Codice ATECO di manutenzione del verde: qual è e cosa include?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per l’attività di manutenzione del verde (ATECO 81.30.00) apri Partita IVA artigiana con ComUnica, INPS, INAIL e SCIA SUAP; contributi 2026 da 4.521,36€ più eccedenze; scegli tra forfettario (67%) o ordinario.

  • Codice ATECO 81.30.00: cura e manutenzione del paesaggio. Inquadramento come impresa artigiana ai sensi della L. 443/1985.
  • Adempimenti iniziali: ComUnica (Registro Imprese/REA), INPS gestione Artigiani, INAIL, SCIA allo sportello SUAP del Comune.
  • Contributi 2026: fissi 4.521,36€ fino a 18.808€; 24% sull’eccedenza; ulteriore 1% oltre 56.224€. Forfettario: coefficiente 67%, imposta 5%/15%.

Che attività copre il codice ATECO 81.30.00

Il codice ATECO 81.30.00 identifica la cura e manutenzione del paesaggio. Include potature, taglio erba, siepi, aiuole, impianti verdi e piccoli lavori decorativi. Rientra nella sezione N, servizi di supporto per edifici e paesaggio.

Con questa attività operi come impresa artigiana. La L. 443/1985 definisce l’impresa artigiana come l’impresa che produce beni o presta servizi con lavoro prevalente dell’imprenditore. La tua iscrizione avverrà alla sezione artigiani dell’albo.

Se gestisci cantieri verdi in condomini, aziende o enti, l’inquadramento non cambia. Cambiano però obblighi operativi su sicurezza, rifiuti e rumorosità. Li vediamo più avanti con norme e pratiche.

Requisiti professionali e abilitazioni

Qualifica di “manutentore del verde”

Per esercitare in modo regolare serve la qualifica di manutentore del verde. La L. 154/2016, art. 12, ha istituito la figura professionale. Il D.M. 22 dicembre 2017 ha definito standard minimi di competenze e durata dei corsi regionali.

Il corso è obbligatorio, salvo esoneri. Sono di solito esonerati chi ha diplomi o lauree agrarie affini, o esperienza documentata secondo i criteri regionali. Verifica il bando formativo della tua Regione e la delibera attuativa.

Questa abilitazione non sostituisce altri titoli. Se usi prodotti fitosanitari o attrezzature complesse, servono certificazioni aggiuntive. Meglio pianificare le iscrizioni per tempo.

Uso di prodotti fitosanitari

Se compri o utilizzi fitofarmaci, ti serve il patentino. Lo prevede il D.Lgs. 150/2012 (tutela sostenibile dei prodotti fitosanitari). Devi seguire un corso, superare l’esame e aggiornarti periodicamente.

Gestisci un registro trattamenti e rispetta etichette e schede di sicurezza. Conserva i documenti per i controlli. Per l’acquisto e l’uso rivolgiti a rivenditori autorizzati che verificano il patentino.

Sicurezza sul lavoro e attrezzature

Il D.Lgs. 81/2008 impone misure di sicurezza anche alle ditte individuali. Se lavori da solo, adotta DPI e procedure sicure. Se assumi personale, redigi il DVR, nomina RSPP, organizza formazione e sorveglianza sanitaria dove dovuta.

Per PLE e lavori in quota servono corsi specifici conformi agli Accordi Stato-Regioni. Per motosega e decespugliatore cura formazione, DPI di terza categoria, e manutenzione periodica. Rispetta limiti di esposizione a rumore e vibrazioni previsti dal D.Lgs. 81/2008.

Avvio: adempimenti e tempistiche

ComUnica, Registro Imprese, INPS e INAIL

La pratica unica di avvio (ComUnica) ti permette con un invio di aprire Partita IVA, iscriverti al Registro delle Imprese/REA, alla gestione Artigiani INPS e all’INAIL. La base normativa è l’art. 9 del D.L. 7/2007 (ComUnica) e il D.P.R. 160/2010 sullo sportello unico.

La gestione Artigiani INPS è disciplinata da L. 613/1966 e L. 233/1990. L’assicurazione INAIL discende dal D.P.R. 1124/1965. Riceverai i codici ditta e posizione contributiva per versare con F24 alle scadenze.

La Camera di Commercio iscrive la tua impresa e assegna il numero REA. Conserva visura e certificati. Ti serviranno per gare, contratti e per aprire conti dedicati.

SCIA al SUAP del Comune

Devi presentare la SCIA al SUAP del Comune della sede. La base normativa è la L. 241/1990 e il D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2). La SCIA ti consente di iniziare subito, salvo controlli entro i termini previsti.

La modulistica locale può chiedere: autocertificazioni, planimetrie del deposito attrezzature, valutazione acustica se usi macchine rumorose, e dichiarazioni su gestione rifiuti. Verifica il regolamento comunale su orari e occupazione suolo pubblico.

Rifiuti verdi e trasporto in conto proprio

Gli sfalci e le potature sono rifiuti non pericolosi. Appartengono al codice EER 20 02 01. La disciplina è nel D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale). Chi li produce è responsabile del corretto smaltimento.

Se trasporti in conto proprio i rifiuti della tua attività, iscriviti all’Albo Gestori Ambientali, categoria 2-bis (art. 212, comma 8, D.Lgs. 152/2006). Rispetta i limiti di massa e mezzi e conserva i documenti di conferimento.

Nel 2026 è in corso l’attuazione del RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti), avviato con decreti attuativi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Verifica sul portale istituzionale le scadenze di iscrizione per la tua classe d’impresa.

Inquadramento fiscale: scelte e calcoli

Regime forfettario

Il regime forfettario è il regime agevolato per le partite IVA minori. La norma base è la L. 190/2014, commi 54-89, come modificata dalla L. 197/2022. L’accesso ordinario richiede ricavi non superiori a 85.000 euro.

Per l’ATECO 81.30.00 il coefficiente di redditività è 67%. Significa che il reddito si calcola sul 67% dei ricavi. Dal reddito puoi dedurre i contributi previdenziali effettivamente versati (principio di cassa).

L’imposta sostitutiva è 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up (assenza di precedenti attività simili recenti, e altri requisiti indicati dalla legge). In forfettario non addebiti IVA e non applichi IRAP.

Se superi 100.000 euro di ricavi in corso d’anno scatti fuori dal regime immediatamente per quell’anno. Altrimenti la fuoriuscita vale dall’anno successivo quando superi 85.000 euro. Fonte: disciplina del forfettario su Normattiva e guide dell’Agenzia delle Entrate.

Regime ordinario semplificato

Nel regime ordinario semplificato applichi IVA, deduci i costi inerenti e ammortizzi le attrezzature. Le regole IRPEF sono nel TUIR (D.P.R. 917/1986). Per le semplificate si applica il principio di cassa potenziato introdotto dalla L. 232/2016.

Le aliquote IRPEF 2026 si applicano per scaglioni: fino a 28.000 euro 23%; da 28.001 a 50.000 euro 33%; oltre 50.000 euro 43%. Si sommano le addizionali regionale e comunale secondo delibere locali.

Questo regime conviene se hai costi elevati e investimenti importanti. Puoi detrarre IVA su acquisti e leasing. Valuta anche l’eventuale IRAP in base alla tua organizzazione e alla disciplina regionale (D.Lgs. 446/1997).

Contributi previdenziali 2026: gestione Artigiani INPS

I contributi minimi fissi 2026 sono 4.521,36 euro. Coprono un reddito fino a 18.808 euro. Sulla parte che supera il minimale paghi il 24%. Sulla quota eccedente 56.224 euro si aggiunge l’1%.

Questi importi derivano dalle circolari contributive annuali dell’INPS, emanate sulla base della L. 233/1990 e dei minimali/massimali fissati ogni anno. I valori cambiano con l’adeguamento ISTAT.

Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione contributiva del 35% (opzione prevista dalla L. 190/2014 e disciplinata da circolari INPS). La riduzione taglia i contributi ma riduce anche l’accredito pensionistico. Valuta con attenzione.

Se coinvolgi familiari come coadiuvanti, devi iscriverti per loro alla gestione Artigiani. I contributi si calcolano su reddito familiare dell’impresa. Le norme base restano L. 613/1966 e L. 233/1990.

Fatturazione, incassi e adempimenti ricorrenti

Fatturazione elettronica e imposta di bollo

La fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio è obbligatoria anche per i forfettari. La base è nel D.L. 36/2022 (Piano Transizione 4.0) e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Conserva le fatture secondo il D.M. 17 giugno 2014 sulla conservazione digitale.

Sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro si applica l’imposta di bollo da 2 euro. Per le e-fatture il versamento è trimestrale con addebito o F24. Il riferimento è il D.P.R. 642/1972 e i provvedimenti attuativi dell’Agenzia.

POS, tracciabilità e antiriciclaggio

Devi accettare pagamenti elettronici. Le sanzioni in caso di rifiuto derivano dal D.L. 36/2022. Per i contanti rispetta sempre il limite vigente previsto dalla normativa antiriciclaggio.

Per forniture ad altri titolari IVA, usa metodi tracciati per dedurre correttamente i costi e per facilitare il DURC e la partecipazione a bandi pubblici. Conserva contratti, DDT e verbali di consegna lavori.

Regola decisionale rapida

Se i tuoi costi sono bassi e lavori da solo, il forfettario conviene. Usi il coefficiente del 67% e paghi l’imposta 5% o 15% sul reddito forfettario. Niente IVA e adempimenti più semplici.

Se hai costi alti, assumi personale o compri molta attrezzatura, il regime ordinario può farti risparmiare. Deduci i costi, recuperi l’IVA e ammortizzi i beni. Serve contabilità più strutturata.

Se vendi soprattutto a privati, il forfettario è fluido e competitivo. Se lavori per aziende e PA, l’ordinario può essere più efficace grazie alla detrazione IVA per i tuoi clienti e alla tua.

Se pensi di superare 85.000 euro, simula i due scenari. Confronta imposta e contributi. Se rischi i 100.000 euro, considera l’uscita immediata dal forfettario e pianifica tempestivamente.

Se investi in macchine costose, calcola ammortamenti e IVA del nuovo bene. Se il recupero IVA è alto, il regime ordinario spesso vince sul forfettario.

Fonti normative di riferimento

Per le abilitazioni: L. 154/2016, art. 12; D.M. 22 dicembre 2017 (Ministero delle Politiche Agricole, di concerto con Regioni). Per SCIA e SUAP: L. 241/1990, D.Lgs. 222/2016, D.P.R. 160/2010. Per ATECO: classificazione ISTAT ATECO 2007 e aggiornamenti.

Per fisco: TUIR D.P.R. 917/1986; L. 190/2014 (regime forfettario) e modifiche; D.L. 36/2022 su fatturazione elettronica. Per contributi: L. 613/1966, L. 233/1990 e circolari INPS annuali. Per rifiuti: D.Lgs. 152/2006 e decreti RENTRI del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Scenario Requisiti/Documenti Pratiche/Autorità Tempistiche/Note
Nuova apertura ditta individuale artigiana Documento identità, PEC, firma digitale, titolo manutentore del verde (o autocertificazione/esonero), scelta regime fiscale ComUnica (Registro Imprese/REA), apertura IVA, INPS Artigiani, INAIL, SCIA SUAP Invio unico in 1-3 giorni; SCIA con avvio immediato salvo controlli entro termini di legge
Uso prodotti fitosanitari Patentino in corso di validità, registro trattamenti, DPI certificati, schede di sicurezza Corso e esame presso ente accreditato; controlli ASL/Regione Patentino con validità pluriennale; aggiornamento periodico obbligatorio
Trasporto sfalci e potature conto proprio Iscrizione Albo Gestori Ambientali categoria 2-bis, mezzi idonei, documenti conferimento Domanda all’Albo regionale; gestione documentale rifiuti; eventuale adesione RENTRI Iscrizione in 10-30 giorni medi; rinnovo secondo scadenze dell’Albo
Passaggio a regime ordinario Valutazione ricavi e costi, registri IVA, sistema di fatturazione e liquidazioni Opzione in dichiarazione o fuoriuscita per superamento soglie (85k/100k) Decorrenza dall’anno successivo, salvo superamento 100k con uscita immediata
Assunzione del primo dipendente DVR, nomina RSPP, formazione, visita medica se dovuta, comunicazione UNILAV Iscrizioni al portale Ministero del Lavoro, INPS, INAIL; contrattualistica CCNL Comunicazione assunzione almeno il giorno prima; applica CCNL coerente con mansioni
Acquisto PLE e lavori in quota Corso PLE, DPI III categoria, procedure di emergenza, manutenzione periodica Formazione secondo Accordi Stato-Regioni; controlli INL e ASL Formazione con aggiornamenti; registra verifiche e controlli del mezzo

FAQ

Quali sono i requisiti per essere riconosciuto “manutentore del verde” e chi è esonerato dal corso?

La qualifica deriva dalla L. 154/2016, art. 12, che ha istituito il profilo professionale. Il D.M. 22 dicembre 2017 ha fissato contenuti minimi e durata del corso. Devi frequentare un percorso presso un ente accreditato dalla Regione e superare la verifica finale. L’esonero totale o parziale si applica a chi possiede titoli di studio coerenti (per esempio, diplomi o lauree in agraria, forestale, scienze naturali affini) o a chi dimostra un’esperienza lavorativa nel settore secondo i requisiti regionali. Ogni Regione pubblica atti attuativi che elencano titoli e casistiche di esonero. In mancanza di esonero devi iscriverti e conseguire l’attestato prima di avviare l’attività. Conserva attestati e delibere per eventuali controlli del SUAP o degli organi ispettivi.

Quanto pago di INPS il primo anno e come funziona la riduzione del 35% per il forfettario?

Nel 2026 i contributi fissi della gestione Artigiani ammontano a 4.521,36 euro e coprono un reddito fino a 18.808 euro. Se il tuo reddito eccede il minimale, versi anche il 24% sulla parte in più. Oltre 56.224 euro scatta l’1% aggiuntivo. Questi valori sono aggiornati ogni anno con circolare INPS in base a L. 233/1990. Se aderisci al regime forfettario puoi chiedere la riduzione contributiva del 35%. L’INPS applica la riduzione sia ai fissi sia alla quota variabile. La riduzione abbatte l’esborso ma riduce la contribuzione utile per la pensione. L’opzione si chiede tramite il cassetto previdenziale entro i termini indicati dall’INPS e resta valida finché resti nel forfettario. Puoi anche rateizzare i contributi con F24 alle scadenze trimestrali o in quattro rate con maggiorazione, secondo le regole INPS in vigore.

Meglio regime forfettario o ordinario? Mi fai due esempi numerici chiari?

Esempio A, forfettario: ricavi 35.000 euro. Reddito forfettario 35.000 x 67% = 23.450 euro. Deduci i contributi, ipotizziamo i soli fissi 4.521,36 euro. Reddito imponibile 18.928,64 euro. Imposta 5% start-up: 946,43 euro; imposta 15%: 2.839,30 euro. Totale oneri (imposta + INPS fissi) con 5% circa 5.467,79 euro; con 15% circa 7.360,66 euro. Niente IVA, niente IRAP.

Esempio B, ordinario semplificato: ricavi 90.000 euro, costi documentati 40.000 euro (carburante, manutenzioni, leasing, DPI, consulenze). Reddito 50.000 euro. Contributi: fissi 4.521,36 + 24% su 31.192 euro (eccedenza rispetto a 18.808) = 7.486,08 euro circa; totale INPS circa 12.007,44 euro. Reddito imponibile IRPEF dopo contributi: 37.992,56 euro. IRPEF 2026 per scaglioni 23%/33%/43%: circa 9.559 euro, cui sommi addizionali locali. Recuperi però l’IVA sui costi e non paghi imposta sostitutiva. Se i tuoi costi reali sono elevati, l’ordinario può risultare più conveniente del forfettario, specie con grandi investimenti e clienti con IVA.

Conclusione: con costi bassi e ricavi entro 85.000 euro, il forfettario è spesso più leggero e semplice. Con costi alti, dipendenti e investimenti, l’ordinario può farti pagare meno imposte grazie a deduzioni e recupero IVA.

SCIA SUAP: cosa presento, quanto tempo serve e quali controlli aspettarmi?

La SCIA si presenta al SUAP del Comune dove hai la sede. Allega documento, visura o dati impresa, dichiarazioni di possesso dei requisiti morali e professionali, planimetria del locale di deposito attrezzature, relazione su impatto acustico se richiesta, dichiarazione su gestione rifiuti prodotti dall’attività e, se necessario, dichiarazioni antincendio per depositi di carburanti o oli. La SCIA produce effetti immediati (L. 241/1990). Il Comune e gli enti terzi (ASL, ARPA, Vigili del Fuoco) possono fare controlli entro i termini di legge e chiedere integrazioni o imporre adeguamenti. Rispetta i regolamenti locali sugli orari di utilizzo di macchine rumorose e sulle occupazioni di suolo pubblico per cantieri verdi. Conserva copia della SCIA e delle ricevute di protocollazione.

Come gestisco sfalci e potature dei clienti? Devo iscrivermi all’Albo Gestori Ambientali e usare registri?

Gli scarti vegetali da manutenzione del verde sono rifiuti non pericolosi (EER 20 02 01) e rientrano nel D.Lgs. 152/2006. Sei considerato produttore iniziale quando esegui l’intervento. Se li trasporti con i tuoi mezzi devi iscriverti all’Albo Gestori Ambientali in categoria 2-bis (trasporto in conto proprio di rifiuti non pericolosi). Conferisci presso impianti autorizzati o piattaforme comunali che accettano rifiuti da impresa. Conserva i documenti di conferimento rilasciati dall’impianto. Per la tracciabilità elettronica, verifica il calendario del RENTRI pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica: in base a dimensione e tipologia potresti dover tenere registri digitali e generare formulari elettronici. Evita di mischiare rifiuti con terre e rocce o con rifiuti di diversa natura. La corretta gestione riduce rischi di sanzioni ambientali e tutela te e il cliente.

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