Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per l’operatore di massaggi olistici usa il codice ATECO 96.09.09; scegli 96.04.10 se gestisci un centro benessere. Previdenza in Gestione Separata INPS (aliquota 2026: 26,07%). Regime forfettario 67% (5%/15%) o ordinario IRPEF 23%-33%-43%.
- ATECO: 96.09.09 per prestazioni olistiche non terapeutiche come professione ex Legge 4/2013; 96.04.10 se apri/gestisci un centro benessere con locali e attrezzature.
- Previdenza: iscrizione alla Gestione Separata INPS con aliquota 26,07% nel 2026 e calcolo sul reddito imponibile; acconti e saldo annuali.
- Fisco: forfettario (soglia ricavi 85.000 euro; coefficiente 67%; imposta 5%/15%; uscita immediata oltre 100.000 euro) oppure ordinario IRPEF 23%-33%-43% con deduzione dei costi.
Quale codice ATECO scegliere e perché
Inquadrare correttamente l’attività: professione non regolamentata
Il massaggiatore olistico svolge attività di benessere, non sanitaria. La Legge 4/2013 inquadra le “professioni non organizzate in ordini o collegi”. Significa che non esiste un albo pubblico dedicato. Puoi esercitare se rispetti le leggi generali.
Non puoi però usare diciture mediche. Niente “terapia”, “riabilitazione”, “trattamento fisioterapico”. Queste prestazioni richiedono titoli sanitari specifici (per esempio fisioterapista ai sensi del D.M. 741/1994 con iscrizione all’Ordine TSRM-PSTRP). Distinguere il tuo servizio evita sanzioni e contestazioni.
Codice ATECO 96.09.09: “Altre attività di servizi per la persona nca”
Se lavori come operatore olistico su appuntamento, anche a domicilio o in uno studio privato senza apertura al pubblico, la prassi è usare 96.09.09. Nella classificazione ATECO 2007 di ISTAT, questa voce raccoglie servizi alla persona non altrove classificati.
È adatta quando offri trattamenti di benessere non estetici e non medici. Per esempio massaggio rilassante, decontratturante non terapeutico, trattamenti energetici. In questo assetto non ti iscrivi in Camera di Commercio. Emetti fatture come professionista.
Codice ATECO 96.04.10: “Servizi dei centri per il benessere fisico”
Se apri un centro con locali dedicati, cabine, reception e magari collaboratori, valuta 96.04.10. In molti Comuni rientra tra le attività soggette a SCIA presso il SUAP. Gli adempimenti igienico-sanitari sono più stringenti e dipendono dai regolamenti locali.
Con questa impostazione spesso serve l’iscrizione al Registro Imprese e la tenuta di libri obbligatori tipici delle attività d’impresa. Verifica con il SUAP del tuo Comune prima dell’apertura. Riferimenti: D.Lgs. 222/2016 (tabella A, procedimenti SUAP), regolamenti comunali e ASL.
Base normativa e classificazioni consultabili su Normattiva (per le leggi nazionali) e sul sito ISTAT (ATECO 2007). L’interpretazione locale spetta al SUAP e alle ASL territoriali.
Come aprire la Partita IVA nel 2026
Pratica iniziale: modello AA9/12 e scelta del regime
Apri la Partita IVA come persona fisica presentando il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online con SPID, allo sportello o tramite un intermediario abilitato. Indichi codice ATECO, domicilio fiscale e data inizio attività.
Nella stessa istanza puoi scegliere il regime forfettario se hai i requisiti. Se non li hai oppure non ti conviene, resterai nel regime ordinario. Riferimenti: istruzioni del modello AA9/12 e normativa IVA del D.P.R. 633/1972.
Iscrizione previdenziale: Gestione Separata INPS
Gli operatori olistici senza cassa professionale si iscrivono alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 è 26,07%. È la percentuale che versi sul tuo reddito imponibile ai fini previdenziali. La fonte sono le circolari INPS annuali e la L. 335/1995.
Paghi i contributi con acconti e saldo insieme alle imposte. I contributi si deducono dal reddito. Quindi li sottrai prima di calcolare le tasse. Se versi poco perché guadagni poco, accrediti meno mesi di contributi. Verifica ogni anno il minimale contributivo comunicato da INPS.
Altri adempimenti di base
- Fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio per tutti i titolari di Partita IVA dal 2024. Fonte: D.L. 36/2022 convertito in legge.
- POS obbligatorio senza soglia e sanzioni in caso di rifiuto. Fonte: D.L. 36/2022.
- Marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Fonte: D.P.R. 642/1972 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
- Limite al contante: rispetta le soglie del D.Lgs. 231/2007, art. 49 (verifica annualmente il valore vigente).
Regimi fiscali e calcolo delle imposte
Regime forfettario: requisiti, aliquote e coefficiente 67%
Il regime forfettario è pensato per attività con ricavi contenuti. Dal 2023 la soglia è 85.000 euro. Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci subito. Lo dice la L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, come modificata dalla L. 197/2022.
Reddito imponibile = ricavi incassati x coefficiente di redditività. Per i servizi alla persona il coefficiente è 67%. “Principio di cassa” significa che contano gli incassi effettivi, non le fatture emesse e non pagate.
L’imposta sostitutiva è 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti condizioni “start-up” (nessuna attività simile nei tre anni prima; attività nuova; non prosecuzione di lavoro dipendente, salvo praticantato). Le regole sono nella L. 190/2014 e successive modifiche.
Nel forfettario non applichi IVA, non subisci ritenuta d’acconto e non deduci i costi analitici. Deduci però i contributi INPS versati. In fattura indichi la dicitura di operazione in franchigia da IVA ai sensi della L. 190/2014.
Regime ordinario: IRPEF 2026, costi e deduzioni
Nel regime ordinario calcoli il reddito professionale con il principio di cassa: ricavi meno costi inerenti sostenuti. La base normativa è il TUIR (D.P.R. 917/1986), in particolare l’art. 54 per i professionisti.
Aliquote IRPEF 2026 sull’imponibile: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Aggiungi le addizionali regionali e comunali. Queste aliquote discendono dalla normativa IRPEF vigente consultabile su Normattiva.
Nel regime ordinario puoi detrarre l’IVA se sei soggetto passivo IVA. Inoltre deduci costi come affitti, utenze, attrezzature, corsi, software, assicurazioni, spese auto secondo regole specifiche. Ricorda i limiti e la tracciabilità dei pagamenti.
IVA, e-fattura e bollo per l’operatore olistico
Se sei in forfettario non applichi IVA e usi “N2.2 – operazioni non soggette” nell’e-fattura. Inserisci la dicitura di legge. Apponi l’imposta di bollo da 2 euro se la fattura supera 77,47 euro. L’Agenzia delle Entrate calcola trimestralmente il bollo sulle e-fatture.
Se sei in ordinario addebiti l’IVA (aliquota ordinaria, salvo eccezioni non tipiche). Registri gli acquisti e detrai l’IVA. Applichi il regime dei corrispettivi solo se previsto. Di norma, come professionista, emetti fattura per ogni prestazione.
Adempimenti operativi e compliance
Locali, SCIA e requisiti igienico-sanitari
Se apri un centro benessere con apertura al pubblico, serve la SCIA al SUAP. I requisiti strutturali, igienico-sanitari e antincendio li fissano regolamenti comunali e ASL. Il D.Lgs. 222/2016 indica i procedimenti amministrativi. Informati prima di firmare un affitto.
Se lavori come professionista senza centro aperto al pubblico, in genere non serve la SCIA. Ma resta l’obbligo di sicurezza sul lavoro se assumi collaboratori o apri al pubblico. Riferimento: D.Lgs. 81/2008.
Comunicazione corretta e limiti legali
Evita claim sanitari o ingannevoli nella pubblicità. Il D.Lgs. 206/2005 (Codice del Consumo) vieta pratiche commerciali scorrette. Non usare titoli professionali sanitari se non li possiedi. Indica chiaramente che offri servizi di benessere non terapeutici.
Protezione dei dati e consenso informato
Gestisci dati personali e talvolta dati “particolari” (es. stato di salute percepito). Applica il GDPR (Reg. UE 2016/679): informativa, base giuridica, misure di sicurezza. Raccogli consensi scritti dove necessario e conserva le informative firmate.
Pagamenti e incassi tracciati
Devi accettare pagamenti elettronici. Il rifiuto comporta sanzioni. Rispetta le soglie per l’uso del contante fissate dal D.Lgs. 231/2007. Usa sistemi tracciati per ridurre rischi fiscali e semplificare la contabilità.
Regola decisionale rapida
Come scegliere ATECO, forma e regime in 5 passi logici
Se lavori da solo, su appuntamento, senza un centro aperto al pubblico, scegli 96.09.09 e apri come professionista. Non ti iscrivi in Camera di Commercio e versi alla Gestione Separata INPS.
Se gestisci un centro benessere con locali attrezzati, reception e magari collaboratori, scegli 96.04.10. Fai SCIA al SUAP, iscriviti al Registro Imprese e verifica i requisiti ASL. Previdenza sempre in Gestione Separata se non hai una cassa dedicata.
Se vendi anche prodotti (oli, creme), aggiungi un codice di commercio al dettaglio pertinente. Tieni contabilità separata di magazzino e IVA se sei in ordinario. Chiedi al SUAP eventuali ulteriori permessi.
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e costi bassi rispetto agli incassi, il forfettario è spesso conveniente. Coefficiente 67% e imposta 5%/15% semplificano il calcolo. Se hai costi elevati oltre il 33% dei ricavi, valuta l’ordinario.
Se superi 85.000 euro con continuità o prevedi investimenti e costi importanti, considera l’ordinario: deduci i costi, detrai l’IVA e gestisci gli scaglioni IRPEF 23%-33%-43%.
Esempi numerici 2026
Esempio forfettario
Ricavi annui incassati: 40.000 euro. Reddito forfettario: 40.000 x 67% = 26.800 euro. Contributi INPS: 26,07% di 26.800 = 6.989,76 euro (approssimato). Reddito imponibile fiscale: 26.800 – 6.989,76 = 19.810,24 euro.
Imposta sostitutiva al 5%: 990,51 euro. Se al 15%: 2.971,54 euro. Imposta di bollo: circa 2 euro per fattura oltre 77,47 euro, liquidata trimestralmente. Totale oneri principali: contributi + imposta sostitutiva.
Esempio ordinario
Ricavi incassati: 40.000 euro. Costi deducibili: 14.000 euro. Reddito professionale: 26.000 euro. Contributi INPS: 26,07% di 26.000 = 6.778,20 euro. Reddito imponibile IRPEF: 26.000 – 6.778,20 = 19.221,80 euro.
IRPEF 23%: 4.420,99 euro circa, più addizionali regionali e comunali. IVA: versi la differenza tra IVA a debito sulle vendite e IVA a credito sugli acquisti. Puoi dedurre altri oneri secondo TUIR.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario | ATECO tipico | Adempimenti principali | Previdenza | Fisco | Tempistiche medie |
|---|---|---|---|---|---|
| Professionista olistico su appuntamento (studio privato o a domicilio) | 96.09.09 | AA9/12 all’Agenzia Entrate; niente Registro Imprese; e-fattura; POS | Gestione Separata INPS, aliquota 26,07% (2026) | Forfettario 67% (5%/15%) o Ordinario IRPEF 23-33-43 | Partita IVA in 1-3 giorni; INPS in 1-5 giorni |
| Centro benessere con locali e collaboratori | 96.04.10 | SCIA SUAP; requisiti ASL; Registro Imprese; sicurezza D.Lgs. 81/2008 | Gestione Separata INPS (titolare); INAIL/INPS per dipendenti | Forfettario se ricavi entro 85.000; spesso Ordinario per costi/IVA | SCIA 5-30 giorni secondo Comune; RI 1-5 giorni |
| Attività olistica con vendita al dettaglio accessoria | 96.09.09 + codice commercio al dettaglio coerente | Eventuale SCIA commerciale; gestione corrispettivi; tracciabilità pagamenti | Gestione Separata INPS | Forfettario (niente IVA) o Ordinario con IVA e registri | Integrazione codice 1-3 giorni; SCIA 5-30 giorni |
| Superamento soglia forfettario o investimenti elevati | Invariato | Passaggio a Ordinario; opzione IVA; aggiornamento gestione contabile | Gestione Separata INPS | Ordinario: deduzioni costi, IVA, IRPEF a scaglioni | Effetto dall’anno successivo o immediato oltre 100.000 |
FAQ
1) Il codice 96.99.99 è valido per il massaggiatore olistico oppure è meglio 96.09.09 o 96.04.10?
Nella classificazione ATECO 2007 aggiornata, la voce effettivamente utilizzata per i servizi alla persona non altrove classificati è 96.09.09. Molti operatori olistici la adottano quando lavorano come professionisti su appuntamento senza aprire un centro al pubblico. Se invece gestisci un centro benessere con locali, cabine, reception e magari dipendenti, la voce 96.04.10 è più coerente perché inquadra i “servizi dei centri per il benessere fisico”. La scelta corretta dipende quindi dall’organizzazione concreta dell’attività: prestazione professionale in studio privato (96.09.09) oppure gestione di un centro benessere (96.04.10). Per conferma finale consulta il SUAP del tuo Comune, che applica i regolamenti locali, e verifica la descrizione ufficiale delle attività sul portale di ISTAT dedicato ad ATECO. Le norme generali sulle procedure sono reperibili su Normattiva e nel D.Lgs. 222/2016.
2) Devo iscrivermi alla Camera di Commercio? E serve la SCIA per iniziare?
Se operi come professionista con codice 96.09.09 e ricevi i clienti su appuntamento, di norma non ti iscrivi alla Camera di Commercio e non presenti SCIA. Apri la Partita IVA all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12 e ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Se invece apri un centro benessere (96.04.10), quasi sempre devi iscriverti al Registro Imprese e presentare una SCIA tramite SUAP. In quel caso servono requisiti igienico-sanitari, eventuali planimetrie, dichiarazioni di conformità degli impianti e adempimenti di sicurezza. Le basi sono nel D.Lgs. 222/2016 e nei regolamenti del tuo Comune e della tua ASL. Prima di impegnarti con un contratto di locazione, vai al SUAP con una descrizione dettagliata di locali e attività: ti diranno esattamente cosa presentare e in quali tempi.
3) Come funzionano imposte e contributi nel forfettario rispetto all’ordinario, in pratica?
Nel forfettario conti solo gli incassi (principio di cassa) e applichi il coefficiente di redditività 67%. Quello è il tuo reddito forfettario. Sottrai i contributi INPS versati e paghi un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni start-up previste dalla L. 190/2014. Non applichi IVA e non deduci i costi analitici. È semplice e spesso conveniente quando i costi sono contenuti. Nell’ordinario invece determini il reddito come differenza tra ricavi e costi inerenti pagati nell’anno (art. 54 TUIR). Detrai l’IVA sugli acquisti e versi la differenza tra IVA a debito e a credito. L’IRPEF si calcola per scaglioni 2026: 23%, 33% e 43%, con addizionali. È più complesso, ma conviene quando i costi sono alti o superi stabilmente 85.000 euro di ricavi. In entrambi i casi versi i contributi in Gestione Separata INPS, aliquota 26,07% per il 2026, deducibili dal reddito.
4) Che cosa devo scrivere in fattura e quali regole devo seguire per POS, contanti e privacy?
Fattura elettronica: è obbligatoria per tutti i titolari di Partita IVA, compresi i forfettari. Se sei in forfettario, non applichi IVA e inserisci la dicitura “Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014”. Nelle specifiche tecniche della e-fattura usi una natura operazione non soggetta (es. N2.2). Apponi l’imposta di bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro; l’Agenzia delle Entrate liquida il bollo trimestralmente. Devi accettare pagamenti elettronici: il POS è obbligatorio senza soglia, e il rifiuto comporta sanzioni (D.L. 36/2022). Rispetta il limite all’uso del contante fissato dal D.Lgs. 231/2007, art. 49, verificando il valore vigente. Per la privacy, applica il GDPR: informativa chiara, base giuridica per il trattamento, misure di sicurezza e conservazione dei consensi. Se raccogli dati sensibili (ad esempio abitudini di salute dichiarate), adotta cautele aggiuntive e minimizzazione dei dati.
5) Posso scrivere “massaggio terapeutico” sul sito o nelle brochure? Quali rischi corro se sbaglio comunicazione?
No, se non sei un professionista sanitario abilitato. I massaggi terapeutici o riabilitativi spettano a figure sanitarie con titolo riconosciuto, come il fisioterapista (D.M. 741/1994) iscritto all’Ordine TSRM-PSTRP o, a certe condizioni e in alcuni contesti regionali, al massoterapista MCB per specifiche prestazioni. L’operatore olistico rientra nelle professioni non regolamentate (L. 4/2013) e offre servizi di benessere, non medici. Usare claim sanitari è una pratica commerciale scorretta ai sensi del D.Lgs. 206/2005 e può integrare abuso di professione. Rischi sanzioni amministrative, contestazioni delle autorità sanitarie e problemi fiscali se l’attività viene riqualificata. Mantieni una comunicazione trasparente: usa termini come “trattamento di benessere” o “massaggio rilassante”, indica che non effettui diagnosi né terapie, e rilascia ricevute o fatture conformi alla tua attività.
