Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Sì, per ditte individuali e società puoi risalire al codice ATECO dalla Partita IVA tramite visura camerale. No, per i professionisti non iscritti al Registro Imprese non è possibile farlo direttamente dalla Partita IVA.
- La visura camerale mostra l’attività prevalente e i codici ATECO associati a imprese iscritte al Registro Imprese (REA incluso).
- I professionisti non iscritti al Registro Imprese scelgono il codice ATECO in Agenzia delle Entrate: non è pubblico tramite Partita IVA.
- Dal 2025-2026 è in corso la migrazione alla classificazione ATECO 2025: serve attenzione nelle corrispondenze tra vecchi e nuovi codici.
Cos’è il codice ATECO e dove “vive” davvero
Il codice ATECO identifica l’attività economica svolta. È la classificazione statistica e fiscale usata in Italia. La definisce l’ISTAT e deriva dalla classificazione europea NACE.
Le imprese iscritte al Registro Imprese comunicano i loro codici ATECO in Camera di Commercio. La visura camerale mostra il codice prevalente e quelli secondari. Il REA integra dati amministrativi come inizio attività, unità locali e albi.
I professionisti non iscritti al Registro Imprese scelgono il codice ATECO quando aprono la Partita IVA all’Agenzia delle Entrate, con il modello AA9/12. Il dato resta nell’Anagrafe Tributaria e non è consultabile pubblicamente con la sola Partita IVA.
Fonti e riferimenti normativi essenziali
La base del Registro Imprese sta nel Codice Civile (articoli 2188-2196) e nella Legge 580/1993 sul riordino delle Camere di commercio. Il regolamento di attuazione è nel DPR 581/1995. La classificazione ATECO è definita da ISTAT. Le regole fiscali su apertura Partita IVA e modelli AA9/12 sono emanate dall’Agenzia delle Entrate. Per l’accesso digitale ai servizi pubblici si applica il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005). Per la tutela dei dati personali valgono il Regolamento UE 2016/679 e il D.Lgs. 196/2003.
Perché la Partita IVA “basta” solo per imprese iscritte al Registro
La visura camerale è un documento pubblico. Si ottiene indicando Partita IVA, codice fiscale o denominazione. Questo è possibile perché le imprese hanno l’obbligo di iscrizione al Registro Imprese. L’obbligo nasce dal Codice Civile e dalla normativa camerale.
Il professionista non iscritto al Registro Imprese non ha una posizione camerale. Quindi non esiste una visura dove leggerne il codice ATECO. Il suo codice è solo nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate. L’accesso è riservato al titolare o ai delegati.
In sintesi: stessa Partita IVA, due mondi diversi. Pubblico per le imprese. Non pubblico per i professionisti.
Procedura operativa: come ottenere il codice ATECO da una visura
1) Identifica il soggetto giusto
Verifica se il soggetto è una ditta individuale o una società. Chiedi una ragione sociale o una sigla (Srl, SpA, Snc, Sas). Se è un libero professionista con studio, senza forma societaria, con ogni probabilità non è iscritto al Registro Imprese.
2) Richiedi la visura camerale
Accedi ai servizi online del Registro Imprese o ai portali camerali. Ricerca per Partita IVA. Seleziona la visura ordinaria dell’impresa o della ditta individuale. La visura mostra denominazione, sede, REA, oggetto sociale e codici ATECO.
3) Leggi bene “attività prevalente” e “secondarie”
Il codice ATECO prevalente conta per inquadramenti fiscali e contributivi. I codici secondari descrivono attività aggiuntive. La lettura corretta evita errori in ritenute, INPS, INAIL e studi di settore storici o ISA.
4) Controlla eventuali aggiornamenti 2025-2026
Nel biennio 2025-2026 è in corso l’adozione della nuova classificazione ATECO 2025. Verifica se la visura riporta già il nuovo codice o una doppia etichetta con mappatura dal vecchio ATECO 2007. Consulta le note metodologiche ISTAT per l’equivalenza tra codici.
5) Archivia il documento
Archivia la visura in formato PDF con data di acquisizione. Indica nel tuo gestionale il codice ATECO prevalente come “fonte: visura camerale”. Questo ti aiuta nei controlli futuri e nelle verifiche di coerenza fiscali.
Casi in cui non puoi risalire all’ATECO dalla Partita IVA
Professionisti non iscritti al Registro Imprese
Esempi: consulenti, avvocati, medici, psicologi, architetti, traduttori, formatori. Hanno Partita IVA come lavoratori autonomi. Scelgono il codice ATECO all’Agenzia delle Entrate. Non esiste una visura pubblica associata alla loro Partita IVA.
Alternative lecite e pratiche
Chiedi direttamente al professionista il codice ATECO e il certificato di attribuzione della Partita IVA. Il certificato lo rilascia l’Agenzia delle Entrate e contiene il codice ATECO dichiarato. Puoi anche guardare le loro fatture elettroniche: a volte il codice ATECO è indicato nelle note, ma non è obbligatorio.
Verifica gli albi professionali per confermare l’abilitazione, non il codice ATECO. Gli ordini non riportano il codice ATECO. Se gestisci appalti o sicurezza, richiedi DURC e documenti integrativi, ma non aspettarti che contengano il codice ATECO.
Regola decisionale rapida
Se hai solo la Partita IVA, segui questi nessi logici
È una ditta individuale o una società iscritta al Registro Imprese? Se sì, richiedi la visura camerale e leggi il codice ATECO prevalente.
È un professionista non iscritto al Registro Imprese? Se sì, non puoi ottenerlo dalla Partita IVA. Chiedi il certificato di attribuzione rilasciato dall’Agenzia delle Entrate o un’autodichiarazione con codice ATECO.
Non sei sicuro della natura del soggetto? Cerca prima sul Registro Imprese per denominazione o Partita IVA. Se non trovi nulla, è probabile che sia un professionista o un soggetto estero.
Rischi operativi e controlli di coerenza
Perché serve il codice ATECO corretto
Il codice ATECO incide su INPS, INAIL, addizionali, comunicazioni ai centri per l’impiego, e sugli ISA. Un codice sbagliato può causare errori contributivi o alert di rischio fiscale.
Se sei un committente, conoscere l’ATECO del fornitore ti aiuta a valutare rischi di sicurezza sul lavoro e corrette qualifiche. Questo è utile nei contratti di appalto e subappalto.
Come validare l’informazione
Per le imprese, la visura camerale è la fonte pubblica più affidabile. Per i professionisti, chiedi il certificato di attribuzione o una dichiarazione firmata. In entrambi i casi, verifica la coerenza tra descrizione dell’attività e codifica ATECO con le tabelle ISTAT.
Inquadramento normativo sintetico
Registro Imprese e visure
Il Registro Imprese nasce dagli articoli 2188 e seguenti del Codice Civile. La Legge 580/1993 ha riformato le Camere di commercio. Il DPR 581/1995 disciplina il funzionamento del Registro e le visure. Il REA è la sezione economico-amministrativa con dati integrativi.
ATECO e classificazione
ISTAT definisce la classificazione ATECO. Nel 2025-2026 è attiva la migrazione verso ATECO 2025, allineata alle evoluzioni europee. Le amministrazioni pubbliche stanno aggiornando modulistiche e archivi. Verifica sempre eventuali note transitorie sui documenti ufficiali.
Apertura Partita IVA dei professionisti
L’Agenzia delle Entrate gestisce i modelli AA9/12 per persone fisiche esercenti arti e professioni. Nel modello si indica il codice ATECO. L’attribuzione della Partita IVA è regolata dal DPR 633/1972 e dai provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate sulla modulistica.
Accesso ai dati e privacy
Le visure sono documenti pubblici per finalità di trasparenza economica. Il trattamento dei dati segue il Regolamento UE 2016/679 e il D.Lgs. 196/2003. Usa i dati nel rispetto delle finalità legittime collegate ai rapporti contrattuali e agli obblighi di legge.
Errori comuni da evitare
Confondere ATECO prevalente con un codice secondario
L’aliquota INPS o la tariffa INAIL si legano spesso all’attività prevalente. Se prendi un secondario, sbagli calcoli e adempimenti. Controlla sempre l’etichetta “prevalente”.
Estrarre l’ATECO da fonti non ufficiali
Un database commerciale può essere utile, ma verifica sempre con la visura o con documenti dell’Agenzia delle Entrate. Le anagrafiche private possono essere datate o imprecise.
Ignorare gli aggiornamenti 2025-2026
Molte attività avranno mappature diverse con ATECO 2025. Un codice vecchio può non avere più corrispondenza univoca. Consulta le tabelle di transcodifica pubblicate da ISTAT.
| Scenario | Si risale all’ATECO con la Partita IVA? | Strumento/Ente competente | Output atteso e note su tempi/costi |
|---|---|---|---|
| Ditta individuale attiva e iscritta al Registro Imprese | Sì | Registro Imprese – Camera di Commercio (visura ordinaria + REA) | Visura con ATECO prevalente e secondari. Rilascio immediato online. Costo contenuto secondo tariffario camerale. |
| Società di capitali o di persone (Srl, SpA, Snc, Sas) | Sì | Registro Imprese – Camera di Commercio (visura ordinaria e storica) | Visura con codici ATECO e oggetto sociale. Disponibile subito. Possibile integrare con visura storica per variazioni pregresse. |
| Professionista non iscritto al Registro Imprese | No | Agenzia delle Entrate (documenti del titolare: certificato di attribuzione); richiesta diretta al professionista | Certificato con codice ATECO su richiesta del titolare. Non consultabile da terzi con la sola Partita IVA. Tempi variabili. |
| Impresa cessata o sospesa | Di norma sì, via visura storica | Registro Imprese – visura storica con eventi | Storico con ultimi ATECO comunicati e data cessazione. Rilascio online. Utile per contenziosi o verifiche pregresse. |
| Fornitore estero UE con VAT number | No, non tramite Registro Imprese italiano | Sistemi esteri e VIES per validità IVA; codice attività secondo norme nazionali | Verifica solo della validità IVA. Le classificazioni attività seguono regole del Paese d’origine. Nessun ATECO italiano. |
FAQ
1) Come faccio a trovare il codice ATECO di un mio fornitore senza acquistare una visura?
Se il fornitore è un’impresa iscritta al Registro Imprese, la visura è la fonte più affidabile e veloce. Strumenti gratuiti possono indicare l’attività, ma spesso non riportano il codice ATECO aggiornato o distinguono male tra attività prevalente e secondaria. In alternativa, chiedi al fornitore un’autodichiarazione del codice ATECO con data e timbro, allegando l’ultima visura in suo possesso. Se è un professionista, chiedi il certificato di attribuzione della Partita IVA rilasciato dall’Agenzia delle Entrate. Ricorda che l’ATECO dei professionisti non è pubblico tramite la Partita IVA, quindi serve la collaborazione del titolare. Conserva sempre copia dei documenti per i controlli interni e per le verifiche di conformità contrattuale.
2) L’ATECO in fattura elettronica è obbligatorio? Posso usarlo per i miei controlli?
La fattura elettronica non prevede un campo obbligatorio per il codice ATECO. Alcuni operatori lo inseriscono volontariamente nelle note. Puoi considerarlo come indizio, non come prova. Per un controllo formale usa la visura camerale per le imprese, o chiedi al professionista il certificato di attribuzione della Partita IVA. Se gestisci appalti, sicurezza, o hai obblighi di verifica del fornitore, la sola nota in fattura non basta. Nel tuo manuale di procedure indica sempre la gerarchia delle fonti: prima la visura, poi il certificato dell’Agenzia delle Entrate, poi eventuali autodichiarazioni supportate da documenti.
3) Che differenza c’è tra codice ATECO prevalente e secondario? Quali effetti pratici ha?
L’attività prevalente è quella che dà il maggior peso economico all’impresa. È il codice ATECO principale. Spesso guida l’inquadramento INPS, la classificazione INAIL, la coerenza degli ISA, e alcune agevolazioni fiscali. I codici secondari indicano attività accessorie o complementari. Servono per fotografare l’operatività reale, ma, salvo casi specifici, non guidano gli inquadramenti principali. Se un’attività secondaria diventa la più rilevante per fatturato o organizzazione, occorre aggiornare i dati presso la Camera di Commercio e, se necessario, gli enti previdenziali. Tenere fermo un codice non più rappresentativo può creare incongruenze e rischi in caso di controlli documentali o ispettivi.
4) Cosa cambia con ATECO 2025 nel biennio 2025-2026? Devo già aggiornare i miei archivi?
ISTAT ha avviato l’adozione della nuova classificazione ATECO 2025, allineata alle evoluzioni europee della NACE. Nel biennio 2025-2026 molte amministrazioni stanno migrando gli archivi e introducendo tabelle di corrispondenza tra vecchi codici ATECO 2007 e i nuovi codici. Le visure possono riportare già la nuova codifica o una doppia etichetta con nota di transcodifica. Se gestisci un’anagrafica fornitori, registra per ogni soggetto il codice storico e quello nuovo, con data di validità. Verifica le circolari applicative di ISTAT e delle amministrazioni fiscali per capire da quando i nuovi codici incidono su comunicazioni, ISA, inquadramenti INPS o INAIL. Aggiorna le procedure interne per evitare disallineamenti tra sistemi contabili e documenti ufficiali.
5) Posso usare banche dati pubbliche per “scaricare” in massa codici ATECO partendo dalle Partite IVA?
Per le imprese, l’accesso è caso per caso tramite i servizi del Registro Imprese e delle Camere di commercio, nel rispetto delle condizioni d’uso. Il download massivo senza basi giuridiche è vietato e può violare la disciplina sulla protezione dei dati personali. Per i professionisti l’ATECO non è pubblico tramite la Partita IVA, quindi non è possibile alcuna estrazione. Se hai esigenze di data quality sui fornitori, adotta una procedura legittima: raccogli visure e certificati dai soggetti interessati, conserva le prove dell’acquisizione, limita l’uso ai fini contrattuali e di conformità. Questa impostazione rispetta il Regolamento UE 2016/679 e la normativa italiana in materia di trasparenza e pubblicità del Registro Imprese.
