Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA da igienista dentale usa il codice ATECO 86.90.29, iscríviti all’Albo TSRM e PSTRP, scegli il regime (forfettario o ordinario) e versa i contributi alla Gestione Separata INPS.
- ATECO: 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti nca”. Laurea abilitante e iscrizione all’Albo TSRM e PSTRP obbligatorie (L. 3/2018 e D.M. 15/03/1999 n. 137).
- Prestazioni sanitarie esenti IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Fattura con marca da bollo se > 77,47 euro.
- Previdenza in Gestione Separata INPS (L. 335/1995). Ritenuta d’acconto 20% in ordinario, esclusa nel forfettario (art. 25 DPR 600/1973).
Chi è l’igienista dentale: requisiti legali e professionali
L’igienista dentale è una professione sanitaria riconosciuta. Il profilo è definito dal D.M. 15 marzo 1999 n. 137. Esegue prestazioni di prevenzione e igiene orale, anche con strumenti meccanici.
Serve la laurea triennale in Igiene dentale. È un titolo abilitante. Appartiene alla classe L/SNT3 delle professioni sanitarie tecniche.
L’iscrizione all’Albo degli Igienisti Dentali presso l’Ordine TSRM e PSTRP è obbligatoria per esercitare (Legge 3/2018). Senza Albo non puoi rilasciare prestazioni sanitarie.
La polizza RC professionale è obbligatoria (L. 24/2017 e DPR 137/2012). Ti tutela da richieste di risarcimento per errori professionali.
Devi rispettare privacy e consenso informato. Si applicano il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il D.Lgs. 196/2003. Conserva i consensi in modo ordinato.
Formazione continua ECM: l’obbligo vale per tutte le professioni sanitarie. Verifica i crediti con il portale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas).
Codice ATECO, apertura della Partita IVA e primi adempimenti
Per l’igienista dentale il codice ATECO consigliato è 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti nca”. È il codice usato per molte professioni sanitarie tecniche.
Se fai anche docenze o corsi, valuta un secondo ATECO per la formazione. Ad esempio un codice dell’istruzione non formale. Usalo solo se è un’attività reale e abituale.
Apri la Partita IVA con il modello AA9/12. Presentalo all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online con SPID/CIE, tramite intermediario abilitato, a sportello o con raccomandata.
La dichiarazione di inizio attività va inviata entro 30 giorni dall’avvio. Indica il luogo in cui lavori e la data di partenza. Scegli il regime fiscale iniziale.
Come professionista non ti iscrivi in Camera di Commercio. Non apri posizione INAIL. Attiva però una PEC, una firma digitale e conserva i documenti in modo ordinato.
Autorizzazioni sanitarie dei locali
Se operi in uno studio tuo, verifica le norme regionali. Molte Regioni richiedono l’autorizzazione sanitaria per studi in cui si erogano prestazioni odontoiatriche o assimilate.
Se operi dentro uno studio odontoiatrico già autorizzato, l’autorizzazione dei locali spetta al titolare. Tu resti responsabile delle tue prestazioni.
Esenzione IVA, fatturazione e Sistema Tessera Sanitaria
Le prestazioni sanitarie dell’igienista dentale sono esenti IVA. Lo stabilisce l’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972. In fattura indichi “Operazione esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/72”.
Se la fattura senza IVA supera 77,47 euro, apponi la marca da bollo da 2 euro. Nelle e-fatture, l’imposta di bollo si paga in modo virtuale con l’Agenzia delle Entrate.
Per le prestazioni rese a persone fisiche, invii i dati al Sistema Tessera Sanitaria. L’obbligo deriva dai provvedimenti MEF e Agenzia delle Entrate sul STS. Il paziente può opporsi, ma tu documenti l’opzione.
Se invii i dati al STS, non emettere e-fattura verso i privati per quelle prestazioni. È una deroga alla fatturazione elettronica sanitaria, rinnovata di anno in anno.
Puoi applicare in fattura la rivalsa INPS del 4%. È facoltativa per i professionisti della Gestione Separata (L. 662/1996). La rivalsa aumenta i compensi e concorre al reddito.
Previdenza: Gestione Separata INPS e tutele
Gli igienisti dentali non hanno una cassa professionale dedicata. Si iscrivono alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995). L’iscrizione è obbligatoria con l’avvio dell’attività.
L’aliquota varia ogni anno con circolare INPS. Nel 2026 per i professionisti senza altra copertura è attorno al 26%. Verifica l’aliquota vigente prima dei calcoli.
Poi versi i contributi sul reddito imponibile previdenziale. In ordinario è il reddito professionale analitico. In forfettario è il reddito “forfettario” dopo il coefficiente.
La Gestione Separata prevede anche indennità di maternità, malattia grave e degenza. Sono tutele minime, ma utili. Controlla requisiti e domande sul portale INPS.
Non ci sono contributi fissi minimali. Paghi solo in percentuale su quanto hai effettivamente guadagnato. Fai attenzione agli acconti dell’anno successivo.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario?
Il regime forfettario è l’opzione semplificata per partite IVA persone fisiche. È regolato dai commi 54-89 dell’art. 1, Legge 190/2014, e successive modifiche.
La soglia di accesso è 85.000 euro di ricavi annui. Restano valide le cause di esclusione tipiche. Ad esempio partecipazioni in società controllanti attività, o lavoro dipendente preponderante.
Il reddito imponibile si calcola con il coefficiente di redditività. Per i professionisti è il 78%. Significa che il 22% sono “spese forfettarie” non documentate.
Sull’imponibile paghi un’imposta sostitutiva del 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti “nuove iniziative”. I contributi INPS si deducono prima dell’imposta.
Nel forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenuta d’acconto. Sulle fatture indichi la normativa di esenzione IVA e la formula di esclusione della ritenuta.
Esempio numerico in forfettario
Incassi: 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 78% = 23.400 euro. Contributi INPS stimati: 23.400 x 26% ≈ 6.084 euro.
Imponibile imposta: 23.400 – 6.084 = 17.316 euro. Imposta 15%: 2.597,4 euro (oppure 5%: 865,8 euro per start-up).
Totale oneri: contributi 6.084 + imposta 2.597,4 = 8.681,4 euro. Il resto è tuo netto ante addizionali locali.
Regime ordinario semplificato per cassa
Nel regime ordinario il reddito è la differenza tra compensi incassati e costi pagati. Si applica il principio di cassa (art. 54, DPR 917/1986 – TUIR).
Le prestazioni sono esenti IVA, ma la contabilità resta. Deduci i costi inerenti: strumenti, dispositivi di protezione, corsi, RC prof, affitti e utenze proporzionate.
Paghi l’IRPEF a scaglioni. Con la riforma 2024-2026 si applicano tre aliquote: 23%, 33% e 43%. Le addizionali regionali e comunali si sommano.
Quando fatturi a uno studio odontoiatrico, se sei in ordinario, subisci la ritenuta d’acconto del 20% (art. 25, DPR 600/1973). In forfettario la ritenuta non si applica.
Esempio numerico in ordinario
Incassi: 30.000 euro. Costi deducibili: 3.000 euro. Contributi INPS deducibili: 4.000 euro. Reddito imponibile: 23.000 euro.
IRPEF: 23.000 x 23% = 5.290 euro. Aggiungi addizionali. L’acconto per l’anno dopo si calcola sul dovuto di quest’anno.
Regola decisionale rapida
Usa questa logica per scegliere il regime fiscale iniziale.
- Se i tuoi costi “veri” sono bassi (meno del 20-22% dei ricavi), il forfettario conviene. Il 22% forfettario ti copre più dei costi effettivi.
- Se prevedi forti investimenti iniziali o costi ricorrenti alti, l’ordinario conviene. Potrai dedurre tutto e ridurre la base IRPEF.
- Se fatturi soprattutto a studi che applicano ritenute, l’ordinario impatta il tuo flusso di cassa. Valuta bene gli acconti e le ritenute.
- Se stimi ricavi oltre 85.000 euro, non puoi restare in forfettario. Passi o parti in ordinario.
- Se sei start-up con pochi costi e ricavi stabili, il forfettario al 5% per cinque anni è spesso la scelta migliore.
Scadenze operative e buone pratiche
Fatturazione: emetti fattura al momento dell’incasso o della prestazione. Per i privati, valuta la comunicazione al STS in base alle regole vigenti.
Imposta di bollo sulle e-fatture: paghi trimestralmente attraverso l’Agenzia delle Entrate. Controlla gli importi e le scadenze sul cassetto fiscale.
Imposte e contributi: saldo e primo acconto a fine giugno; secondo acconto a fine novembre. Puoi rateizzare con interessi legali.
Conservazione: archivia fatture, ricevute, contratti, consensi informati e polizza RC. Tieni un registro interno degli appuntamenti e dei pagamenti.
Controlli: verifica ogni anno l’aliquota INPS, le soglie del forfettario e gli scaglioni IRPEF. Le norme possono cambiare con la Legge di Bilancio.
Fonti normative e istituzionali da conoscere
D.M. 15/03/1999 n. 137: profilo professionale igienista dentale. Legge 3/2018: Ordini professioni sanitarie e Albi TSRM e PSTRP.
DPR 633/1972 art. 10 n. 18: esenzione IVA prestazioni sanitarie. DPR 917/1986 art. 54: reddito di lavoro autonomo per cassa.
DPR 600/1973 art. 25: ritenuta d’acconto professionisti. L. 190/2014 art. 1 commi 54-89: regime forfettario.
L. 335/1995 art. 2 c. 26: Gestione Separata INPS. L. 24/2017 e DPR 137/2012: RC professionale sanitaria.
Provvedimenti MEF e Agenzia delle Entrate: Sistema Tessera Sanitaria ed e-fattura sanitaria. Norme consultabili su Normattiva, Ministero della Salute, Ministero dell’Economia e Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Adempimenti iniziali | Fisco e contributi | Tempistiche e scadenze chiave |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (sotto 85.000 euro) | AA9/12, ATECO 86.90.29, Albo TSRM e PSTRP, RC professionale, PEC. Valuta STS. | Redditività 78%, imposta 5% per 5 anni se requisiti. Contributi Gestione Separata. Niente ritenute. | Inizio attività entro 30 giorni. STS con periodicità vigente (attualmente mensile). Imposte: giugno/novembre. Bollo e-fatture trimestrale. |
| Forfettario consolidato | Come sopra. Verifica annuale soglie e cause di esclusione. | Imposta 15%. Rivalsa INPS 4% facoltativa. Esenzione IVA art. 10 n. 18. | Monitoraggio soglia 85.000 durante l’anno. Eventuale uscita dal forfettario dall’anno successivo o immediata in casi normati. |
| Ordinario con prevalenza pazienti privati | AA9/12, Albo, RC. Organizza contabilità per cassa. Policy privacy e consenso informato. | IRPEF a scaglioni 23%–33%–43% + addizionali. Esenzione IVA. Contributi su reddito analitico. Nessuna ritenuta con privati. | Fatturazione continua. Dichiarazioni e acconti come da calendario fiscale. Verifica bollo su fatture senza IVA. |
| Ordinario con prevalenza studi odontoiatrici | Come sopra. Accordi scritti con lo studio. Verifica ritenute e termini di pagamento. | Ritenuta d’acconto 20% sulle fatture allo studio. Esenzione IVA. Contributi Gestione Separata. | Gestisci la cassa: le ritenute si scomputano dalle imposte a saldo. Richiedi certificazione CU entro marzo. |
FAQ
Serve davvero l’iscrizione all’Albo TSRM e PSTRP per lavorare come igienista dentale?
Sì. La Legge 3/2018 ha istituito l’Albo degli Igienisti Dentali dentro l’Ordine TSRM e PSTRP. L’iscrizione è condizione per esercitare la professione. Il D.M. 15/03/1999 n. 137 definisce il profilo e le attività consentite. Senza Albo rischi sanzioni e l’impossibilità di rilasciare prestazioni sanitarie. Per iscriversi servono laurea abilitante, requisiti di onorabilità e copertura assicurativa professionale. L’iscrizione si effettua presso l’Ordine territoriale competente. Conserva la ricevuta e cita il numero di Albo nella documentazione professionale.
Qual è il codice ATECO corretto e posso aggiungerne altri?
Per l’igienista dentale si usa 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti nca”, coerente con l’area sanitaria tecnica. È un codice ampio, adatto alle prestazioni di prevenzione e igiene orale. Se affianchi attività diverse, come docenza o divulgazione retribuita, puoi aggiungere un ATECO secondario specifico per l’istruzione non formale. Aggiungi codici solo se l’attività è reale, abituale e fatturata. Ricorda che il codice influenza studi statistici e talvolta adempimenti settoriali. In caso di dubbi, consulta l’elenco ATECO ufficiale dell’ISTAT o l’Agenzia delle Entrate.
In regime forfettario posso applicare la rivalsa INPS del 4%? Come impatta su tasse e contributi?
Sì, la rivalsa INPS del 4% è ammessa anche in forfettario per i professionisti iscritti alla Gestione Separata (L. 662/1996). È una maggiorazione facoltativa dei compensi a titolo di contributi. La rivalsa aumenta i ricavi e rientra nel calcolo del reddito forfettario. Quindi entra a tutti gli effetti nella base del 78%. Non genera IVA. Non cambia l’imposta sostitutiva, che resta al 15% (o 5% per start-up) sul reddito calcolato dopo la deduzione dei contributi effettivamente versati. Nelle trattative con studi odontoiatrici, concorda in anticipo l’applicazione della rivalsa.
Devo emettere fattura elettronica se invio i dati al Sistema Tessera Sanitaria?
Gli esercenti professioni sanitarie obbligati all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria non emettono e-fattura per le prestazioni verso persone fisiche, per ragioni di privacy. Questa regola discende dai provvedimenti del MEF e dell’Agenzia delle Entrate sul STS e viene rinnovata periodicamente. Resti libero di emettere e-fattura per prestazioni rese a soggetti diversi dai privati (es. studi o società) quando non sussiste l’obbligo di invio al STS. In ogni caso, conserva con cura i documenti e verifica ogni anno eventuali aggiornamenti ministeriali sulla materia.
Posso lavorare senza Partita IVA con prestazione occasionale per uno studio dentistico?
La prestazione occasionale è ammessa solo se è episodica, non organizzata e non abituale. L’attività sanitaria dell’igienista dentale, per sua natura, è abituale quando svolta per uno studio con continuità. Inoltre richiede iscrizione all’Albo e copertura assicurativa. Di fatto, gli studi richiedono quasi sempre la Partita IVA. Se il rapporto è continuativo e con vincoli di orario, potrebbe configurarsi una collaborazione coordinata o un rapporto di lavoro. Valuta con attenzione il rischio di riqualificazione. Per lavorare in autonomia in modo regolare, apri la Partita IVA e inquadra correttamente fisco e contributi.
Quando conviene passare dall’ordinario al forfettario o viceversa?
Passare al forfettario conviene se i costi reali sono contenuti e i ricavi restano sotto 85.000 euro. Benefici: imposta bassa e gestione semplice. Tuttavia, se pianifichi investimenti importanti, l’ordinario è spesso più efficiente grazie alla deduzione integrale dei costi. Passi al regime diverso dall’inizio del nuovo anno, salvo le regole di fuoriuscita immediata dal forfettario quando si superano soglie o si verificano cause di esclusione. Monitora i ricavi durante l’anno. Pianifica il passaggio per tempo, così gestisci bene acconti, ritenute e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.
Quali sono i costi deducibili tipici in ordinario per un igienista dentale?
In ordinario deduci i costi inerenti e documentati, pagati nell’anno. Esempi: strumenti e piccoli macchinari, materiali monouso, DPI, camici, corsi ECM, polizza RC, consulenze, software gestionali, affitto e utenze dello studio in quota, telefonia e internet, spese auto in percentuale se usate per lavoro, quote Ordine, spese bancarie. Le spese mediche per i pazienti non sono un tuo costo. Conserva fatture e ricevute. Applica criteri di inerenza e congruità. Se hai dubbi su voci borderline, verifica le istruzioni del TUIR e chiedi un parere professionale.
