense e dai regolamenti CNF.
Fonti normative e amministrative utili
Riferimenti da consultare
Ordinamento forense: Legge 247/2012, consultabile su Normattiva. Regole su Albo, praticantato e deontologia: Consiglio Nazionale Forense.
Regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche, su Normattiva. Imposte sui redditi: DPR 917/1986 (TUIR). IVA: DPR 633/1972.
Fatturazione elettronica: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Modello AA9/12: Agenzia delle Entrate.
Previdenza: Regolamento e circolari di Cassa Forense. Per lavoro autonomo e contratti: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
| Scenario | Requisiti essenziali | Adempimenti fiscali e previdenziali | Tempistiche e note 2026 |
|---|---|---|---|
| Praticante abilitato che inizia a fatturare | Abilitazione al patrocinio, apertura Partita IVA | Valuta iscrizione a Cassa Forense secondo Regolamento; fattura elettronica; marca da bollo; niente ritenuta se forfettario | Apri IVA prima della prima fattura; verifica obblighi previdenziali con Cassa Forense |
| Avvocato neo-iscritto in forfettario | Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; assenza cause di esclusione | Imposta sostitutiva 5% (se start-up) o 15%; coefficiente 78%; contributo integrativo 4% in fattura; niente IVA, niente ritenuta | Se superi 100.000 euro esci subito dal forfettario e applichi IVA da quel momento |
| Avvocato in ordinario | Scelta volontaria o obbligata per soglie/causa esclusione | IVA, ritenuta 20% verso sostituti; IRPEF 23%-33%-43%; deduzione costi e contributi; addizionali | Liquidazioni IVA periodiche; acconti e saldi IRPEF; conservazione sostitutiva e corrispettivi |
| Studio associato | Contratto di associazione; iscrizione all’Albo per ciascun socio | IVA e ritenute in capo allo studio; reddito ripartito ai soci; ciascun socio versa a Cassa Forense | Contabilità dello studio; patti chiari su ripartizione compensi e spese |
| Società tra avvocati (di capitali) | Statuto conforme all’ordinamento forense; requisiti CNF | IRES, IVA, IRAP in capo alla società; soci professionisti a Cassa Forense | Valuta costi amministrativi maggiori e assetto di governance |
FAQ: domande frequenti sull’avvio dell’attività legale
È giusto iscriversi a Inarcassa come avvocato?
No. Inarcassa è per ingegneri e architetti. L’avvocato si iscrive a Cassa Forense. Cassa Forense gestisce contributo soggettivo, integrativo 4% e maternità. L’obbligo nasce con l’iscrizione all’Albo e l’avvio dell’attività con Partita IVA. In caso di doppia professione regolamentata, verifica con entrambe le Casse le regole su iscrizione, esoneri o totalizzazione. La base normativa è nei regolamenti di Cassa Forense e nell’ordinamento forense (Legge 247/2012 su Normattiva).
Come si calcola l’imposta nel forfettario per un avvocato? Esempio numerico
Supponiamo compensi annui incassati di 40.000 euro. Applichi il coefficiente 78%: reddito forfettario 31.200 euro. Sottrai i contributi previdenziali obbligatori versati a Cassa Forense (esempio 5.000 euro): base imponibile 26.200 euro. Se rientri nello sconto start-up, imposta 5%: 1.310 euro. Altrimenti 15%: 3.930 euro. A parte versi il contributo integrativo 4% sulle fatture (1.600 euro, che incassi dal cliente) e, se dovuta, la marca da bollo da 2 euro per fattura oltre 77,47 euro. Non addebiti IVA e non applichi ritenuta d’acconto. Queste regole derivano dalla Legge 190/2014 e successive modifiche e dai documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Quando applico la ritenuta d’acconto sulle fatture?
Se sei in regime ordinario e fatturi a un cliente sostituto d’imposta (es. società, professionista o PA che opera come sostituto), applichi ritenuta d’acconto del 20% sull’imponibile al netto delle spese anticipate in nome e per conto. Il cliente trattiene e versa la ritenuta. Tu ricevi una certificazione a fine anno. Se sei in forfettario, non applichi ritenuta d’acconto. Ricorda che la ritenuta è un acconto IRPEF. In dichiarazione si conguaglia con l’imposta dovuta. La disciplina di principio è nel TUIR e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Supero 85.000 o 100.000 euro: cosa succede e quando cambio regime?
Con ricavi o compensi fino a 85.000 euro puoi restare nel forfettario. Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, l’uscita è immediata. Da quel momento applichi IVA e passi al regime ordinario per il residuo periodo. Dovrai gestire l’IVA anche su operazioni successive e adeguare la fatturazione elettronica. Queste soglie sono previste dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, consultabili su Normattiva, e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Posso aprire una società tra avvocati e come cambia il fisco?
Sì, puoi costituire una società tra avvocati, anche di capitali. La società ha partita IVA propria, applica IVA e versa IRES e IRAP se è di capitali. I compensi ai soci possono essere corrisposti come lavoro professionale o dividendi, secondo lo statuto. I soci professionisti restano obbligati a Cassa Forense per i contributi previdenziali. Le STA non accedono al regime forfettario. La disciplina discende dall’ordinamento forense (Legge 247/2012) e dai regolamenti CNF; per gli aspetti fiscali valgono TUIR, DPR IVA e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Ulteriori precisazioni utili
L’IVA non si applica in forfettario ma resta obbligatorio il contributo integrativo 4% in fattura. La fattura elettronica è obbligatoria per tutti. La marca da bollo si applica alle fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Gli acconti d’imposta e contributi vanno pianificati per evitare sorprese di cassa. Le fonti di riferimento sono il DPR 633/1972, il D.Lgs. 127/2015, il TUIR e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
