Codice ATECO come illustratore: qual è e cosa comprende?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire la Partita IVA da illustratore usa ATECO 74.12.09, compila e invia il modello AA9/12, iscriviti alla Gestione Separata INPS e scegli tra regime forfettario (78%, 5%/15%) o ordinario.

  • Forfettario: soglia 85.000 euro, uscita immediata oltre 100.000; coefficiente 78%; imposta sostitutiva 15% o 5% per nuove attività (5 anni) secondo Legge 190/2014 e successive modifiche.
  • Ordinario: IRPEF 2026 con tre scaglioni 23%–33%–43% (TUIR, DPR 917/1986 e leggi di bilancio recenti), addizionali regionali/comunali, ritenuta d’acconto 20% (art. 25, DPR 600/1973).
  • Contributi: Gestione Separata INPS per professionisti senza cassa; aliquota 26,07% 2026 (circolari INPS), nessun minimale, iscrizione entro 30 giorni dall’avvio.

Chi è l’illustratore ai fini fiscali e quale ATECO usare

L’illustratore è un libero professionista che crea immagini per editoria, pubblicità, web, packaging e media. Vende prestazioni di servizi intellettuali.

Il codice ATECO consigliato è 74.12.09 “Altre attività dei disegnatori grafici”. È adatto a chi produce illustrazioni commerciali e editoriali, anche digitali.

Questo codice rientra nel macro-settore professionale con coefficiente di redditività 78% ai fini del regime forfettario. Il coefficiente è la quota dei ricavi considerata reddito imponibile.

Quando valutare codici alternativi

Se l’attività ha taglio principalmente artistico, con opere uniche e diritti d’autore prevalenti, alcuni usano 90.03.09 “Altre creazioni artistiche e letterarie”.

Scegli 90.03.09 solo se vendi opere artistiche originali o cedi soprattutto diritti d’autore. Per lavori commerciali continuativi, resta più coerente 74.12.09.

In caso di dubbi, confronta il profilo prevalente dell’attività. La scelta ATECO influenza studi di settore/ISA e il coefficiente forfettario.

Aprire la Partita IVA: passi operativi

Modello AA9/12: come compilarlo e inviarlo

Il modello AA9/12 serve ad aprire la Partita IVA come persona fisica. Va presentato entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività.

Puoi inviarlo:

  • online dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario abilitato;
  • di persona presso un ufficio dell’Agenzia;
  • con raccomandata A/R.

Nel modello scegli il regime fiscale, indichi il codice ATECO 74.12.09 e la data di inizio. Conserva la ricevuta di protocollo.

Iscrizione alla Gestione Separata INPS

L’illustratore senza cassa professionale si iscrive alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione va fatta entro 30 giorni dall’inizio attività.

La contribuzione si calcola sul reddito professionale. Non esiste un minimale. Paghi in base a quanto guadagni, entro un tetto annuo (massimale INPS).

Aliquota 2026 per professionisti: 26,07% (valore indicato dalle circolari INPS annuali). Comprende la quota per maternità, malattia e assegni familiari.

Fatturazione elettronica, PEC e bollo

La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari e gli ordinari. Lo prevede il D.Lgs. 127/2015 e successive estensioni.

Devi avere una PEC attiva e un canale per l’e-fattura (software, provider o portale dell’Agenzia delle Entrate). Il bollo da 2 euro si applica alle fatture senza IVA sopra 77,47 euro; in e-fattura è virtuale.

Per servizi a clienti UE registra la Partita IVA al VIES prima di emettere fatture intracomunitarie. Per clienti extra-UE usa le regole territoriali IVA (art. 7-ter, DPR 633/1972) e invia documenti al SDI per l’esterometro elettronico.

Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario

Forfettario: requisiti, soglie e cause ostative

Il regime forfettario è semplificato. Si applica se i ricavi/compensi annui non superano 85.000 euro. Oltre 100.000 euro l’uscita è immediata nell’anno di superamento.

Aliquota imposta sostitutiva: 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti per nuove attività. Devi non aver svolto attività simile nei tre anni precedenti e non proseguire in forma autonoma un lavoro dipendente o praticantato in modo sostanzialmente identico.

Resta in vigore la causa ostativa se fatturi prevalentemente all’ex datore di lavoro degli ultimi due anni o all’attuale. Verifica sempre la prevalenza e la natura del rapporto.

Fonti: Legge 190/2014, Legge 145/2018, leggi di bilancio successive, circolari Agenzia delle Entrate (consultabili su portale istituzionale).

Come si calcola il reddito in forfettario (coefficiente 78%)

Nel forfettario non deduci i costi analitici. Applichi il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati (principio di cassa: contano gli incassi reali).

Esempio: incassi 30.000 euro. Reddito forfettario 30.000 x 78% = 23.400 euro. Da qui sottrai i contributi INPS pagati nell’anno precedente. Supponiamo 3.000 euro. Base imposta sostitutiva: 20.400 euro.

Imposta al 15%: 3.060 euro. Se al 5%: 1.020 euro. Contributi 2026 a parte, calcolati sull’imponibile previdenziale dell’anno corrente.

Ordinario: deduzioni, IVA e ritenute

Nel regime ordinario il reddito è dato da compensi incassati meno costi inerenti e meno contributi previdenziali. Usi il principio di cassa per i professionisti (art. 54 TUIR).

Applichi l’IVA nelle fatture (22% ordinaria, salvo eccezioni). Liquidazioni IVA mensili o trimestrali. I clienti sostituti d’imposta operano la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi al netto delle spese anticipate in nome e per conto (art. 25, DPR 600/1973).

Il vantaggio dell’ordinario emerge quando hai costi elevati, investimenti importanti o IVA a credito stabile. Serve una contabilità più strutturata.

Imposte e contributi nel 2026

IRPEF 2026: scaglioni e addizionali

L’IRPEF nel 2026 ha tre aliquote per persone fisiche, secondo il TUIR aggiornato dalle ultime leggi di bilancio:

  • 23% fino a 28.000 euro;
  • 33% da 28.000,01 a 50.000 euro;
  • 43% oltre 50.000,01 euro.

Si applicano per scaglioni progressivi sul reddito imponibile. Aggiungi le addizionali regionali e comunali secondo le delibere locali.

Le detrazioni e deduzioni del TUIR possono ridurre l’imposta. Esempio: spese sanitarie, previdenza complementare, detrazioni per lavoro autonomo.

Contributi Gestione Separata INPS 2026

Per i professionisti senza altra tutela previdenziale, l’aliquota è 26,07% (indicata da circolare INPS 2026). Si applica al reddito professionale fino al massimale annuo.

Non c’è minimale: se guadagni poco, versi poco. I contributi sono interamente deducibili dal reddito fiscale (TUIR). Paghi con F24 alle scadenze di saldo e acconti.

Se svolgi anche lavoro dipendente, l’aliquota o le regole possono variare. Verifica nella circolare INPS dell’anno in corso.

Scadenze fiscali principali

  • Saldo imposte e primo acconto: entro il 30 giugno dell’anno successivo (possibile differimento con maggiorazione, se previsto).
  • Secondo acconto imposte: 30 novembre.
  • Liquidazioni IVA: mensili o trimestrali, versamento al 16 del mese successivo al periodo.
  • Imposta di bollo su e-fatture: versamenti trimestrali secondo calendario Agenzia Entrate.

Fonti: DPR 917/1986 (TUIR), DPR 633/1972 (IVA), DPR 600/1973 (accertamento e ritenute), provvedimenti Agenzia delle Entrate e circolari INPS, consultabili su Normattiva e portali istituzionali.

Regola decisionale rapida

Quando scegliere il forfettario

  • Prevedi compensi entro 85.000 euro e costi bassi (software, tavoletta grafica, licenze). Il coefficiente 78% ti conviene.
  • Hai pochi investimenti e clienti finali consumatori. L’IVA non è un problema.
  • Se rispetti i requisiti startup, l’aliquota 5% per 5 anni è spesso imbattibile.

Quando scegliere l’ordinario

  • Hai costi elevati e ricorrenti (collaboratori, agenzia, attrezzatura costosa, viaggi). Vuoi dedurli integralmente.
  • Fatturi a imprese con IVA detraibile. L’IVA non pesa in catena.
  • Prevedi di superare spesso 85.000 euro. Eviti cambi di regime e limiti.

Nesso logico

  • Se costi bassi e ricavi nel limite ⇒ forfettario.
  • Se costi alti o IVA neutra con clienti business ⇒ ordinario.
  • Se incerti ⇒ simula entrambi: confronta imposta (5%/15%) + contributi vs IRPEF per scaglioni + deduzioni.

Errori comuni e come evitarli

Confondere prestazioni abituali con diritti d’autore occasionali

Se lavori in modo continuativo, serve la Partita IVA. La cessione occasionale di diritti d’autore è possibile, ma non sostituisce un’attività abituale.

Riferimenti: TUIR su redditi diversi e Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941). Valuta bene la prevalenza dell’attività.

Dimenticare VIES e territorialità IVA

Servizi a clienti UE? Iscriviti al VIES prima di fatturare. Indica inversione contabile quando previsto e invia file al SDI per l’esterometro elettronico.

Trascurare il bollo in e-fattura

Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, applica il bollo virtuale. Il mancato versamento genera sanzioni.

Tabella scenari, requisiti, imposte e tempistiche

Scenario Requisiti chiave Imposte e contributi Adempimenti IVA/ritenute Tempistiche principali
Forfettario start-up (5%) Ricavi ≤ 85.000; attività nuova; non prosecuzione; nessuna prevalenza verso ex datore 2 anni Imposta 5% su (ricavi x 78% – contributi); INPS 26,07% sul reddito Niente IVA; niente ritenute subite; bollo su fatture > 77,47 AA9/12 entro 30 giorni; INPS entro 30 giorni; imposte 30/6 e 30/11
Forfettario standard (15%) Ricavi ≤ 85.000; nessuna causa ostativa Imposta 15% su base forfettaria; INPS 26,07% E-fattura obbligatoria; VIES per UE; esterometro via SDI Imposta di bollo trimestrale; acconti e saldo come da calendario
Ordinario con costi bassi Ricavi variabili; costi deducibili limitati IRPEF 23-33-43% per scaglioni; deduzioni e detrazioni; INPS 26,07% IVA mensile/trimestrale; ritenuta 20% dai sostituti Liquidazioni IVA periodiche; LIPE; esterometro/SDI per estero
Ordinario con costi alti Investimenti e spese rilevanti; clienti B2B IRPEF su reddito ridotto dai costi; IVA spesso neutra; INPS 26,07% Maggiore contabilità; gestioni acconti/ammortamenti Versamenti IVA al 16; imposte 30/6 e 30/11
Superamento 100.000 in forfettario Ricavi > 100.000 nell’anno Uscita immediata dal forfettario; passaggio all’ordinario con IVA e IRPEF IVA da addebitare dal momento del superamento; ritenute applicabili Comunicazioni all’Agenzia; adeguamento fatture e registri

FAQ

Qual è il codice ATECO giusto per un illustratore e quando considerare alternative?

Per chi realizza illustrazioni per editoria, pubblicità, web e packaging, il codice ATECO più usato è 74.12.09 “Altre attività dei disegnatori grafici”. Questo inquadra il lavoro come servizio professionale grafico/visivo e, in regime forfettario, aggancia il coefficiente 78%.

Se invece produci opere artistiche originali con prevalente sfruttamento autoriale, valuta 90.03.09 “Altre creazioni artistiche e letterarie”. In questo caso la tua attività assomiglia più all’artista-autore che al grafico/illustratore commerciale. Scegli in base alla prevalenza reale dei ricavi: prestazioni su commissione e progetto puntano a 74.12.09; cessione di opere e diritti prevalenti può spingere verso 90.03.09. Ricorda: l’ATECO va coerente con i contratti e con le fatture emesse.

Come si calcolano tasse e contributi nel forfettario per un illustratore? Puoi fare un esempio completo?

Nel forfettario conteggi così: prendi i compensi incassati nell’anno (principio di cassa). Applichi il coefficiente 78% per stimare il reddito. Sottrai i contributi INPS pagati nell’anno. Sulla base residua applichi l’imposta sostitutiva 15% o 5% per start-up se hai i requisiti. I contributi si calcolano a parte sull’imponibile previdenziale dell’anno e sono deducibili dal reddito fiscale.

Esempio: incassi 40.000 euro. Reddito forfettario 40.000 x 78% = 31.200 euro. Contributi stimati 26,07% su 31.200 = 8.146 euro circa. Se lo scorso anno hai versato 6.500 euro, la base per l’imposta è 31.200 – 6.500 = 24.700 euro. Imposta 15% = 3.705 euro (oppure 5% = 1.235 euro). Totale esborso 2026 atteso: imposta 3.705 + contributi 8.146 = 11.851 euro, al netto di acconti. Gli acconti dell’anno corrente si basano su imposta e contributi dovuti per l’anno precedente.

Serve l’iscrizione alla Camera di Commercio o all’INAIL? Ci sono altri obblighi formali?

L’illustratore libero professionista non si iscrive alla Camera di Commercio e non apre posizione INAIL, perché non svolge attività d’impresa né attività soggette ad assicurazione obbligatoria per infortuni tipici d’officina o cantiere. Compila e presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, si iscrive alla Gestione Separata INPS e attiva la fatturazione elettronica. Serve una PEC attiva e un indirizzo telematico (PEC o codice destinatario) da comunicare ai clienti. Conserva le fatture elettronicamente secondo i termini fiscali.

Se invece apri una ditta individuale con organizzazione di mezzi e dipendenti, e vendi anche prodotti o servizi diversi, potresti dover iscrivere l’impresa al Registro Imprese e, in casi particolari, all’INAIL. Valuta la struttura effettiva dell’attività con un professionista.

Posso farmi pagare con cessione di diritti d’autore senza Partita IVA? Quando è lecito e quando no?

La cessione di diritti d’autore è possibile e tassata come reddito diverso secondo il TUIR, quando si tratta di sfruttamento di opere dell’ingegno non svolto in modo abituale e organizzato. È lecita per episodi sporadici, non programmati, senza continuità e senza mezzi organizzati. In questi casi non serve la Partita IVA.

Se però realizzi illustrazioni con regolarità, su commissione, con un’organizzazione minima (sito, attrezzature, ricerca clienti), l’attività è abituale. Devi aprire la Partita IVA e fatturare come professionista. Continuare a usare solo contratti di cessione d’autore in presenza di abitualità espone a contestazioni e recuperi d’imposta. Riferimenti: TUIR su redditi di lavoro autonomo e redditi diversi, Legge 633/1941 sul diritto d’autore, prassi Agenzia delle Entrate.

Lavoro con clienti esteri: come fatturo a UE ed extra-UE? Cosa cambia in forfettario e ordinario?

Con clienti UE che sono soggetti passivi IVA, la regola generale per i servizi è l’art. 7-ter, DPR 633/1972: il servizio è rilevante IVA nello Stato del cliente. Emmetti fattura senza IVA, indicando inversione contabile, e richiedi l’inclusione al VIES prima di operare. In forfettario resti senza IVA anche con clienti italiani; per l’estero la logica territoriale è la stessa, ma devi comunque trasmettere i dati tramite SDI per l’esterometro elettronico.

Con clienti extra-UE, applichi sempre la territorialità: se il committente è un soggetto passivo estero, la prestazione è fuori campo IVA in Italia. Indica norma in fattura e invia il documento al SDI. In ordinario, le operazioni fuori campo non generano IVA a debito; in UE spesso il cliente integra con reverse charge. Conserva prove di status del cliente (VAT number, registri) e i contratti. Fonti: DPR 633/1972, D.Lgs. 127/2015, provvedimenti Agenzia delle Entrate.

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