Codice ATECO come fabbro: qual è e cosa posso farci?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Il codice ATECO del fabbro dipende dalla prevalenza: produzione in officina (sezione C 25.x), posa/installazione in cantiere (sezione F 43.x), riparazioni (sezione C 33). In forfettario, molti codici artigiani applicano coefficiente 67%.

  • Produzione in officina: ATECO della sezione C 25.x (es. 25.12.10). Spesso coefficiente di redditività 67% nel regime forfettario.
  • Solo posa/installazione: ATECO della sezione F 43.x (es. 43.32.02). Coefficienti diversi e adempimenti “da cantiere”.
  • INPS Artigiani 2026: contributi fissi 4.521,36 €, minimale 18.808 €, aliquota 24% oltre minimale, 25% oltre seconda fascia.

Come scegliere il codice ATECO “da fabbro” senza errori

Il codice ATECO identifica cosa fai “prevalentemente”. Prevalenza significa l’attività che genera la quota maggiore di ricavi o occupa la maggior parte del tuo tempo lavorativo. Lo chiede l’Agenzia delle Entrate e serve per inquadrare correttamente fisco e contributi.

Mappa delle attività tipiche del fabbro e codici ATECO ricorrenti

Produzione in officina di strutture e manufatti metallici: 25.11.00 (strutture metalliche e parti), 25.12.10 (porte, finestre, telai, cancelli in metallo), 25.99.10 (articoli domestici in metallo), 25.99.90 (altri prodotti vari in metallo n.c.a.). Questi codici ricadono nella sezione C “Attività manifatturiere”.

Posa e installazione presso il cliente (senza produzione propria rilevante): 43.32.02 (posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili), 43.29.09 (altri lavori di costruzione specializzati n.c.a.). Questi codici ricadono nella sezione F “Costruzioni”.

Riparazioni e manutenzioni di manufatti metallici: 33.11.00 (riparazione e manutenzione di prodotti in metallo). Rimani in sezione C, ma l’attività è di riparazione, non di fabbricazione.

Quando indicare più codici e come fissare la “prevalente”

Puoi indicare un codice principale e uno o più secondari, se svolgi anche attività diverse. La prevalente deve riflettere l’attività che pesa di più su ricavi o ore lavorate. È una scelta tecnica da documentare.

Se produci cancelli in officina (25.12.10) e li installi in cantiere, la produzione sarà il principale se la parte industriale supera quella di posa. Se invece compri gli infissi da terzi e fai solo posa, la prevalente è 43.32.02.

Effetti fiscali del codice ATECO: forfettario o ordinario

Regime forfettario: soglie, coefficienti e imposta sostitutiva

Il regime forfettario è regolato dall’art. 1, commi 54-89, legge 190/2014, con modifiche successive (es. legge 145/2018 e legge 197/2022). La soglia di accesso e permanenza è 85.000 euro annui di ricavi/compensi.

Il reddito imponibile si calcola così: ricavi x coefficiente di redditività del tuo settore, meno i contributi previdenziali versati. Per molti codici artigiani/manifatturieri (sezione C), il coefficiente è 67%.

L’imposta sostitutiva è 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti le condizioni di start-up previste dalla legge 190/2014 (nuova attività, assenza di precedenti attività simili, altri requisiti specifici).

Esempio numerico in forfettario con produzione in officina

Ricavi annui: 40.000 euro. Codice 25.12.10 (produzione serramenti metallici). Reddito forfettario lordo: 40.000 x 67% = 26.800 euro. INPS 2026: fissi 4.521,36 euro. Minimale 18.808 euro. Eccedenza: 26.800 – 18.808 = 7.992 euro.

Contributi variabili: 7.992 x 24% = 1.918,08 euro (sotto la seconda fascia). Contributi totali: 4.521,36 + 1.918,08 = 6.439,44 euro. Reddito imponibile fiscale: 26.800 – 6.439,44 = 20.360,56 euro. Imposta 5% (start-up): 1.018,03 euro. Imposta 15% (regime ordinario forfettario): 3.054,08 euro.

Se opti per la riduzione INPS del 35% prevista per i forfettari (art. 1, comma 77, legge 190/2014 e circolari INPS), i contributi scendono ma deduci meno. L’imposta aumenta un po’, ma la spesa complessiva spesso cala. Valuta caso per caso.

Regime ordinario semplificato: quando conviene

Se sostieni costi elevati (materie prime, subappalti, noli, automezzi), il regime ordinario può convenire. Deduce i costi reali, applica l’IVA, e tassa il reddito effettivo. Si applicano IRPEF a scaglioni, addizionali e IRAP se dovuta.

La scelta dipende da margini, investimenti e crediti IVA. Valuta anche la gestione contabile e i flussi di cassa. La base giuridica è nel TUIR (DPR 917/1986) e nel DPR 633/1972 per l’IVA.

Contributi INPS Artigiani 2026: importi, scadenze e agevolazioni

Fissi, variabili e fasce contributive

Gli artigiani versano contributi IVS alla Gestione Artigiani INPS, ex legge 335/1995 e circolari INPS annuali. Per il 2026: contributi fissi 4.521,36 euro su reddito minimo 18.808 euro. Scadenze trimestrali nell’anno (maggio, agosto, novembre, febbraio).

Sul reddito eccedente il minimale si paga il 24%. Sulla quota oltre la seconda fascia 2026 l’aliquota sale al 25% (maggiorazione 1%). Il reddito previdenziale, in forfettario, coincide con il reddito forfettario lordo (ricavi x coefficiente).

Riduzioni contributive: cosa c’è davvero

Esiste la riduzione del 35% per chi è in forfettario, su richiesta all’INPS. Attenzione: paghi meno ora ma versi meno contributi per la pensione futura. La riduzione incide anche sulla quota deducibile, quindi può aumentare l’imposta.

Non esiste una riduzione generalizzata del 50% per i “primi tre anni” per tutti i nuovi artigiani. Riduzioni del 50% operano solo in casi particolari previsti dall’INPS (ad esempio per alcune categorie di pensionati, secondo normativa e prassi INPS). Verifica sempre l’ultima circolare INPS.

Altri adempimenti per il fabbro: CCIAA, Albo Artigiani, INAIL, sicurezza

Iscrizioni e pratiche di avvio

Apri la partita IVA e invii la Comunicazione Unica al Registro Imprese. Se artigiano, ti iscrivi alla sezione speciale artigiani, secondo la legge quadro sull’artigianato 443/1985 e le norme regionali. Contestualmente INPS e, se dovuto, INAIL.

Per l’officina serve la SCIA presso il SUAP comunale. Possono servire autorizzazioni ambientali per emissioni in atmosfera leggere (saldatura, molatura), secondo il D.Lgs. 152/2006 e regolamenti regionali. Verifica anche i requisiti urbanistici.

Sicurezza e cantieri

Se lavori in cantiere, applica il D.Lgs. 81/2008: POS, DPI, formazione, attrezzature a norma, verifiche periodiche. Mantieni il DURC regolare. Se svolgi posa in appalto o subappalto, rispetta gli obblighi del Titolo IV Cantieri.

Gestisci i rifiuti speciali (limature, solventi, imballaggi contaminati) con registri e formulari secondo il D.Lgs. 152/2006. Predisponi il DVR per la tua officina e nomina le figure della sicurezza quando richieste.

Regola decisionale rapida

Seleziona il codice ATECO con questi nessi logici

Se oltre il 50% del fatturato nasce da manufatti prodotti in officina, scegli un codice di fabbricazione sezione C 25.x (es. 25.12.10, 25.11.00). Aggiungi un secondario di posa se necessario.

Se oltre il 50% del fatturato deriva da montaggi e posa presso terzi, senza produzione rilevante, scegli un codice sezione F 43.x (es. 43.32.02). Se occasionalmente fai piccole riparazioni, aggiungi 33.11.00 come secondario.

Se svolgi soprattutto riparazioni in officina o presso il cliente, senza fabbricazione nuova, valuta 33.11.00 come principale. Aggiungi 25.x o 43.x solo se hanno peso economico non marginale.

Se lavori sia in officina sia in cantiere e il peso è simile, scegli la prevalente sulla base dei ricavi attesi nel primo anno. Rivedi l’assetto se l’operatività cambia stabilmente.

Se punti al forfettario e hai margini alti, preferisci codici con coefficiente 67% tipici della manifattura. Se i costi sono alti e ricorrenti, valuta l’ordinario indipendentemente dall’ATECO.

Riferimenti normativi utili

Classificazione ATECO (ISTAT, Ateco 2007 e aggiornamenti); regime forfettario art. 1, commi 54-89, legge 190/2014 e successive; fatturazione elettronica D.Lgs. 127/2015; contribuzione artigiani legge 335/1995 e circolari INPS; sicurezza D.Lgs. 81/2008; ambiente D.Lgs. 152/2006. Consulta sempre Normattiva, il portale dell’Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.

Scenario operativo ATECO consigliato (principale) Impatto fiscale (forfettario 2026) Contributi/adempimenti e tempistiche
Produzione in officina di serramenti e cancelli con installazione accessoria 25.12.10 (porte, finestre, telai, imposte e cancelli in metallo) Coefficiente 67%; imposta 5% start-up o 15%. Deduci INPS dal reddito forfettario prima dell’imposta. INPS Artigiani (fissi 4.521,36 € + variabili). SCIA officina, INAIL, ambiente. Comunicazione Unica entro l’avvio; SCIA prima di iniziare.
Solo posa di infissi e carpenterie acquistate da terzi 43.32.02 (posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili) Coefficiente tipico del comparto costruzioni (diverso da 67%). Valuta impatto se lavori soprattutto in cantiere. INPS Artigiani. Obblighi cantieri D.Lgs. 81/2008, DURC. Comunicazione Unica e, se necessario, notifica cantieri secondo commessa.
Riparazione e manutenzione di manufatti metallici 33.11.00 (riparazione e manutenzione di prodotti in metallo) Coefficiente assimilato alla manifattura; spesso 67%. Calcolo imposta su reddito forfettario al netto INPS. INPS Artigiani. INAIL se uso macchine. Registri rifiuti per limature e consumabili. Avvio con Comunicazione Unica.
Carpenteria metallica strutturale in officina 25.11.00 (strutture metalliche e parti di strutture) Coefficiente 67%. Attenzione a margini e ciclo acquisti acciaio. INPS Artigiani. Pratiche strutturali quando richieste dai cantieri. SCIA officina e adempimenti sicurezza.

FAQ

Qual è il codice ATECO migliore per un fabbro che produce cancelli e li monta occasionalmente?

Se la produzione in officina è la parte prevalente del lavoro, il codice principale più coerente è 25.12.10 (porte, finestre, telai, imposte e cancelli in metallo). Puoi aggiungere come secondario un codice di posa (es. 43.32.02) se il montaggio è ricorrente. Questa scelta riflette la regola della prevalenza dei ricavi e delle ore. Nel regime forfettario ciò di solito comporta un coefficiente del 67%, che determina il reddito forfettario. Ricorda che l’imposta sostitutiva si applica dopo aver dedotto i contributi INPS. La base giuridica di riferimento è la classificazione ATECO ISTAT e la legge 190/2014 per il forfettario.

Se faccio solo installazione di inferriate e non produco nulla, posso usare un codice 25.x?

No. Se compri i manufatti da terzi e svolgi solo la posa, la prevalente è un’attività di costruzione specializzata. In questo caso è più corretto un codice sezione F, come 43.32.02 per la posa di infissi e opere assimilate. L’uso improprio di un codice manifatturiero può creare incoerenze con l’inquadramento previdenziale e con i controlli fiscali. Inoltre, i coefficienti del forfettario cambiano per il comparto costruzioni. Verifica sempre la sostanza economica dell’attività e documenta la scelta secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.

Come si calcolano le tasse in forfettario per un fabbro con 30.000 euro di ricavi?

Supponiamo codice manifatturiero con coefficiente 67%. Reddito forfettario lordo: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi INPS 2026: fissi 4.521,36 euro. La quota eccedente il minimale è 20.100 – 18.808 = 1.292 euro. Contributi variabili: 1.292 x 24% = 310,08 euro. Contributi totali: 4.521,36 + 310,08 = 4.831,44 euro. Reddito imponibile fiscale: 20.100 – 4.831,44 = 15.268,56 euro. Imposta sostitutiva 5% (start-up): 763,43 euro. Imposta sostitutiva 15% (regime ordinario forfettario): 2.290,28 euro. Se opti per la riduzione INPS del 35%, i contributi scendono e l’imposta sale leggermente, ma il totale spesso si riduce. Le regole sono nell’art. 1, commi 54-89, legge 190/2014 e nelle circolari INPS annuali.

Esiste davvero lo “sconto INPS 50% per i primi tre anni” per chi apre come fabbro?

Non esiste uno sconto generalizzato del 50% per tutti i nuovi artigiani nei primi tre anni. La riduzione strutturale per chi aderisce al forfettario è del 35% su tutti i contributi artigiani, previa opzione e nei limiti e modalità indicati dall’INPS. Esistono riduzioni diverse in casi specifici previsti dalla normativa INPS (ad esempio per alcune categorie di pensionati). Prima di contare su agevolazioni, controlla sempre l’ultima circolare INPS e le condizioni oggettive. Le fonti da consultare sono INPS e Normattiva.

Quali adempimenti non fiscali devo considerare per un’officina da fabbro nel 2026?

Devi presentare la Comunicazione Unica al Registro Imprese e iscriverti alla sezione artigiani secondo la legge 443/1985. Serve la SCIA produttiva al SUAP comunale prima dell’avvio. Valuta eventuali autorizzazioni per emissioni in atmosfera leggere (saldatura, verniciatura) secondo il D.Lgs. 152/2006 e regolamenti regionali. Iscriviti all’INAIL se usi macchine o svolgi attività con rischio infortunistico. Predisponi il DVR e applica il D.Lgs. 81/2008 su sicurezza, DPI e formazione. Se lavori in cantieri, mantieni un DURC regolare e rispetta gli obblighi del Titolo IV. Gestisci rifiuti speciali con registri e formulari. Per la fatturazione elettronica, nel 2026 l’obbligo è generalizzato secondo il D.Lgs. 127/2015 e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

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