Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice ATECO corretto per il catering di eventi è 56.21.02. Richiede SCIA sanitaria, HACCP e iscrizione in Camera di Commercio; di norma previdenza INPS Commercianti, forfettario con coefficiente 40% e imposta 5%/15%.
- ATECO 56.21.02 identifica il catering per eventi (banchetti, matrimoni, convegni). Non è commercio al dettaglio; è ristorazione con preparazione e somministrazione.
- Regime forfettario: soglia ricavi 85.000 euro, coefficiente di redditività 40%, imposta sostitutiva 5% (start-up) o 15% (ordinaria).
- Previdenza: di regola INPS Gestione Commercianti con contributi fissi e quota variabile; Gestione Separata solo se fai mera organizzazione senza manipolazione/somministrazione.
Qual è il codice ATECO giusto per il catering e cosa comprende
Definizione e perimetro del 56.21.02
Il codice ATECO 56.21.02 “Catering per eventi” riguarda la fornitura di pasti preparati e bevande con servizio in occasione di cerimonie, ricevimenti, meeting e simili. Include banqueting, mise en place, personale di sala e somministrazione in loco.
Questa classificazione è nella sezione I “Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione” della classificazione ATECO ISTAT (ATECO 2007, aggiornamenti successivi). È attività di ristorazione, non è vendita al dettaglio. Quindi non usi codici 47.x del commercio.
Restano fuori due casi: la ristorazione continuativa su base contrattuale e la mera organizzazione di eventi. Se firmi contratti stabili per aziende o mense, guarda il 56.29.20. Se organizzi l’evento ma subappalti totalmente il food, valuta codici dell’organizzazione eventi (ad esempio 82.30.00) e non il catering.
Altri codici vicini da conoscere per non sbagliare
56.29.10 “Mense” riguarda la gestione interna di mense aziendali o scolastiche. 56.29.20 “Catering continuativo su base contrattuale” è per contratti a lungo termine con un committente. 56.10.x copre ristoranti e attività con somministrazione in sede fissa. Scegli in base a come lavori davvero.
La scelta si basa su cosa offri, dove operi e come contrattualizzi i servizi. La classificazione ATECO ISTAT e le note ministeriali aiutano a definire il codice corretto. In caso di dubbi, consulta le schede ATECO su fonti istituzionali.
Adempimenti amministrativi: cosa serve per partire a norma
SCIA, HACCP, locali e SUAP
Per il catering servono requisiti igienico-sanitari adeguati. Devi presentare la SCIA sanitaria al SUAP del Comune. La SCIA abilita l’attività ai sensi del D.Lgs. 222/2016 e del DPR 160/2010. È obbligatoria la notifica sanitaria prevista dal Regolamento (CE) n. 852/2004 e dal D.Lgs. 193/2007.
Serve un manuale HACCP, cioè il piano di autocontrollo igienico, con formazione del personale. Se usi una cucina in affitto o in coworking kitchen, devi avere un titolo d’uso valido e indicarla nella notifica sanitaria. Il trasporto deve rispettare la catena del freddo secondo l’Allegato II del Reg. (CE) n. 852/2004.
La somministrazione di alimenti e bevande può richiedere il requisito professionale (SAB), come previsto dal D.Lgs. 59/2010 e dalle leggi regionali. Verifica con SUAP e ASL territoriali le specifiche locali.
Iscrizione in Camera di Commercio, Agenzia Entrate e INPS
Apri la partita IVA con il codice ATECO 56.21.02, iscriviti al Registro Imprese presso la Camera di Commercio e comunica l’inizio attività all’Agenzia delle Entrate. Queste pratiche si presentano in via telematica con la ComUnica.
Per la previdenza, la ristorazione ricade in genere nella Gestione Commercianti INPS (L. 613/1966 e L. 662/1996). Prevede contributi fissi minimi annuali, dovuti anche se non fatturi, più una percentuale sul reddito eccedente. L’aliquota e i minimali sono fissati ogni anno dall’INPS.
La Gestione Separata INPS si applica solo quando l’attività è intellettuale e senza organizzazione tipica di impresa di ristorazione. Se cucini, trasporti, allestisci e somministri, di norma non ricadi in Gestione Separata.
Fisco 2026 per il catering: regimi, imposte e IVA
Regime forfettario: come funziona davvero
Il regime forfettario si applica fino a 85.000 euro di ricavi annui, come previsto dalla Legge n. 197/2022 e successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate. Per il catering il coefficiente di redditività è 40%. Significa che il reddito imponibile è il 40% dei ricavi incassati (principio di cassa = contano gli incassi effettivi).
L’imposta sostitutiva è 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up, poi 15% (Legge n. 190/2014 e successive modifiche). Non addebiti IVA, non detrai IVA sugli acquisti, non applichi ritenute d’acconto. Emetti sempre fattura elettronica, come da obbligo esteso ai forfettari dalle norme recenti.
Esempio: incassi 20.000 euro. Reddito forfettario 8.000 euro (40%). Se hai i requisiti start-up, imposta 5% su 8.000 = 400 euro. I contributi INPS si calcolano a parte e, se sei nei Commercianti, includono i minimali anche a incassi zero.
Regime ordinario e IRPEF 2026
Nel regime ordinario tassazione IRPEF per scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro, come da disciplina 2026. Applichi IVA sulle vendite, detrai l’IVA sugli acquisti, deduci i costi inerenti documentati.
Per i servizi di ristorazione e catering l’aliquota IVA è in genere 10%, con eccezioni al 22% per alcune bevande alcoliche. Il riferimento è il DPR 633/1972 (Tabella A). La corretta aliquota dipende da cosa fornisci e da come strutturi il contratto (servizio complesso o cessione di singoli beni).
In ordinario tieni contabilità e registri IVA, liquidazioni periodiche e dichiarazioni annuali. In forfettario gli adempimenti si riducono, ma restano fattura elettronica, imposta sostitutiva e previdenza.
Contributi e assicurazioni: INPS, INAIL e riduzioni
Gestione Commercianti INPS: minimali e quota su eccedenza
Per il catering operativo (preparazione, trasporto, somministrazione) l’iscrizione tipica è alla Gestione Commercianti INPS. Paghi contributi fissi minimi, dovuti ogni anno, più una percentuale sul reddito eccedente il minimale. L’INPS aggiorna importi e aliquote annualmente con proprie circolari.
Se aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi alla Gestione Commercianti, come previsto da norme finanziarie recenti sulle agevolazioni contributive per il forfettario. La domanda si presenta all’INPS, e vale dall’anno di accoglimento.
Gestione Separata INPS: quando si applica davvero
Se non cucini né somministri e fai solo organizzazione dell’evento alimentare, potresti non essere ristorazione. In quel caso, con un codice tipo 82.30.00, potresti ricadere nella Gestione Separata INPS. Qui non esistono minimali fissi: versi una percentuale sul reddito. La scelta del codice ATECO è quindi cruciale.
INAIL e sicurezza sul lavoro
Se assumi personale o ti avvali di collaboratori, verifica l’obbligo assicurativo INAIL per gli addetti. Applica le norme su salute e sicurezza (D.Lgs. 81/2008): valutazione dei rischi, DPI, formazione, sorveglianza sanitaria se necessaria. In eventi complessi serve un coordinamento attento tra fornitori e location.
Regola decisionale rapida
Come decidere codice ATECO, regime fiscale e gestione INPS in 5 mosse
1) Cucini e somministri in occasione di eventi? Sì → ATECO 56.21.02; SUAP/SCIA sanitaria; HACCP; Camera di Commercio; INPS Commercianti; IVA 10% (salve eccezioni); forfettario possibile con coefficiente 40%.
2) Firmi contratti continuativi con un unico committente (mense/aziende)? Sì → Valuta 56.29.20 (catering continuativo). Adempimenti simili ma contratti stabili e organizzazione dedicata.
3) Non cucini e subappalti integralmente il food, curando solo l’organizzazione? Sì → Non usare 56.21.02. Valuta codici per organizzazione eventi (es. 82.30.00). Possibile Gestione Separata.
4) Vendi alimenti confezionati senza servizio? Sì → Sei commercio al dettaglio (47.x), non catering. Regole IVA e INPS cambiano.
5) Hai ricavi sotto 85.000 euro e pochi costi deducibili? Sì → Forfettario spesso conviene. Se hai molti costi, personale e investimenti, valuta l’ordinario.
Fonti normative di riferimento: classificazione ATECO ISTAT; Reg. (CE) n. 852/2004 e D.Lgs. 193/2007 per l’igiene; D.Lgs. 59/2010 e norme regionali per SAB; DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 per SCIA e SUAP; DPR 633/1972 per IVA; Legge n. 190/2014 e successive per il forfettario; Legge di Bilancio 2026 per aliquote IRPEF; L. 613/1966 e L. 662/1996 per INPS Commercianti. Puoi verificare i testi su portali istituzionali come Normattiva, Ministero del Lavoro, Agenzia delle Entrate, INPS, ASL regionali.
Operatività e compliance 2026: controlli, fatture, pagamenti
Fatturazione elettronica, corrispettivi e POS
Nel 2026 la fatturazione elettronica è estesa a tutti, inclusi i forfettari. Emetti sempre fatture elettroniche, anche per acconti e caparre. Se incassi da privati con pagamenti immediati, verifica i casi in cui servono i corrispettivi telematici.
Il POS è obbligatorio con sanzioni per rifiuto del pagamento elettronico. Prepara una policy chiara per acconti e saldi, con rintracciabilità dei flussi. Conserva fatture e DDT per il trasporto dei pasti.
Appalti, subappalti e privacy
Se subappalti cucina o personale, regola i rapporti per iscritto. Definisci responsabilità su sicurezza alimentare, trasporto e allergeni. Tratta i dati dei clienti secondo le regole privacy; gestisci consensi e informative per foto e video degli eventi.
| Scenario operativo | ATECO consigliato | Adempimenti iniziali chiave | Previdenza e imposte (linee guida) | Tempistiche medie |
|---|---|---|---|---|
| Catering eventi con cucina propria e servizio in loco | 56.21.02 | SCIA sanitaria al SUAP; HACCP; CCIAA; eventuale SAB; notifica trasporto alimenti | INPS Commercianti; IVA 10% (eccezioni 22% su alcolici); forfettario coeff. 40% o ordinario IRPEF 23/33/43 | 7–30 giorni a seconda di SUAP/ASL |
| Catering con laboratorio in affitto/coworking kitchen | 56.21.02 | Contratto d’uso laboratorio; SCIA con indicazione locali; HACCP; CCIAA | INPS Commercianti; stesse regole IVA; forfettario possibile | 10–30 giorni, tempi ASL e verifica locali |
| Banqueting con subappalto totale del food (solo organizzazione) | Valuta 82.30.00 (organizzazione eventi) | SCIA non sanitaria; CCIAA; contratti con fornitori qualificati | Possibile Gestione Separata; IVA su servizi di organizzazione; forfettario coefficiente diverso | 5–15 giorni |
| Catering continuativo per aziende/mense | 56.29.20 | Contratti pluriennali; SCIA sanitaria; HACCP; CCIAA; eventuali gare | INPS Commercianti; IVA 10% prevalente; ordinario spesso preferibile per costi elevati | 15–60 giorni, anche oltre in caso di gare |
| Eventi con vendita di alimenti confezionati senza servizio | 47.x (commercio al dettaglio) | Segnalazione commercio; RT corrispettivi; requisiti locali vendita | INPS Commercianti; IVA ordinaria; forfettario coefficiente 40% commercio | 5–20 giorni |
FAQ
1) Il codice ATECO 56.21.02 vale anche se preparo i pasti ma non faccio servizio ai tavoli?
Sì, se prepari i pasti e li consegni per un evento con allestimento o assistenza minima, rientri nel perimetro del catering per eventi. La discriminante è la natura del servizio: fornisci pasti preparati in relazione a un evento specifico, non vendi al dettaglio. Se invece vendi porzioni al pubblico senza legame con l’evento, entri nel commercio al dettaglio. La classificazione ATECO ISTAT e le note interpretative aiutano a chiarire i confini. In dubbio, descrivi per iscritto il servizio nel contratto e verifica con l’Agenzia delle Entrate o con la Camera di Commercio.
2) Nel forfettario pago le tasse sul 40% degli incassi: come si calcolano i contributi INPS?
Nel forfettario il reddito imponibile ai fini imposta è dato da ricavi incassati moltiplicati per il coefficiente 40% (per ristorazione/catering). L’imposta sostitutiva è 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti di start-up, poi 15% (base Legge n. 190/2014). Per i contributi, se sei nella Gestione Commercianti INPS, versi sempre i contributi minimi annuali più una percentuale sulla quota di reddito che supera il minimale. Questi contributi non dipendono dal coefficiente: hanno regole proprie fissate da INPS con circolari annuali. Se aderisci al forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi (domanda all’INPS; misura prevista dalla normativa vigente). Se invece sei, per caso specifico, in Gestione Separata, non hai minimali: versi una percentuale sul reddito. La scelta della gestione discende dal tipo di attività: il catering operativo è quasi sempre Commercianti.
3) Quali aliquote IVA uso per un matrimonio e come gestisco caparre e acconti?
Per la ristorazione e il catering l’IVA è generalmente al 10%, come da DPR 633/1972 (Tabella A parte III). Alcune voci, come bevande alcoliche cedute separatamente, restano al 22%. Se offri un servizio unitario di banqueting, l’aliquota del servizio si applica all’intero corrispettivo, salvo evidenti cessioni autonome. Le caparre confirmatorie non sono imponibili finché restano caparre; gli acconti sono imponibili IVA al momento dell’incasso e richiedono fattura. Usa sempre fattura elettronica per caparre e acconti, specificando nel documento la causale (caparra o acconto) e collegando la fattura saldo a quelle emesse prima. Se lavori con PA, verifica lo split payment e gli obblighi di tracciabilità. Con clienti esteri valuta la territorialità IVA dei servizi di ristorazione, che di norma si determina nel luogo di esecuzione.
4) Posso fare catering da casa o da un laboratorio condiviso?
Puoi farlo solo se i locali sono idonei sotto il profilo igienico-sanitario e con corretta destinazione d’uso. Devi presentare la SCIA sanitaria al SUAP e la notifica ai sensi del Reg. (CE) n. 852/2004. Un laboratorio condiviso è ammesso se hai un titolo d’uso regolare, se la cucina è notificata all’ASL e se il tuo manuale HACCP copre turni, pulizie, allergeni e catena del freddo. Le regole cambiano a livello regionale e comunale, quindi confrontati con SUAP e ASL. Il trasporto verso la location deve avvenire con contenitori idonei e mezzi conformi. Se usi la tua abitazione, nella pratica è difficile soddisfare i requisiti edilizi e sanitari: servono locali separati, superfici lavabili, spogliatoi, magazzini e flussi sporco/pulito ben distinti.
5) Che contratti uso per camerieri e cuochi negli eventi e quali comunicazioni servono?
Per picchi di lavoro sugli eventi puoi usare il lavoro intermittente o a chiamata, se ricorrono le condizioni del D.Lgs. 81/2015 e dei contratti collettivi. Devi fare la comunicazione obbligatoria al Ministero del Lavoro (Unilav) prima dell’inizio, e gestire la formazione su sicurezza e HACCP. Se ricorri a somministrazione tramite agenzia, verifica i limiti di legge e la corretta fatturazione. In ogni caso applica le norme su salute e sicurezza (D.Lgs. 81/2008), valuta i rischi per attività in esterno, gestisci DPI, temperature e movimentazione carichi. Se usi collaborazioni autonome, accertati che non ci sia etero-organizzazione che potrebbe trasformarle in lavoro subordinato. Per i compensi, usa pagamenti tracciati e consegna prospetto paga o ricevuta con ritenute quando dovute.
