Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come dog sitter: usa il codice ATECO 96.09.04, apri Partita IVA con AA9/12, iscriviti alla Gestione Separata INPS e scegli tra regime forfettario o ordinario. SCIA solo se gestisci una pensione/asilo cani.
- Codice ATECO corretto: 96.09.04 “Servizi di cura degli animali da compagnia (escluse attività veterinarie)”.
- Regime forfettario: coefficiente di redditività 67%, imposta 15% (5% start-up) e soglia ricavi 85.000 euro.
- Gestione Separata INPS: aliquota annuale fissata da INPS (circa 26%); niente minimali, contributi solo sul reddito.
Quale codice ATECO usare per il dog sitter nel 2026
Il codice ATECO corretto per l’attività di dog sitter è 96.09.04. La descrizione ufficiale è “Servizi di cura degli animali da compagnia (escluse attività veterinarie)”, come da classificazione ISTAT ATECO 2007 e successivi aggiornamenti. Include dog sitting, dog walking e pet sitting.
Evita 96.99.11. Non è la voce aggiornata per i servizi di cura degli animali. Usare il codice errato può causare errori fiscali, scelte contributive sbagliate e problemi con l’inquadramento INPS.
Se svolgi attività diverse, valuta codici aggiuntivi: ad esempio “addestramento cani” ha inquadramenti diversi a seconda della prevalenza e delle regole locali. Chiedi conferma alla Camera di Commercio. La classificazione corretta evita rettifiche su fatture e versamenti.
Adempimenti iniziali: come partire in regola
Partita IVA: modello AA9/12 e tempi
Devi inviare la dichiarazione di inizio attività ai fini IVA. Si usa il modello AA9/12 per persone fisiche. La norma di riferimento è l’articolo 35 del DPR 633/1972 (portale Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate).
Hai 30 giorni dall’avvio effettivo per presentare il modello. Puoi inviarlo online, con posta raccomandata o allo sportello. Il rilascio della Partita IVA è immediato se la pratica è corretta. L’operazione non costa nulla. Paghi solo l’eventuale servizio del professionista che ti assiste.
Nella domanda scegli il regime fiscale. Se rientri nei requisiti, puoi entrare in forfettario. In alternativa, resti nel regime ordinario semplificato.
Iscrizione INPS: Gestione Separata per i professionisti senza cassa
Il dog sitter non ha una Cassa professionale dedicata. Quindi si iscrive alla Gestione Separata INPS. L’aliquota varia ogni anno e INPS la comunica con apposita circolare. Nel 2026 è attorno al 26% per i professionisti senza cassa. Consulta sempre le istruzioni INPS aggiornate.
Non ci sono contributi minimali. Paghi i contributi in percentuale sul reddito. Il reddito è quello fiscale: nel forfettario è il ricavo forfettario (ricavi x 67%); nell’ordinario è il risultato ricavi meno costi deducibili. La base è sempre al netto delle perdite pregresse ammesse e prima dei contributi stessi.
I versamenti si effettuano con F24, in acconto e saldo, insieme alle imposte. Le scadenze seguono il calendario IRPEF (giugno e novembre, salvo proroghe). Fonte: circolari INPS annuali e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
SCIA, SUAP e autorizzazioni sanitarie: quando servono
Se fai dog sitting o dog walking presso il domicilio del cliente o all’aperto, di norma non serve la SCIA. Svolgi un servizio personale e non gestisci animali in struttura propria. Verifica sempre i regolamenti comunali.
Se ospiti animali in una pensione o asilo per cani, serve la SCIA al SUAP del Comune. Potresti dover ottenere parere o controllo dell’ASL veterinaria. Le basi normative sono il DPR 160/2010 (Sportello Unico per le Attività Produttive), la Legge 241/1990 (procedimento amministrativo), il DPR 320/1954 (Regolamento di Polizia Veterinaria), la Legge 281/1991 (animali d’affezione) e le leggi regionali.
Per locali aperti al pubblico valgono anche norme su agibilità, antincendio e sicurezza. Servono planimetrie, requisiti igienico-sanitari, gestione rifiuti e pulizie. Questi passaggi richiedono tempi e costi variabili in base al Comune.
Fatture, IVA ed e-fattura
L’e-fattura è obbligatoria per tutti, anche in forfettario, tramite il Sistema di Interscambio. Scrivi sempre il codice ATECO corretto in anagrafica. Indica in fattura la marca da bollo da 2 euro se l’imponibile supera 77,47 euro, quando non applichi IVA.
Nel forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Inserisci la dicitura di esonero IVA e di esclusione ritenuta. Nel regime ordinario applichi IVA se prevista (aliquota ordinaria) e, se il cliente è sostituto d’imposta, puoi subire la ritenuta del 20% sui compensi imponibili IRPEF.
Conserva le fatture in modalità elettronica e rispetta la privacy. I dati dei clienti richiedono misure minime GDPR. Gestisci contatti, indirizzi e preferenze nel rispetto delle norme sulla protezione dei dati.
Regimi fiscali a confronto: forfettario o ordinario
Regime forfettario: come funziona per il dog sitter
Il forfettario è il regime agevolato per partite IVA individuali con ricavi fino a 85.000 euro. Riferimento normativo: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata da successive Leggi di Bilancio. La soglia di fuoriuscita immediata oltre i 100.000 euro si applica nell’anno di sforamento.
Reddito imponibile forfettario: ricavi incassati x 67% (coefficiente di redditività del settore 96). Su questo reddito calcoli prima i contributi INPS. Poi calcoli l’imposta sostitutiva: 15% ordinario o 5% per i primi 5 anni se sei una nuova attività e rispetti i requisiti anti-continuazione.
Esempio semplice: incassi 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi INPS circa 26% su 20.100 = 5.226 euro (aliquota indicativa; verifica la circolare INPS 2026). Base imposta sostitutiva: 20.100 – 5.226 = 14.874 euro. Imposta 15% = 2.231,10 euro (oppure 743,70 euro al 5%).
Il forfettario semplifica contabilità e riduce il carico fiscale nelle fasce di ricavi medio-basse. Non deduci costi analitici, ma benefici del coefficiente. Restano deducibili i contributi previdenziali. Niente IVA, niente ritenute.
Regime ordinario semplificato: quando conviene
Nell’ordinario determini il reddito in modo analitico. Incassi meno costi deducibili meno contributi versati. Applichi l’IRPEF a scaglioni e le addizionali regionali e comunali. Per i professionisti vale il principio di cassa: contano solo gli importi incassati nell’anno.
Scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.000,01 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000,01 euro. Riferimenti: TUIR (DPR 917/1986) e Legge di Bilancio 2026. Esempio: incassi 30.000, costi 3.000, contributi 4.000. Reddito imponibile IRPEF 23.000. IRPEF 23%: 5.290 euro, più eventuali addizionali.
Conviene l’ordinario se hai molte spese deducibili e ammortamenti. O se superi stabilmente la soglia del forfettario, o ti serve la detrazione IVA su acquisti importanti. Valuta anche la gestione IVA periodica e l’impatto delle ritenute d’acconto sui flussi di cassa.
IRAP: devo pagarla?
L’IRAP colpisce chi ha “autonoma organizzazione”. Un dog sitter persona fisica, senza dipendenti e con mezzi minimi, di solito non la paga. Riferimento: D.Lgs. 446/1997 e giurisprudenza costante. Se crei una struttura organizzata con personale e locali attrezzati, fai verificare il rischio IRAP.
Previdenza, tutele e assicurazioni
La Gestione Separata INPS offre tutele per maternità, congedi e assegni familiari se maturi i requisiti. La malattia è limitata per i professionisti. Non c’è TFR e non c’è cassa professionale dedicata. Trovi i dettagli nelle circolari INPS e sul portale istituzionale.
Valuta una polizza RC professionale. Copre danni a terzi o agli animali affidati. Molti Comuni e clienti la richiedono. Puoi aggiungere coperture infortuni e tutela legale. Inserisci le clausole chiave nel contratto con il cliente: responsabilità, tempi, gestione emergenze, chiavi di casa, videosorveglianza.
Rispetta le regole locali su guinzaglio e museruola. Controlla iscrizione all’anagrafe canina, vaccinazioni e microchip. Il quadro normativo generale rimanda al DPR 320/1954, alla Legge 281/1991 e a regolamenti regionali e comunali.
Regola decisionale rapida
Come scegliere in 60 secondi
– Fai solo dog walking/pet sitting senza ospitare cani? Apri Partita IVA (AA9/12), ATECO 96.09.04, iscrizione INPS. Niente SCIA.
– Ospiti cani in casa occasionalmente? Valuta regole comunali: spesso serve SCIA se l’attività è stabile e organizzata. Chiedi al SUAP prima di iniziare.
– Gestisci una pensione/asilo con locali dedicati? SCIA obbligatoria al SUAP, requisiti ASL e igiene, eventualmente antincendio. ATECO 96.09.04, Partita IVA, INPS.
– Ricavi previsti sotto 85.000 e poche spese? Forfettario con coefficiente 67% e imposta 15% (o 5% start-up) può essere più conveniente.
– Hai spese elevate, IVA sugli acquisti e attrezzature? Valuta ordinario: deduci i costi e detrai l’IVA, ma considera complessità e adempimenti.
Costi, tempi e scadenze operative
Apertura, contributi e imposte
Apertura Partita IVA: zero costi amministrativi. Attivazione immediata se i dati sono corretti. Iscrizione INPS: online, in pochi giorni. E-fatture: da subito, dal primo incarico. Bollo sulle fatture non IVA sopra 77,47 euro.
Versamenti: saldo e acconti di imposte e contributi a giugno e novembre (calendario fiscale annuale). Nel forfettario paghi imposta sostitutiva; nell’ordinario paghi IRPEF a scaglioni e addizionali. Controlla ogni anno le scadenze sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Autorizzazioni per pensione/asilo: costi e tempi variano per Comune e ASL. Prevedi istruttoria SUAP, diritti di segreteria, eventuali adeguamenti locali. Tieni un margine di 30-60 giorni dal deposito SCIA per verifiche.
| Scenario | Requisiti amministrativi | Inquadramento fiscale/previdenziale | Tempistiche tipiche |
|---|---|---|---|
| Dog walking/pet sitting a domicilio | Partita IVA (AA9/12), ATECO 96.09.04; nessuna SCIA | Forfettario 67% o Ordinario; INPS Gestione Separata | P.IVA immediata; INPS 1-5 giorni; operativo subito |
| Ospitalità saltuaria in casa | Valutazione regolamenti comunali; possibile SCIA se organizzata | Forfettario/Ordinario; INPS Gestione Separata | Se serve SCIA: 15-30 giorni; altrimenti operativo subito |
| Pensione/asilo cani con locali dedicati | SCIA SUAP, requisiti ASL, igiene e sicurezza | Forfettario/Ordinario; possibile valutazione IRAP; INPS GS | 30-60 giorni tra pratiche e adeguamenti |
| Attività mista con vendita accessori | Eventuale codice ATECO aggiuntivo; adempimenti commercio | Ordinario spesso preferibile per IVA; INPS GS | 7-30 giorni per aggiornare posizioni |
FAQ
Qual è il codice ATECO giusto per il dog sitter e perché 96.99.11 non è corretto?
Il codice giusto è 96.09.04 “Servizi di cura degli animali da compagnia (escluse attività veterinarie)”. È la voce aggiornata della classificazione ISTAT ATECO. Copre pet sitting, dog walking e assistenza quotidiana non veterinaria. Il codice 96.99.11 non è la voce corretta per questi servizi nella nomenclatura vigente. Usare il codice sbagliato può creare problemi: disallineamenti con la Gestione Separata INPS, errori su coefficienti del regime forfettario, rischi nelle verifiche dell’Agenzia delle Entrate. Prima di aprire, controlla la denominazione esatta presso la Camera di Commercio e nelle tabelle ATECO pubblicate. In caso di attività mista (es. addestramento o toelettatura), valuta codici aggiuntivi o prevalenza corretta per evitare sanzioni e rettifiche.
Posso usare il regime forfettario nel 2026? Quali sono i requisiti e le soglie da rispettare?
Sì, se rispetti i requisiti della Legge 190/2014 e successive modifiche. La soglia di ricavi per restare nel forfettario è 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro, la fuoriuscita è immediata nell’anno, con passaggio a regime IVA ordinario dal momento dello sforamento. Devi anche rispettare le regole anti-frazionamento e anti-continuazione: nessun controllo diretto su ex datori di lavoro con cui hai lavorato nei due anni precedenti per le stesse mansioni, salvo eccezioni consentite. L’imposta sostitutiva è 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se avvii una nuova attività e non prosegui quella di un familiare o di una società cessata. Il reddito imponibile si calcola con il coefficiente di redditività 67% sui ricavi incassati. Deduce i contributi INPS versati. Niente IVA, niente ritenuta d’acconto, e-fattura obbligatoria. Controlla ogni anno eventuali novità in Legge di Bilancio e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Come si calcolano e si pagano i contributi INPS in Gestione Separata per un dog sitter?
Paghi una percentuale sul reddito. Nel forfettario, il reddito previdenziale è il ricavo forfettario (ricavi x 67%). Nell’ordinario è il reddito professionale (incassi meno costi deducibili) prima dei contributi. L’aliquota è fissata da INPS ogni anno con circolare. Per i professionisti senza cassa, nel 2026 è intorno al 26% (comprensiva delle aliquote accessorie previste). Non hai minimali: se guadagni poco, paghi poco; se guadagni molto, paghi di più, fino al massimale contributivo annuale. Versi con F24 alle scadenze delle imposte: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre, salvo proroghe. Puoi rateizzare gli acconti se previsto dal calendario fiscale. I contributi sono deducibili dal reddito ai fini delle imposte, riducendo la base imponibile. Trovi le regole nelle circolari INPS e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Devo presentare la SCIA per fare il dog sitter? In quali casi scatta l’obbligo?
No, se fai dog walking o pet sitting presso l’abitazione del cliente o all’aperto, di solito non serve la SCIA. Svolgi un servizio personale e itinerante, senza struttura propria. Serve invece la SCIA al SUAP del Comune quando gestisci una pensione o un asilo per cani, cioè quando ospiti stabilmente animali in locali dedicati. In questo caso si applicano anche i requisiti igienico-sanitari dell’ASL, le norme di sicurezza e i regolamenti locali. Le fonti sono il DPR 160/2010 (SUAP), la Legge 241/1990, il DPR 320/1954 (Polizia Veterinaria), la Legge 281/1991 e le leggi regionali. Ogni Comune può chiedere documenti specifici: planimetrie, relazioni igienico-sanitarie, procedure di pulizia, gestione rifiuti, eventuale prevenzione incendi. Consulta sempre il SUAP prima di firmare un contratto di locazione o iniziare i lavori di adeguamento.
Quanto pago di tasse come dog sitter? Esempi pratici nel forfettario e nell’ordinario
Esempio forfettario, incassi 30.000 euro. Reddito: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi INPS circa 26% su 20.100 = 5.226 euro. Base imposta: 20.100 – 5.226 = 14.874 euro. Imposta 15% = 2.231,10 euro (oppure 5% = 743,70 euro se start-up). Carico totale stimato: 5.226 + 2.231,10 = 7.457,10 euro, oltre a eventuali addizionali se dovute. Esempio ordinario, incassi 30.000, costi 3.000, contributi 4.000. Reddito IRPEF 23.000. IRPEF 23%: 5.290 euro, più addizionali regionali e comunali. I contributi si calcolano sul reddito professionale prima dei contributi stessi; l’importo reale dipende dalla tua base previdenziale e dall’aliquota INPS dell’anno. Se hai spese elevate e IVA su acquisti importanti, l’ordinario può ridurre la base imponibile e darti detrazione IVA. Se hai spese basse, il forfettario tende a essere più efficiente grazie al coefficiente 67% e all’imposta sostitutiva. Ricorda che le imposte si pagano a saldo e acconto (giugno e novembre). Verifica ogni anno gli scaglioni IRPEF (TUIR e Legge di Bilancio) e l’aliquota INPS (circolare INPS).
