Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per grafica e stampa scegli codice ATECO 74.12.09. Apri come professionista (Gestione separata INPS 26,07%) o come ditta individuale commerciale/artigiana (ComUnica, CCIAA, SCIA, INPS commercianti). Regime forfettario o ordinario.
- ATECO tecnico: 74.12.09 per grafica e servizi di design; valuta 18.x se fai stampa industriale o editoriale.
- Inquadramento: professionista senza struttura in Gestione separata; impresa con negozio/lab in Gestione commercianti/artigiani.
- Fisco 2026: forfettario con coefficiente 78% per professionisti; ordinario con IRPEF 23%-33%-43%; IVA secondo DPR 633/1972.
Codice ATECO 74.12.09: quando usarlo e quando no
Il codice ATECO 74.12.09 identifica le “Altre attività di design”. Include grafica, impaginazione, brand identity, illustrazione e pre-stampa leggera.
È adatto se progetti loghi, layout, materiali pubblicitari e file pronti per la stampa. Esegui la stampa presso terzi o con attrezzature non industriali.
Se gestisci macchine da stampa industriali, verifica la sezione 18 del classificatore ATECO (stampa e servizi connessi). Per vendita al dettaglio di prodotti stampati, valuta anche un codice del commercio al minuto.
Le tabelle ATECO sono pubblicate da Agenzia delle Entrate e ISTAT. La scelta impatta su contributi, adempimenti e studi statistici.
In caso di attività mista, puoi aggiungere più codici. Il primo è quello prevalente per ricavi.
Due strade operative: professionista vs impresa
Professionista senza organizzazione: apertura, INPS e adempimenti
Se lavori su commissione, senza negozio, dipendenti o rete vendita, operi come lavoratore autonomo professionista. Usi il codice 74.12.09.
Per aprire la Partita IVA invia il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online o allo sportello. Riferimento: modulistica Agenzia delle Entrate.
Ti iscrivi alla Gestione separata INPS. Contributi 2026: 26,07% sul reddito imponibile. Non ci sono minimi. Fonte: circolare annuale INPS e Ministero del Lavoro.
Emetti fattura elettronica a tutti dal 2024. Riferimento: DLgs 127/2015 e successive modifiche, e provvedimenti Agenzia delle Entrate. Marca da bollo di 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro (DM 17/06/2014).
Se scegli il forfettario, non applichi ritenuta d’acconto. Devi scrivere in fattura che operi ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014.
Ditta individuale commerciale o artigiana: quando serve e come si apre
Se hai un negozio, un laboratorio con macchine e personale, o vendi prodotti stampati, l’attività è imprenditoriale. Apri come ditta individuale.
Presenti una pratica ComUnica. Con un unico invio ti iscrivi a Registro Imprese, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate. Base giuridica: DPCM 6 maggio 2009.
Costi iniziali tipici in Camera di Commercio: imposta di bollo 17,50 euro; diritti di segreteria 18 euro; diritto camerale annuo tra 53 e 120 euro, secondo l’inquadramento. Importi aggiornati con delibere camerali.
Per avviare un punto vendita o un laboratorio presenti la SCIA al SUAP del Comune. Riferimento: DPR 160/2010. Il costo varia di solito tra 0 e 200 euro, secondo il Comune.
Serve PEC obbligatoria e firma digitale per le pratiche. Fonti: DL 179/2012 per PEC; CAD (D.Lgs. 82/2005) per firma digitale.
Contributi INPS per imprese: fissi e variabili
Se sei commerciante o artigiano paghi contributi alla Gestione commercianti/artigiani INPS. Ci sono quote fisse e quote percentuali.
Per il 2026 i fissi sono 4.611,64 euro annui, da pagare anche senza reddito. Sull’eccedenza oltre 18.808,00 euro versi il 24,48%. Oltre 56.224,00 euro versi il 25,48%. Fonte: circolare INPS 2026.
Gli importi si versano a rate con i modelli F24 entro le scadenze ordinarie (giugno, agosto, novembre e febbraio successivo, secondo calendario INPS).
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario
Regime forfettario per grafica e stampa: come funziona
Il regime forfettario è disciplinato dalla L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche. La soglia ordinaria è 85.000 euro annui di ricavi.
Per attività professionali come 74.12.09, il coefficiente di redditività è 78%. Significa che tassi e contributi si calcolano sul 78% dei ricavi.
L’imposta sostitutiva è 15%. Può scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività. Le regole dettagliate sono su Normattiva e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Nel forfettario non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Indichi la dicitura di esonero IVA secondo la L. 190/2014.
Se superi 100.000 euro durante l’anno, l’uscita può essere immediata. Applichi l’IVA dal mese successivo. Riferimento: modifiche introdotte dalla L. 197/2022.
Regime ordinario: IRPEF, IVA e deduzioni
Se non puoi o non vuoi il forfettario, entri nel regime ordinario semplificato o ordinario. Riferimenti: DPR 600/1973 e DPR 633/1972.
L’IRPEF 2026, secondo la normativa vigente, si calcola a scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
Nel regime ordinario deduci i costi inerenti dal reddito. Applichi l’IVA adeguata per legge. Registri corrispettivi e fatture secondo il DPR 633/1972.
Puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. Per editoria possono valere aliquote ridotte del 4%, come da Tabella A del DPR 633/1972. Per volantini, manifesti e servizi grafici di norma si applica il 22%.
Se sei professionista ordinario, i clienti sostituti d’imposta applicano la ritenuta d’acconto. La indichi in fattura e la scomputi dalle imposte dovute.
IVA, documenti commerciali e casi particolari
Fatture, corrispettivi e RT
Tutti emettono fatture elettroniche in formato XML. Il Sistema di Interscambio gestisce il flusso. Riferimenti: DLgs 127/2015 e provvedimenti attuativi.
Se vendi al dettaglio in negozio, emetti documento commerciale con registratore telematico. Invii i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate.
Se operi solo B2B da professionista, normalmente emetti sempre fattura e non usi il registratore.
Stampa conto terzi e cessioni di beni
Se progetti grafica e poi cedi un bene stampato, distingue se vendi un servizio o un prodotto. Il regime IVA può variare.
La prestazione di servizi grafici segue il luogo del committente secondo le regole generali IVA. La cessione di beni stampati segue la consegna del bene.
Per editoria certificata valgono regole speciali. Verifica la natura del prodotto e i requisiti dell’aliquota ridotta nella normativa IVA.
Regola decisionale rapida
Usa questa scorciatoia logica per scegliere inquadramento e regime.
- Se lavori da solo, senza negozio o dipendenti, e vendi servizi grafici: professionista con 74.12.09, Gestione separata INPS.
- Se hai negozio o laboratorio, vendi prodotti finiti o assumi personale: ditta individuale commerciale/artigiana, ComUnica e SCIA.
- Se prevedi ricavi entro 85.000 euro, pochi costi con IVA: valuta forfettario (coefficiente 78%).
- Se hai molti costi con IVA, attrezzature e personale: valuta ordinario per dedurre e detrarre IVA.
- Se stampi industrialmente: aggiungi un codice ATECO sezione 18 oltre al 74.12.09.
- Se vendi online prodotti stampati: aggiungi il codice e-commerce del commercio al dettaglio e adempi alla normativa sui corrispettivi.
Procedura pratica, tempi e costi
Professionista 74.12.09
1) Presenta AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Codice 74.12.09. Data inizio attività coincidente con l’avvio.
2) Iscrizione alla Gestione separata INPS. La trovi nei servizi previdenziali.
3) Attiva firma digitale e PEC. La PEC è obbligatoria per professionisti. Fonti: DL 179/2012 e CAD.
4) Fatturazione elettronica: attiva un canale o usa software abilitati. Conservazione a norma per 10 anni.
Ditta individuale commerciale o artigiana
1) Redigi pratica ComUnica. Alleghi modello I1, apertura posizione IVA e posizioni previdenziali e assicurative.
2) Deposita in Camera di Commercio. Paga bollo, diritti di segreteria e diritto camerale.
3) Invia SCIA al SUAP per il laboratorio o il negozio. Il Comune può chiedere planimetrie e requisiti igienico-sanitari.
4) Acquista registratore telematico per i corrispettivi. Configuralo con il tuo profilo IVA.
Tempi tipici: 1-3 giorni lavorativi per Partita IVA; 3-7 giorni per ComUnica; SCIA spesso ha effetto immediato. Riferimenti: DPR 160/2010 e DPCM 6 maggio 2009.
Fonti normative essenziali da consultare
DPR 633/1972 (IVA) e Tabella A per le aliquote. DPR 600/1973 per imposte sui redditi e adempimenti contabili.
L. 190/2014 sul regime forfettario, con modifiche da L. 208/2015, L. 145/2018 e L. 197/2022. Comunicati e provvedimenti Agenzia delle Entrate.
DPCM 6 maggio 2009 su ComUnica; DPR 160/2010 per SCIA e SUAP. DL 179/2012 su PEC. D.Lgs. 82/2005 (CAD) su firma digitale.
Circolari INPS annuali su Gestione separata e Gestione artigiani/commercianti. Ministero del Lavoro per inquadramenti previdenziali.
Portale Normattiva per il testo vigente aggiornato delle leggi citate.
| Scenario | Requisiti/Inquadramento | Adempimenti principali | Tempistiche e costi indicativi 2026 |
|---|---|---|---|
| Professionista grafico 74.12.09 | Nessun negozio o dipendenti; servizi su commissione; Gestione separata | AA9/12; iscrizione INPS; fattura elettronica; marca da bollo; eventuale SCIA se apri studio aperto al pubblico | IVA attiva in 1-3 giorni; contributi 26,07% sul reddito; bollo 2€ per fatture senza IVA oltre 77,47€ |
| Ditta individuale commerciale (negozio di stampa) | Punto vendita; vendita prodotti stampati; possibile personale | ComUnica; CCIAA; SCIA SUAP; RT per corrispettivi; INPS commercianti | ComUnica 3-7 giorni; diritti CCIAA 88,50-155,50€ circa complessivi; contributi fissi 4.611,64€ + 24,48% oltre 18.808€ |
| Laboratorio artigiano di stampa | Produzione con macchine; prevale il lavoro proprio; iscrizione artigiani | ComUnica; Albo Artigiani; INAIL; SCIA; sicurezza sul lavoro | Tempi 5-10 giorni; stessi contributi di commercianti; costi SCIA 0-200€ secondo Comune |
| E-commerce stampa on demand | Vendita online; logistica terzi; possibili codici aggiuntivi commercio | ComUnica; SCIA per commercio elettronico; informativa consumatori; RT o sola fatturazione | SCIA telematica in giornata; diritto camerale 53-120€; PEC e firma digitale da 35€/anno |
| Passaggio da forfettario a ordinario | Superi soglia o scelta volontaria | Comunicazione in dichiarazione; gestione IVA; rettifiche art. 19-bis2 DPR 633/1972 | Effetti dal periodo d’imposta successivo o immediati se superi 100.000€; nuovi registri IVA |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra grafico professionista e ditta di stampa?
Il professionista vende servizi intellettuali: progettazione, impaginazione, illustrazione. Non ha un negozio e non impiega dipendenti in modo stabile. Usa il codice 74.12.09 e si iscrive alla Gestione separata INPS. Paga contributi come percentuale sul reddito, senza minimi. Fattura elettronica a clienti, spesso imprese o professionisti. Non emette scontrini. Se è in forfettario, non applica IVA né ritenute, e calcola l’imposta sul 78% dei ricavi.
La ditta di stampa vende prodotti finiti: volantini, biglietti, insegne, cataloghi. Ha un punto vendita o un laboratorio, può avere macchine e personale. Si iscrive al Registro Imprese, presenta SCIA e opera con Gestione commercianti o artigiani. Paga contributi fissi ogni anno, anche senza ricavi, più una percentuale oltre soglia. Emette documento commerciale ai privati con registratore telematico e fatture ai clienti business. L’IVA si applica in modo ordinario, con eventuali aliquote ridotte solo per l’editoria qualificata.
Quale regime fiscale conviene nel 2026 per un grafico che inizia ora?
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro, costi bassi e clienti soprattutto italiani, il forfettario è spesso conveniente. L’imposta sostitutiva è al 15% e può essere al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti della L. 190/2014. Calcoli il reddito con il coefficiente 78% e deduci i contributi versati. Non gestisci IVA, quindi semplifichi gli adempimenti. Attenzione però: non puoi detrarre l’IVA sugli acquisti e non deduci i costi analiticamente.
Se hai investimenti importanti, attrezzature, affitti e personale, il regime ordinario può convenire. Deduce i costi effettivi e ti consente di recuperare l’IVA sugli acquisti. Gli scaglioni IRPEF 2026 sono a tre aliquote (23%, 33%, 43%). Fai un business plan con due simulazioni: una con aliquote e coefficienti del forfettario, l’altra con costi e detrazioni del regime ordinario.
Come si calcolano i contributi INPS 2026 nei due casi?
Per il professionista in Gestione separata: prendi il reddito imponibile fiscale (ricavi meno costi solo se in ordinario; nel forfettario si usa il reddito forfettario), e applica l’aliquota 26,07%. Non ci sono minimali. Le scadenze seguono le imposte sui redditi, con acconti e saldo tramite F24.
Per commercianti o artigiani: versi una quota fissa di 4.611,64 euro per il 2026, suddivisa in rate. Se superi 18.808,00 euro di reddito imponibile previdenziale, versi il 24,48% sull’eccedenza. Oltre 56.224,00 euro, l’aliquota sale al 25,48% per la parte eccedente. Gli importi sono aggiornati annualmente da INPS con apposite circolari. I contributi sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o dell’imposta sostitutiva.
Quali sono i passaggi burocratici obbligatori per aprire in regola?
Come professionista: invii il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate con il codice 74.12.09, attivi la PEC e la firma digitale, ti iscrivi alla Gestione separata INPS. Imposti la fattura elettronica e la conservazione digitale. Se ricevi pagamenti elettronici, rispetti anche gli obblighi sul POS. Le basi giuridiche sono disponibili su Normattiva e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Come ditta: compili la ComUnica per Registro Imprese, INPS e INAIL. Paghi bollo, diritti di segreteria e diritto camerale. Presenti la SCIA al SUAP per laboratorio o negozio. Acquisti il registratore telematico, assegni l’aliquota IVA ai prodotti, crei le anagrafiche. Attivi PEC e firma digitale. Riferimenti normativi: DPCM 6 maggio 2009, DPR 160/2010, CAD e disposizioni sul documento commerciale.
Quali sono gli errori più comuni con il codice ATECO 74.12.09 e come evitarli?
Errore 1: usare 74.12.09 ma svolgere stampa industriale. Se operi macchine da stampa come attività principale, aggiungi un codice della sezione 18. Così allinei contributi, sicurezza sul lavoro e INAIL. Errore 2: aprire come professionista ma avere un negozio o personale. In questo caso serve ditta e iscrizione al Registro Imprese. Altrimenti rischi contestazioni su inquadramento e contributi.
Errore 3: restare in forfettario con costi molto alti. Se non recuperi l’IVA e non deduci i costi, potresti pagare più tasse. Simula sempre. Errore 4: dimenticare la marca da bollo sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Le sanzioni sono evitabili con controlli periodici. Errore 5: non indicare in fattura le diciture obbligatorie (esonero IVA per forfettario, non applicazione ritenuta). Verifica i riferimenti: L. 190/2014 e DPR 633/1972.
