Codice ATECO massoterapista: come trovarlo e cosa comprende?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Eccellente Trustpilot Fiscozen

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come massofisioterapista scegli il codice ATECO più aderente: 86.90.29 in prevalenza, oppure 86.99.09 se rientri nelle “altre attività sanitarie n.c.a.”. Apri Partita IVA da professionista, iscriviti alla Gestione Separata INPS.

  • ATECO: 86.90.29 “altre attività paramediche indipendenti n.c.a.”; in alternativa 86.99.09 se le prestazioni non rientrano nelle sottocategorie paramediche.
  • Previdenza: Gestione Separata INPS, aliquota 2026 pari al 26,07%. Puoi applicare rivalsa INPS 4% in fattura (facoltativa).
  • Fisco: forfettario (coefficiente 78%, imposta 5% start-up poi 15%) o ordinario con IRPEF 23%-33%-43% e, di norma, esenzione IVA sanitaria.

Quale codice ATECO usare da massofisioterapista

La scelta del codice ATECO orienta fisco, contributi e adempimenti. Va allineata alle prestazioni effettive. In assenza di un codice “massofisioterapista” dedicato, si usano voci sanitarie generiche.

86.90.29 o 86.99.09: differenze operative

86.90.29 identifica le “altre attività paramediche indipendenti n.c.a.”. È la scelta più comune per attività manuali a finalità sanitaria, di prevenzione o riabilitazione, svolte in autonomia professionale.

86.99.09 ricade nelle “altre attività di assistenza sanitaria n.c.a.”. Si usa quando la prestazione sanitaria non rientra nelle sottocategorie paramediche tipizzate. È residuale, ma corretta in alcune prassi territoriali.

Se svolgi trattamenti di benessere non sanitari (es. massaggi estetici), il perimetro cambia. In questo caso valuta codici del comparto benessere, non sanitari. Ricorda: attività sanitaria e attività estetica seguono regole diverse su IVA, autorizzazioni e Sistema TS.

Attenzione alla qualifica sanitaria e alle finalità

Per applicare il regime fiscale tipico delle professioni sanitarie conta la finalità sanitaria della prestazione e la tua abilitazione. La disciplina delle professioni sanitarie fa riferimento, tra l’altro, alla Legge 3/2018, alla Legge 42/1999 e ai decreti sulle equipollenze dei titoli (come il D.M. 27 luglio 2000).

Se il tuo titolo è equipollente o riconosciuto e svolgi attività di prevenzione, cura o riabilitazione, agisci come professionista sanitario. In caso contrario, potresti rientrare nell’area del benessere non sanitario. Questo impatta su IVA, Sistema Tessera Sanitaria e eventuali autorizzazioni.

Verifica sempre con il SUAP comunale e l’ASL competente le regole locali su locali, igiene e SCIA sanitaria. Per i codici ATECO, la base resta la classificazione ISTAT ATECO 2007 (aggiornata), consultabile come normativa tecnica sul portale istituzionale.

Aprire la Partita IVA: passaggi, moduli e tempi

Dove e come presentare la pratica

Apri la Partita IVA come libero professionista con il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online con SPID/CNS, allo sportello, o con un intermediario abilitato.

Non serve l’iscrizione in Camera di Commercio. Dopo l’apertura, iscriviti alla Gestione Separata INPS entro 30 giorni dall’avvio. Prepara PEC e codice destinatario/PEC per la fatturazione elettronica.

Autorizzazioni sanitarie e locali

Se operi in studio, verifica le norme regionali su requisiti dei locali e SCIA sanitaria presso l’ASL. La cornice nazionale fa riferimento al D.Lgs. 502/1992 (e s.m.i.) e alle delibere regionali attuative.

Se lavori a domicilio o in struttura di terzi, regola gli aspetti contrattuali e assicurativi. Valuta l’obbligo di copertura RC professionale, alla luce della Legge 24/2017 (Gelli-Bianco) sulle responsabilità in ambito sanitario.

Tempistiche e costi vivi

La Partita IVA si apre in giornata. L’attivazione della fatturazione elettronica richiede in media 24-48 ore. L’iscrizione alla Gestione Separata richiede pochi giorni.

I costi vivi includono marca da bollo virtuale su fatture senza IVA oltre 77,47 euro, canone PEC e il gestionale di fatturazione. Le autorizzazioni sanitarie, ove necessarie, seguono tempi regionali (spesso 30-60 giorni).

Previdenza: Gestione Separata INPS e tutele

Aliquote, minimali e rivalsa

Come massofisioterapista senza Cassa professionale dedicata ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, Legge 335/1995). Per il 2026 l’aliquota ordinaria per i professionisti è pari al 26,07%, secondo le circolari INPS annuali.

Calcoli i contributi con il principio di cassa: ciò che incassi nell’anno. Paghi con acconti e saldo insieme alle imposte. Puoi applicare in fattura una rivalsa del 4% non obbligatoria, a parziale recupero del costo contributivo. La base giuridica è nella Legge 662/1996.

INPS pubblica ogni anno minimali e massimali. Se resti sotto il minimale, accrediti contributi ridotti. Se lo superi, versi sull’intero reddito fino al massimale.

Tutele collegate

La Gestione Separata garantisce maternità, assegno per il nucleo familiare e in alcuni casi indennità di malattia e degenza. Le tutele variano per requisiti contributivi e reddito.

Non esiste pensione integrativa obbligatoria. Valuta previdenza complementare per bilanciare aliquote e beneficio fiscale nel regime ordinario.

Regimi fiscali: forfettario o ordinario

Regime forfettario: come funziona

È disciplinato dall’art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 e successive modifiche (tra cui Legge 197/2022). La soglia di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi/compensi annui. L’uscita immediata scatta se incassi oltre 100.000 euro nell’anno.

Reddito imponibile = ricavi incassati x 78% (coefficiente di redditività dei professionisti). Non deduci i costi analitici. Deduci però i contributi INPS effettivamente versati.

Imposta sostitutiva: 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti start-up per i primi 5 anni; poi 15%. L’imposta sostitutiva rimpiazza IRPEF, addizionali e IRAP. In forfettario non applichi IVA né ritenuta d’acconto.

Regime ordinario: aliquote IRPEF e IVA

Nel regime ordinario calcoli il reddito con differenza tra ricavi e costi deducibili (principio di cassa per i professionisti). Applichi le aliquote IRPEF 2026 per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro, secondo la Legge di Bilancio vigente e il TUIR (DPR 917/1986).

IVA: le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972, se svolte da professionista abilitato. Le prestazioni non sanitarie restano imponibili IVA. In forfettario non applichi comunque l’IVA.

IRAP: il professionista senza autonoma organizzazione, in linea con giurisprudenza consolidata, di norma non la deve. Valuta il tuo caso se impieghi personale o strutture rilevanti.

Fatture, bollo, ritenute e Sistema Tessera Sanitaria

Fatturazione elettronica e bollo

La e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. La base è nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate in attuazione della Legge di Bilancio e del D.Lgs. 127/2015.

Se la fattura è senza IVA (forfettario o esenzione IVA sanitaria), applichi marca da bollo da 2 euro oltre 77,47 euro di imponibile. In e-fattura è “bollo virtuale” con versamento periodico secondo i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Ritenuta d’acconto e rivalsa

In forfettario non subisci ritenuta d’acconto. In ordinario, se fatturi a sostituti d’imposta, applichi la ritenuta del 20% sui compensi (al netto di eventuali spese anticipate in nome e per conto). La rivalsa INPS 4% è facoltativa.

Sistema Tessera Sanitaria (STS)

I professionisti sanitari abilitati devono trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle spese sanitarie, salvo opposizione dell’assistito. La base normativa è nel D.Lgs. 175/2014 e nei decreti MEF attuativi. Verifica di essere incluso tra i soggetti obbligati in base all’inquadramento professionale e regionale.

Regola decisionale rapida

Come scegliere ATECO, regime fiscale e adempimenti in 5 mosse

1) Qualifica sanitaria: se il tuo titolo è riconosciuto/equipollente e le prestazioni sono di diagnosi, cura o riabilitazione, scegli ATECO sanitario (86.90.29, in alternativa 86.99.09). Se fai benessere non sanitario, valuta codici estetici/benessere.

2) Ricavi attesi e costi: se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e pochi costi, il forfettario con coefficiente 78% di solito conviene. Se hai costi elevati o detrazioni personali importanti, valuta l’ordinario.

3) Clientela: con clienti privati, il forfettario semplifica. Con molti clienti aziendali/PA, l’ordinario può aiutare a gestire IVA (se imponibile) e ritenute. Ricorda l’esenzione IVA sanitaria in ordinario.

4) Investimenti e personale: se hai studio attrezzato o collaboratori, l’ordinario permette di dedurre costi e ammortamenti. Se lavori leggero e flessibile, il forfettario riduce burocrazia.

5) Adempimenti: se sei sanitario abilitato, attiva STS, valuta SCIA sanitaria e RC professionale. In ogni caso, attiva e-fattura, PEC, firma digitale e adegua privacy secondo il Regolamento UE 2016/679.

Riferimenti normativi utili

Le basi da conoscere (citazioni testuali, senza link)

– Regime forfettario: art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014; modifiche Legge 197/2022 su soglie 85.000 e uscita oltre 100.000.

– Gestione Separata INPS: art. 2, comma 26, Legge 335/1995; aliquote fissate da circolari INPS annuali.

– IVA sanitaria: art. 10, n. 18, DPR 633/1972.

– IRPEF: DPR 917/1986 (TUIR) e Legge di Bilancio vigente.

– Sistema Tessera Sanitaria: D.Lgs. 175/2014 e decreti MEF attuativi.

– Professioni sanitarie: Legge 3/2018; Legge 42/1999; D.M. 27 luglio 2000 su equipollenze.

– Responsabilità e assicurazione: Legge 24/2017 (Gelli-Bianco).

Scenario Regime/ATECO consigliato Requisiti chiave Adempimenti e tempistiche
Neo-avvio, ricavi 25-40 mila, pochi costi Forfettario, ATECO 86.90.29 (oppure 86.99.09 se n.c.a.) Sotto 85.000 euro; nessuna causa di esclusione; attività sanitaria abilitata Partita IVA in 1 giorno; INPS entro 30 giorni; e-fattura 24-48 ore; attiva STS subito
Studio attrezzato, costi elevati e collaborazioni Ordinario, ATECO 86.90.29 Detraibilità/deducibilità piena dei costi; gestione IVA esente per prestazioni sanitarie Pianifica cespiti e ammortamenti; acconti IRPEF e INPS; verifica IRAP per organizzazione
Attività mista: sanitaria + benessere non sanitario Due codici o attività prevalente; valutare 86.90.29 + codice benessere Corretta separazione prestazioni; IVA esente per sanitarie, imponibile per benessere Fatture con natura diversa; marca da bollo su esenti; eventuale SCIA per estetica
Ricavi oltre 85.000 ma sotto 100.000 Forfettario ancora possibile; attenzione a superamento Monitoraggio incassi; uscita immediata se superi 100.000 nell’anno Se superi 100.000, passi a ordinario dal mese successivo; adegua IVA/ritenute

FAQ

1) Massofisioterapista e fisioterapista: cosa cambia ai fini fiscali e previdenziali?

Fiscalmente conta la natura della prestazione e l’abilitazione. Se operi come professionista sanitario, le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona sono esenti IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972), indipendentemente dal fatto che tu sia fisioterapista o massofisioterapista con titolo equipollente. In entrambi i casi puoi adottare il regime forfettario se rispetti i requisiti, con coefficiente di redditività 78% e imposta sostitutiva 5% start-up poi 15% (Legge 190/2014). In mancanza di Cassa professionale dedicata, la previdenza è nella Gestione Separata INPS (Legge 335/1995) con aliquota 2026 pari al 26,07%. Se però svolgi anche trattamenti non sanitari, tali prestazioni sono imponibili IVA e non transitano nel Sistema Tessera Sanitaria. Sul piano ordinistico, le iscrizioni agli Albi/Ordini dipendono dal titolo e dalle equipollenze (D.M. 27 luglio 2000 e Legge 3/2018). L’inquadramento ordinistico non cambia l’IRPEF, ma incide su esenzione IVA, STS e responsabilità professionale.

2) Offro trattamenti sanitari e anche massaggi benessere: quale ATECO e come gestisco l’IVA?

Se l’attività prevalente è sanitaria, usa un ATECO sanitario (86.90.29 è il più usato; 86.99.09 se non rientri nelle paramediche). Per i trattamenti di benessere non sanitari, puoi indicare anche un codice del comparto benessere, oppure gestire tutto con prevalenza e descrizione puntuale in fattura. L’IVA segue la natura della prestazione: esente per la parte sanitaria, imponibile per il benessere. Nelle fatture elettroniche indica voci separate con corretta natura IVA. Applica la marca da bollo da 2 euro solo alle fatture o voci esenti IVA superiori a 77,47 euro. Se sei in forfettario, non applichi IVA in nessun caso, ma resta l’obbligo di separare le nature ai fini del Sistema TS e di eventuali comunicazioni. Consulta il SUAP e l’ASL per capire se serve SCIA sanitaria per lo studio e SCIA estetica per l’area benessere, poiché i requisiti strutturali possono differire.

3) Come si calcola l’imposta nel forfettario per un massofisioterapista e come incidono i contributi INPS?

Il calcolo è lineare. Somma i compensi incassati nell’anno (principio di cassa). Moltiplica per il coefficiente 78% per ottenere il reddito forfettario. Sottrai i contributi INPS effettivamente versati nello stesso anno. Sull’imponibile netto applichi l’imposta sostitutiva: 5% se rispetti i requisiti start-up per i primi 5 anni; poi 15%. Esempio: incassi 40.000 euro. Reddito forfettario: 40.000 x 78% = 31.200. Contributi (26,07% su 31.200) circa 8.140 euro. Imponibile netto: 31.200 – 8.140 = 23.060. Imposta 5% = 1.153 euro (se start-up). La rivalsa INPS 4% che inserisci in fattura aumenta i compensi incassati, quindi rientra nel conteggio del reddito, ma di fatto ti aiuta a coprire parte del costo contributivo. Ricorda acconti e saldo: versi imposta sostitutiva e contributi con modello F24 alle scadenze ordinarie, insieme all’IRPEF se in ordinario. Le regole sono definite dalla Legge 190/2014 e dalle circolari INPS annuali sulle aliquote.

4) Devo inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria? Come gestisco privacy e opposizione del paziente?

Se sei professionista sanitario abilitato e le tue prestazioni rientrano tra quelle sanitarie, sì: trasmetti i dati al Sistema Tessera Sanitaria secondo il D.Lgs. 175/2014 e i decreti del MEF. L’invio alimenta il 730 precompilato. Il paziente può opporsi. In tal caso registri l’opposizione e non trasmetti i dati di quella spesa. Aggiorna l’informativa privacy ai sensi del Regolamento UE 2016/679 e del D.Lgs. 196/2003. Proteggi i dati sanitari con misure tecniche e organizzative adeguate. Se emetti fattura elettronica, usa i codici natura corretti e ricorda che per i documenti trasmessi al Sistema TS esiste un divieto di emissione e-fattura verso SDI in alcune casistiche, sostituito dal documento commerciale sanitario, secondo i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate e del MEF. Verifica ogni anno il calendario e le specifiche tecniche pubblicate sul portale del Sistema TS.

5) Posso lavorare a domicilio del paziente o in palestra/centro? Quali tutele servono?

Sì, puoi lavorare a domicilio o in strutture terze, se coerente con il profilo professionale e nel rispetto delle regole igienico-sanitarie regionali. Se operi in una palestra o in un centro, definisci un accordo scritto sulla responsabilità degli spazi e dei dispositivi. Verifica con l’ASL se serve una comunicazione o un’autorizzazione specifica. La copertura assicurativa è cruciale: una polizza RC professionale è fortemente raccomandata e, per talune figure sanitarie, di fatto necessaria alla luce della Legge 24/2017. Proteggi anche i dati del paziente quando lavori fuori studio. Se trasporti attrezzature, considera una polizza furto/danni. Fiscalmente nulla cambia: fatturi al paziente o alla struttura in base all’accordo, applichi l’esenzione IVA per prestazioni sanitarie e gestisci la ritenuta solo se la struttura è sostituto d’imposta ed è previsto un rapporto di lavoro autonomo occasionale o professionale con ritenuta. In ogni caso, e-fattura e, se dovuto, invio al Sistema TS rimangono obblighi centrali.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.