Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come guida turistica usa il codice ATECO 79.90.20, apri la Partita IVA da professionista, iscriviti alla Gestione Separata INPS (aliquota 2026: 26,07%) e scegli tra regime forfettario o ordinario.
- Codice ATECO corretto per guida turistica: 79.90.20 (classificazione ATECO 2007 ISTAT). L’abilitazione professionale segue il Decreto del Ministero della Cultura 11 dicembre 2023.
- Previdenza: Gestione Separata INPS con aliquota 26,07% per il 2026, senza contributi fissi minimi; acconti e saldo su base reddito.
- Fisco: Forfettario (soglia 85.000 euro; imposta 5% start-up poi 15%; coefficiente di redditività 67%) o Ordinario (IRPEF 23%-33%-43% 2026).
Codice ATECO per guida turistica: quale scegliere e perché
La voce ATECO appropriata per chi accompagna e illustra attrazioni culturali ai visitatori è 79.90.20 “Attività delle guide e degli accompagnatori turistici”. La classificazione ATECO la fornisce l’ISTAT con ATECO 2007.
Molti confondono il 79.90.01 con le guide. Non è corretto. Le sottocategorie 79.90.xx coprono servizi di prenotazione e attività connesse. La 79.90.20 è specifica per guide e accompagnatori.
Per evitare errori, verifica sempre la descrizione ufficiale ATECO 2007 ISTAT. In caso di codice errato puoi fare una variazione dati IVA con il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate.
Ricorda che l’attività è “libero professionale” e non commerciale. Non serve iscrizione alla Camera di Commercio. Conta invece l’abilitazione professionale.
L’abilitazione nazionale e l’elenco ufficiale delle guide hanno base nel Decreto del Ministero della Cultura 11 dicembre 2023 e nelle norme di attuazione del D.L. 152/2021. Consulta gli atti ministeriali e regionali aggiornati.
Abilitazione, avvio attività e adempimenti
1) Abilitazione professionale ed elenco
Per esercitare come guida serve l’abilitazione. La disciplina recente è nel Decreto del Ministero della Cultura 11 dicembre 2023. Definisce requisiti minimi, esami e l’elenco nazionale.
Se hai un’abilitazione regionale precedente, verifica il riconoscimento nelle nuove regole nazionali. Controlla gli atti della tua Regione e del Ministero della Cultura.
Molti committenti chiedono anche una polizza RC professionale. In alcune Regioni è requisito per l’iscrizione o per bandi pubblici. È comunque consigliata.
2) Apertura della Partita IVA
Compila il modello AA9/12 per attività di lavoro autonomo. Presentalo online o allo sportello dell’Agenzia delle Entrate. Indica ATECO 79.90.20 e la data di inizio.
La comunicazione all’INPS per la Gestione Separata si fa contestualmente o subito dopo. Non serve iscrizione alla Camera di Commercio per i professionisti non ordinistici.
Attiva la fatturazione elettronica. Dal 2024 è obbligatoria anche per i forfettari. Predisponi PEC e un sistema di conservazione digitale delle fatture.
3) Scelta del regime fiscale
Hai due strade: regime forfettario o ordinario. La scelta dipende da ricavi, costi, clientela e IVA detraibile.
Forfettario: ricavi fino a 85.000 euro. Imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. Poi 15%. Coefficiente di redditività per il 79.90.20: 67% (fonte: Legge 190/2014 e successive, consultabile su Normattiva).
Ordinario: tassazione IRPEF progressiva. IVA dovuta e detraibile. Utile se hai molti costi e investimenti con IVA, o se vendi a clienti business che detrarrebbero l’IVA.
Contributi INPS: come funzionano nella Gestione Separata
Le guide turistiche senza cassa dedicata versano alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 per professionisti non assicurati altrove è 26,07% sul reddito imponibile previdenziale.
Non ci sono minimi fissi. Paghi in proporzione al reddito. I contributi si versano con acconti e saldo insieme alle imposte (di norma giugno e novembre). La misura è aggiornata da Circolare INPS annuale.
I contributi sono deducibili dal reddito ai fini fiscali. In forfettario li deduci dal reddito forfettario prima di calcolare l’imposta sostitutiva. In ordinario li deduci nel quadro RP/RE.
Regimi fiscali a confronto: numeri chiari
Forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 e s.m.i.)
Soglia ricavi: 85.000 euro. Uscita immediata se superi 100.000 euro nell’anno (norma introdotta dalla Legge 197/2022). Coefficiente 67% per 79.90.20.
Calcolo base: imponibile fiscale = ricavi x 67% − contributi INPS. Imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, nuova attività non proseguimento, rispetto requisiti occupazione). Poi 15%.
IVA: esclusa. In fattura indichi l’esonero IVA e la marca da bollo da 2 euro se la fattura supera 77,47 euro. No ritenuta d’acconto subita dai clienti sostituti d’imposta, con dicitura specifica in fattura.
Ordinario (TUIR e DPR IVA)
Calcolo base: imponibile = ricavi − costi deducibili − contributi INPS. IVA al 22% salvo eccezioni di legge. Puoi detrarre l’IVA sugli acquisti inerenti.
IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000 (fonti: TUIR – D.P.R. 917/1986 e Legge di Bilancio 2026). Addizionali regionali e comunali si sommano.
Ritenuta d’acconto: i clienti sostituti d’imposta trattengono il 20% sui compensi. La ritenuta è acconto IRPEF. Serve la gestione corretta nelle fatture.
Regola decisionale rapida
Se hai ricavi bassi e pochi costi
Stima ricavi sotto 40-50.000 euro. Costi vivi (trasporti, ingressi, marketing, attrezzature) sotto il 30% dei ricavi. Scegli il forfettario. Paghi imposte su base forfettaria e non gestisci IVA.
Se hai molti costi con IVA
Pianifichi spese oltre il 35-40% dei ricavi. Fai investimenti con IVA rilevante (auto, attrezzature, servizi di agenzie). Valuta l’ordinario per dedurre i costi e detrarre l’IVA.
Se lavori con clientela estera B2B
Operi spesso con tour operator UE/extra-UE. Gestisci operazioni non imponibili per territorialità IVA. L’ordinario può essere neutro su IVA, ma richiede più adempimenti. Valuta pro e contro.
Se sei all’avvio e rispetti i requisiti start-up
Approfitta del 5% per 5 anni in forfettario. La combinazione 5% + esonero IVA è spesso la più efficiente in partenza.
Se superi 85.000 euro o ti avvicini a 100.000
Monitora i ricavi mese per mese. Se rischi di superare 100.000 euro, pianifica il passaggio all’ordinario per evitare l’uscita immediata e le complessità di fine anno.
Fonti normative da conoscere
Regime forfettario: Legge 190/2014, Legge 145/2018, Legge 197/2022; consulta i testi su Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate.
IRPEF e deduzioni: D.P.R. 917/1986 (TUIR) e Leggi di Bilancio annuali.
IVA: D.P.R. 633/1972 e D.Lgs. 127/2015 per la fatturazione elettronica.
Gestione Separata INPS: circolari INPS annuali su aliquote e minimali (aliquota 2026 26,07%).
Abilitazione guide turistiche: Decreto del Ministero della Cultura 11 dicembre 2023 e atti attuativi; coordinamento con il D.L. 152/2021.
Esempi numerici semplificati
Forfettario, ricavi 30.000 euro: reddito forfettario 30.000 x 67% = 20.100. Contributi 26,07% su 20.100 = 5.242. Imponibile imposta = 20.100 − 5.242 = 14.858. Imposta 5% = 743.
Ordinario, ricavi 30.000 euro, costi 9.000, contributi 5.000: reddito = 30.000 − 9.000 − 5.000 = 16.000. IRPEF 23% su 16.000 = 3.680 circa, più addizionali, meno detrazioni. IVA da gestire e detrarre.
Gli esempi non includono acconti e addizionali. Servono simulazioni personalizzate per scelte accurate.
| Scenario | Requisiti tecnici | Base imponibile e imposte | Tempistiche e adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Ricavi fino a 85.000; requisiti 5%: nessuna attività simile nei 3 anni, attività non proseguimento, rispetto regole occupazione | Imponibile = ricavi x 67% − contributi INPS; imposta 5%; niente IVA e ritenute subite | Apertura P.IVA immediata; imposta e contributi con acconti/saldo (giugno-novembre); Fattura elettronica obbligatoria |
| Forfettario ordinario (15%) | Ricavi fino a 85.000; esclusioni se superi 100.000 nell’anno (uscita immediata) | Imponibile come sopra; imposta 15%; esonero IVA e ISA | Stesse scadenze; marca da bollo su fatture senza IVA > 77,47 euro |
| Ordinario con costi bassi | Costi < 25-30% dei ricavi; clienti anche privati | Imponibile = ricavi − costi reali − contributi; IRPEF 23/33/43% + addizionali; IVA dovuta | Liquidazioni IVA periodiche; ritenute d’acconto subite; tenuta registri contabili |
| Ordinario con costi alti | Costi > 35-40% dei ricavi; investimenti con IVA rilevante | Maggiore deducibilità costi e detrazione IVA; possibile risparmio d’imposta rispetto al forfettario | Pianificazione acquisti per cassa/competenza; gestione acconti IRPEF e INPS |
FAQ
Il codice ATECO giusto è 79.90.01 o 79.90.20? Come lo verifico e come lo cambio se ho sbagliato?
Per la guida turistica il codice corretto è 79.90.20 “Attività delle guide e degli accompagnatori turistici”. La classificazione ATECO ufficiale è predisposta da ISTAT con l’elenco ATECO 2007. Le voci 79.90.0x includono diversi servizi di prenotazione e attività correlate. La 79.90.20 è l’unica espressamente riferita alle guide e agli accompagnatori.
Verifica sempre la descrizione testuale della voce nella tabella ATECO ISTAT. Se hai aperto la Partita IVA con un codice non coerente, puoi presentare una variazione dati con il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. La variazione è gratuita e decorre dalla data indicata nella richiesta. Dopo la variazione, aggiorna i dati su fatture elettroniche, anagrafiche clienti e, se necessario, presso INPS.
Quali passi concreti devo seguire per iniziare a lavorare come guida turistica con Partita IVA?
Primo: ottieni o conferma l’abilitazione. La base normativa è il Decreto del Ministero della Cultura 11 dicembre 2023 e gli atti di attuazione. Verifica l’iscrizione all’elenco nazionale o il riconoscimento di abilitazioni regionali pregresse.
Secondo: apri la Partita IVA da professionista con AA9/12 indicando il codice 79.90.20. Terzo: iscriviti alla Gestione Separata INPS. Non serve Camera di Commercio per i professionisti senza albo. Quarto: attiva PEC, sistema di fatturazione elettronica e conservazione digitale. Quinta: valuta una polizza RC professionale. In molti incarichi è richiesta o fortemente consigliata.
Tempi: l’apertura IVA è immediata. L’iscrizione INPS si perfeziona online in poche ore. Puoi iniziare a fatturare subito dopo. Conserva le ricevute di presentazione per eventuali controlli.
Forfettario o ordinario per una guida turistica? Mi fai una simulazione numerica completa?
Ipotesi A: Forfettario, ricavi 50.000 euro, contributi 26,07%. Reddito forfettario 50.000 x 67% = 33.500. Contributi 26,07% = 8.739. Imponibile imposta = 33.500 − 8.739 = 24.761. Imposta 5% (se start-up) = 1.238; al 15% = 3.714. Niente IVA, niente ritenute subite. Adempimenti semplificati.
Ipotesi B: Ordinario, stessi ricavi, costi reali 18.000, contributi 8.000. Reddito = 50.000 − 18.000 − 8.000 = 24.000. IRPEF: 23% fino a 24.000 = 5.520, più addizionali; detrai IVA su acquisti; versi IVA sulle vendite. Se i costi sono elevati e l’IVA sugli acquisti è significativa, l’ordinario può risultare competitivo. Se i costi sono bassi, il forfettario tende a essere più leggero.
Conclusione: se i tuoi costi totali sono sotto ~30% dei ricavi, il forfettario è spesso migliore. Sopra ~35-40%, l’ordinario può convenire. La soglia precisa dipende anche da addizionali e detrazioni personali.
IVA nelle prestazioni di guida turistica: devo addebitarla? E come funziona con clienti esteri?
In forfettario non addebiti IVA. Emissione fattura elettronica senza IVA con dicitura di esonero e marca da bollo se dovuta. Non detrai l’IVA sugli acquisti.
In ordinario applichi l’IVA italiana ordinaria (22%) salvo specifiche eccezioni di legge. Detrai l’IVA sugli acquisti inerenti. Per clienti business esteri, si applicano le regole di territorialità del D.P.R. 633/1972 (art. 7-ter e seguenti). Spesso la prestazione a soggetto passivo UE è fuori campo IVA in Italia per regola generale B2B, con inversione contabile a destino. Per privati esteri può restare imponibile in Italia. Serve analisi caso per caso rispetto al luogo materiale della prestazione.
Dal punto di vista degli invii, utilizzi il Sistema di Interscambio per tutte le fatture, incluse quelle verso estero con i tipi documento previsti. Le comunicazioni transfrontaliere seguono i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate vigenti.
Quali norme devo conoscere per stare tranquillo con controlli e scadenze? E come gestisco acconti e saldo?
Per il forfettario la base è la Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 145/2018 e Legge 197/2022). Per l’IRPEF c’è il TUIR (D.P.R. 917/1986) e per l’IVA il D.P.R. 633/1972. La fatturazione elettronica discende dal D.Lgs. 127/2015 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Le aliquote INPS le trovi nelle circolari annuali della Gestione Separata. Le regole sull’abilitazione sono nel Decreto del Ministero della Cultura 11 dicembre 2023 e negli atti regionali.
Acconti: versi il 100% dell’imposta dovuta l’anno precedente, diviso in due rate (40% a giugno-luglio, 60% a novembre) secondo le regole vigenti. Saldo: a giugno-luglio dell’anno successivo. Stesse logiche per i contributi alla Gestione Separata. Monitora i ricavi durante l’anno per evitare sorprese su acconti e uscita dal forfettario. Un prospetto mensile con ricavi, costi e previsioni d’imposta riduce il rischio.
