Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per l’interior design usa ATECO 74.13.00, apri Partita IVA da professionista con modello AA9/12, iscriviti alla Gestione Separata INPS; valuta forfettario (78%, 5%/15%) o ordinario (IRPEF 23%-33%-43%).
- Inquadramento tipico: lavoro autonomo professionale con ATECO 74.13.00; niente Camera di Commercio se non vendi o installi beni.
- Previdenza: Gestione Separata INPS; contributi calcolati sul reddito imponibile, senza minimali fissi.
- Regimi: forfettario (coefficiente 78%, imposta sostitutiva 5%/15%) o ordinario IRPEF 2026 23%-33%-43% con principio di cassa.
Che cos’è l’attività di interior design e quale codice ATECO usare
L’interior designer progetta spazi interni. Definisce layout, colori, materiali, arredi, illuminazione. Coordina fornitori e, se necessario, interagisce con tecnici abilitati per opere edilizie.
Il codice ATECO consigliato è 74.13.00, riferito alle attività di design di interni. È un’attività professionale, senza albo obbligatorio. Rientra nel macro-settore dei servizi professionali.
Se svolgi anche vendita di arredi o installazioni, potresti configurarti come impresa commerciale o artigiana. In quel caso servono codici ATECO aggiuntivi e iscrizioni ulteriori. Valuta l’assetto prima di aprire la Partita IVA.
Attenzione agli aggiornamenti ATECO
L’ISTAT aggiorna periodicamente la classificazione ATECO. In caso di migrazione a tracciati più recenti, verifica l’equivalenza del 74.13.00 nella tabella di raccordo. Consulta i documenti tecnici ISTAT e l’Anagrafe Tributaria.
Il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate riporta sempre i codici attivi. Utilizza la versione aggiornata del modello e le relative istruzioni.
Come aprire la Partita IVA da interior designer
La procedura è semplice. Compili e invii il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online, allo sportello, o tramite un intermediario abilitato.
Nel modello indichi: dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO, regime IVA scelto, data inizio attività. Indichi anche l’iscrizione previdenziale prevista.
Come professionista puro non ti iscrivi alla Camera di Commercio. Non apri posizione INAIL se non svolgi attività con rischio assicurativo. Se vendi prodotti o gestisci un laboratorio, le regole cambiano.
Passaggi operativi e tempistiche
Apri la Partita IVA entro 30 giorni dall’inizio attività. Subito dopo attivi la posizione in Gestione Separata INPS. Se prevedi collaboratori, pianifica la comunicazione obbligatoria al Ministero del Lavoro.
Conserva la ricevuta di apertura e annota il codice attività confermato. Imposta la fatturazione elettronica prima di emettere la prima fattura.
Previdenza: iscrizione alla Gestione Separata INPS
L’interior designer senza cassa professionale si iscrive alla Gestione Separata INPS. È la gestione previdenziale per professionisti “senza albo”. Non prevede minimali fissi.
I contributi si calcolano applicando un’aliquota al reddito imponibile. L’INPS pubblica le aliquote ogni anno con circolare. Per il 2025 l’aliquota per professionisti era pari al 26,07% complessivo. Per il 2026 fai riferimento alla circolare INPS annuale.
Paghi a saldo e acconto con il modello F24. Scadenze ordinarie: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre. Gli acconti si calcolano sul dovuto dell’anno precedente.
Base imponibile e deducibilità
Nel regime ordinario il reddito previdenziale coincide, di norma, col reddito professionale determinato per cassa. Nel forfettario la base si ottiene applicando il coefficiente 78% ai ricavi. Poi si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori.
I contributi versati sono deducibili dal reddito imponibile. In forfettario riducono direttamente la base su cui si calcola l’imposta sostitutiva.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Puoi scegliere tra forfettario o ordinario. La scelta dipende da ricavi, spese, investimenti, clienti e prospettive di crescita. Vediamo le differenze pratiche.
Regime forfettario per interior designer
È riservato alle persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro. È regolato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche. Prevede la determinazione forfettaria del reddito con coefficienti per settore.
Per i servizi professionali l’aliquota di redditività è 78%. L’imposta sostitutiva è 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up. Diventa 15% dagli anni successivi.
Cause di esclusione tipiche: regimi IVA speciali, partecipazioni di controllo in SRL che svolgono attività riconducibile, lavoro dipendente prevalente, superamento soglie. L’uscita immediata scatta se incassi oltre 100.000 euro nell’anno.
Regime ordinario per interior designer
Applichi l’IRPEF per scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Si applicano addizionali regionali e comunali.
Il reddito si calcola con il principio di cassa: incassi meno costi pagati. Dedichi attenzione a spese, ammortamenti, oneri deducibili e detraibili. L’IVA si gestisce con liquidazioni periodiche.
Nel lavoro autonomo si applica il Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Segui le regole del DPR 917/1986 per componenti positivi e negativi e del DPR 633/1972 per l’IVA.
Fatturazione, IVA, ritenute e adempimenti
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, anche in forfettario. Si usa il Sistema di Interscambio. Lo prevede il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.
In forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenute d’acconto. Indichi in fattura il riferimento normativo e applichi il bollo da 2 euro oltre 77,47 euro. Paghi l’imposta di bollo con versamenti trimestrali.
In ordinario addebiti IVA 22% salvo eccezioni specifiche. Se fatturi a sostituti d’imposta, subisci ritenuta d’acconto del 20% sui compensi al netto dei rimborsi. Gestisci registri IVA e liquidazioni.
Operazioni con clienti esteri
Per servizi B2B a soggetti UE, di regola si applica l’articolo 7-ter del DPR 633/1972. La prestazione è imponibile nel Paese del committente. Emissione con inversione contabile.
Se il servizio è “relativo a un immobile” estero, si applica la regola di territorialità dell’articolo 7-quater. La localizzazione segue dove si trova l’immobile. Valuta caso per caso e conserva la documentazione.
Regola decisionale rapida
Quando scegliere il forfettario
Scegli il forfettario se i ricavi stimati sono sotto 85.000 euro e hai poche spese con IVA. Conviene se vendi soprattutto servizi e non devi acquistare molto. L’imposta sostitutiva semplifica i calcoli.
Se puoi accedere al 5% start-up, i primi 5 anni sono molto leggeri. Ricorda che non puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. Valuta il costo dell’IVA indetraibile.
Quando scegliere l’ordinario
Scegli l’ordinario se superi 85.000 euro o hai spese con IVA rilevanti. Conviene se acquisti software, strumenti, arredi campione e consulenze. Recuperi l’IVA e deduci i costi reali.
Se lavori con imprese che applicano ritenute e vuoi sfruttare detrazioni personali, l’ordinario può allinearsi meglio alla tua posizione fiscale complessiva.
Riferimenti normativi essenziali
Per il regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche (consultabili su Normattiva). Per l’IRPEF: DPR 917/1986, Testo Unico delle Imposte sui Redditi.
Per l’IVA: DPR 633/1972 e circolari dell’Agenzia delle Entrate. Per la fatturazione elettronica: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi.
Per i contributi Gestione Separata: circolari INPS annuali. Per gli adempimenti sul lavoro: portale del Ministero del Lavoro e circolari operative.
Errori comuni da evitare
Scelta ATECO errata o incompleta: rischi incoerenze e controlli. Verifica sempre la descrizione dell’attività e l’eventuale necessità di codici aggiuntivi.
Sottovalutare la previdenza: gli acconti INPS pesano sul cash flow. Pianifica il fondo cassa e usa il metodo previsionale solo se motivato.
Ignorare l’IVA nei preventivi: in ordinario l’IVA impatta i prezzi. Comunica chiaramente ai clienti la presenza di IVA e ritenuta, se dovuta.
| Scenario | Requisiti di accesso | Adempimenti iniziali | Tempistiche e scadenze |
|---|---|---|---|
| Professionista in forfettario (ATECO 74.13.00) | Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; nessuna causa di esclusione; possibile 5% start-up se requisiti | AA9/12; iscrizione Gestione Separata; attivazione fattura elettronica; marca da bollo | Apertura entro 30 giorni; imposta sostitutiva e INPS con saldo/1° acconto a giugno, 2° acconto a novembre |
| Professionista in ordinario (ATECO 74.13.00) | Ricavi > 85.000 euro o spese/IVA significative; nessuna esclusione | AA9/12; iscrizione Gestione Separata; registri IVA; eventuale ritenuta d’acconto | Liquidazioni IVA mensili/trimestrali; IRPEF saldo/1° acconto a giugno, 2° acconto a novembre |
| Interior designer che vende anche arredi | Attività mista servizi + commercio; magazzino o rivendita | Iscrizione Camera di Commercio; INPS Commercianti; codici ATECO aggiuntivi; SCIA se negozio | Iscrizioni contestuali all’apertura; adempimenti SUAP; liquidazioni IVA ordinarie |
| Interior designer con laboratorio e installazioni | Produzione/montaggio arredi; attività artigiana | Iscrizione Albo Artigiani/CCIAA; INPS Artigiani; valutazione INAIL; eventuale POS per cantiere | Iscrizioni entro avvio; gestione sicurezza D.Lgs. 81/2008; versamenti contributivi periodici |
FAQ
1) L’interior designer è un professionista o un’impresa? Cosa cambia fiscalmente?
L’inquadramento tipico è professionista autonomo con ATECO 74.13.00. Emetti parcelle per servizi di progettazione e consulenza. Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS e non alla Camera di Commercio. Non hai INAIL se non svolgi attività rischiose. Fiscalmente applichi il principio di cassa e puoi scegliere il forfettario se rispetti i requisiti.
Diventi impresa quando vendi beni, gestisci magazzino o realizzi lavorazioni abituali. In quel caso ti iscrivi alla Camera di Commercio, cambi gestione INPS (Artigiani o Commercianti) e gestisci obblighi aggiuntivi. La scelta impatta IVA, deduzioni, contributi e adempimenti. Definisci prima il perimetro delle tue prestazioni per evitare correzioni successive.
2) Come si calcolano imposte e contributi nel forfettario e nell’ordinario con un esempio?
Forfettario: ricavi annui 50.000 euro. Reddito forfettario: 50.000 x 78% = 39.000. Contributi INPS (aliquota 2026 da circolare INPS): poniamo 26% per esempio di calcolo, 39.000 x 26% = 10.140. Reddito imponibile: 39.000 – 10.140 = 28.860. Imposta sostitutiva: 5% se start-up = 1.443; 15% altrimenti = 4.329. Imposte e contributi si versano a saldo e acconto.
Ordinario: incassi 50.000; costi deducibili pagati 12.000; reddito 38.000. Applichi scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000; 33% sulla parte 28.001-38.000. Calcoli addizionali regionali e comunali. Versi contributi Gestione Separata sul reddito. Recuperi l’IVA sugli acquisti. La gestione contabile è più articolata, ma spesso conviene con molte spese e investimenti.
3) Lavoro con clienti esteri: come funziona l’IVA e quali comunicazioni devo fare?
Clienti UE con partita IVA: per consulenze generiche si applica l’articolo 7-ter del DPR 633/1972. La prestazione è territorialmente rilevante nel Paese del committente. Emissione senza IVA italiana, con inversione contabile. Usa il Sistema di Interscambio per l’esterometro elettronico secondo i codici documento previsti.
Clienti extra-UE: di regola fuori campo IVA in Italia per servizi B2B, con indicazione norma in fattura. Se la prestazione è legata a un immobile (articolo 7-quater), conta dove si trova l’immobile. Per B2C le regole cambiano e spesso si applica l’IVA italiana. Verifica l’inquadramento del servizio e conserva contratti e prove di territorialità. Consulta le circolari dell’Agenzia delle Entrate e il DPR 633/1972 su Normattiva.
4) Come accedo all’aliquota 5% start-up nel forfettario e quali sono i casi limite?
L’aliquota al 5% per i primi 5 anni richiede: nessuna attività professionale analoga nei tre anni precedenti; non proseguire un’attività già svolta come dipendente, salvo tirocinio obbligatorio; non essere mera continuazione di attività di altro soggetto. Le regole sono nella Legge 190/2014 e nelle successive leggi di bilancio.
Casi limite: se avevi una collaborazione coordinata e continuativa nello stesso settore, la continuità può far decadere il 5%. Se rilevi uno studio avviato, potresti non accedere al 5%. Documenta bene le novità organizzative e l’assenza di continuità. In dubbio, applica il 15% e chiedi un parere professionale.
5) Quali spese sono deducibili e come tratto attrezzature e software?
In ordinario deduci i costi inerenti pagati nell’anno: software CAD e rendering, licenze, canoni cloud, workstation, tavolette grafiche, formazione, viaggi, assicurazione RC professionale, affitto studio. I beni strumentali superiori a una certa soglia si ammortizzano in più anni secondo i coefficienti ministeriali. L’IVA sugli acquisti è detraibile secondo le regole del DPR 633/1972.
In forfettario non deduci i costi specifici né detrai l’IVA. Deduci solo i contributi previdenziali obbligatori. Valuta il trade-off: semplicità e aliquota bassa contro mancanza di detrazione IVA e deduzione costi. Se prevedi attrezzature costose e canoni software elevati, l’ordinario può risultare più efficiente.
Note e fonti
Normativa di riferimento: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986), IVA (DPR 633/1972), Regime forfettario (Legge 190/2014 e successive modifiche), Fatturazione elettronica (D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate), Contributi Gestione Separata INPS (circolari annuali INPS), disciplina sul lavoro e sicurezza (Ministero del Lavoro e D.Lgs. 81/2008). Consulta i testi su Normattiva e i portali istituzionali competenti.
