Codice ATECO consulenza marketing: come scegliere quello giusto?

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codice ateco consulenza marketing

Oggi proveremo a rispondere ad un dubbio assai frequente tra i giovani professionisti: qual è il Codice ATECO per la consulenza di marketing? Come scegliere quello più corretto, tenendo conto delle prestazioni e dei servizi offerti? E quale sarà, di conseguenza, l’inquadramento fiscale e contributivo? Facciamo insieme chiarezza!

Negli ultimi tempi, abbiamo assistito alla nascita di varie figure professionali “innovative”, spesso legate ad ambiti in forte crescita, come ad esempio l’editoria digitale, l’e-commerce o la comunicazione online. Dall’altro lato, anche le aziende “tradizionali” sono andate alla ricerca di nuovi esperti, in modo tale da approdare con successo sulla Rete, proporre servizi web sicuri e funzionali, migliorare la propria reputazione sui social ed ampliare il proprio business.

Individuare il giusto inquadramento per le attività “di nuova generazione”, purtroppo, non è semplice. Capita non di rado, infatti, che il professionista svolga contemporaneamente più mansioni e si ritrovi a ricoprire ruoli in apparenza distanti tra loro: pensiamo, tra gli altri, ad un consulente di web marketing, che può occuparsi dell’ideazione e/o conduzione di campagne pubblicitarie online come della creazione di contenuti per i profili social aziendali.

Dunque, come fare per orientarsi tra le opzioni disponibili e riconoscere il giusto Codice ATECO per la consulenza di marketing? E quali saranno le implicazioni a livello di tassazione e contributi?

Se vuoi saperne di più, prosegui con la lettura del nostro articolo!

Chi è il consulente marketing?

Il consulente marketing è una delle figure più “chiacchierate” degli ultimi tempi: richiestissimo dalle piccole e grandi aziende, in continua evoluzione nelle sue competenze e, di fatto, indispensabile per l’economia odierna. Tuttavia, definire con precisione cosa faccia e di che si occupi non è semplice come sembra!

Il marketing, infatti, è una disciplina che si divide in varie aree di intervento e, sebbene poggi su regole e principi ormai consolidati, non può prescindere da un costante aggiornamento delle tecniche. Del resto, come puoi immaginare, pianificare le strategie di vendita per un ristorante è cosa ben diversa dal gestire un e-commerce!

Di conseguenza, chiunque voglia tentare una carriera nel settore e prestare consulenza nel ramo marketing alle aziende non può prescindere, oggi, da una buona conoscenza del comparto digitale e dei suoi strumenti.

È per questo motivo che, quando cerchiamo l’esatto Codice ATECO per la consulenza di marketing, dobbiamo tenere conto dei recenti cambiamenti della società, in modo da includere anche i servizi più innovativi.

Come scegliere il Codice ATECO?

Come abbiamo più volte specificato nei nostri articoli, il Codice ATECO è un codice associato ad ogni Partita IVA, con il quale è possibile riconoscere rapidamente il tipo di attività ed il settore di appartenenza.

Sia per le professioni più tradizionali (medico, ingegnere, avvocato, ecc.), sia per le imprese artigianali (parrucchiere, estetista, imprese di pulizie, ecc.) o commerciali, esiste un Codice ATECO specifico. La scelta va effettuata in sede di apertura della Partita IVA e, insieme al regime fiscale, costituisce uno dei passaggi di maggiore rilevanza.

Tuttavia, può capitare che, nel caso di attività ancora poco diffuse in Italia o nate in tempi recenti, non esista un Codice ATECO ad hoc. Pertanto, in simili situazioni, l’unica soluzione è ripiegare su un codice generico.

Come vedremo, però, non è questo il caso del Codice ATECO per la consulenza marketing, che può essere facilmente individuato e, all’occorrenza, associato anche ad altri codici per avere una maggiore completezza.

Codice ATECO per consulenza marketing: quale scegliere?

Di norma, il Codice ATECO per la consulenza di marketing rivolta alle aziende è il seguente:

  • 70.22.09 – Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale

Si tratta di un codice piuttosto “ampio”, che consente di prestare una varietà di servizi e consulenze.

Occorre, però, fare un’importante precisazione: questo Codice ATECO prevede un inquadramento fiscale da libero professionista e non contempla la possibilità di gestire direttamente il budget per le campagne pubblicitarie.

Per offrire prestazioni di questo tipo, infatti, è necessario l’inquadramento da ditta individuale, per cui il Codice ATECO da associare alla Partita IVA sarebbe diverso, ovvero:

  • 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari

Come alternativa, o in aggiunta ai precedenti codici, si può utilizzare anche:

  • 73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie

Quest’ultimo Codice ATECO, spesso, viene adottato da chi svolge l’attività di social media manager e, pertanto, è indicato per chi affianca, alla consulenza marketing “tradizionale”, altri servizi connessi all’area digital.

Coefficiente di redditività e tassazione

Dal Codice ATECO in uso derivano, oltre al tipo di attività svolta, anche altri aspetti di grande importanza, come ad esempio il coefficiente di redditività, fondamentale per calcolare sia il reddito imponibile, e cioè la percentuale del fatturato incassato soggetta a tassazione, sia la parte dedotta forfettariamente per le spese sostenute.

Il Codice ATECO per la consulenza marketing – e cioè 70.22.09 – così come gli altri codici prima menzionati hanno un coefficiente di redditività pari al 78%, per cui le spese dedotte corrispondono al rimanente 22%.

Di conseguenza, su un eventuale incasso annuale di 10.000 euro, tasse e contributi si calcolano soltanto su 7.800 euro, mentre la quota dedotta per le spese corrisponde a 2.200 euro.

A questo punto, non rimane che stabilire l’aliquota dell’imposta sostitutiva, ossia la caratteristica principale del regime forfettario. Difatti, chi possiede anche i requisiti per la cosiddetta “aliquota start-up”, può beneficiare di una tassazione ancora più conveniente, pari solamente al 5% del reddito imponibile, che dura per i primi cinque anni dall’apertura della Partita IVA. A partire dal sesto anno (o sin dall’inizio, per chi non possiede tali requisiti), la tassazione applicata sarà quella “standard”, dunque pari al 15% del reddito imponibile.

In base a questi dati sappiamo che, su un reddito imponibile di 7.800 euro, l’imposta sostitutiva è pari a:

  • 1.170 euro con aliquota al 15%;
  • 585 euro con aliquota start-up al 5%.

Contributi previdenziali per il consulente marketing

Se la tassazione rimane uguale, sia con il primo Codice ATECO per la consulenza marketing, sia con gli altri codici che abbiamo indicato, lo stesso non accade nel caso dei contributi previdenziali.

Nello specifico: il consulente marketing che opera da libero professionista risulta iscritto alla Gestione Separata INPS e deve quindi versare un contributo pari al 25,98% del reddito imponibile.

Le ditte individuali che, oltre a svolgere attività di consulenza nel campo del marketing, curano la gestione del budget destinato alle campagne promozionali online e offline per conto delle aziende committenti, invece, fanno riferimento alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti, che richiede le seguenti tipologie di contributi:

  • contributi fissi, obbligatori a prescindere dal fatturato incassato, pari a circa 3.800 euro;
  • per i redditi superiori a 15.953 euro, contributi calcolati solo sulla parte eccedente, con aliquota al 24% (o ridotta al 21,90% per i soggetti con età inferiore a 21 anni).

Conclusioni

Se stai pensando di aprire Partita IVA, ma non sei ancora certo di quale sia il Codice ATECO per la consulenza di marketing più adatto al caso tuo, puoi richiedere assistenza a noi di Fiscozen.

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