Codice ATECO per le lezioni private: qual è e cosa include?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lezioni e ripetizioni private usa ATECO 85.59.20 o 85.59.90, apri Partita IVA da libero professionista, iscriviti alla Gestione separata INPS; nel forfettario imposta sostitutiva 5%/15% con coefficiente 78%.

  • Codice ATECO corretto: 85.59.20 (formazione/aggiornamento) o 85.59.90 (altra istruzione nca); evita 96.99.99 perché non pertinente.
  • Previdenza: iscrizione alla Gestione separata INPS (art. 2, c. 26, L. 335/1995); aliquota fissata annualmente dall’INPS, nel 2026 pari al 26,07% per i professionisti senza cassa.
  • Forfettario: limite ricavi 85.000 euro; coefficiente 78% per l’istruzione; imposta sostitutiva 5% per start-up (5 anni) poi 15% (L. 190/2014 e successive modifiche).

Qual è il codice ATECO giusto per lezioni e ripetizioni private

Le attività di insegnamento rientrano nella sezione 85 “Istruzione” della classificazione ATECO. La scelta corretta dipende da cosa insegni e come strutturi i corsi.

I codici più usati dai docenti freelance sono:

  • 85.59.20 – Corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale. Indicato se eroghi formazione professionale, corsi aziendali, aggiornamento per adulti, corsi strutturati con programmi e attestati interni.
  • 85.59.90 – Altra istruzione n.c.a. Indicato per ripetizioni scolastiche, lezioni di lingue, supporto allo studio, corsi hobbistici non riconosciuti, didattica non formale.

Il codice 96.99.99 (o 96.09.09 “altre attività di servizi per la persona n.c.a.”) non è adatto all’insegnamento. L’istruzione ha una sezione dedicata. Verifica la descrizione ufficiale nella classificazione ATECO 2007 aggiornata, pubblicata da ISTAT e Agenzia delle Entrate.

La scelta del codice incide su inquadramento fiscale nel forfettario. Le attività di istruzione ricadono nel gruppo con coefficiente di redditività 78% (allegati di legge sul regime forfettario). Questo punto è decisivo per stimare le imposte.

Come aprire Partita IVA per lezioni e ripetizioni

Passaggi pratici

Apri la Partita IVA come lavoratore autonomo. Usi il modello AA9/12. Puoi inviarlo online all’Agenzia delle Entrate o consegnarlo allo sportello. Non serve l’iscrizione in Camera di Commercio perché non è attività d’impresa.

Indica il codice ATECO scelto, la data di inizio attività e il regime fiscale (forfettario o ordinario). Comunica il domicilio fiscale e la PEC. Attiva la fatturazione elettronica nel tuo software o con i servizi dell’Agenzia delle Entrate.

Entro l’avvio dell’attività iscrivi la posizione previdenziale alla Gestione separata INPS. La base normativa è la L. 335/1995, art. 2, c. 26. L’INPS pubblica ogni anno la circolare con le aliquote e i massimali.

Fatture e IVA

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti (regime naturale, salvo opzione). Indichi la dicitura di esclusione IVA prevista dalla normativa.

Nell’ordinario applichi l’IVA ordinaria (22%) salvo esenzioni specifiche. L’esenzione IVA per l’istruzione è regolata dall’art. 10 del DPR 633/1972. Vale quando l’insegnamento è svolto da scuole o enti riconosciuti o per corsi riconosciuti dalla pubblica amministrazione. Le ripetizioni private senza riconoscimento, di norma, sono imponibili IVA. Verifica sempre il caso concreto, perché l’esenzione richiede requisiti stringenti.

Marca da bollo da 2 euro si applica su fatture senza IVA superiori a 77,47 euro. La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari dal 2024 (norme su fattura elettronica: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti attuativi Agenzia delle Entrate).

Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario

Regime forfettario

Il regime forfettario è la scelta più comune per chi inizia. È semplice e di solito conveniente per chi ha costi bassi. La base normativa è la L. 190/2014 e successive modifiche (tra cui L. 145/2018 e legge di bilancio che ha fissato la soglia a 85.000 euro a partire dal 2023).

Requisiti principali nel 2026: ricavi/compensi annui entro 85.000 euro, assenza di partecipazioni di controllo in società in conflitto, prevalenza dell’attività autonoma se sei dipendente (salvo reddito da lavoro dipendente basso), niente regimi IVA speciali.

Calcolo imposte: si applica il coefficiente di redditività. Per l’istruzione è 78%: significa che le imposte si calcolano sul 78% dei ricavi, non sul 67%. Poi deduci i contributi INPS effettivamente versati. Sulla base imponibile residua applichi l’imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se hai i requisiti “start-up”, altrimenti 15%.

Requisiti per l’aliquota 5% start-up (L. 190/2014, comma 65): non aver esercitato attività nei tre anni precedenti, avvio ex novo o prosecuzione non prevalente di attività altrui, ricavi del precedente datore (se prosegui) sotto soglie definite. Verifica ogni condizione caso per caso.

Regime ordinario

Nell’ordinario determini il reddito con il principio di cassa: ricavi incassati meno costi pagati inerenti (art. 54 TUIR, DPR 917/1986). Deduzioni e detrazioni seguono le regole IRPEF.

Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Applichi le addizionali regionali e comunali. I contributi INPS riducono l’imponibile.

Se fatturi a soggetti sostituti d’imposta (per esempio aziende), applichi la ritenuta d’acconto del 20% in fattura. Nel forfettario non si applica ritenuta.

Contributi INPS per docenti freelance

Senza una cassa professionale di categoria, versi i contributi alla Gestione separata INPS. È obbligatorio e si applica a tutti i lavoratori autonomi “senza albo” (L. 335/1995, art. 2, c. 26; circolari INPS annuali).

Aliquota 2026 per professionisti privi di altra tutela: 26,07%. L’aliquota può cambiare ogni anno con la circolare INPS di inizio anno. Si calcola sul reddito imponibile previdenziale (ricavi meno costi in ordinario; reddito forfettario in forfettario).

Non c’è un minimale da versare “a prescindere”, ma esiste un minimale per l’accredito pensionistico dell’anno. Se resti sotto, maturi meno mesi utili. C’è anche un massimale oltre cui non versi ulteriori contributi, definito annualmente.

I contributi sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o dell’imposta sostitutiva. Questo riduce le imposte finali.

Regola decisionale rapida

Hai dubbi tra codici e regimi? Usa questa sequenza logica.

  • Se fai ripetizioni scolastiche, lingue o corsi non riconosciuti, allora scegli ATECO 85.59.90. Se fai formazione professionale strutturata o aziendale, allora scegli 85.59.20.
  • Se prevedi ricavi entro 85.000 euro, costi bassi e vuoi semplicità, allora valuta il forfettario. Se hai costi elevati, vuoi detrarre l’IVA o prevedi ricavi alti, allora valuta l’ordinario.
  • Se parti da zero e rispetti i requisiti, allora chiedi l’aliquota 5% per i primi 5 anni. Se non rispetti i requisiti, allora applichi il 15% nel forfettario.
  • Se non hai riconoscimento pubblico dell’ente o del corso, allora l’IVA è dovuta in ordinario. Se operi come forfettario, allora non addebiti l’IVA a prescindere.
  • Se superi 5.000 euro annui in prestazioni occasionali, allora scatta l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata. Se l’attività è abituale e continuativa, allora apri subito la Partita IVA.

Riferimenti normativi utili

Per inquadrare correttamente l’attività e le imposte, consulta le fonti ufficiali:

  • Classificazione ATECO 2007 (ISTAT/Agenzia delle Entrate) per la scelta del codice 85.59.20 o 85.59.90.
  • L. 190/2014 e successive modifiche per il regime forfettario (limiti, aliquote 5% e 15%, coefficienti di redditività).
  • DPR 917/1986 (TUIR), in particolare art. 54, per il reddito di lavoro autonomo in ordinario.
  • DPR 633/1972, art. 10, per le esenzioni IVA nelle attività di istruzione.
  • L. 335/1995, art. 2, c. 26, per l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS e circolari INPS annuali per aliquote e massimali.
  • D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per la fatturazione elettronica.
  • Portale Normattiva per il testo vigente delle leggi; portali INPS e Ministero del Lavoro per prassi e chiarimenti.

Esempi numerici sintetici

Forfettario con ATECO 85.59.20/85.59.90

Ricavi 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 78% = 23.400 euro. Contributi INPS 26,07% su 23.400 = 6.103,38 euro. Base imposta: 23.400 – 6.103,38 = 17.296,62 euro. Imposta sostitutiva 5% = 864,83 euro (oppure 15% = 2.594,49 euro). Totale oneri: contributi + imposta.

Ordinario

Ricavi 30.000; costi deducibili 8.000; reddito: 22.000. Contributi 26,07% su 22.000 = 5.735,40. Imponibile IRPEF: 16.264,60. IRPEF 23%: 3.740,86 (al netto di detrazioni personali). In ordinario puoi detrarre l’IVA sugli acquisti e gestisci ritenute.

Scenario ATECO consigliato Requisiti chiave Imposte e contributi 2026 Adempimenti e tempistiche
Ripetizioni private e lingue a privati 85.59.90 Attività abituale e continuativa; nessun riconoscimento pubblico necessario Forfettario: coeff. 78%, imposta 5%/15%, INPS 26,07%; Ordinario: IVA 22% salvo esenzioni specifiche AA9/12 entro inizio attività; Gestione separata contestuale; FE obbligatoria da subito
Formazione aziendale e corsi professionali 85.59.20 Contratti con imprese/PA; programmi strutturati; possibile riconoscimento regionale Forfettario come sopra; Ordinario: esenzione IVA solo se corso riconosciuto ex art. 10 DPR 633/1972 Eventuale pratica di riconoscimento corso; gestione ritenute 20% verso sostituti in ordinario
Attività occasionale (avvio test) Nessun ATECO (no P.IVA) Occasionalità vera, no abitualità; compensi annui ≤ 5.000 euro Ritenuta 20% se pagatore è sostituto; oltre 5.000 euro scatta Gestione separata Se superi la soglia o diventi abituale, apri P.IVA subito; tempi: 1-2 giorni
Corsi con ente riconosciuto 85.59.20 o 85.59.90 Riconoscimento formale dell’ente/corso Possibile esenzione IVA ex art. 10; resto invariato (IRPEF/forfettario e INPS) Conserva atti di riconoscimento; indica riferimenti in fattura se richiesto

FAQ

Qual è il codice ATECO migliore tra 85.59.20 e 85.59.90 per chi fa ripetizioni?

Se fai ripetizioni scolastiche, sostegno allo studio, conversazione in lingua, preparazione esami senza riconoscimenti pubblici, 85.59.90 è il più coerente. Se invece progetti percorsi formativi strutturati per aziende o professionisti, con obiettivi didattici e attestazioni, valuta 85.59.20. Entrambi appartengono alla sezione 85 e, ai fini del forfettario, confluiscono nel gruppo con coefficiente 78%. Questo rende neutrale la scelta sul piano delle imposte forfettarie. Conta di più la corrispondenza tra descrizione ISTAT e il contenuto effettivo delle prestazioni. Una corretta codifica riduce rischi di contestazioni e semplifica eventuali richieste di esenzione IVA quando ci sono riconoscimenti formali. In caso di dubbi, ricontrolla le descrizioni ufficiali della classificazione ATECO presso ISTAT e Agenzia delle Entrate.

Il regime forfettario conviene sempre a chi insegna?

No. Il forfettario conviene quando hai costi bassi e ricavi entro 85.000 euro. È semplice, non addebiti IVA e paghi un’imposta sostitutiva bassa (5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti, poi 15%). Però usa un reddito forfettario con coefficiente 78% per l’istruzione. Se i tuoi costi reali sono alti (trasferte, attrezzature, collaboratori, affitti), l’ordinario potrebbe farti risparmiare grazie alla deducibilità integrale dei costi e alla detrazione dell’IVA. In ordinario, però, gestisci adempimenti più pesanti, liquidazioni IVA, ritenute d’acconto e contabilità analitica. Valuta anche la platea dei clienti: se lavori molto con aziende, l’IVA recuperabile è un vantaggio per loro e può migliorare i prezzi netti. La scelta va simulata su numeri realistici prima di aprire.

Le lezioni private possono essere esenti IVA?

Dipende. L’art. 10 del DPR 633/1972 prevede esenzioni per l’istruzione svolta da scuole o istituti riconosciuti, o per corsi riconosciuti dalla pubblica amministrazione. La semplice ripetizione privata senza un riconoscimento formale di solito non rientra nell’esenzione ed è quindi imponibile IVA in regime ordinario. Se operi in forfettario, non addebiti l’IVA per natura del regime, indipendentemente dall’esenzione. Se collabori con enti formativi riconosciuti, verifica se l’ente ti inquadra come docente interno all’attività esente o se devi emettere fattura imponibile. Conserva sempre i provvedimenti di riconoscimento per eventuali controlli. Per casi limite, consulta le risposte dell’Agenzia delle Entrate e la prassi sul portale istituzionale o su Normattiva per interpretazioni aggiornate.

Quali contributi INPS pago come insegnante freelance e come incidono sulle imposte?

Se non appartieni a una cassa professionale, versi alla Gestione separata INPS. L’obbligo nasce con l’avvio dell’attività (L. 335/1995). L’aliquota per i professionisti senza altra tutela obbligatoria è fissata ogni anno dall’INPS; per il 2026 è 26,07%. Calcoli i contributi sul reddito: in forfettario sul reddito determinato con il coefficiente 78%; in ordinario sul differenziale ricavi-costi. I contributi sono deducibili dal reddito prima di calcolare l’imposta (IRPEF o imposta sostitutiva). Questo abbassa l’imponibile e quindi le tasse. Ricorda che non esiste un minimale da versare a prescindere, ma esiste un reddito minimale per ottenere l’accredito di tutti i mesi utili ai fini pensionistici. Sotto tale soglia maturi meno mesi; sopra il massimale non versi oltre. Controlla ogni anno la circolare INPS con soglie e massimali aggiornati.

Posso iniziare con prestazioni occasionali senza Partita IVA per testare l’attività?

Sì, ma solo se l’attività è davvero episodica e non organizzata in modo abituale. La prestazione occasionale è regolata dal codice civile (art. 2222) e dalla prassi fiscale. Se fatturi a un sostituto d’imposta, subisci una ritenuta del 20% sul compenso. Fino a 5.000 euro annui lordi non devi iscriverti alla Gestione separata; oltre tale soglia scatta l’obbligo contributivo, anche se resti senza Partita IVA. Se le lezioni diventano regolari, pubblicizzi i corsi, definisci listini e calendarizzi, l’abitualità è evidente: in quel caso devi aprire subito la Partita IVA, a prescindere dagli importi. Valuta di aprirla prima per evitare sanzioni e per accedere al forfettario, che spesso è fiscalmente più vantaggioso.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.