Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il codice ATECO corretto è 43.22.05. Per aprire l’attività servono ComUnica, SCIA al SUAP, iscrizioni INPS/INAIL e requisiti tecnico‑professionali del DM 37/2008. Contributi fissi artigiani e imposta forfettaria o IRPEF ordinaria.
- Codice ATECO 43.22.05: installazione, manutenzione e riparazione di impianti idraulici, riscaldamento e climatizzazione in edifici e opere di costruzione.
- Abilitazione tecnica obbligatoria (DM 37/2008) e SCIA al SUAP. Iscrizione all’Albo delle Imprese Artigiane e al Registro delle Imprese.
- Contributi INPS Gestione Artigiani con quota fissa e percentuale oltre minimale; regime forfettario (coefficiente 86%) o ordinario con IVA e IRPEF.
Codice ATECO 43.22.05: ambito, attività incluse ed esclusioni
Il codice ATECO 43.22.05 identifica l’installazione di impianti idraulici, termici e di condizionamento. Include anche manutenzione e riparazione. Parliamo di impianti in edifici o in altre opere di costruzione.
Rientrano tubazioni, caldaie, pompe di calore, radiatori, ventilconvettori, centrali termiche e reti di adduzione. Sono incluse le opere accessorie connesse all’impianto. Restano escluse progettazione pura e vendita di materiali non con posa.
La classificazione ATECO è definita dall’ISTAT. Serve per IVA, contributi e studi statistici. Va scelta con cura perché guida autorizzazioni e inquadramento previdenziale.
Requisiti professionali e abilitazioni: cosa serve per essere in regola
Requisito tecnico-professionale (DM 37/2008)
Per installare o manutenzionare impianti serve l’abilitazione ai sensi del DM 37/2008. È la norma cardine sugli impianti all’interno degli edifici. Devi nominare un responsabile tecnico abilitato.
Come si ottiene l’abilitazione? Hai diverse strade: un diploma tecnico coerente, una laurea tecnica, o esperienza lavorativa documentata (almeno 3 anni) nel settore. Il responsabile tecnico può essere tu o un dipendente/collaboratore.
La dichiarazione di conformità (Di.Co.) è obbligatoria a fine lavori. Attesta che l’impianto rispetta norme tecniche e sicurezza. Riferimento: DM 37/2008, articoli 3, 4 e 7.
Qualifica FER per pompe di calore e solare termico
Se installi impianti alimentati da fonti rinnovabili, serve la qualificazione FER. Si applica a pompe di calore, solare termico e biomasse. La base normativa è il D.Lgs. 28/2011 e successive linee guida regionali.
Prevede formazione iniziale e aggiornamenti periodici. Verifica i programmi nella tua Regione. Le Regioni gestiscono i corsi e i registri dei soggetti formati.
Sicurezza nei cantieri e negli ambienti di lavoro
Se lavori in cantiere devi rispettare il D.Lgs. 81/2008. Prevede DPI, formazione e piani di sicurezza quando richiesti. Il DURC è necessario per appalti e cantieri strutturati.
Il DURC si richiede in modalità telematica. Base normativa per il DURC online: DM 30 gennaio 2015. Assicura regolarità verso INPS, INAIL e Cassa Edile quando applicabile.
Trasporto dei propri rifiuti di cantiere
Se trasporti i tuoi rifiuti non pericolosi, valuta l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali, categoria 2‑bis. È la procedura semplificata per produttori che trasportano i propri scarti. Riferimento: D.Lgs. 152/2006 e regolamenti dell’Albo.
Apertura dell’attività: iter pratico e costi tipici
ComUnica: un solo invio per tutte le iscrizioni
Usi ComUnica per fare tutto con un invio. Apri la Partita IVA, iscrivi l’impresa al Registro delle Imprese, all’Albo Artigiani, all’INPS e all’INAIL. Base normativa: D.L. 7/2007 convertito in L. 40/2007 e DM 2/11/2007.
Servono PEC e firma digitale. Le ottieni da un gestore certificato. Tieni pronti documento d’identità, codice fiscale e requisiti tecnici del DM 37/2008.
SCIA al SUAP: quando e perché
La SCIA si presenta al SUAP del Comune. Comunichi l’inizio attività, i locali eventualmente usati e il responsabile tecnico. Riferimenti: D.Lgs. 222/2016 e DPR 160/2010.
La SCIA permette di iniziare subito, salvo controlli. Verifica se il Comune chiede allegati tecnici specifici, come planimetrie o autodichiarazioni.
Costi amministrativi iniziali
I costi variano per provincia. Ecco valori tipici nel 2026 per pratiche digitali: imposta di bollo 17,50 euro, diritti di segreteria circa 18 euro. Il diritto camerale annuale va in media da 53 a 120 euro, secondo la Camera di Commercio.
La PEC costa in media 5‑10 euro al mese. La firma digitale costa in media 30‑70 euro l’anno. Considera anche il costo del dispositivo (token o smart card).
INPS Gestione Artigiani e INAIL
Alla Gestione Artigiani INPS paghi contributi fissi sul minimale e contributi percentuali sulla parte eccedente. Base legale: L. 613/1966 e L. 233/1990. Per il 2026 i fissi annui sono pari a 4.521,36 euro. Sull’eccedenza versi il 24% fino alla prima soglia e il 25% oltre 56.224 euro. Verifica sempre la Circolare INPS “Contributi artigiani e commercianti” dell’anno in corso.
Per l’INAIL apri la posizione assicurativa territoriale. L’assicurazione copre infortuni e malattie professionali. Base normativa: DPR 1124/1965.
Contabilità e imposte: scegliere il regime giusto
Regime forfettario: semplice e con imposta sostitutiva
Il regime forfettario è un regime agevolato con regole semplificate. Requisito principale: ricavi fino a 85.000 euro. Superi 100.000 euro in corso d’anno? Esci subito. Fonte normativa: L. 190/2014, commi 54‑89, e successive modifiche.
Per il codice 43.22.05 il coefficiente di redditività è 86%. Significa che il reddito tassabile è l’86% dei ricavi. Le spese effettive non contano, salvo i contributi INPS deducibili.
Applichi un’imposta sostitutiva del 15%. Può scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start‑up. Non applichi IVA e non detrai IVA sugli acquisti. Fattura elettronica obbligatoria con dicitura di franchigia IVA.
Cause ostative principali: partecipazione in società di persone, controllo di SRL con attività riconducibile, uso di regimi IVA speciali. Attenzione alla prevalenza verso ex datore negli ultimi due anni. Verifica il testo aggiornato della L. 190/2014 su Normattiva.
Regime ordinario semplificato: IVA e IRPEF per scaglioni
Nel regime ordinario applichi l’IVA sulle fatture. Versi l’IVA periodicamente (mensile o trimestrale), con liquidazioni e dichiarazione annuale. Base normativa: DPR 633/1972.
Paghi l’IRPEF per scaglioni sul reddito. Nel 2026 gli scaglioni sono: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. Base normativa: TUIR, DPR 917/1986, come modificato dalla Legge di Bilancio 2026.
Nel semplificato applichi il principio di cassa. Significa che contano incassi e pagamenti effettivi. Dedurrai costi reali e contributi INPS. Le imprese individuali non pagano IRAP dal 2022; per le società di capitali resta dovuta. Riferimento: Legge di Bilancio 2022.
Ritenute e bonus edilizi: attenzione ai bonifici “parlanti”
Se lavori in interventi con detrazioni edilizie, i pagamenti con “bonifico parlante” subiscono una ritenuta da parte delle banche. La ritenuta attuale è dell’8% sull’accredito. Base: art. 25 del DL 78/2010.
Nel forfettario non subisci ritenute d’acconto ordinarie. Nel regime ordinario puoi subire ritenute in specifici casi. Verifica le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per i codici tributo e le certificazioni.
Contributi previdenziali 2026: importi, scadenze e agevolazioni
Quote fisse e percentuali oltre il minimale
I contributi fissi annui INPS Gestione Artigiani per il 2026 sono 4.521,36 euro. Si pagano in quattro rate trimestrali. Sulla quota di reddito oltre il minimale paghi il 24%, e il 25% oltre 56.224 euro. Tetti e soglie sono aggiornati ogni anno dall’INPS.
Le rate fisse scadono a maggio, agosto, novembre e febbraio (anno successivo). I contributi sul reddito si pagano con saldo e acconti insieme alle imposte dirette.
Riduzione del 35% per chi è in forfettario
Se aderisci al forfettario, puoi chiedere lo sconto contributivo del 35% alla Gestione Artigiani. Va richiesto all’INPS e vale finché resti nel regime. Riferimento: norme INPS su agevolazione contributiva per forfettari.
Attenzione: lo sconto riduce anche le prestazioni pensionistiche future. Valuta se conviene in base alla tua situazione.
Tutela maternità, malattia e infortuni
La Gestione Artigiani copre maternità e assegni familiari secondo requisiti. L’INAIL copre infortuni e malattie professionali. Informati su rendite, franchigie e tariffe applicate al tuo tasso specifico.
Regola decisionale rapida
Usa questi passaggi logici per scegliere percorso e regime.
- Hai i requisiti DM 37/2008? Se no, individua un responsabile tecnico o completa il percorso formativo/esperienziale.
- Lavorerai con pompe di calore o solare termico? Se sì, completa la qualifica FER regionale prima di offrire il servizio.
- Prevedi ricavi entro 85.000 euro e costi bassi? Forfettario con coefficiente 86% di solito conviene.
- Hai molti costi detraibili/IVA forte sugli acquisti? Valuta ordinario per detrarre IVA e dedurre costi reali.
- Lavori spesso con bonus edilizi e appalti strutturati? Ordinario può semplificare gestione IVA e ritenute.
- Fatturi quasi tutto a un ex datore? Controlla la causa ostativa del forfettario prima di scegliere.
- Hai bisogno di soci o dipendenti da subito? Considera la forma societaria e impatto su INPS/INAIL/IRAP.
Checklist operativa e tempi
Prima dell’apertura
Definisci il codice ATECO 43.22.05 e il responsabile tecnico. Prepara PEC e firma digitale. Raccogli i titoli o le dichiarazioni dei requisiti tecnici.
Fase di avvio
Invia ComUnica con: Partita IVA, Registro Imprese, Albo Artigiani, INPS e INAIL. Presenta la SCIA al SUAP. Richiedi eventuale iscrizione all’Albo Gestori Ambientali 2‑bis.
Dopo l’avvio
Predisponi la fatturazione elettronica. Organizza la contabilità. Attiva POS. Assicurati sulla responsabilità civile verso terzi. Forma il personale su sicurezza, se presente.
Fonti normative di riferimento
DM 37/2008 sugli impianti negli edifici. D.Lgs. 28/2011 su FER. D.Lgs. 81/2008 su sicurezza sul lavoro. DPR 633/1972 su IVA. DPR 917/1986 (TUIR) su IRPEF. L. 190/2014 sul regime forfettario. L. 613/1966 e L. 233/1990 su INPS Artigiani. DPR 1124/1965 su INAIL. D.Lgs. 222/2016 e DPR 160/2010 su SCIA e SUAP. DM 30 gennaio 2015 su DURC online. Norme consultabili sui siti Normattiva, INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Ministero del Lavoro.
| Scenario | Requisiti principali | Tempi medi | Costi iniziali indicativi | Punti di attenzione |
|---|---|---|---|---|
| Ditta individuale artigiana in forfettario | Ricavi ≤ 85.000 euro; requisiti DM 37/2008; SCIA SUAP; PEC e firma digitale | 5‑10 giorni lavorativi per ComUnica e SCIA | Bollo 17,50€; diritti 18€; diritto camerale 53‑120€; PEC e firma 50‑150€/anno | Coefficiente 86%; imposta 15% o 5%; niente IVA; riduzione INPS 35% su domanda |
| Ditta individuale artigiana in ordinario | Requisiti DM 37/2008; SCIA; contabilità IVA; liquidazioni periodiche | 5‑10 giorni per avvio; IVA mensile/trimestrale continuativa | Come sopra + software FE/gestionale e consulenza contabile | IVA detraibile; IRPEF 23‑33‑43%; ritenuta 8% su bonifici parlanti |
| SRL artigiana | Atto notarile; capitale; DM 37/2008; SCIA; INPS soci lavoratori; INAIL | 2‑3 settimane tra atto, iscrizioni e SCIA | Notaio e diritti 1.200‑2.500€; bolli/diritti camerali; PEC/firma | IVA e IRAP dovute; IRES; responsabilità limitata; governance societaria |
| Installatore con impianti FER | Qualifica FER regionale; DM 37/2008; eventuale aggiornamento periodico | Formazione 16‑80 ore + tempi di iscrizione | Corso 200‑800€; pratiche amministrative come sopra | Obbligo qualifica per pompe di calore/solare; richiesta frequente nei bandi |
FAQ
Qual è esattamente l’ambito del codice ATECO 43.22.05 e quando serve un secondo codice?
Il 43.22.05 copre installazione, manutenzione e riparazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria in edifici o altre opere di costruzione. Include posa di tubazioni, allacci idrici, centrali termiche, radiatori, ventilconvettori, unità interne ed esterne di climatizzazione e pompe di calore. Se vendi materiali senza posa in modo rilevante, valuta un secondo codice per il commercio all’ingrosso o al dettaglio. Se svolgi progettazione impiantistica autonoma con parcella, valuta un codice per servizi di ingegneria. Tieni il codice principale coerente con la parte prevalente del fatturato. Aggiorna l’inquadramento se la prevalenza cambia in modo stabile per almeno un periodo amministrativo, così eviti incongruenze IVA o contributive.
Quali sono i requisiti concreti del DM 37/2008 per diventare responsabile tecnico?
Il DM 37/2008 prevede più strade. Puoi usare un titolo di studio tecnico (es. diploma di perito industriale o laurea tecnica coerente) con eventuale tirocinio come indicato dall’articolo 4. In alternativa, puoi dimostrare esperienza lavorativa almeno triennale come operaio qualificato nel settore, maturata presso imprese abilitate. La Camera di Commercio verifica i requisiti con autocertificazioni e documenti. Se non li possiedi, puoi nominare un responsabile tecnico esterno con un rapporto formale. Il responsabile tecnico deve garantire la sua presenza effettiva e la vigilanza sui cantieri. A fine lavori, l’impresa rilascia la dichiarazione di conformità (Di.Co.), con allegati obbligatori (schema d’impianto, elenco materiali, riferimento norme tecniche). Senza abilitazione, non puoi legalmente installare o certificare impianti.
Meglio regime forfettario o ordinario per un idraulico che inizia oggi?
Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e costi vivi contenuti, il forfettario è spesso vantaggioso. Tassi il 86% dei ricavi, applichi il 15% (o 5% per start‑up) e semplifichi molto la gestione. Non addebiti IVA e non la detrai, quindi occhio agli acquisti con IVA elevata. Se acquisti attrezzature importanti, veicoli e materiali con IVA significativa, o se lavori in appalti dove la detrazione IVA pesa, l’ordinario può diventare più conveniente. Nell’ordinario deduci i costi reali e detrai l’IVA sugli acquisti. Valuta anche la clientela: con clienti privati il forfettario è semplice; con clienti imprese e cantieri complessi l’ordinario può essere più naturale. Fai un business plan con due simulazioni: imposte + contributi nei due regimi, considerando la riduzione INPS del 35% se resti in forfettario.
Quanto pago di contributi INPS e come funzionano le scadenze nel 2026?
Nel 2026 gli artigiani versano una quota fissa annua di 4.521,36 euro, divisa in quattro rate trimestrali. Poi pagano una percentuale sul reddito che supera il minimale contributivo: 24% fino alla prima fascia e 25% oltre 56.224 euro. Gli importi e le soglie sono aggiornati ogni anno dall’INPS con una circolare dedicata ai contributi di artigiani e commercianti. Le rate fisse scadono a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. La parte variabile si versa con saldo e primo acconto a giugno/luglio e secondo acconto a novembre, insieme alle imposte dirette. Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Ricorda che lo sconto riduce anche i contributi utili ai fini pensionistici.
Quali adempimenti extra devo considerare per lavorare nei cantieri e con i bonus edilizi?
Per i cantieri applica il D.Lgs. 81/2008: formazione sulla sicurezza, DPI, idoneità sanitaria quando richiesta, POS se necessario. Per appalti e subappalti può servire il DURC regolare (DM 30 gennaio 2015). Se installi pompe di calore o solare termico, completa la qualifica FER prevista dal D.Lgs. 28/2011 e dalle norme regionali. Per i bonus edilizi, incassi spesso tramite bonifico “parlante”: la banca applica una ritenuta dell’8% sull’accredito, da considerare nella tua liquidità. In regime forfettario non addebiti IVA e non subisci ritenute d’acconto ordinarie; in ordinario gestisci IVA, eventuale reverse charge in casi specifici e certificazioni. Valuta anche l’iscrizione all’Albo Gestori Ambientali cat. 2‑bis per trasportare i tuoi rifiuti non pericolosi dal cantiere al deposito autorizzato.
