Codice ATECO ciglista: qual è e cosa include?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come ciglista (lashmaker) usa il codice ATECO 96.02.09, apri ditta individuale artigiana con ComUnica, presenta SCIA estetista al SUAP, iscriviti a INPS Artigiani e INAIL, scegli tra forfettario o ordinario.

  • Codice ATECO corretto: 96.02.09 Altri trattamenti estetici n.c.a.; in alternativa 96.02.02 se apri un istituto di bellezza completo.
  • Serve qualifica professionale da estetista e SCIA al SUAP; locali a norma igienico-sanitaria secondo regolamenti regionali e ASL.
  • Fisco 2026: forfettario (imposta sostitutiva 15% o 5%, coefficiente 67%) oppure ordinario con IVA 22% e IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%; INPS Artigiani con fissi e percentuali eccedenti.

Che cos’è il lavoro di “ciglista” e qual è il codice ATECO corretto

Il ciglista, o lashmaker, applica extension ciglia e svolge trattamenti come laminazione e tintura. Rientra nell’attività di estetista. Estetista significa addetto a trattamenti sul corpo a fini estetici, non sanitari.

Il codice ATECO corretto è 96.02.09 Altri trattamenti estetici n.c.a. È il contenitore per prestazioni estetiche specialistiche non elencate in voci specifiche.

Se apri un centro con più servizi (viso, corpo, manicure, depilazione), usa 96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza. Se svolgi anche manicure e pedicure dedicati, può affiancarsi 96.02.03. Evita 96.22.09: non esiste per i trattamenti estetici. La famiglia ATECO è 96.02 per acconciatura e trattamenti di bellezza (fonte: classificazione ATECO 2007 ISTAT).

Perché conta scegliere il codice ATECO giusto

Il codice ATECO identifica l’attività ai fini fiscali e previdenziali. Impatta su: gestione INPS (artigiani), rischio INAIL, studi/indici di settore, coefficienti forfettari. Sceglierlo male crea incoerenze e rischi di contestazione.

Requisiti professionali, SCIA e norme igienico-sanitarie

Per fare extension ciglia serve la qualifica professionale di estetista prevista dalla Legge 1/1990 e norme regionali attuative. La qualifica si ottiene con un percorso di due anni più un anno di specializzazione o apprendistato equipollente.

La normativa distingue trattamenti estetici da attività sanitarie. Il ciglista non effettua atti medici. Deve però rispettare igiene, sicurezza, tracciabilità dei prodotti, schede di sicurezza, e smaltimento rifiuti se assimilabili a sanitari in base alle disposizioni locali.

Prima di iniziare devi presentare la SCIA al SUAP del Comune dove operi. La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Comunica l’avvio, i requisiti professionali, e la conformità dei locali.

SCIA al SUAP: documenti e tempistiche

La SCIA richiede: titolo abilitante da estetista, planimetria dei locali, relazione tecnica su requisiti igienico-sanitari, dichiarazioni impiantistiche, eventuale parere ASL secondo regolamento comunale. Si invia tramite portale SUAP con firma digitale.

Con la SCIA puoi avviare subito. Il Comune e l’ASL hanno 60 giorni per controlli e richiesta integrazioni (silenzio assenso, art. 19 L. 241/1990). Mancanza di requisiti porta a sospensione o divieto.

Se operi a domicilio, verifica nel regolamento comunale e regionale se l’attività itinerante o presso terzi è ammessa per l’estetica. Spesso è consentita con vincoli su igiene, trasporto attrezzature, e privacy nei luoghi privati.

Apertura dell’attività: ComUnica, CCIAA, INPS e INAIL

Per aprire una ditta individuale artigiana usa la pratica ComUnica. ComUnica è la procedura unica che invia in un colpo solo le comunicazioni a Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL (fonte: normativa su ComUnica consultabile su portali istituzionali).

Con ComUnica ottieni: Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese e all’Albo Artigiani, posizione INPS Artigiani, posizione INAIL. La pratica è telematica e veloce.

Costi tipici 2026: 17,50 euro imposta di bollo, 18 euro diritti di segreteria, diritto camerale annuale da circa 53 a 120 euro in base alla Camera di Commercio. Il diritto camerale si paga ogni anno.

Locali, sicurezza, dotazioni minime

I locali devono rispettare requisiti igienico-sanitari fissati da regolamenti comunali e ASL: superfici lavabili, aerazione, illuminazione, lavabi, sterilizzazione/igienizzazione strumenti, gestione biancheria e rifiuti. Prevedi un registro delle sanificazioni e un protocollo di pulizia.

Se hai dipendenti, applica il D.Lgs. 81/2008 su salute e sicurezza: DVR, RSPP, formazione, primo soccorso e antincendio. Senza dipendenti, gli obblighi sono ridotti ma restano le misure di prevenzione e l’uso DPI.

INAIL copre gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. L’inquadramento tariffario e il premio dipendono dalla voce di rischio per attività estetica. Il premio si versa con autoliquidazione, con acconto e regolazione.

Regimi fiscali 2026: ordinario o forfettario

Puoi scegliere tra regime ordinario e regime forfettario. La scelta condiziona IVA, modo di calcolare il reddito e la contabilità.

Regime ordinario significa applicare l’IVA e pagare l’IRPEF a scaglioni sul reddito reale. Reddito reale vuol dire ricavi meno costi e contributi. Il riferimento normativo è il TUIR, DPR 917/1986; per l’IVA il DPR 633/1972.

Regime forfettario è il regime agevolato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (fonte: Legge 190/2014 e successive modifiche). Non applichi l’IVA e non detrai l’IVA sugli acquisti.

Come si calcola il reddito nel forfettario per il ciglista

Nel forfettario non consideri i costi effettivi. Applichi un coefficiente di redditività. Per i servizi estetici il coefficiente è 67%. Significa che il 67% degli incassi è reddito imponibile lordo.

Dal reddito imponibile lordo scali i contributi INPS pagati. Sulla differenza applichi l’imposta sostitutiva 15% o 5%. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP.

Esempio 2026: 30.000 euro di incassi. Reddito lordo 67% = 20.100. Contributi INPS stimati 4.460,54 fissi più 24% sull’eccedenza oltre 18.808 (circa 1.292 x 24% = 310). Totale contributi circa 4.771. Reddito imponibile imposta circa 15.329. Imposta 15% circa 2.299; al 5% circa 766.

IRPEF nel regime ordinario e scaglioni 2026

Nel regime ordinario 2026 gli scaglioni IRPEF sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. Si applicano al reddito imponibile IRPEF dopo aver dedotto i contributi. Restano anche le addizionali regionali e comunali.

Nel regime ordinario applichi l’IVA al 22% sui servizi di estetica. Liquidazioni IVA periodiche, detrazione IVA acquisti, dichiarazione IVA annuale. Obbligo di fatturazione elettronica e corrispettivi telematici per incassi al consumatore (fonte: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti Agenzia delle Entrate).

Contributi INPS Artigiani 2026

Da ciglista rientri nella Gestione Artigiani INPS. I contributi hanno due parti: fissi e percentuali sull’eccedenza. I valori cambiano ogni anno con circolare INPS. Per il 2026, riferimento indicato: fissi 4.460,54 euro in quattro rate indipendenti dal reddito.

Se il reddito previdenziale supera 18.808 euro, paghi il 24% sulla parte eccedente. Oltre 56.224 euro l’aliquota sale al 25% sulla parte ulteriore. I contributi sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o imposta sostitutiva.

Acconti e saldi si versano con F24. Le rate fisse hanno scadenze trimestrali. La quota percentuale si versa con acconto e saldo in base alla dichiarazione dei redditi.

Altri adempimenti fiscali operativi

POS obbligatorio per pagamenti elettronici. Sanzioni in caso di rifiuto incasso con carta. Obbligo di fattura elettronica per tutti i titolari di Partita IVA, anche forfettari.

Se vendi a privati, emetti documento commerciale con registratore telematico e invii corrispettivi. Conserva i registri digitali secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Se offri solo extension ciglia e trattamenti affini senza altri servizi completi, scegli ATECO 96.02.09. Se apri un centro con più cabine e trattamenti vari, scegli 96.02.02.

Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro, pochi costi deducibili e investimenti contenuti, scegli il regime forfettario. Paghi imposta sostitutiva e niente IVA. Se hai costi alti, investimenti importanti e vuoi detrarre l’IVA, scegli il regime ordinario.

Se lavori in proprio senza dipendenti in una postazione in affitto, fai ComUnica come artigiano, SCIA al SUAP per il luogo dove ricevi i clienti, INPS Artigiani e INAIL. Se lavori a domicilio, verifica la disciplina comunale, presenta SCIA per attività itinerante o specifica, e adegua le procedure di igiene e trasporto strumenti.

Se assumi personale, applica D.Lgs. 81/2008, apri posizioni INPS/INAIL per dipendenti, attiva il CCNL di riferimento e adegua i locali a norme antincendio e sicurezza.

Fonti normative e istituzionali di riferimento

Legge 1/1990 disciplina l’attività di estetista e i requisiti professionali. Regolamenti regionali e comunali fissano requisiti igienico-sanitari e dotazioni dei locali, con verifiche dell’ASL.

DPR 633/1972 disciplina l’IVA. DPR 917/1986 (TUIR) disciplina l’IRPEF. Il regime forfettario nasce con Legge 190/2014 e successive modifiche. L’obbligo di fatturazione elettronica e corrispettivi telematici deriva dal D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Gestione Artigiani INPS e minimali/massimali sono definiti dalle circolari annuali INPS. L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è regolata dall’INAIL. Per la SCIA si fa riferimento all’art. 19 L. 241/1990 e al portale SUAP del Comune.

Scenario operativo Codice ATECO consigliato Adempimenti minimi Tempistiche e costi indicativi 2026
Freelance in cabina in affitto presso centro terzi 96.02.09 ComUnica artigiano; SCIA per il luogo di svolgimento; INPS Artigiani; INAIL; RT e corrispettivi; privacy e consenso informato ComUnica 1-3 giorni; SCIA immediata con controlli entro 60 giorni; costi CCIAA 17,50+18 euro + diritto camerale 53-120 euro; INAIL premio variabile
Studio proprio mono-operatore 96.02.09 oppure 96.02.02 se offri più trattamenti ComUnica; SCIA con planimetrie; requisiti locali; INPS; INAIL; adempimenti sicurezza se dipendenti Allestimento e SCIA 15-45 giorni; stessi oneri CCIAA; possibili adeguamenti ASL; RT e FE obbligatori
Attività a domicilio del cliente 96.02.09 ComUnica; SCIA secondo regolamento comunale per attività presso terzi; protocollo igienico itinerante; INPS; INAIL SCIA 5-15 giorni secondo Comune; costi amministrativi come sopra; tempi coordinati con eventuali richieste ASL
Centro estetico con più cabine e dipendenti 96.02.02 (eventuale 96.02.03 aggiuntivo) ComUnica; SCIA; requisiti avanzati locali; INPS Artigiani e posizioni dipendenti; INAIL; DVR, RSPP, formazione sicurezza Avvio 30-60 giorni; costi CCIAA; costi sicurezza e formazione; premi INAIL maggiori per dipendenti
Formazione corsi lashmaker senza trattamenti su clienti 85.59.20 Formazione non scolastica n.c.a. (se attività esclusiva) ComUnica; nessuna SCIA estetica se non si trattano clienti; obblighi fiscali standard; privacy e sicurezza aula ComUnica 1-3 giorni; costi CCIAA; nessun requisito ASL per trattamenti

FAQ

Serve davvero la qualifica di estetista per fare extension ciglia?

Sì. L’applicazione di extension ciglia è considerata trattamento estetico ai sensi della Legge 1/1990. La qualifica è il requisito professionale che dimostra capacità tecnica e conoscenza igienico-sanitaria. La sola frequenza di corsi privati non sostituisce la qualifica riconosciuta. Alcune Regioni prevedono equipollenze per titoli affini o esperienza documentata, ma decidono caso per caso. In assenza di qualifica, la SCIA può essere rigettata o l’attività sospesa. Oltre alle sanzioni amministrative, rischi contestazioni su sicurezza e responsabilità civile. Per chi inizia, il percorso tipico è biennio formativo più un anno di specializzazione o apprendistato, come previsto dai regolamenti regionali. Verifica sempre sul sito del tuo ente regionale del lavoro e formazione professionale.

Qual è il codice ATECO giusto per il ciglista? 96.22.09 va bene?

Il codice corretto è 96.02.09 Altri trattamenti estetici n.c.a. La famiglia 96.02 copre acconciatura e trattamenti di bellezza. 96.22.09 non è riferito all’estetica nella classificazione ATECO 2007 ISTAT. Se apri un centro con servizi completi, usa 96.02.02 Servizi degli istituti di bellezza. Puoi avere più codici, ma indica come prevalente quello delle prestazioni principali. Scegliere il codice giusto allinea l’inquadramento INPS come artigiano, il rischio INAIL e il coefficiente del forfettario (67%). In caso di dubbio, consulta la scheda ISTAT del codice e i regolamenti di settore pubblicati sui portali istituzionali.

Posso lavorare a domicilio? Quali vincoli devo rispettare?

In molte Regioni l’estetica a domicilio è ammessa con limiti. Devi comunque presentare SCIA al SUAP, indicando lo svolgimento presso terzi, e rispettare i requisiti igienici: attrezzature pulite e disinfettate, uso di materiale monouso dove necessario, gestione rifiuti, protezioni per il cliente e per te. Serve consenso informato del cliente e privacy adeguata. Il trasporto strumenti va organizzato in contenitori idonei. Non puoi usare apparecchiature vietate fuori da locali autorizzati. Verifica le regole comunali: alcune impongono requisiti extra o vietano specifiche pratiche fuori sede. Restano validi gli obblighi fiscali: corrispettivi telematici, fattura elettronica su richiesta, e incassi tracciati con POS.

Meglio forfettario o ordinario per un ciglista? Un esempio numerico aiuta?

Dipende da ricavi e costi. Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e costi relativamente bassi, il forfettario è spesso conveniente. Esempio con 30.000 euro di incassi: forfettario con coefficiente 67% produce 20.100 euro di reddito lordo. Togli contributi INPS (circa 4.771 euro tra fissi e quota eccedente) e restano circa 15.329 euro imponibili. Imposta sostitutiva 15% circa 2.299 euro; al 5% circa 766 euro. Nel regime ordinario, con costi deducibili reali 8.000 euro e contributi 4.460 euro, il reddito imponibile sarebbe circa 17.540 euro. IRPEF 23% su tutto quel reddito circa 4.034 euro, più addizionali, con IVA da gestire. In cambio detrai l’IVA sugli acquisti e deduci tutti i costi. Se sostieni molte spese o investi molto in allestimento e attrezzature, l’ordinario può superare il forfettario. Fai una simulazione sui tuoi numeri reali.

Quali sono gli adempimenti quotidiani e periodici da non dimenticare nel 2026?

Ogni giorno: igienizzazione postazione e strumenti, documento commerciale da registratore telematico per incassi a privati, POS disponibile. Ogni mese o trimestre: liquidazione IVA se in ordinario, invio corrispettivi telematici, fatture elettroniche emesse e ricevute in conservazione digitale. Ogni anno: dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF), eventuale dichiarazione IVA e IRAP se dovute, versamento acconti e saldi imposte e contributi, versamento diritto camerale, autoliquidazione INAIL. Aggiorna SCIA se cambi locali o ampli attività. Controlla le circolari INPS per i minimali contributivi aggiornati. Le basi normative di riferimento sono il TUIR per le imposte dirette, il DPR IVA per l’IVA, le circolari INPS per contributi, la Legge 1/1990 per estetista, e i regolamenti comunali per i requisiti igienico-sanitari.

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