Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice ATECO corretto per il consulente informatico è 62.02.00. Consente consulenza IT e progettazione sistemi; coefficiente forfettario 67% e contributi INPS Gestione Separata. Valuta alternative 62.01.00 (sviluppo software) e 62.03.00 (sistemi).
- ATECO 62.02.00 identifica la consulenza IT; 62.01.00 lo sviluppo software; 62.03.00 la gestione di sistemi informatici (sistemistica e outsourcing).
- Regime forfettario: imposta sostitutiva, coefficiente 67% per i servizi IT, soglia ricavi 85.000 euro; norme in Legge 190/2014 e successive modifiche.
- Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS senza minimale; aliquota pubblicata ogni anno da INPS; contributi deducibili dal reddito.
Il codice ATECO giusto per il consulente informatico
Il codice ATECO serve a descrivere in modo chiaro l’attività che svolgi. Lo richiede l’Agenzia delle Entrate quando apri la partita IVA. La classificazione ATECO è definita da ISTAT ed è disponibile sul portale istituzionale in uso alla PA.
Il codice principale: 62.02.00 – Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica
Usa 62.02.00 se svolgi consulenza IT in senso stretto. Per consulenza intendiamo: analisi dei bisogni, selezione e integrazione software, pianificazione di architetture, audit di sicurezza, project management IT, disegno di processi digitali.
Con questo codice puoi proporre soluzioni, scrivere documentazione tecnica e presidiare l’implementazione. Puoi anche configurare prodotti esistenti. Non sviluppi però software “from scratch” come attività prevalente.
Quando scegliere 62.01.00 – Produzione di software non connessa all’edizione
Usa 62.01.00 se sviluppi software su misura come attività principale. Parliamo di codice, app, web app, API, plugin, script, automazioni. Se vendi licenze o SaaS, rientri qui per la parte di sviluppo e manutenzione.
Questo codice è corretto se la consulenza esiste, ma è accessoria allo sviluppo. In caso di attività miste, indica comunque il codice dell’attività prevalente come regola fiscale generale.
Quando scegliere 62.03.00 – Gestione di strutture e infrastrutture informatiche
Usa 62.03.00 se eroghi servizi di gestione continuativa: amministrazione sistemi, monitoring, gestione reti, backup, patching, help desk di secondo livello, outsourcing IT. Tipico per sistemisti e MSP.
La consulenza tecnica può esserci, ma l’attività principale è “tenere in piedi” i sistemi dei clienti con SLA e canoni.
Altri codici correlati e casi di confine
Valuta 62.09.09 per servizi informatici non altrove classificati (es. installazioni particolari, servizi di supporto atipici). Per hosting e portali web la famiglia 63.1 è spesso più corretta. Per corsi e docenza IT guarda la sezione istruzione (85.xx), se l’attività formativa prevale.
Se vendi anche hardware o software come rivenditore, potresti dover aggiungere un codice commercio (sezione 47). Ricorda: il codice va scelto in base all’attività prevalente. Puoi aggiungerne altri se davvero li svolgi in modo non occasionale.
Regime fiscale: come paghi le imposte da consulente informatico
Regime forfettario: cos’è e quando conviene
Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato. Paga un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. Applica il principio di cassa, cioè contano gli incassi effettivi.
Norma di riferimento: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, e modifiche successive. Il limite ricavi è 85.000 euro annui, come da Legge 197/2022 e successive conferme. È prevista un’uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno.
Per i servizi IT dei codici 62.xx il coefficiente di redditività è tipicamente 67%. Significa che il reddito imponibile si calcola sul 67% degli incassi. Il restante 33% è forfettizzato come costi.
L’imposta sostitutiva è generalmente del 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” previsti dalla Legge 190/2014 (attività nuova, niente prosecuzione di lavoro dipendente prevalente, e altre condizioni di dettaglio).
In forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. Non subisci ritenuta d’acconto.
Regime ordinario: quando serve e come funziona
Il regime ordinario si applica se superi il limite del forfettario o se ti conviene per via dei costi elevati. Qui applichi l’IVA e detrai l’IVA sugli acquisti. Determini il reddito in modo analitico.
Se sei professionista (consulenza IT pura), il TUIR prevede il principio di cassa: contano incassi e pagamenti. Se operi come impresa (es. sviluppo software con struttura d’impresa), si usa il principio di competenza.
L’IRPEF si calcola con aliquote e scaglioni fissati ogni anno dalla Legge di Bilancio. Per l’anno 2026 fai riferimento al testo vigente pubblicato su Gazzetta Ufficiale e reperibile su Normattiva (DPR 917/1986 – TUIR).
In ordinario, sulle fatture a clienti sostituti d’imposta può applicarsi la ritenuta d’acconto del 20% se sei professionista. Verifica le regole operative dell’Agenzia delle Entrate e le istruzioni di fatturazione elettronica.
Esempio di calcolo semplice
Forfettario, incassi 30.000 euro: reddito imponibile 20.100 euro (67%). Da questo importo sottrai i contributi INPS deducibili. Sull’imponibile residuo applichi l’imposta sostitutiva (5% o 15%).
Ordinario, incassi 30.000 euro e costi deducibili 10.000 euro: reddito 20.000 euro (prima dei contributi). Applichi gli scaglioni IRPEF vigenti e aggiungi addizionali regionali e comunali. L’IVA è a parte e segue le regole del DPR 633/1972.
Contributi previdenziali per il consulente informatico
Gestione Separata INPS: come funziona
Se non hai una Cassa professionale di categoria, versi alla Gestione Separata INPS. Non ci sono contributi minimi fissi. Paghi una percentuale sul reddito imponibile.
L’aliquota varia ogni anno. INPS la comunica con una circolare a inizio anno (Circolare “Aliquote, minimali e massimali Gestione Separata”). Verifica la circolare 2026 per l’aliquota in vigore. Gli esempi pratici possono usare come riferimento il valore intorno al 26% pubblicato negli anni recenti.
I contributi si pagano con acconti e saldo insieme alle imposte. Sono deducibili dal reddito. Se un anno incassi zero, non versi nulla, perché non esiste minimale.
Casse alternative e casi particolari
Se sei iscritto all’Albo degli Ingegneri e svolgi attività coperta da Inarcassa, potresti versare a quella Cassa, con regole diverse (minimali, conguagli, contributo integrativo). Verifica lo statuto della Cassa competente.
Se hai anche un lavoro dipendente, potresti versare solo l’aliquota ridotta prevista dalla Gestione Separata per chi è già assicurato altrove. Controlla sempre la circolare INPS dell’anno.
Adempimenti operativi: cosa fare e quando
Apertura della partita IVA e scelta del codice
Apri la partita IVA con il modello AA9/12 per le persone fisiche. Base normativa: art. 35 del DPR 633/1972. Indichi il codice ATECO prevalente e il regime fiscale scelto. La decorrenza è immediata dalla presentazione.
Fatture elettroniche, IVA e bollo
Tutti i titolari di partita IVA devono emettere fattura elettronica, salvo rare eccezioni. In forfettario la fattura non ha IVA ma riporti i riferimenti di legge. Per importi oltre 77,47 euro applichi la marca da bollo da 2 euro.
Ritenuta d’acconto e CU
Se sei in ordinario e fatturi a clienti sostituti d’imposta, puoi essere soggetto a ritenuta d’acconto del 20%. Il cliente verserà la ritenuta e ti rilascerà la Certificazione Unica l’anno successivo.
Operazioni con l’estero
B2B UE: regola della territorialità art. 7-ter DPR 633/1972, reverse charge nel paese del committente. B2B extra-UE: fuori campo IVA in Italia per servizi generici. Compila correttamente esterometro e identificazioni, se dovute.
Regola decisionale rapida
Come scegliere codice e regime in 5 passi logici
1) Descrivi cosa fai per il 70% del tempo. Se è consulenza e integrazione, scegli 62.02.00. Se è scrittura di codice su misura, scegli 62.01.00. Se è gestione continuativa dei sistemi, scegli 62.03.00.
2) Verifica se sei sotto 85.000 euro di ricavi attesi. Se sì, valuta il forfettario; se no, ordinario.
3) Stima i costi reali. Se i costi veri superano il 33% degli incassi, l’ordinario potrebbe convenire. Se sono più bassi, il forfettario è spesso più efficiente.
4) Controlla la previdenza. Se versi alla Gestione Separata INPS, considera l’aliquota e la deducibilità. Se hai una Cassa, verifica i minimali.
5) Guarda i clienti. Se lavorano molto con estero o pretendono IVA detraibile, l’ordinario offre più flessibilità. Se sono microimprese e privati, la semplicità del forfettario può bastare.
Fonti normative e prassi da conoscere
Riferimenti principali
Classificazione ATECO: standard ISTAT in uso alle amministrazioni.
IVA e apertura partita IVA: DPR 633/1972, art. 35 (dichiarazione di inizio attività), territorialità art. 7-ter, inversione contabile art. 17.
Imposte sui redditi: DPR 917/1986 (TUIR). Verifica aliquote IRPEF vigenti su Gazzetta Ufficiale e su Normattiva.
Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89; Legge 145/2018 e Legge 197/2022 per aggiornamenti su soglie e condizioni; prassi Agenzia delle Entrate (circolari e risoluzioni di dettaglio).
Previdenza: Circolari INPS annuali su aliquote, massimali e minimali della Gestione Separata. Norme consultabili sul sito del Ministero del Lavoro e su Normattiva.
| Scenario operativo | Codice ATECO consigliato | Requisiti fiscali e contributivi | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Consulenza IT pura (assessment, integrazione, PM, security advisory) | 62.02.00 – Consulenza IT | Forfettario con coefficiente 67% se entro 85.000 euro; imposta 15% o 5% start-up. Contributi Gestione Separata INPS, aliquota annua INPS. | Apertura P.IVA con AA9/12 immediata; fatturazione elettronica da subito; marca da bollo senza IVA; acconti e saldo imposte e INPS a scadenze ordinarie. |
| Sviluppo software su commessa e licenze/SaaS | 62.01.00 – Produzione di software | Possibile forfettario (67%) o ordinario se costi alti. In ordinario: IVA su vendite, detrazione IVA acquisti; principio di competenza per impresa. | Valuta anche adempimenti OSS/IVA per vendite digitali B2C UE. Contratti di licenza e retention dati; registro corrispettivi se necessario. |
| Gestione infrastrutture, reti, MSP con canoni | 62.03.00 – Gestione strutture IT | Forfettario (67%) se ricavi entro soglia. In ordinario: IVA periodica, possibili ritenute in subappalto. INPS Gestione Separata o Cassa se prevista. | Definisci SLA e canoni ricorrenti; corretta imputazione dei ricavi; eventuale sicurezza sul lavoro se on-site. |
| Formazione e docenza IT (corsi, workshop) | 85.xx – Istruzione (se attività prevalente) | Regime fiscale come sopra in base ai ricavi. Verifica esenzioni IVA per corsi riconosciuti; altrimenti IVA ordinaria in regime ordinario. | Programmi formativi, registri presenze; eventuali accreditamenti regionali. Fatturazione elettronica e gestione bollo in forfettario. |
| Misto consulenza + sviluppo (prevalenza da definire) | 62.02.00 o 62.01.00 in base alla prevalenza; eventuale secondo codice aggiuntivo | Un solo regime fiscale per la posizione. Coerenza dei corrispettivi con il codice prevalente; gestione corretta dei contratti. | Monitora la prevalenza ogni anno; se cambia, presenta variazione dati con AA9/12 entro 30 giorni. |
FAQ
1) Faccio consulenza tecnica e scrivo anche codice: quale codice ATECO scelgo e come dimostro la prevalenza?
Scegli il codice dell’attività prevalente, cioè quella che genera più ricavi o impegna più tempo su base annua. Se la consulenza rappresenta la parte maggioritaria, usa 62.02.00 e aggiungi 62.01.00 come secondario. Se invece lo sviluppo su commessa è la fetta più grande, inverti l’ordine.
Come dimostrarlo: mantieni una rendicontazione semplice delle attività e dei ricavi per tipologia (voci di contratto o di fattura separate). In caso di controllo, la coerenza tra descrizioni di fattura, contratti e contabilità è l’elemento chiave. Se la prevalenza cambia stabilmente, invia la variazione dati all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12 entro 30 giorni.
2) In forfettario pago davvero sul 67%? Come incidono i contributi INPS nel calcolo finale?
Sì, se la tua attività rientra nei servizi IT riconducibili ai codici 62.xx, il coefficiente di redditività è normalmente il 67% secondo l’Allegato della Legge 190/2014 e successive modifiche. Il reddito imponibile si calcola così: incassi annui x 67%. Prima di applicare l’imposta sostitutiva (5% o 15%) puoi dedurre i contributi previdenziali versati nell’anno.
Esempio: incassi 40.000 euro. Reddito forfettario 26.800 euro. Se versi 6.000 euro di INPS, l’imponibile scende a 20.800 euro. Su questo applichi l’imposta sostitutiva. Ricorda che gli acconti d’imposta e di INPS dell’anno successivo si basano in gran parte sul risultato dell’anno corrente.
3) Posso lavorare con prestazione occasionale senza aprire la partita IVA come consulente informatico?
La prestazione occasionale è ammessa solo se l’attività è episodica e non organizzata. La consulenza informatica, per sua natura, è abituale e professionale. Quindi serve la partita IVA fin dall’inizio. Le prestazioni occasionali oltre 5.000 euro annui attivano inoltre obblighi previdenziali verso la Gestione Separata per il committente, con gestione più complessa. Base giuridica: contratto d’opera artigiano-intellettuale ex art. 2222 c.c. e disciplina IVA del DPR 633/1972.
Se prevedi di seguire clienti, emettere più fatture e tenere un’agenda di progetti, apri la partita IVA e scegli il codice corretto. Eviti rischi di riqualificazione e sanzioni.
4) Come funziona l’IVA se fatturo servizi IT a clienti esteri, UE e extra-UE?
B2B UE: la regola generale dei servizi (art. 7-ter DPR 633/1972) fissa la territorialità nel Paese del committente. Emissione fattura senza IVA italiana, con indicazione dell’inversione contabile; il committente integra nel suo Paese. B2B extra-UE: in genere fuori campo IVA in Italia per i servizi generici; fattura senza IVA con indicazione normativa.
B2C UE: se vendi servizi elettronici automatizzati, valuta il regime OSS. Per la consulenza IT one-to-one, spesso si applicano regole diverse. Verifica caso per caso. In forfettario non addebiti IVA ma restano gli obblighi di corretta territorialità e, ove dovuti, comunicazioni come l’esterometro.
5) Come e quando posso cambiare codice ATECO o regime fiscale?
Se cambia l’attività prevalente, presenta una variazione dati con il modello AA9/12 entro 30 giorni dall’evento (art. 35 DPR 633/1972). Inserisci il nuovo codice ATECO come prevalente e mantieni o rimuovi quelli secondari secondo necessità. La variazione è veloce e non sospende l’attività.
Per il regime fiscale: puoi optare per l’ordinario anche se stai nel limite del forfettario, comunicandolo nella dichiarazione IVA o in sede di apertura. L’uscita dal forfettario è obbligatoria se superi i limiti previsti dalla Legge 190/2014 e modifiche. Le opzioni hanno vincoli temporali: verifica ogni anno nella Legge di Bilancio e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
