Codice ATECO igienista dentale: come trovarlo e cosa include?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per l’igienista dentale il codice ATECO corretto è 86.90.29. Apri la Partita IVA come professionista, iscriviti alla Gestione Separata INPS, valuta il forfettario (coefficiente 78%, imposta 5% o 15%).

  • Codice ATECO: 86.90.29 (ambito assistenza sanitaria). Evita 86.99.09 perché non classifica prestazioni sanitarie.
  • Previdenza: Gestione Separata INPS, aliquota 2026 pari al 26,07% sul reddito professionale.
  • Fisco: Forfettario con coefficiente 78% e imposta 5%/15%, oppure ordinario con IRPEF 23%-33%-43% e IVA esente ex art. 10 n. 18 DPR 633/1972.

Codice ATECO per l’igienista dentale: quale usare e perché

L’igienista dentale svolge una professione sanitaria. Il profilo è definito dal D.M. 15 marzo 1999 n. 137 pubblicato su Normattiva. L’esercizio richiede Laurea abilitante e iscrizione all’Albo presso l’Ordine TSRM e PSTRP, in base alla Legge 3/2018.

Per coerenza con l’attività sanitaria, il codice ATECO corretto è 86.90.29. La descrizione include le “altre attività di assistenza sanitaria nca”. Questa voce copre professioni sanitarie non mediche senza cassa dedicata.

Il codice 86.99.09 non è idoneo per prestazioni sanitarie. Ricade in ambiti diversi. Rischi un disallineamento con IVA, STS e inquadramento previdenziale. Prima di aprire, verifica la classificazione ATECO sul portale dell’Agenzia delle Entrate e sulla classificazione Istat ATECO.

Perché 86.90.29 è la scelta tecnica corretta

Consente l’esenzione IVA sulle prestazioni sanitarie alla persona (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). È allineato alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (MEF). Consente l’inquadramento in Gestione Separata INPS, come previsto dalla Legge 335/1995.

In più, i coefficienti del regime forfettario per i servizi professionali si applicano in modo coerente. Questo facilita la stima del reddito e degli acconti.

Come aprire la Partita IVA da igienista dentale nel 2026

Apri la Partita IVA come persona fisica. Usa il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate. Puoi inviarlo online con SPID o presentarlo allo sportello. In alternativa, incarica un consulente.

Scegli il regime fiscale in apertura. Di solito conviene il forfettario se rispetti i requisiti. Altrimenti opta per l’ordinario. Puoi cambiare dal 1° gennaio dell’anno successivo.

Iscriviti alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione è telematica. La contribuzione segue il principio di cassa. Paghi in base al reddito dell’anno. Il principio di cassa significa che contano gli incassi effettivi.

Iscrizione all’Albo, PEC e assicurazione

Iscriviti all’Albo degli Igienisti Dentali presso l’Ordine TSRM e PSTRP. È obbligatorio per esercitare. La fonte è la Legge 3/2018 su Normattiva e il Ministero della Salute.

Attiva una PEC. È il domicilio digitale dei professionisti. La base è nel Codice dell’Amministrazione Digitale. Attiva anche la firma digitale se fatturi a PA o partecipi a gare.

Sottoscrivi una polizza RC professionale. È obbligatoria per le professioni sanitarie. Lo prevede il D.P.R. 137/2012 e la Legge 24/2017.

Fatturazione elettronica e Sistema Tessera Sanitaria (STS)

La fatturazione elettronica è obbligatoria per i forfettari dal 2022. La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nel D.L. 36/2022. Ci sono regole speciali per i dati sanitari.

Se fatturi a persone fisiche e invii i dati al STS, non usare lo SdI per quella fattura. Emissione analogica o elettronica extra-SdI e invio dati al STS. La disciplina deriva dai decreti del MEF e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Se fatturi a soggetti IVA (studi odontoiatrici, cliniche), usa lo SdI. Indica sempre la natura “N1” per l’esenzione IVA su prestazioni sanitarie.

Regime forfettario 2026 per igienista dentale

Il forfettario è regolato dalla Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata. La soglia di ricavi è 85.000 euro annui. Oltre 100.000 euro, si esce dal regime dall’anno stesso.

L’imposta sostitutiva è al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. Altrimenti è al 15%. L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF e addizionali.

Il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. Per i servizi professionali si usa il 78%. Il coefficiente è una percentuale che stima i costi in modo forfettario.

I contributi INPS si calcolano su questo reddito. I contributi sono deducibili prima di applicare l’imposta sostitutiva. Questo riduce la base imponibile.

Requisiti pratici e cause di esclusione

Non devi superare 85.000 euro di ricavi. Non devi partecipare a società di persone o S.r.l. che svolgono attività riconducibili. Non devi avere regimi IVA speciali.

Puoi avere redditi di lavoro dipendente. Ma non devi superare i 30.000 euro se vuoi accedere da subito al forfettario, quando il rapporto è in essere. Verifica le soglie nelle istruzioni AE 2026.

Contribuisci alla Gestione Separata. Non puoi applicare la riduzione del 35% pensata per artigiani e commercianti. Quella riduzione non riguarda i professionisti in Gestione Separata.

Regime ordinario 2026: quando conviene

L’ordinario si applica con il principio di cassa per i professionisti. Deduce i costi reali. Può convenire se hai costi elevati o investimenti importanti.

Le aliquote IRPEF 2026 sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre. La base è il TUIR (DPR 917/1986), come modificato dalle leggi di bilancio vigenti.

Le prestazioni sanitarie alla persona sono esenti IVA. Resta l’obbligo dichiarativo e di registri. Se il cliente è sostituto d’imposta, applichi ritenuta d’acconto del 20% (DPR 600/1973, art. 25).

Pro e contro dell’ordinario

Pro: deduci i costi effettivi, ammortizzi attrezzature, scarichi spese per formazione e assicurazioni. Se hai costi alti, l’aliquota effettiva scende.

Contro: più adempimenti contabili. Corrispettivi, registri, dichiarazioni IVA anche se esenti, liquidazioni senza versamenti per l’esenzione. Può crescere il carico di studio.

Contributi INPS 2026: calcolo e scadenze

Come professionista senza cassa, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 è 26,07% per i professionisti non assicurati ad altre forme. La fonte è la circolare annuale INPS sulla Gestione Separata.

Calcolerai acconto e saldo con F24. L’acconto si paga a giugno e novembre. Il saldo a giugno dell’anno successivo. Usa il reddito a base contributiva dell’anno.

Nel forfettario il reddito a base contributiva è il 78% dei ricavi, al netto dei contributi già versati. Nell’ordinario è il reddito professionale per cassa.

Regola decisionale rapida

Come scegliere in 60 secondi

Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e costi bassi, scegli il forfettario. Imposta 5% o 15% su base forfettaria. Semplice e leggero.

Se prevedi molti costi (collaboratori, attrezzature, studio proprio), valuta l’ordinario. Deduzioni e ammortamenti possono battere il 15% forfettario.

Se lavori soprattutto con privati e non hai grandi investimenti, il forfettario è spesso vincente. Se lavori in appalto per cliniche con compensi alti e costi rilevanti, l’ordinario può convenire.

Se pensi di superare 85.000 euro, pianifica da subito l’ordinario. Eviti salti di regime e acconti imprevisti. Controlla l’effetto della ritenuta d’acconto.

Se hai redditi di lavoro dipendente elevati, verifica la compatibilità. Le regole di accesso possono limitare il forfettario. Consulta le istruzioni AE per il 2026.

Adempimenti sanitari, privacy e sicurezza

Trasmetti i dati al Sistema Tessera Sanitaria quando emetti fatture a privati per prestazioni sanitarie detraibili. Seguono i decreti MEF e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Tratta i dati sanitari in modo rigoroso. Applica il GDPR (Reg. UE 2016/679) e il Codice Privacy (D.Lgs. 196/2003 come modificato). Redigi informative e registro dei trattamenti.

Se apri uno studio tuo, rispetta i requisiti dei locali previsti dalla normativa regionale e dalle ASL. Verifica i protocolli di sterilizzazione e sicurezza.

Se assumi personale, applica il D.Lgs. 81/2008 su salute e sicurezza sul lavoro. Nomina RSPP e medico competente se richiesto. Redigi il DVR.

Esempi numerici: quanto paghi davvero

Forfettario con 60.000 euro di ricavi

Reddito forfettario: 46.800 euro (60.000 x 78%). Contributi INPS: circa 12.219 euro (26,07%). Reddito netto fiscale: 34.581 euro. Imposta sostitutiva al 5%: circa 1.729 euro.

Aliquota effettiva totale circa 23,2% tra imposta e contributi. È un calcolo semplificato. Gli acconti incidono sul cash flow ma non aumentano il carico annuo.

Ordinario con 60.000 euro di ricavi e 20.000 di costi

Reddito professionale: 40.000 euro. Contributi INPS 26,07%: circa 10.428 euro. Reddito imponibile IRPEF: circa 29.572 euro. IRPEF per scaglioni 2026: circa 7.956 euro, più addizionali.

Aliquota effettiva simile al forfettario. Ma dipende da costi, detrazioni e carichi familiari. Simula sempre con dati reali.

Scenario Codice ATECO e IVA Requisiti/Adempimenti Tempistiche e note operative
Forfettario sotto 85.000 euro, lavori con privati ATECO 86.90.29; prestazioni esenti IVA art. 10 n. 18; fattura non via SdI se invii al STS Requisiti forfettario L. 190/2014; invio dati STS; PEC e RC obbligatorie Apertura P.IVA AA9/12 in 1-3 giorni; invii STS secondo scadenze MEF; acconti imposta e INPS a giugno/novembre
Forfettario, lavori con cliniche e studi ATECO 86.90.29; esente IVA; e-fattura via SdI con natura N1 Trasmissione elettronica via SdI; nessuna ritenuta per forfettari Fatture elettroniche immediate o differite; conservazione digitale a norma
Ordinario con alti costi ATECO 86.90.29; esente IVA su prestazioni sanitarie Registri IVA, libri contabili; ritenuta 20% se cliente sostituto Liquidazioni IVA trimestrali senza versamenti; dichiarazioni complete a fine anno
Superi 100.000 euro in corso d’anno Uscita immediata dal forfettario; applicazione ordinario dal momento del superamento Gestione fatturazione e adempimenti misti; ricalcolo acconti Verifica con consulente; comunicazioni e adattamento software contabile
Collaborazione stabile in uno studio ATECO 86.90.29; esente IVA Attenzione alla continuità del rapporto per evitare indici di subordinazione Formalizza incarichi e compensi; aggiorna PEC, STS e formazione ECM

FAQ

1) Qual è il codice ATECO giusto per l’igienista dentale? Posso usare 86.99.09?

Il codice corretto è 86.90.29, che include le “altre attività di assistenza sanitaria nca”. È coerente con la tua qualifica sanitaria e con l’esenzione IVA sulle prestazioni alla persona. Il codice 86.99.09 non classifica prestazioni sanitarie e può creare problemi. Rischi incoerenze con la trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria, con l’INPS e con l’inquadramento fiscale. Prima di aprire, confronta la descrizione ATECO sulle tabelle dell’Agenzia delle Entrate e sulla classificazione Istat. Se operi in ambiti particolari o in équipe con odontoiatri, resta dentro l’alveo sanitario. In caso di dubbi, chiedi conferma all’Ordine TSRM e PSTRP o consulta la documentazione su Normattiva per l’inquadramento della professione sanitaria.

2) Come apro la Partita IVA e quali sono gli obblighi iniziali?

Compila il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate e indica 86.90.29. Scegli il regime fiscale in apertura. Se hai i requisiti, seleziona il forfettario. Iscriviti alla Gestione Separata INPS entro pochi giorni dall’avvio. L’obbligo previdenziale deriva dalla Legge 335/1995 e dalle circolari INPS annuali. Iscriviti all’Albo degli Igienisti Dentali presso l’Ordine TSRM e PSTRP (Legge 3/2018). Attiva la PEC come domicilio digitale (Codice dell’Amministrazione Digitale) e una polizza RC professionale (D.P.R. 137/2012 e Legge 24/2017). Se fatturi a privati, trasmetti i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Se fatturi a soggetti IVA, emetti fattura elettronica via SdI. Conserva le fatture a norma e rispetta il GDPR nella gestione dei dati dei pazienti.

3) Forfettario o ordinario: quale conviene nel 2026?

Il forfettario conviene se i ricavi restano sotto 85.000 euro e i costi sono contenuti. Applichi il coefficiente 78% ai ricavi e versi un’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni (se start-up) o del 15% dopo. Versi contributi alla Gestione Separata sul reddito forfettario e li deduci. Hai adempimenti semplici. L’ordinario conviene se hai costi elevati, investimenti importanti e vuoi dedurre in modo analitico. Usi il principio di cassa. Applichi le aliquote IRPEF 23%-33%-43% previste dal TUIR come aggiornato. Le prestazioni sanitarie restano esenti IVA in entrambi i casi. Fai una simulazione realistica con i tuoi numeri. Tieni conto degli acconti e del cash flow. Se rischi di superare 85.000 euro o addirittura 100.000 euro, pianifica per tempo il passaggio all’ordinario.

4) Prestazioni sanitarie e IVA: come fatturo a privati e a cliniche?

Le prestazioni sanitarie alla persona sono esenti IVA per l’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972. Quando fatturi a persone fisiche e sei tenuto all’invio al Sistema Tessera Sanitaria, non emettere fattura via SdI. Emissione analogica o elettronica extra-SdI e invio dei dati al STS, seguendo i decreti del MEF e i provvedimenti AdE. Indica sempre i dati obbligatori, la descrizione chiara della prestazione e la dicitura di esenzione. Quando fatturi a soggetti IVA (studi, cliniche, società), emetti fattura elettronica via SdI. Usa la natura N1 per l’esenzione. Se sei in ordinario e il cliente è sostituto d’imposta, applica ritenuta d’acconto al 20% come da DPR 600/1973. Conserva i documenti a norma e rispetta le scadenze per l’invio dei dati al STS.

5) Contributi INPS 2026: quanto pago e quando?

Versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 per i professionisti senza altra tutela è 26,07%. La trovi nella circolare INPS annuale. La base contributiva è il reddito per cassa. Nel forfettario è il reddito calcolato col coefficiente di redditività (78% dei ricavi), al netto dei contributi. Nell’ordinario è il reddito professionale dedotti i costi. I contributi sono deducibili ai fini fiscali nell’anno di pagamento. Paghi acconti e saldo con F24 insieme alle imposte. L’acconto si paga a giugno (prima rata) e a novembre (seconda). Il saldo si paga a giugno dell’anno successivo. Se inizi a metà anno, gli acconti possono essere bassi il primo anno e più alti il secondo. Programma la liquidità. Consulta ogni anno la circolare INPS e le istruzioni AE per verificare aliquote e scadenze aggiornate.

Riferimenti normativi utili (citazioni testuali, senza link)

D.M. 15 marzo 1999 n. 137, individuazione della figura professionale dell’igienista dentale, disponibile su Normattiva. Legge 3/2018, riordino degli Ordini delle professioni sanitarie, su Normattiva e Ministero della Salute. DPR 633/1972, art. 10 n. 18, esenzione IVA prestazioni sanitarie, su Normattiva. DPR 917/1986 (TUIR), scaglioni IRPEF aggiornati dalle leggi di bilancio vigenti, su Normattiva e Agenzia delle Entrate. DPR 600/1973, art. 25, ritenuta d’acconto dei professionisti, su Normattiva. Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, regime forfettario, come modificata; istruzioni AE Modello Redditi PF 2026. Legge 335/1995 e circolari INPS sulla Gestione Separata 2026. D.Lgs. 127/2015 e D.L. 36/2022, fatturazione elettronica; provvedimenti AE. Decreti MEF sul Sistema Tessera Sanitaria. D.P.R. 137/2012 e Legge 24/2017 per RC professionale. Reg. UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003 per privacy.

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