Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Dal 2025 i commercianti scelgono il codice ATECO in base al prodotto prevalente, non al canale (negozio, online, TV). Mappa ciò che vendi, seleziona il codice merceologico corretto e comunica eventuali variazioni.
- Dal 2025 ATECO è prodotto-centrico: il canale di vendita non genera più codici distinti. Conta la merce prevalente.
- Prevalenza = quota maggiore di ricavi. Inserisci attività secondarie se superano soglie significative. Varia il codice entro 30 giorni se cambia il mix.
- La scelta ATECO impatta forfettario, contributi INPS, INAIL e ISA. Verifica tabelle ufficiali prima di presentare AA9/12 o AA7/10.
Cosa cambia dal 2025 per i commercianti
Dalla logica del canale alla logica del prodotto
Fino al 2024 molti commercianti usavano codici diversi secondo il canale. Un negozio fisico, un e-commerce o la vendita per corrispondenza potevano avere codici separati.
Dal 1° gennaio 2025 questa distinzione non vale più. La classificazione ATECO passa a una logica merceologica. Scegli il codice in base ai prodotti che vendi, non a come li vendi.
Esempio pratico: se vendi scarpe, usi un codice con prevalenza “calzature”. Se vendi cosmetici, usi un codice con prevalenza “cosmetici/profumeria”. Vale anche se vendi sui marketplace.
Entrata in vigore e gestione transitoria
Il nuovo impianto si applica alle attività avviate dal 2025 in poi. Le attività già esistenti adeguano il codice alla prima variazione utile, o quando cambia la prevalenza dei prodotti.
Se nel 2024 avevi un codice legato al canale (es. vendita per corrispondenza), dal 2025-2026 devi sostituirlo con il codice riferito alla merce prevalente. Fai la variazione nei termini ordinari.
In fase transitoria le Camere di Commercio hanno allineato le descrizioni in visura, mentre l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato gli elenchi dei codici attività nei modelli anagrafici.
Riferimenti ufficiali e basi normative
La classificazione ATECO è redatta da Istat, allineata agli standard europei NACE. L’aggiornamento in vigore dal 2025 rientra nel percorso di revisione periodica della classificazione economica.
Per la parte fiscale e amministrativa fai riferimento ai seguenti testi:
- Istat – Classificazione delle attività economiche ATECO (edizione aggiornata 2025, allineata a NACE Rev. 2.1).
- Agenzia delle Entrate – Modelli AA9/12 (persone fisiche) e AA7/10 (altri soggetti) e tabelle codici attività.
- Normattiva – D.P.R. 633/1972 (IVA) e D.Lgs. 83/2021 sul pacchetto e-commerce IVA (OSS/IOSS).
- Normattiva – D.Lgs. 114/1998 (riforma del commercio) e D.Lgs. 222/2016 (SCIA e procedimenti SUAP).
- Normattiva – Art. 9-bis D.L. 50/2017 su ISA; L. 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario.
Come scegliere il codice ATECO corretto nel 2026
Passo 1: Mappa prodotti e servizi
Elenca le categorie di prodotti che vendi. Usa parole semplici e specifiche: scarpe, cosmetici, integratori, articoli per la casa, elettronica, giocattoli.
Segna per ciascuna categoria il fatturato atteso o storico. Ti servirà per determinare quale gruppo merceologico pesa di più.
Se svolgi anche servizi accessori (es. riparazioni, personalizzazioni), annotali a parte. Potranno diventare attività secondarie.
Passo 2: Determina la “prevalenza” in modo pratico
Per prevalenza si intende la quota di ricavi maggiore nel periodo d’imposta. Non serve una soglia fissa di legge. Usa il buon senso e i tuoi numeri.
Esempio: se le calzature fanno il 60% dei ricavi e i cosmetici il 40%, la prevalenza è “calzature”. Scegli un codice con quella prevalenza.
Se il mix cambia nel tempo, aggiorna il codice. Comunica la variazione all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’evento.
Passo 3: Attività secondarie e descrizioni chiare
Puoi aggiungere codici secondari se alcune linee di prodotto hanno peso non trascurabile. Questo migliora la fotografia dell’attività.
Nella pratica, indica un codice principale (merce prevalente) e uno o più secondari per gli altri prodotti. La descrizione in visura deve essere coerente.
Ricorda di allineare anche il R.E.A. presso la Camera di Commercio. La coerenza tra Entrate, CCIAA e SUAP evita richieste di chiarimenti.
Passo 4: Casi speciali frequenti
Alimentari e bevande: se vendi alimenti, considera norme sanitarie locali e requisiti HACCP. Il codice ATECO riflette la merce, non i titoli abilitativi.
Cosmetici e integratori: verifica etichettatura e canali approvvigionamento. Il codice ATECO resta commerciale, ma gli obblighi di settore variavano già prima del 2025.
Usato, rigenerato, vintage: segnala l’attività come commercio di beni usati se è effettivamente prevalente. Gestisci correttamente il regime IVA del margine se applicabile (D.P.R. 633/1972).
Dropshipping e marketplace: vendi al dettaglio il prodotto prevalente. Il fatto che la merce parta da un terzo non cambia la natura commerciale ai fini ATECO.
Prodotti con limiti specifici (farmaci, parafarmaci, armi, esplosivi): oltre al codice ATECO serve rispettare autorizzazioni settoriali e licenze. Verifica con SUAP e autorità competenti.
Adempimenti pratici: apertura, variazione, comunicazioni
Modelli anagrafici e Registro Imprese
Se apri la Partita IVA come persona fisica, usa il modello AA9/12. Se apri una società o altro soggetto, usa l’AA7/10. Indica codice principale e, se necessario, codici secondari.
Iscriviti al Registro Imprese e al R.E.A. tramite la Camera di Commercio competente. Allegherai la descrizione attività coerente con i codici scelti.
Per il commercio al dettaglio in sede fissa presenta la SCIA al SUAP del Comune, come previsto dal D.Lgs. 114/1998 e dal D.Lgs. 222/2016. Per l’online non scegli più un codice a parte, ma gli adempimenti SUAP restano secondo le regole locali.
Tempistiche e sanzioni
Comunicazione di inizio attività: entro 30 giorni. Iscrizioni previdenziali e assicurative contestuali o entro i termini previsti.
Variazione del codice attività: entro 30 giorni dal cambiamento di prevalenza o dall’introduzione stabile di una nuova linea merceologica significativa.
Le violazioni anagrafiche sono sanzionate dal sistema sanzionatorio amministrativo tributario (art. 11 D.Lgs. 471/1997). Evita errori e ritardi.
Effetti fiscali e contributivi della scelta ATECO
Regime forfettario e coefficienti di redditività
Il codice ATECO incide sul coefficiente di redditività nel regime forfettario. Il coefficiente è la percentuale che trasforma i ricavi in reddito imponibile.
I coefficienti sono stabiliti dalla L. 190/2014 e successive modifiche. Verifica in quale gruppo rientra il tuo codice aggiornato al 2025. Il passaggio a un codice più preciso può cambiare il coefficiente.
Ricorda i limiti di accesso e permanenza nel forfettario aggiornati dalla L. 197/2022. Tra questi, la soglia dei ricavi/compensi annui e le cause di esclusione.
Contributi INPS – Gestione Commercianti
I commercianti si iscrivono alla Gestione Commercianti INPS. La classificazione ATECO aiuta a inquadrare correttamente l’attività. L’onere contributivo dipende dal reddito e da eventuali minimali e massimali.
Se svolgi anche attività artigianali (es. piccole riparazioni strutturate), potresti dover attivare la Gestione Artigiani. Valuta l’oggetto principale e la prevalenza operativa.
Consulta le circolari INPS annuali per aliquote, minimali e massimali aggiornati.
INAIL e sicurezza
INAIL classifica il rischio in base al tipo di attività e ai processi. Un punto vendita con magazzino ha rischi diversi rispetto a sola vendita online senza deposito.
Il codice ATECO è un riferimento importante, ma conta anche come organizzi il lavoro. Descrivi bene le fasi operative in sede di denuncia.
IVA, vendite a distanza e regimi OSS/IOSS
Le regole IVA non dipendono dal canale ATECO. Per le vendite UE B2C applica le norme del pacchetto e-commerce recepite con D.Lgs. 83/2021, che ha modificato il D.P.R. 633/1972.
Se superi le soglie unionali per vendite a distanza, valuta l’adesione a OSS. Per importazioni di modico valore, IOSS può semplificare la gestione dell’IVA all’import.
La scelta ATECO corretta non sostituisce l’analisi IVA. Sono piani diversi: classificazione economica da una parte, imposta indiretta dall’altra.
Regola decisionale rapida
Applica questi nessi logici in ordine
- Domanda 1: Che cosa vendo di più in valore? Se una categoria supera le altre, quella è la mia prevalenza merceologica.
- Domanda 2: La seconda categoria vale almeno un quarto dei ricavi? Se sì, la inserisco come attività secondaria.
- Domanda 3: Ho cambiato mix in modo stabile? Se il cambiamento dura o durerà l’intero periodo d’imposta, comunico variazione entro 30 giorni.
- Domanda 4: Ho obblighi extra-settore? Se tratto alimenti, cosmetici, usato o beni soggetti a licenza, verifico anche requisiti sanitari e autorizzativi.
- Domanda 5: Il codice scelto è coerente con CCIAA e SUAP? Allineo descrizioni e pratiche per evitare incongruenze documentali.
Esempi pratici di codifica merceologica dal 2025
Scarpe e abbigliamento
Se vendi soprattutto calzature, scegli un codice con prevalenza “calzature” all’interno del commercio al dettaglio. Se abbigliamento e calzature si bilanciano, usa un codice non specializzato con prevalenza abbigliamento/calzature.
Cosmetici, profumeria e detersivi
Se la linea cosmetica è la più importante, seleziona un codice con prevalenza “cosmetici/profumeria”. Se abbini anche cartoleria e giochi, resta valido un codice non specializzato con prevalenza cosmetici e affini.
Articoli misti in negozio e online
Vendi sia in negozio sia su marketplace? Il canale non conta. Scegli il codice in base alla merce. Se il negozio fa anche punto ritiro, non cambia il codice ATECO.
| Scenario | Prodotto prevalente | Codice ATECO da valutare | Adempimenti chiave | Tempistiche |
|---|---|---|---|---|
| Negozio fisico + e-commerce di scarpe | Calzature | Commercio al dettaglio con prevalenza calzature (es. 47.12.50 o equivalente merceologico 2025) | AA9/12 o AA7/10; Iscrizione CCIAA/REA; SCIA SUAP per vendita al dettaglio; eventuale magazzino | Entro 30 giorni dall’inizio; aggiornamenti tempestivi su variazioni |
| Marketplace di cosmetici e profumi | Cosmetici/profumeria | Commercio al dettaglio non specializzato con prevalenza cosmetici (es. 47.12.40 o equivalente 2025) | AA9/12; valutazione OSS per vendite UE; requisiti etichettatura e fornitura | Iscrizione immediata; OSS facoltativo secondo soglie UE |
| Negozio misto giocattoli + cartoleria | Giochi e cartoleria | Non specializzato con prevalenza giochi/cartoleria (classe merceologica 47.xx 2025) | AA9/12; CCIAA/REA; SUAP; eventuale INAIL se magazzino e dipendenti | 30 giorni per avvio e variazioni |
| Dropshipping elettronica di consumo | Elettronica | Commercio al dettaglio di apparecchi elettronici (classe merceologica 47.xx 2025) | AA9/12; verifica IVA UE/OSS; contratti con fornitori; privacy e resi | Subito per avvio; OSS secondo necessità |
FAQ
1) Vendo sia in negozio sia online: devo indicare due codici ATECO diversi?
No. Dal 2025 il canale non genera più codici differenti. La scelta si basa sul prodotto prevalente. Quindi, se la maggior parte dei ricavi deriva dalle calzature, userai un codice con prevalenza calzature, anche se vendi parte dei prodotti online o tramite marketplace. Se una seconda linea merceologica ha peso stabile e significativo, aggiungila come attività secondaria. Ricorda di mantenere coerenza tra Agenzia delle Entrate, Camera di Commercio (R.E.A.) e SUAP, così eviti richieste di integrazione. Questa impostazione non modifica gli obblighi IVA sulle vendite a distanza nell’UE: per quelli valgono D.P.R. 633/1972 e D.Lgs. 83/2021.
2) Come calcolo la prevalenza se il mix cambia spesso durante l’anno?
Usa un criterio pratico e documentabile. Parti dal budget o dai dati storici e verifica a fine periodo. Se in corso d’anno il mix cambia in modo strutturale (non episodico), presenta una variazione del codice entro 30 giorni. Se il cambiamento è stagionale e si riequilibra sul periodo d’imposta, di norma non serve variare. Conserva prospetti di confronto ricavi per categoria, così puoi dimostrare la tua scelta in caso di controlli. Inserire attività secondarie aiuta quando il mix è variegato e stabile.
3) Il nuovo codice ATECO influenza il mio accesso al regime forfettario?
Il codice ATECO non dà accesso al forfettario da solo. Però incide sul coefficiente di redditività, che determina il reddito imponibile nel regime. Inoltre, il codice aiuta a individuare le cause di esclusione legate a specifiche attività. Verifica: a) soglie di ricavi/compensi fissate dalla normativa vigente (L. 190/2014 e modifiche, L. 197/2022); b) il gruppo ATECO del tuo codice 2025 per il coefficiente corretto; c) l’assenza di cause ostative. Se un aggiornamento ATECO sposta il tuo codice in un gruppo diverso, potresti vedere cambiare il coefficiente. Valuta l’impatto prima di inviare la variazione.
4) Con il passaggio al 2025 devo rifare SCIA e pratiche comunali se vendo solo online?
La nuova logica ATECO riguarda la classificazione economica, non elimina gli adempimenti locali. Molti Comuni richiedono ancora SCIA per il commercio al dettaglio, anche se svolto con modalità a distanza. Verifica presso il SUAP competente cosa è richiesto per la tua merceologia e la tua organizzazione (magazzino, deposito, punto ritiro, eventuale laboratorio). Il fatto di non avere più un codice “e-commerce” non esonera dall’informare il Comune dell’attività commerciale. Resta ferma la necessità di rispettare norme settoriali (es. alimenti, cosmetici) indipendentemente dalla presenza di un punto vendita fisico.
5) Ho usato per anni un codice legato alla vendita per corrispondenza. Come faccio la migrazione al codice 2025 corretto?
Segui questi passi: 1) analizza i ricavi per categoria di prodotto nell’ultimo anno intero; 2) individua la categoria prevalente per valore; 3) scegli il codice ATECO 2025 che identifica quella categoria; 4) inserisci eventuali attività secondarie; 5) presenta la variazione con modello AA9/12 (persone fisiche) o AA7/10 (altri soggetti) entro 30 giorni dalla decisione/variazione effettiva; 6) allinea descrizione attività in Camera di Commercio (R.E.A.) e, se serve, aggiorna la SCIA al SUAP. Conserva una nota interna con i criteri usati per la prevalenza e gli elenchi prodotti. Così dimostri la coerenza della scelta in caso di controlli o richieste di chiarimenti.
