Codici ATECO per la gestione artigiani INPS: quali sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se l’attività è manuale e rientra nell’artigianato, serve iscrizione alla Gestione Artigiani INPS, Albo delle imprese artigiane, INAIL e spesso SCIA SUAP; i professionisti usano la Gestione Separata.

Punti chiave

  • Attività con prevalenza manuale: qualifica artigiana ai sensi della Legge 443/1985 e iscrizione alla Gestione Artigiani INPS.
  • Avvio con ComUnica: partita IVA, Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS, INAIL. SCIA tramite SUAP quando prevista (DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016).
  • Contributi fissi e percentuali INPS; possibile riduzione 35% per forfettari (L. 208/2015). Professionisti in Gestione Separata.

Cos’è la Gestione Artigiani INPS e quando serve

La Gestione Artigiani INPS è il fondo previdenziale per chi svolge un’attività d’impresa a prevalente contenuto manuale o artistico. Significa che il titolare lavora in prima persona e il lavoro manuale è centrale.

La base normativa è la Legge 443/1985, detta legge quadro per l’artigianato. Definisce impresa artigiana, ruolo personale del titolare e limiti dimensionali, cioè chi è l’imprenditore artigiano secondo la legge. Per il concetto di impresa si guarda anche all’articolo 2082 del codice civile.

Per la previdenza si applicano le regole della Gestione Artigiani e Commercianti INPS. I riferimenti generali sono la Legge 233/1990, la Legge 335/1995 e la Legge 662/1996. Ogni anno l’INPS pubblica una circolare con aliquote e minimali aggiornati.

Rientrano tipicamente tra le ditte individuali artigiane: 96.21.00 parrucchiere, 14.21.20 sarto, 15.20.10 calzolaio. Questi codici ATECO rappresentano attività dove conta la manualità e l’abilità tecnica.

I professionisti con attività prevalentemente intellettuale, senza struttura d’impresa, in genere si iscrivono alla Gestione Separata INPS. È il caso, per esempio, del consulente o del web designer non artigiano.

Prevalenza del lavoro manuale: come valutarla

Si parla di prevalenza quando il valore e il tempo del lavoro manuale superano il resto. Conta anche il fatto che il titolare lavori personalmente nell’attività. Questo è un requisito tipico dell’artigiano secondo la Legge 443/1985.

Se l’attività si limita a vendere beni acquistati da terzi, la qualifica è commerciale, non artigiana. In quel caso la gestione previdenziale resta Artigiani/Commercianti, ma senza iscrizione all’Albo Artigiani.

Come si apre un’attività artigiana: ComUnica, Albo, INPS, INAIL, SCIA

L’avvio passa dalla pratica ComUnica. È un invio unico telematico che gestisce più adempimenti insieme. La ComUnica è la via standard per Registro Imprese, INPS, INAIL e Agenzia Entrate.

Il Registro delle Imprese è regolato dalla Legge 580/1993. L’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane deriva dalla Legge 443/1985 ed è gestita in ambito camerale. L’ATECO si sceglie sulla base della classificazione ISTAT.

L’INPS riceve apertura della posizione previdenziale artigiani. L’INAIL riceve l’iscrizione quando c’è lavorazione manuale con rischio assicurabile. L’obbligo discende dal DPR 1124/1965, che disciplina l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

SCIA e SUAP: quando servono

Molte attività artigiane richiedono la SCIA, Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La SCIA si invia al SUAP del Comune. Il SUAP è regolato dal DPR 160/2010, mentre la SCIA trova base nella Legge 241/1990 e nel D.Lgs. 222/2016.

Parrucchieri ed estetisti hanno requisiti professionali specifici stabiliti dalla Legge 174/2005 e dalle norme regionali. Il Comune verifica i locali, i requisiti igienico-sanitari e la qualifica del titolare.

Per sartorie e calzolai, in genere basta la SCIA per il laboratorio e l’eventuale vendita. Possono esserci norme locali su orari, insegne e impatto acustico. Conviene leggere il regolamento comunale.

Tempistiche e documenti

La ComUnica si invia prima dell’inizio effettivo o contestualmente. Di solito serve firma digitale, PEC, SPID/CNS e documenti del titolare. Per la SCIA servono moduli e asseverazioni tecniche quando richieste.

L’INPS attiva la posizione contributiva. L’INAIL assegna la voce di tariffa. Entrambi comunicano i primi addebiti e le scadenze. Conserva tutte le ricevute: sono la prova della legittimità dell’operatività.

Contributi INPS per artigiani: come funzionano nel 2026

I contributi artigiani hanno due componenti. La prima è un minimale fisso annuo. La seconda è una percentuale su quanto si guadagna oltre il minimale. La fonte è la Legge 233/1990 e i successivi aggiornamenti dell’INPS.

Il minimale è la soglia di reddito su cui si pagano contributi anche se si guadagna meno. Serve a garantire copertura previdenziale. L’INPS aggiorna ogni anno importi e aliquote con una circolare.

La parte percentuale scatta quando il reddito d’impresa supera il minimale. L’INPS applica l’aliquota vigente fino al massimale contributivo. Anche il massimale è aggiornato annualmente.

Scadenze e modalità di pagamento

Il pagamento dei contributi avviene in rate, di solito trimestrali. Si usano i modelli F24 con i codici tributo INPS dedicati. L’INPS indica scadenze e importi nel cassetto previdenziale.

In sede di Dichiarazione dei Redditi, si ricalcola la quota percentuale sull’effettivo reddito. Si pagano saldo e acconti, sempre con F24. Il consulente verifica con i dati definitivi.

Riduzione contributiva del 35% per forfettari

Chi aderisce al regime forfettario può chiedere la riduzione contributiva del 35%. La base è la Legge 208/2015, articolo 1, comma 111. È una riduzione sui contributi dovuti, non un credito.

La richiesta si fa all’INPS in via telematica. Vale finché si resta nel regime forfettario. Attenzione: la riduzione può abbassare l’anzianità contributiva utile. Valuta i pro e contro prima di aderire.

Collaboratori familiari e coadiuvanti

Il coadiuvante è il familiare che lavora stabilmente nell’impresa senza essere dipendente. Ad esempio coniuge o figlio. Si iscrive alla stessa gestione INPS. La base è nella normativa previdenziale per autonomi e nell’articolo 230-bis del codice civile.

La contribuzione del coadiuvante segue regole simili a quelle del titolare. Serve l’iscrizione in Camera di Commercio come familiare collaboratore. Si dichiarano orari e mansioni nella pratica ComUnica.

Regime fiscale e fatturazione: forfettario o ordinario

Il regime forfettario è un sistema di tassazione semplificato. La norma di riferimento è la Legge 190/2014, commi dal 54 all’89, con modifiche successive. Prevede imposta sostitutiva e calcolo del reddito con un coefficiente.

Il regime ordinario prevede contabilità semplificata o ordinaria. Si applica l’IVA secondo il DPR 633/1972. Le imposte si calcolano sul reddito effettivo. In semplificata si usa spesso il principio di cassa, cioè tasse sui pagamenti incassati.

Scegli il regime in base a costi, ricavi attesi e necessità di detrazione IVA. Il forfettario è snello. L’ordinario è più preciso sui costi reali.

Fatturazione e adempimenti

Serve la fattura elettronica. Si usa il Sistema di Interscambio. I dati minimi sono intestazione, descrizione, imponibile e imposta quando dovuta. Conserva elettronicamente secondo il Decreto del MEF in tema di conservazione digitale.

Per attività con incassi al dettaglio serve il registratore telematico. I corrispettivi si inviano giornalmente. L’obbligo discende dalle regole IVA e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Sei artigiano o professionista? Applica questi nessi logici

Se l’attività richiede lavoro manuale personale e produzione, riparazione o trasformazione, allora sei impresa artigiana. Base: Legge 443/1985.

Se vendi prevalentemente beni acquistati da terzi, allora sei commerciante, non artigiano. La previdenza resta nella gestione Artigiani/Commercianti, ma senza Albo Artigiani.

Se l’attività è prevalentemente intellettuale, senza organizzazione d’impresa, allora sei professionista. La previdenza è la Gestione Separata INPS.

Se l’attività artigiana comporta rischi di lavorazione, allora devi iscriverti a INAIL. Base: DPR 1124/1965.

Se l’attività ricade tra quelle soggette a controlli locali (acconciatori, estetisti, alimentari), allora devi presentare SCIA al SUAP. Base: Legge 241/1990 e D.Lgs. 222/2016.

Errori tipici e come evitarli

Codice ATECO sbagliato

Scegli un ATECO coerente con la lavorazione svolta. Un codice errato può portare a iscrizioni previdenziali non corrette e problemi con il Comune. Verifica sempre con la classificazione ISTAT e il regolamento locale.

SCIA dimenticata

Senza SCIA rischi sanzioni e chiusura. Verifica se l’attività è tra quelle soggette. Il SUAP comunica i requisiti. Presenta la pratica prima di aprire al pubblico.

INAIL non attivata

Le lavorazioni manuali hanno rischio. L’INAIL tutela te e i collaboratori. L’omissione espone a sanzioni e a scopertura. Valuta la tua voce di tariffa e i premi dovuti.

Gestione previdenziale errata

Iscriversi in Gestione Separata quando si è artigiani è un errore. La Gestione corretta è Artigiani. L’INPS può richiedere arretrati e sanzioni. Chiarisci la tua posizione subito.

Fonti normative e operative da conoscere

Norme cardine

Legge 443/1985 sulla definizione di impresa artigiana e Albo. Codice Civile art. 2082 sulla definizione di imprenditore. DPR 1124/1965 su assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro.

Legge 233/1990, Legge 335/1995 e Legge 662/1996 per la contribuzione di artigiani e commercianti. Circolari INPS annuali su aliquote, minimali e massimali.

DPR 633/1972 per l’IVA. Legge 190/2014 per il regime forfettario. Legge 208/2015, comma 111, per la riduzione INPS del 35% ai forfettari.

Sportello unico e procedimenti locali

DPR 160/2010 istituisce il SUAP. Legge 241/1990 e D.Lgs. 222/2016 disciplinano la SCIA e la mappa dei procedimenti. Legge 174/2005 regola acconciatori ed estetisti.

Per avviare usa ComUnica. Le Camere di Commercio gestiscono Registro Imprese e Albo Artigiani. Le Regioni possono aggiungere requisiti specifici per alcune attività.

Scenario ATECO Iscrizioni obbligatorie Requisiti principali Tempistiche e documenti
96.21.00 Parrucchiere Registro Imprese e Albo Artigiani; INPS Gestione Artigiani; INAIL; SCIA SUAP Qualifica professionale come da Legge 174/2005 e norme regionali; locali conformi; titolare operante ComUnica prima dell’avvio; SCIA prima di aprire; documenti: firma digitale, PEC, requisiti professionali, planimetrie e asseverazioni se richieste
14.21.20 Sarto Registro Imprese e Albo Artigiani; INPS Gestione Artigiani; INAIL; eventuale SCIA per laboratorio/vendita Lavorazione su misura; titolare operante; rispetto norme su sicurezza dei locali ComUnica contestuale all’avvio; SCIA se prevista; documenti base: PEC, firma digitale, relazione attività
15.20.10 Calzolaio Registro Imprese e Albo Artigiani; INPS Gestione Artigiani; INAIL; SCIA per laboratorio/attività al pubblico Riparazione e produzione calzature; gestione rifiuti da lavorazione secondo regolamenti locali ComUnica; SCIA con relazione impianti e smaltimento rifiuti se richiesto; idoneità dei locali
Attività intellettuale (es. web designer) Partita IVA; Gestione Separata INPS; nessun Albo Artigiani; SCIA di norma non richiesta Prevalenza intellettuale; nessuna lavorazione manuale tipica; attività svolta senza laboratorio Apertura partita IVA e gestione previdenziale; niente INAIL salvo rischi particolari; conservazione fatture elettroniche

FAQ

Come capisco se devo iscrivermi alla Gestione Artigiani INPS o alla Gestione Separata?

Parti dalla natura dell’attività. Se produci, ripari o trasformi beni e usi in modo prevalente il tuo lavoro manuale, allora sei impresa artigiana. La Legge 443/1985 richiede che il titolare partecipi personalmente al lavoro. L’impresa si iscrive al Registro Imprese e all’Albo Artigiani. La previdenza va nella Gestione Artigiani INPS. Se invece offri prestazioni prevalentemente intellettuali, senza organizzazione di impresa e senza laboratorio, in genere sei un professionista. In quel caso ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Valuta anche come si forma il ricavo: se deriva dalla vendita di beni acquistati da terzi, sei commerciante. Se deriva dal tuo lavoro manuale sul bene, sei artigiano. In caso di attività miste, conta la prevalenza. Analizza tempo impiegato, margini e organizzazione. Se restano dubbi, confronta la tua attività con le definizioni della Legge 443/1985 e chiedi conferma al Registro Imprese.

Quali contributi pago come artigiano e quando li pago nel 2026?

I contributi si dividono in una quota minima fissa e in una quota percentuale sul reddito che supera il minimale. La regola esiste da tempo con la Legge 233/1990 e gli aggiornamenti successivi. Ogni anno l’INPS comunica con una circolare i valori di minimale, massimale e aliquote. Durante l’anno versi rate, di solito trimestrali, con F24. A dichiarazione presentata, ricalcoli la parte percentuale sull’effettivo reddito. Quindi paghi saldo e acconti. Il calendario preciso e gli importi si vedono nel cassetto previdenziale. Se sei nel forfettario e hai chiesto la riduzione del 35% (Legge 208/2015), applichi lo sconto sui contributi. Ricorda però che ridurre oggi può ridurre la pensione futura, perché abbassa l’anzianità utile. Per i valori aggiornati consulta la circolare annuale dell’INPS o il portale istituzionale.

Posso gestire da solo ComUnica e SCIA? Quali documenti servono davvero?

Puoi gestirle, ma serve precisione. Per ComUnica ti servono firma digitale, PEC e SPID o CNS. Devi indicare codice ATECO, sede, Albo Artigiani, INPS e INAIL. Devi anche aprire la partita IVA. Per la SCIA devi usare il portale SUAP del Comune. Servono i moduli, le dichiarazioni e, quando richieste, le asseverazioni tecniche di un professionista. Per acconciatori ed estetisti servono i requisiti professionali previsti dalla Legge 174/2005 e dalle norme regionali. Per sartorie e calzolai, spesso basta la SCIA con i dati del laboratorio, planimetria e rispetto delle norme igienico-sanitarie. In caso di vendita al dettaglio occorre dichiarare anche l’attività commerciale. Un invio incompleto blocca l’avvio o genera sanzioni. Se non hai dimestichezza con firma digitale e modulistica, valuta di farti assistere.

INAIL: quando sono obbligato e come funziona il premio assicurativo?

L’assicurazione INAIL è obbligatoria quando l’attività presenta rischi da lavorazione manuale. La base è il DPR 1124/1965. Parrucchieri, sarti, calzolai e molte altre attività artigiane rientrano di solito nell’obbligo. La posizione si apre con ComUnica o direttamente. L’INAIL assegna una voce di tariffa in base al rischio. Il premio si calcola applicando il tasso alla base imponibile. Ogni anno si effettua l’autoliquidazione. Si confronta il premio anticipato con il dovuto e si paga la differenza o si chiede il rimborso. I termini e le modalità sono indicate nelle istruzioni INAIL pubblicate ogni anno. Anche l’artigiano senza dipendenti può essere obbligato, se svolge lavorazioni con rischio. Tieni aggiornati dati, personale e retribuzioni convenzionali, così eviti errori nel premio.

Posso avere laboratorio artigiano e negozio online insieme? Cambia la gestione previdenziale?

Sì, puoi avere laboratorio e e-commerce insieme. Devi però capire quale attività è prevalente. Se il cuore è la lavorazione manuale con produzione o riparazione, resti impresa artigiana iscritta all’Albo. Continui a versare nella Gestione Artigiani INPS. Se invece la vendita al dettaglio supera per tempo e margini la lavorazione, allora prevale il commercio. In quel caso la qualifica diventa commerciale, sempre con gestione previdenziale Artigiani/Commercianti ma senza Albo Artigiani. L’apertura dell’e-commerce richiede l’indicazione dell’attività di vendita e, se necessario, la SCIA per commercio al dettaglio a distanza. La disciplina del commercio al dettaglio discende dal D.Lgs. 114/1998 e dalle norme regionali. Verifica anche gli obblighi IVA per vendite online, inclusa la gestione delle vendite intracomunitarie quando rilevanti. Una corretta classificazione iniziale evita riclassificazioni e sanzioni.

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