Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il consulente turistico apre Partita IVA, usa fattura elettronica e versa i contributi INPS in Gestione separata. In forfettario: coefficiente 78% e imposta 15% (5% start-up). Se intermedii vendite turistiche serve SCIA agenzia viaggi.
- Codice ATECO: per consulenza/assistenza turistica senza vendita, valutare 79.90.19 o 70.22.09; se intermediazione di pacchetti/servizi turistici usare codici del gruppo 79.11/79.12 e SCIA.
- Partita IVA: modulo AA9/12 per professionisti; ComUnica/SCIA SUAP e iscrizione al Registro Imprese se attività d’impresa.
- Contributi e imposte: Gestione separata INPS (aliquota 26,07%); forfettario (imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, coefficiente 78%), oppure ordinario con IRPEF 23%-33%-43% 2026.
Chi è il consulente turistico e quale ATECO scegliere
Il consulente turistico progetta itinerari, assiste i clienti nelle scelte e può, o meno, occuparsi di prenotazioni. La classificazione ATECO dipende da cosa fai davvero, non dal “titolo” dell’attività.
Se ti limiti a consulenza, pianificazione, ricerca offerte, formazione, marketing o analisi per strutture ricettive, rientri nella consulenza pura. Se invece vendi o intermedii servizi turistici (voli, hotel, pacchetti), entri nell’ambito delle agenzie di viaggio.
Il Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011, consultabile su Normattiva) disciplina l’intermediazione e l’organizzazione di pacchetti turistici. Quando c’è intermediazione, servono requisiti e adempimenti specifici stabiliti anche da leggi regionali.
ATECO consigliati e differenze operative
Per attività di sola consulenza/assistenza senza intermediazione: spesso si usa 70.22.09 (altra consulenza imprenditoriale) quando il focus è strategia, marketing o organizzazione, oppure 79.90.19 (altri servizi di prenotazione e attività connesse n.c.a.) quando offri assistenza al viaggio senza vendere tu stesso il servizio.
Per attività con intermediazione: il gruppo 79.11 (agenzie di viaggio) e 79.12 (tour operator) è il riferimento. Qui scattano SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive, iscrizione al Registro Imprese, polizza RC professionale e garanzie previste dal D.Lgs. 79/2011 e norme regionali.
Nota pratica: il codice 79.90.04 non figura nella tabella ATECO corrente. Verifica sempre in Camera di Commercio quale voce ATECO accettano per la tua casistica e riportala correttamente in visura.
Forma giuridica e avvio: professionista o impresa individuale
Se fai consulenza senza intermediazione, operi di norma come lavoratore autonomo (libero professionista). Apri la Partita IVA con il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Non serve iscrizione al Registro Imprese, salvo diversa richiesta territoriale specifica.
Se intermedii o vendi servizi turistici, sei attività d’impresa. Apri come ditta individuale o società usando ComUnica tramite Registro Imprese. Presenti la SCIA al SUAP competente, stipuli la polizza RC e rispetti i requisiti regionali. Il Codice del Turismo e i regolamenti regionali sono le basi da seguire.
Documenti, tempistiche e canali
Professionista: invii AA9/12 online o allo sportello Agenzia delle Entrate. Ottieni la Partita IVA in giornata. Attivi PEC e firma digitale per la fatturazione elettronica.
Impresa: con ComUnica e SCIA la pratica è telematica, gestita da Camera di Commercio e SUAP. I tempi dipendono dal Comune/Regione. Prepara polizza RC e garanzia come da D.Lgs. 79/2011 e disposizioni regionali.
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario
Regime forfettario (L. 190/2014)
È il regime agevolato per chi non supera determinati ricavi annuali. Dal 2023 il limite è 85.000 euro. La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha introdotto l’uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno. La base imponibile si calcola con un coefficiente di redditività. Per le attività professionali è 78%: significa che il 78% degli incassi diventa reddito imponibile forfettario.
L’imposta sostitutiva è 15%. Può scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up della L. 190/2014 (assenza di attività simili nei tre anni precedenti, attività nuova o non mera prosecuzione, e altre condizioni operative). I contributi previdenziali riducono l’imponibile prima dell’applicazione dell’imposta.
Nel forfettario non applichi IVA in fattura, non eserciti detrazione IVA sugli acquisti e non subisci ritenuta d’acconto. In fattura inserisci la dicitura di esonero IVA, la marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro e trasmetti la fattura elettronica via SdI, come da provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Le soglie e le regole sono rintracciabili su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario (IRPEF 2026)
Se non puoi o non vuoi il forfettario, applichi l’IRPEF a scaglioni sul reddito effettivo (compensi incassati meno costi, secondo il principio di cassa dell’art. 54 del TUIR — DPR 917/1986). Per il 2026 gli scaglioni indicativi sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Applichi l’IVA sulle vendite, puoi detrarre l’IVA sugli acquisti e deduci i costi inerenti.
Dal 2022 le persone fisiche esercenti attività autonoma non versano IRAP, salvo casi residuali di autonoma organizzazione riconducibili ad altre forme. La base normativa è nella Legge di Bilancio 2022, consultabile su Normattiva e sul sito del Ministero dell’Economia.
IVA, territorialità e fatturazione elettronica
Le regole IVA sono nel DPR 633/1972. Per i servizi a clienti business UE la regola generale è l’art. 7-ter: il servizio si considera nel Paese del committente. Emetti fattura senza IVA con inversione contabile (indicazione del riferimento normativo). Per clienti privati, si applica di norma il luogo del prestatore, con le eccezioni specifiche del Codice del Turismo per pacchetti e intermediazione.
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. Nel 2026 invii tutte le fatture tramite SdI, inclusi i documenti per operazioni transfrontaliere secondo le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate. Marca da bollo virtuale si versa trimestralmente.
Contributi previdenziali: Gestione separata INPS
Il consulente turistico senza cassa professionale versa alla Gestione separata INPS. L’aliquota 2026 per professionisti senza altra copertura è 26,07% (come da circolari INPS di inizio anno). La base è il reddito imponibile: nel forfettario è il reddito calcolato con il coefficiente; nell’ordinario è il reddito effettivo secondo TUIR.
I contributi sono deducibili ai fini del calcolo dell’imposta. Paghi saldo e acconti con F24: saldo e primo acconto a giugno; secondo acconto a novembre. L’acconto complessivo è di norma pari al 100% del contributo dell’anno precedente, in due rate 50%-50%.
Esempi numerici 2026: come si calcolano tasse e contributi
Esempio A (forfettario, anno 2, imposta 5%): incassi 20.000 euro. Reddito forfettario: 20.000 x 78% = 15.600. Contributi INPS: 15.600 x 26,07% = 4.070,92. Reddito imponibile imposta: 15.600 – 4.070,92 = 11.529,08. Imposta 5%: 576,45. Totale oneri: circa 4.647 euro. Netto dopo oneri: circa 15.353 euro.
Esempio B (forfettario, imposta 15%): incassi 60.000 euro. Reddito forfettario: 46.800. Contributi: 46.800 x 26,07% = 12.213. Reddito imponibile imposta: 34.587. Imposta 15%: 5.188. Totale oneri: circa 17.401 euro. Netto: circa 42.599 euro.
Esempio C (ordinario, principio di cassa): incassi 60.000 euro, costi deducibili 15.000, contributi stimati 9.000. Reddito: 36.000. IRPEF 2026: 23% su 28.000 = 6.440; 33% su 8.000 = 2.640; totale 9.080, al netto di detrazioni. IVA: versi la differenza tra IVA a debito e a credito. Il risultato cambia molto in base ai costi reali e all’IVA detraibile.
Regola decisionale rapida
Decidi in 5 passaggi logici
1) Intermediazione sì/no: se vendi o intermedii servizi turistici, rientri nel Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011). Serve SCIA, polizza RC e iscrizione al Registro Imprese. Se fai solo consulenza/assistenza senza vendita, operi come professionista.
2) ATECO: consulenza pura → 70.22.09; assistenza/prenotazioni senza vendita diretta → 79.90.19; agenzia/tour operator → 79.11/79.12 con adempimenti dedicati. Verifica in Camera di Commercio.
3) Regime fiscale: incassi previsti entro 85.000 e pochi costi? Forfettario con coefficiente 78%. Molti costi, attrezzature e IVA a credito rilevante? Valuta l’ordinario.
4) Contributi: non hai cassa di categoria → Gestione separata INPS. Considera che contributi incidono molto: simulali prima di scegliere il regime.
5) Clienti esteri: lavori spesso B2B UE/extra-UE? Prepara diciture IVA corrette (art. 7-ter DPR 633/1972) e flussi SdI per estero. Questo non impedisce il forfettario.
Adempimenti ricorrenti e scadenze
Fatture, imposte e comunicazioni
Fatture elettroniche via SdI entro i termini di emissione. Marca da bollo virtuale trimestrale. Versamenti imposte e contributi a giugno e novembre (acconti e saldi). Liquidazioni IVA periodiche se in ordinario. Gestione corrispettivi e registri secondo DPR 633/1972.
Per operazioni con estero invia i dati tramite SdI secondo le specifiche tecniche vigenti. Conservazione elettronica a norma per 10 anni. Monitora eventuali aggiornamenti da Agenzia delle Entrate e INPS.
| Scenario operativo | ATECO e basi normative | Adempimenti e iscrizioni | Tempistiche medie |
|---|---|---|---|
| Consulenza pura (itinerari, marketing, formazione) | 70.22.09; TUIR artt. 53-54; DPR 633/1972 per IVA | AA9/12 all’Agenzia Entrate; Gestione separata INPS; fattura elettronica | Partita IVA in 1 giorno; INPS in 1-3 giorni |
| Assistenza/prenotazioni senza vendita diretta | 79.90.19; DPR 633/1972; valutare limiti con D.Lgs. 79/2011 | AA9/12 o, se richiesto, iscrizione REA; Gestione separata; fattura elettronica | 1-5 giorni a seconda di CCIAA/REA |
| Intermediazione/vendita servizi turistici | 79.11/79.12; D.Lgs. 79/2011; regolamenti regionali | ComUnica; SCIA SUAP; Registro Imprese; polizza RC; fondo/garanzia | 5-30 giorni in base a SUAP/Regione |
| Regime forfettario 2026 | L. 190/2014; L. 197/2022; esonero IVA in fattura | Imposta sostitutiva 15% (5% start-up); coefficiente 78%; INPS 26,07% | Gestione acconti/saldi a giugno e novembre |
FAQ
Qual è il codice ATECO corretto per un consulente turistico che non vende pacchetti?
Se non intermedii né vendi servizi turistici, resti nella consulenza. In molti casi va bene 70.22.09 quando l’attività è consulenza strategica, organizzativa o di marketing per operatori del turismo. Se offri assistenza al viaggiatore, come supporto nella pianificazione e nella gestione di prenotazioni eseguite dal cliente in autonomia, si usa spesso 79.90.19. Il codice 79.90.04 non risulta nella tabella ATECO corrente; conviene verificare con la Camera di Commercio. Se invece vendi o intermedii servizi, devi passare ai codici del gruppo 79.11/79.12 e rispettare il D.Lgs. 79/2011 (Codice del Turismo), con SCIA, Registro Imprese e polizza RC.
Posso aderire al regime forfettario se collaboro con piattaforme estere e ho clienti UE/extra-UE?
Sì, il forfettario è compatibile con clienti esteri. Non addebiti IVA in fattura e non eserciti detrazione. Per servizi B2B UE si applica la regola generale dell’art. 7-ter del DPR 633/1972: il luogo è quello del committente, quindi emetti fattura senza IVA indicando l’articolo, con inversione contabile in capo al cliente. Per privati UE, di norma il luogo è in Italia, ma nel forfettario non applichi IVA; resta l’obbligo di fattura elettronica via SdI. Per extra-UE, nella maggior parte dei casi per servizi generici B2B il luogo è il committente estero e fatturi fuori campo IVA. In ogni caso trasmetti le fatture tramite SdI anche per operazioni transfrontaliere, secondo le specifiche dell’Agenzia delle Entrate. Controlla sempre eccezioni specifiche del Codice del Turismo in caso di intermediazione o pacchetti.
Come si calcolano contributi, acconti e saldi in Gestione separata INPS?
La base imponibile previdenziale coincide con il reddito dell’attività: nel forfettario è il reddito calcolato con il coefficiente; nell’ordinario è il reddito effettivo (principio di cassa, art. 54 TUIR). Applichi l’aliquota INPS Gestione separata (26,07% per professionisti senza altra tutela previdenziale, come da circolari INPS 2026). I contributi versati sono deducibili dal reddito prima del calcolo dell’imposta. Paghi saldo dell’anno precedente e primo acconto a giugno; il secondo acconto a novembre. L’acconto complessivo è in genere pari al 100% del contributo dovuto l’anno prima, suddiviso in due rate uguali. Se il reddito dell’anno in corso risulta molto diverso, puoi modulare gli acconti, ma attenzione a non cadere in sanzioni per insufficienti versamenti.
Quali sono le differenze pratiche fra “consulente turistico” e “agenzia di viaggi” ai fini legali e fiscali?
Il consulente turistico fornisce analisi, consigli, formazione, itinerari e assistenza. Non incassa per conto di fornitori e non rivende servizi. In questo caso, apri spesso come professionista con AA9/12, versi alla Gestione separata e scegli forfettario o ordinario. L’agenzia di viaggi, invece, intermedia o organizza servizi o pacchetti. In questo caso scatta il D.Lgs. 79/2011: devi aprire un’attività d’impresa (ditta o società), presentare SCIA al SUAP, iscriverti al Registro Imprese, stipulare polizza RC professionale e fornire garanzie a tutela del consumatore, secondo anche le norme regionali. Fiscalmente, l’agenzia applica l’IVA, spesso con regole particolari a seconda del modello di business, e tiene una contabilità più strutturata. La distinzione risiede nell’incasso e nella responsabilità verso il cliente finale.
Quali errori evitare in fatturazione e IVA nel 2026 per un consulente turistico?
Errore 1: usare un ATECO non coerente con l’attività reale. Questo può causare problemi con Camera di Commercio e controlli fiscali. Verifica sempre prima di aprire. Errore 2: in forfettario addebitare IVA o ritenuta d’acconto. Nel forfettario non si applicano; inserisci invece la marca da bollo dove serve e la dicitura di esonero. Errore 3: dimenticare le regole di territorialità. Con clienti business UE indica l’art. 7-ter DPR 633/1972 e l’inversione contabile. Con clienti extra-UE applica la regola generale per servizi generici, salvo eccezioni del Codice del Turismo. Errore 4: non inviare le fatture estere tramite SdI. Nel 2026 tutte le fatture, incluse quelle transfrontaliere, passano da SdI secondo le specifiche dell’Agenzia delle Entrate. Errore 5: sottostimare i contributi INPS. Simula sempre l’impatto previdenziale prima di scegliere il regime: pesano molto sul netto.
