Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per fare il gommista usa il codice ATECO 45.20.40. Apri Partita IVA artigiana con ComUnica, INPS Artigiani, INAIL e SCIA al SUAP. Regime: forfettario o ordinario.
- Codice ATECO corretto per gommista: 45.20.40 (manutenzione e riparazione di pneumatici per autoveicoli) secondo classificazione ISTAT ATECO.
- Attività di autoriparazione soggetta a Legge 122/1992 e 224/2012: serve il responsabile tecnico e SCIA al SUAP (DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016).
- INPS Artigiani: contributi fissi 2026 pari a 4.521,36 euro fino a reddito 18.808 euro; 24% sull’eccedenza, 25% oltre 56.224 euro.
Codice ATECO del gommista: quale scegliere e perché
Il codice ATECO corretto per il gommista è 45.20.40. Identifica la manutenzione e riparazione di pneumatici per autoveicoli. È inserito nel gruppo 45.20, che comprende l’autoriparazione.
Il codice 95.31.10 non è adatto. L’area 95 riguarda la riparazione di beni per uso personale e domestico. Non riguarda gli autoveicoli. Verifica sempre la classificazione sul portale ufficiale della classificazione delle attività economiche ATECO di ISTAT.
Usare il codice corretto evita errori su inquadramento, coefficienti fiscali e contributi. Incide anche su SCIA, sue dichiarazioni e possibili controlli. Cura questo passaggio all’avvio.
Iter completo per aprire la tua attività di gommista
1) Comunicazione Unica e iscrizioni
Apri la ditta individuale artigiana con la Comunicazione Unica. È la pratica unica verso Registro Imprese, INPS e INAIL. La base normativa è il D.P.C.M. 6 maggio 2009. Presenti tutto in modo telematico.
Con la stessa pratica ottieni la Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. Il codice ATECO da indicare è 45.20.40. L’iscrizione in Camera di Commercio attiva la qualifica artigiana se rispetti i requisiti regionali.
Valuta anche la firma di un preavviso al proprietario del locale. Serve per eventuali verifiche ispettive e per la pratica SUAP. Conserva il contratto di locazione o il titolo di disponibilità.
2) SCIA al SUAP e requisiti tecnico-professionali
La tua è un’attività di autoriparazione. Richiede SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al SUAP del Comune. Riferimenti: D.Lgs. 222/2016, Tabella A, e DPR 160/2010.
Devi nominare un responsabile tecnico. È la figura che garantisce i requisiti tecnici e professionali. La base è la Legge 122/1992, modificata dalla Legge 224/2012. I requisiti possono derivare da titolo di studio, esperienza o corsi abilitanti.
Allega alla SCIA le dichiarazioni richieste. Tra queste ci sono i requisiti morali e professionali, la planimetria dei locali e le schede attrezzature. Il Comune può chiedere integrazioni. Conserva ricevute e protocolli.
3) Sicurezza sul lavoro e INAIL
Applica il D.Lgs. 81/2008. Prepara il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR). Forma e addestra te e gli eventuali dipendenti su sollevamento veicoli, uso smontagomme e compressori.
Apri la posizione INAIL. Paghi il premio in base al tasso applicato alla tua lavorazione. Comunica tempestivamente assunzioni e variazioni. Gestisci scadenze e autoliquidazione annuale.
Controlla i requisiti antincendio. Il deposito di pneumatici può rientrare tra le attività soggette a prevenzione incendi secondo il DPR 151/2011. Se superi certe soglie, serve SCIA antincendio presso i Vigili del Fuoco.
4) Obblighi ambientali per i pneumatici fuori uso
I pneumatici fuori uso (PFU) sono rifiuti speciali. Si applica il D.Lgs. 152/2006. Gestisci il deposito temporaneo con criteri di sicurezza, registri e tracciabilità.
Il sistema di raccolta dei PFU è regolato dal DM 11 aprile 2011 n. 82. Collabora con i consorzi riconosciuti per il ritiro. Utilizza formulari e registri quando richiesto.
Se trasporti i tuoi rifiuti in conto proprio, valuta l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 2-bis. Verifica gli obblighi nel tuo caso concreto con il tuo SUAP o con un consulente ambientale.
Contributi previdenziali 2026 in gestione Artigiani
Come gommista rientri nella gestione Artigiani INPS. Paghi contributi fissi sul minimale di reddito. Per il 2026 l’importo annuo è 4.521,36 euro fino a 18.808,00 euro di imponibile.
Oltre il minimale, versi il 24% sulla parte eccedente. Superati 56.224,00 euro, la quota sale al 25% sull’ulteriore eccedenza. Queste percentuali seguono gli indirizzi annuali INPS per artigiani e commercianti.
Se aderisci al regime forfettario, puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% prevista dalla Legge 208/2015, nei limiti indicati dalle circolari INPS. La riduzione si applica sia ai fissi sia alle percentuali.
Fisco: forfettario o ordinario per il gommista
Regime forfettario: quando conviene
Il regime forfettario è un regime semplificato. Non applichi IVA e paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali. La base normativa è la Legge 190/2014, commi 54-89, come modificata.
Il limite di ricavi annui è 85.000 euro. Se superi 100.000 euro, esci immediatamente dal forfettario dall’anno stesso. Applichi il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. Poi passi al 15%.
Il tuo reddito forfettario non è il totale incassato. Si applica un coefficiente di redditività. Per i servizi di autoriparazione (sezione 45.20) in genere è il 67%. Il reddito imponibile è quindi 67% dei ricavi.
Nel forfettario non deduci i costi effettivi. Il coefficiente li sostituisce. Applichi il principio di cassa: contano gli incassi dell’anno. Puoi però dedurre i contributi previdenziali versati.
Regime ordinario: quando sceglierlo
Nel regime ordinario calcoli il reddito come ricavi meno costi. Deduci spese per pneumatici, attrezzature, affitti, energia, dipendenti e consulenze. Applichi l’IVA e la detrai sugli acquisti.
Le aliquote IRPEF 2026 sono progressive. 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La base normativa è il TUIR, DPR 917/1986, integrato dalle leggi di bilancio.
L’ordinario conviene se hai molti costi e investimenti. In particolare quando la vendita di pneumatici pesa molto e i margini sono compressi. Valuta i numeri reali della tua officina.
IVA, fatture e corrispettivi telematici
L’IVA è disciplinata dal DPR 633/1972. In ordinario applichi l’IVA alle vendite e servizi. Detrai l’IVA degli acquisti legati all’attività. Periodicità e liquidazioni seguono il tuo volume d’affari.
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. La base è il D.Lgs. 127/2015 e gli aggiornamenti, con estensione progressiva stabilita dal DL 36/2022. Usa un canale accreditato e conserva a norma.
Se fai vendita al dettaglio, emetti il documento commerciale e invii i corrispettivi con registratore telematico. Il riferimento è il D.Lgs. 127/2015. Tieni il registratore in efficienza e aggiorna il libretto fiscale.
Locali, attrezzature e requisiti tecnici
Il locale deve rispettare destinazione d’uso e norme edilizie. Garantisce aerazione, illuminazione e aree per deposito pneumatici e rifiuti. Serve un’area idonea per il mezzo del cliente e la sicurezza.
Le attrezzature tipiche sono smontagomme, equilibratrice, compressore e sollevatori. Mantieni le verifiche periodiche e la formazione del personale. Applica procedure scritte per lavori ripetitivi.
Verifica barriere architettoniche e accessibilità per il pubblico. Cura la segnaletica di sicurezza. Tieni a portata estintori e presidi di primo soccorso.
Regola decisionale rapida
Sei un gommista “puro” (servizi prevalenti) con ricavi sotto 85.000 euro?
Scegli il forfettario se i costi sono bassi rispetto agli incassi. Coefficiente 67% spesso conviene. Imposta sostitutiva 5% per start-up se ne hai diritto, altrimenti 15%.
Vendi molti pneumatici e i margini sono bassi?
Valuta l’ordinario. Detrai l’IVA sugli acquisti e deduci i costi reali. L’aliquota IRPEF cresce con il reddito. Può convenire con volumi elevati e sconti importanti dai fornitori.
Hai investimenti importanti nel primo anno?
Se compri attrezzature costose, l’ordinario permette ammortamenti e deduzioni. Può battere il forfettario anche con ricavi moderati. Fai un confronto numerico su tre anni.
Prevedi di superare 100.000 euro?
Partire in forfettario e uscire a metà anno può complicare. Se vedi numeri in forte crescita, pianifica l’ordinario da subito. Eviti cambi regime in corsa.
Hai personale o collaboratori familiari?
Con dipendenti, i costi del lavoro pesano. L’ordinario li deduce. In forfettario non li deduci. Questo può ribaltare la convenienza.
Fonti normative da conoscere
ATECO: classificazione ISTAT ATECO. Autoriparazione: Legge 122/1992 e Legge 224/2012. SCIA e SUAP: DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016. ComUnica: D.P.C.M. 6 maggio 2009. Sicurezza: D.Lgs. 81/2008.
Fisco: TUIR DPR 917/1986, IVA DPR 633/1972, regime forfettario Legge 190/2014. Contributi artigiani: istruzioni annuali INPS. Fatturazione elettronica e corrispettivi: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi.
Ambiente: D.Lgs. 152/2006 e DM 11 aprile 2011 n. 82 sui PFU. Prevenzione incendi: DPR 151/2011. Consulta anche i portali Normattiva, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Ambiente, Agenzia delle Entrate.
Tempi, costi e scadenze principali
La pratica ComUnica si chiude in pochi giorni lavorativi. La SCIA al SUAP consente l’avvio immediato, salvo controlli successivi. Prepara allegati completi per ridurre i tempi.
I costi iniziali includono bolli, diritti camerali, diritti SUAP e eventuali onorari professionali. Considera l’acquisto del registratore telematico e degli strumenti minimi obbligatori.
Gestisci un calendario scadenze: INPS fissi trimestrali, IVA periodica (se ordinario), imposte a giugno e novembre, INAIL a febbraio, diritti camerali entro giugno. Prevedi un cuscinetto di cassa.
| Scenario operativo | Regime fiscale consigliato | Requisiti/Note da verificare | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Gommista “puro” servizi (montaggio/equilibratura) con ricavi 50.000 euro | Forfettario (5% se start-up, altrimenti 15%) con coefficiente 67% | INPS Artigiani; riduzione contributi 35% se richiesta; e-fattura obbligatoria | ComUnica 3-5 giorni; SCIA SUAP inizio immediato; RT entro avvio vendite al dettaglio |
| Vendita pneumatici prevalente con ricavi 120.000 euro | Ordinario con IVA e deduzione costi reali | Fuori forfettario per soglia; gestione magazzino e IVA; possibile rateo investimenti | ComUnica 3-5 giorni; SCIA SUAP; liquidazioni IVA mensili; spesometro non dovuto (e-fattura) |
| Start-up con investimenti macchinari elevati nel primo anno | Ordinario per sfruttare ammortamenti e detraibilità IVA | Piano ammortamenti; eventuali incentivi e credito d’imposta beni strumentali | Acquisti prima dell’avvio per detrarre IVA; comunicazioni intra se importi rilevanti |
| Ricavi 70.000 euro, pochi costi, senza dipendenti | Forfettario con coefficiente 67% | Controlla cause ostative forfettario; richiedi riduzione INPS 35% | Gestione corrispettivi telematici; imposta sostitutiva in saldo e acconto |
| Deposito PFU rilevante e trasporto in conto proprio | Qualsiasi regime; focus su compliance ambientale | Albo Gestori Cat. 2-bis; registri rifiuti; DM 82/2011; eventuale prevenzione incendi | Iscrizione Albo 30-60 giorni; pianifica ritiri PFU periodici con consorzio |
| Assunzione apprendista e addetto officina | Ordinario spesso preferibile per dedurre costo del lavoro | CCNL di settore; formazione sicurezza D.Lgs. 81/2008; INAIL e UniLav | Comunicazione assunzione almeno 24 ore prima; visite mediche e DPI prima dell’ingresso |
FAQ
Qual è il codice ATECO esatto per il gommista e cosa rischio se uso un codice errato?
Il codice ATECO corretto è 45.20.40, che identifica la manutenzione e riparazione di pneumatici per autoveicoli. Usare un codice sbagliato, come un codice della sezione 95, può creare problemi su più fronti. Primo: la SCIA potrebbe risultare non coerente con l’attività dichiarata, con potenziali richieste di integrazione dal SUAP. Secondo: potresti applicare un coefficiente forfettario non pertinente, con tasse stimate male e possibili rilievi in dichiarazione. Terzo: l’inquadramento INPS e la classificazione INAIL potrebbero non riflettere i rischi effettivi della tua officina. Per evitare sanzioni e correzioni a catena, verifica la classificazione ISTAT ATECO e allinea tutti gli atti: apertura IVA, ComUnica, SCIA e posizioni previdenziali.
Per aprire come gommista devo avere un titolo o basta l’esperienza? Chi è il responsabile tecnico?
L’autoriparazione è regolata dalla Legge 122/1992, aggiornata dalla Legge 224/2012. Serve un responsabile tecnico, che garantisce competenze e requisiti. I requisiti si possono ottenere con titoli di studio coerenti, esperienza lavorativa documentata nel settore o corsi abilitanti previsti dalle normative regionali. Se non possiedi i requisiti, puoi nominare un responsabile tecnico esterno che li possiede. La nomina va indicata nella SCIA al SUAP e registrata in Camera di Commercio. Il responsabile tecnico è una figura chiave: definisce procedure, vigila sulla qualità degli interventi e risponde sul piano tecnico. Mantenere i requisiti nel tempo è essenziale, specie in caso di variazione del personale o dell’assetto societario.
Meglio regime forfettario o ordinario per un gommista che vende anche pneumatici?
Dipende dal mix tra servizi e vendita e dal peso dei costi. Se i servizi di montaggio ed equilibratura prevalgono e hai costi contenuti, il forfettario è spesso competitivo. Applichi un coefficiente di redditività (in genere 67% per l’autoriparazione) e versi un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni start-up, poi 15%. Se invece acquisti molti pneumatici per rivenderli, lavori con ricarichi bassi e sostieni investimenti, l’ordinario tende a vincere. In ordinario deduci i costi reali e detrai l’IVA sugli acquisti. Le aliquote IRPEF 2026 sono 23%-33%-43% per scaglioni. Fai un confronto numerico su dati reali: imposta sostitutiva su base forfettaria contro imposta progressiva su reddito effettivo. Considera anche contributi INPS, sempre dovuti, e la possibile riduzione del 35% per forfettari.
Quali sono gli obblighi ambientali sui PFU e cosa devo fare per essere in regola?
I pneumatici fuori uso sono rifiuti speciali. Devi rispettare il D.Lgs. 152/2006. Conserva i PFU in deposito temporaneo in area idonea, separata e sicura, rispettando i limiti di quantità e tempo. Il sistema nazionale di gestione PFU, definito dal DM 11 aprile 2011 n. 82, prevede il ritiro da parte di soggetti autorizzati e consorzi. Tu devi registrare i conferimenti secondo le regole applicabili e conservare documenti di tracciabilità. Se trasporti in conto proprio i tuoi rifiuti, valuta l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 2-bis. Per depositi rilevanti, verifica anche gli adempimenti di prevenzione incendi del DPR 151/2011. Integra queste procedure nel tuo DVR di sicurezza e forma il personale sulle corrette modalità di stoccaggio e movimentazione.
Quali strumenti fiscali e contabili devo attivare subito e quali sono le scadenze tipiche?
Attiva la fatturazione elettronica fin dal primo giorno, a prescindere dal regime. È obbligatoria, con base nel D.Lgs. 127/2015 e norme attuative. Se vendi al dettaglio, acquista e configura un registratore telematico per invio corrispettivi giornalieri. Tieni la PEC attiva per comunicazioni ufficiali. In ordinario, pianifica liquidazioni IVA mensili o trimestrali. Le imposte dirette si pagano a saldo e acconto tra giugno e novembre. INPS Artigiani si versa in quattro rate per i fissi e conguaglio sull’eccedenza. L’INAIL si autoliquida a inizio anno. Il diritto annuale CCIAA scade a giugno. Per i pagamenti elettronici, devi accettare carte e bancomat; il mancato rispetto comporta sanzioni (norme introdotte dal DL 36/2022). Predisponi un calendario scadenze e un fondo cassa per evitare stress finanziari e more.
