Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il codice ATECO 74.12.09 identifica i disegnatori grafici. Permette grafica e illustrazione, esclude la progettazione tecnica. Regimi fiscali: forfettario (coefficiente 78%, imposta sostitutiva 5% o 15%) oppure ordinario; previdenza INPS Gestione Separata.
- ATECO 74.12.09: altre attività dei disegnatori grafici, tra cui branding, layout, illustrazione, packaging e grafica per web/social.
- Forfettario: base imponibile pari al 78% dei compensi; imposta sostitutiva 5% start-up o 15% ordinaria; niente IVA in fattura.
- Contributi INPS Gestione Separata: 26,07% nel 2026, senza contributi minimi; si calcolano sul reddito imponibile previdenziale.
Che cos’è il codice ATECO 74.12.09
Il codice ATECO 74.12.09 inquadra le “altre attività dei disegnatori grafici”. ATECO è la classificazione ufficiale delle attività economiche dell’ISTAT. Serve ad aprire la Partita IVA e a definire regole fiscali e contributive.
Con questo codice svolgi servizi di comunicazione visiva. In parole semplici: progetti grafica e immagini per aziende e privati. Vendi la tua creatività e il tuo tempo professionale.
La scelta del codice è cruciale. Incide su coefficiente di redditività nel forfettario, su obblighi contributivi e su statistiche settoriali. Una scelta errata può creare problemi in caso di controlli.
Cosa include in pratica
Rientrano attività come: identità visiva e branding, illustrazione editoriale, impaginazione e layout, grafica pubblicitaria, grafiche per web e social, mockup e asset visivi per campagne.
È compreso il design dei packaging dal punto di vista grafico. Parliamo di etichette, composizione visiva, palette colori, tipografia e resa estetica.
Puoi collaborare con agenzie, tipografie, studi creativi, editori e aziende. Il servizio è intellettuale e si conclude con la consegna di file o esecutivi.
Attività escluse o da valutare con altro ATECO
Non rientra la progettazione tecnica di prodotto. Parliamo di ingegnerizzazione, disegno tecnico, calcoli e tavole CAD per componenti o impianti. Queste attività ricadono nella sezione M 71 (studi di architettura e ingegneria, disegno tecnico).
Se svolgi UX research avanzata o sviluppo software, valuta codici dell’area informatica. Se curi interior o product design strutturale, valuta codici specifici del design di prodotto.
Se mescoli più attività, scegli il codice prevalente. Prevalente significa quello con maggior ricavi attesi. In caso di variazione strutturale, comunica il cambio all’Agenzia delle Entrate.
Regimi fiscali applicabili al grafico con 74.12.09
Regime forfettario: quando conviene e come funziona
Il regime forfettario è il sistema semplificato per autonomi con ricavi fino a 85.000 euro. Lo prevede la Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, con modifiche successive. È pensato per ridurre burocrazia e tassazione.
Base imponibile. Si applica un coefficiente di redditività. Per i professionisti della grafica è 78%. Significa che il Fisco presume costi pari al 22%. Il reddito imponibile fiscale è compensi incassati per 78%.
Imposta. Applichi un’imposta sostitutiva. È il 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti start-up. Altrimenti è 15%. Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.
IVA. Non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai sui costi. Indichi in fattura il riferimento normativo dell’esenzione forfettaria. Se la fattura supera 77,47 euro, applichi la marca da bollo da 2 euro.
Ritenuta d’acconto. Non subisci ritenuta d’acconto. Inserisci l’annotazione in fattura che ne spiega il motivo.
Contributi. Se non hai una cassa professionale dedicata, versi all’INPS Gestione Separata. Nel 2026 l’aliquota è 26,07% (secondo le circolari INPS annuali). La base è il reddito imponibile previdenziale. Nel forfettario coincide con il reddito fiscale (compensi x 78%).
Fatturazione. È obbligatoria la fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio. Questo vale per tutti i forfettari.
Requisiti per il 5% start-up. Non devi aver esercitato nei tre anni precedenti la stessa attività. L’attività non può essere mera prosecuzione di lavoro dipendente o assimilato, salvo praticantato. Se continui l’attività di un altro soggetto, i ricavi del precedente anno non devono superare 85.000 euro. La base è la Legge 190/2014 e successive norme di bilancio.
Esempio numerico. Incassi 30.000 euro. Reddito imponibile fiscale: 23.400 euro (30.000 x 78%). Imposta 5%: 1.170 euro. Contributi INPS 26,07%: 6.107,58 euro (su 23.400). Totale oneri principali: 7.277,58 euro, oltre marca da bollo.
Regime ordinario: quando serve e come si calcola
Il regime ordinario usa il principio di cassa per i professionisti. Tasse sulla differenza tra incassi e spese deducibili, inclusi contributi. Applichi gli scaglioni IRPEF e le addizionali regionali e comunali.
IRPEF 2026. Aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La base è il TUIR (DPR 917/1986) aggiornato e la Legge di Bilancio 2026.
IVA. Addebiti IVA al 22% sui servizi di grafica in Italia. Detrai l’IVA sugli acquisti inerenti. Gestisci liquidazioni periodiche e dichiarazione IVA. La base è il DPR 633/1972.
Esempio numerico. Incassi 60.000 euro. Spese deducibili 20.000 euro (software, attrezzature, consulenze, formazione). Reddito 40.000 euro. IRPEF: 23% su 28.000 e 33% su 12.000. Contributi INPS 26,07% su 40.000. In ordinario può convenire se hai spese elevate e investimenti con IVA da detrarre.
Contributi INPS Gestione Separata 2026
In assenza di cassa professionale, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. La base giuridica è l’art. 2, comma 26, Legge 335/1995 e circolari INPS annuali.
Aliquota 2026. Per i professionisti senza altra tutela obbligatoria, l’aliquota è 26,07%. Le circolari INPS fissano ogni anno l’aliquota e il minimale per l’accredito contributivo.
Base contributiva. Nel forfettario coincide con il reddito imponibile fiscale (compensi x 78%). Nell’ordinario è il reddito netto professionale. I contributi si deducono dal reddito ai fini IRPEF.
Minimali e massimali. Non esistono contributi minimi da versare. Se incassi zero, non paghi. Esistono massimali di reddito ai fini dell’accredito. Li stabilisce annualmente l’INPS nelle sue circolari.
Scadenze. Saldo e primo acconto entro il 30 giugno. Secondo acconto entro il 30 novembre. Versi con modello F24 insieme alle imposte.
Adempimenti operativi: apertura, fatture, imposte
Apertura Partita IVA e scelta del codice
Apri la Partita IVA all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12. Indichi il codice ATECO 74.12.09. La norma di riferimento per l’inizio attività IVA è l’art. 35 del DPR 633/1972.
Contestualmente scegli il regime fiscale. Se rispetti i requisiti del forfettario, lo comunichi nella dichiarazione di inizio attività. Se superi in futuro i requisiti, passi all’ordinario.
Entro 30 giorni dall’inizio, iscriviti alla Gestione Separata INPS. La procedura è telematica sul sito INPS.
Fatturazione elettronica e bollo
Emetti e ricevi fatture elettroniche via Sistema di Interscambio. Indica correttamente natura IVA. Nel forfettario, indichi l’esenzione ex L. 190/2014 e l’assenza ritenuta.
Se la fattura supera 77,47 euro e non c’è IVA, applichi la marca da bollo da 2 euro. La assolvi in modo virtuale in modo periodico.
Con clienti esteri UE ed extra-UE, gestisci regole di territorialità IVA. Per servizi a soggetto passivo UE, di norma si applica il reverse charge nel paese del committente.
Regola decisionale rapida
Hai costi bassi e compensi sotto 85.000 euro? Il forfettario di solito conviene. Paghi imposta su base presunta (78%) e niente IVA in fattura.
Hai investimenti importanti e costi ricorrenti elevati? Valuta l’ordinario. Deduci i costi reali e detrai IVA sugli acquisti. Può ridurre il carico totale.
Hai diritto al 5% start-up? Il forfettario è spesso la scelta migliore per i primi cinque anni. Verifica i requisiti per evitare contestazioni.
Lavori con grandi aziende che richiedono IVA e gestioni complesse? L’ordinario offre flessibilità e piena detrazione IVA.
Superi 85.000 euro o pensi di superarli? Prevedi il passaggio all’ordinario. Pianifica i flussi di cassa per acconti e IVA.
Fonti normative e prassi utili
Classificazione ATECO: ISTAT ATECO (sezione M 74). Per la scelta del codice consulta la classificazione ufficiale.
Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89; successive Leggi di Bilancio. Verifica su Normattiva la versione vigente ad agosto 2026.
IVA: DPR 633/1972; avvio attività art. 35; regole territorialità servizi artt. 7-ter e seguenti. Consultabili sul portale Normattiva e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
IRPEF: DPR 917/1986 (TUIR) e Legge di Bilancio 2026 per scaglioni e detrazioni aggiornate.
Previdenza: Legge 335/1995 art. 2 comma 26; circolari INPS annuali per aliquote Gestione Separata e massimali.
Esempi di calcolo sintetici
Forfettario 15%, incassi 50.000 euro. Reddito imponibile: 39.000 euro. Imposta: 5.850 euro. Contributi: 10.173 euro. Totale imposte+contributi: 16.023 euro, salvo addizionali residue e bolli.
Ordinario, incassi 50.000 euro, costi 18.000, IVA acquisti 3.960. Reddito: 32.000. IRPEF secondo scaglioni 2026. Contributi 26,07% su 32.000. IVA a debito su vendite al 22% meno IVA detraibile.
Ricorda: i contributi si deducono e riducono la base IRPEF. I calcoli vanno simulati con dati completi e aggiornati.
| Scenario | Requisiti/Condizioni | Calcolo base e aliquote 2026 | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Ricavi fino a 85.000 euro; requisiti 5% rispettati (no prosecuzione sostanziale; no stessa attività ultimi 3 anni). | Reddito = compensi x 78%; imposta 5%; INPS 26,07% su reddito; no IVA. | Apertura P.IVA, scelta regime; fattura elettronica; saldo imposte e contributi 30/06; acconti 30/06 e 30/11. |
| Forfettario ordinario (15%) | Ricavi fino a 85.000 euro; non ricorrono le condizioni del 5%. | Reddito = compensi x 78%; imposta 15%; INPS 26,07%; no IVA e no ritenuta. | Marca da bollo su fatture senza IVA; e-fattura via SdI; gestione F24 periodica. |
| Passaggio all’ordinario | Superi 85.000 euro o opti volontariamente per ordinario. | Reddito = incassi – costi; IRPEF 23/33/43%; addizionali; INPS 26,07%; IVA 22% con detrazione acquisti. | Comunicazione opzione in dichiarazione; liquidazioni IVA trimestrali o mensili; dichiarazioni IVA e Redditi. |
| Cliente estero UE (servizi B2B) | Committente con partita IVA UE; territorialità nel paese del cliente (regola generale). | Fattura senza IVA con inversione contabile; nel forfettario resta senza IVA per regime. | Fattura elettronica transfrontaliera; monitoraggio operazioni estere secondo prassi AdE. |
FAQ
Qual è la differenza tra ATECO 74.12.09 e le attività di design di prodotto o disegno tecnico?
L’ATECO 74.12.09 copre la grafica e l’illustrazione. In breve: crei contenuti visivi, loghi, layout, packaging da un punto di vista estetico. Non fai calcoli strutturali o progettazione meccanica. La progettazione tecnica e l’ingegnerizzazione rientrano nella sezione M 71 (studi di architettura e ingegneria). Se nei tuoi incarichi ti chiedono tavole tecniche, verifiche di conformità o specifiche costruttive, sei oltre la grafica. In quel caso valuta un codice dell’area tecnica. Se svolgi entrambe le attività, scegli il codice prevalente. In caso di cambio prevalenza, comunica la variazione all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’evento.
Nel forfettario pago davvero le tasse solo sul 78%? Come funziona con i contributi INPS?
Sì. Il 78% è il coefficiente di redditività applicato ai grafici. Il Fisco presume costi pari al 22% dei compensi. La tua base imponibile fiscale è quindi compensi x 78%. Su questa base calcoli l’imposta sostitutiva: 5% se rispetti i requisiti start-up, altrimenti 15%. Per i contributi INPS Gestione Separata, la base previdenziale nel forfettario coincide con la base fiscale. Quindi versi il 26,07% (aliquota 2026, come da circolari INPS) su compensi x 78%. Non esistono minimi obbligatori: se non incassi, non versi. I contributi si deducono dal reddito quando calcoli l’imposta, riducendo il carico complessivo. Ricorda infine che, essendo in forfettario, non addebiti IVA e applichi la marca da bollo sui documenti senza IVA oltre 77,47 euro.
Quando mi conviene il regime ordinario rispetto al forfettario come grafico?
L’ordinario conviene se hai spese elevate e costanti. Esempi tipici: software costosi in abbonamento, assunzione di collaboratori, canoni di locazione, attrezzature e workstation di fascia alta, campagne pubblicitarie rilevanti. Se detrai molta IVA sugli acquisti, il vantaggio cresce. Con l’ordinario deduci i costi reali e detrai l’IVA sugli acquisti. Tieni però conto della burocrazia in più: liquidazioni IVA, registri, dichiarazione IVA, studi di cassa e acconti. Se superi 85.000 euro devi uscire dal forfettario e passare all’ordinario. Se stai sotto 85.000 euro ma hai costi bassi, il forfettario resta di solito più efficiente, specie con aliquota 5% start-up. La scelta ottimale richiede una simulazione numerica con i tuoi dati reali.
Come fatturo a clienti esteri (UE ed extra-UE) con il codice 74.12.09? Cambia qualcosa tra forfettario e ordinario?
Per servizi B2B a un cliente con partita IVA UE, la regola generale di territorialità IVA (DPR 633/1972, art. 7-ter) sposta l’IVA nel paese del committente. In pratica, emetti fattura senza IVA con inversione contabile. Nel forfettario emetteresti comunque fattura senza IVA, ma è importante indicare sia la natura del regime sia la regola di territorialità. Per clienti extra-UE, i servizi sono di norma fuori campo IVA in Italia per carenza di territorialità. In ordinario, le regole di territorialità sono le stesse, ma gestisci anche dichiarazione IVA e, se previsto, gli elenchi informativi. In ogni caso usa la fatturazione elettronica, cura le diciture corrette e conserva la prova dello status di soggetto passivo del committente (ad esempio tramite verifica della partita IVA comunitaria).
Quali sono i passaggi burocratici per iniziare e quali scadenze fiscali devo segnare in agenda?
Primo: definisci l’attività e scegli il codice ATECO 74.12.09. Secondo: apri la Partita IVA con il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate, indicando il regime fiscale scelto. Terzo: iscriviti alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni. Quarto: attiva la fatturazione elettronica tramite un canale abilitato al Sistema di Interscambio. Quinto: imposta un metodo di conservazione digitale delle fatture. Scadenze principali: saldo imposte e contributi entro il 30 giugno, primo acconto nella stessa data, secondo acconto il 30 novembre. Se sei in ordinario, aggiungi liquidazioni IVA periodiche (mensili o trimestrali), eventuali comunicazioni periodiche e la dichiarazione IVA annuale. Prepara un prospetto di cassa per non subire sorprese di liquidità nei mesi di giugno e novembre. Per i primi anni, fatti aiutare da un consulente per evitare errori formali e sanzioni.
