Codice ATECO 25.62: cos’è e cosa posso farci?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare da metalmeccanico in proprio scegli ATECO 25.53.00, apri Partita IVA artigiana con ComUnica, iscrivi INPS e INAIL, invia SCIA al SUAP. Valuta forfettario (67%) o ordinario.

  • ATECO corretto: 25.53.00 “lavori di meccanica generale” per tornitura, fresatura, saldatura e lavorazioni di officina.
  • Iter obbligatorio: ComUnica a Camera di Commercio, iscrizione INPS Artigiani, apertura posizione INAIL, SCIA al SUAP.
  • Regimi 2026: Forfettario (5% poi 15%, coefficiente 67%, niente IVA) o Ordinario (IRPEF 23%-33%-43%, IVA, costi deducibili). Contributi INPS fissi 4.521,36 € più 24%/25%.

ATECO 25.53.00: quando è quello giusto per un metalmeccanico

Cosa comprende il codice 25.53.00

Il codice ATECO 25.53.00 identifica i “lavori di meccanica generale”. In parole semplici: lavorazioni di officina su metalli per conto proprio o conto terzi.

Rientrano attività come tornitura, fresatura, foratura, saldatura, filettatura, rettifica, assemblaggi meccanici, carpenteria leggera e costruzione di pezzi su disegno.

La classificazione ATECO (ISTAT) serve a definire profilo fiscale, contributi e adempimenti. Scegliere il codice corretto riduce rischi di errori e sanzioni.

Cosa non comprende e codici vicini

Installazione e manutenzione di impianti a bordo macchina potrebbero ricadere in codici diversi del settore installazione impianti. La fabbricazione di macchine complete può ricadere in altre voci della sezione C.

Se lavori prevalentemente in cantiere, verifica se servono ulteriori codici per edilizia o impiantistica. In caso di dubbio, valuta un inquadramento con più codici coerenti.

Base normativa: classificazione ATECO 2007 (fonte: ISTAT). Effetti fiscali connessi a IVA e imposte: DPR 633/1972 e TUIR DPR 917/1986 (fonte: portale Normattiva).

Iter per aprire la Partita IVA artigiana in officina meccanica

ComUnica: un’unica pratica per avviare l’attività

La pratica ComUnica consente apertura Partita IVA, iscrizione alla Camera di Commercio, INPS Artigiani e INAIL con un invio unico.

La presenti al Registro Imprese della Camera di Commercio. È la via più rapida per iniziare a lavorare in regola.

Riferimenti: D.M. 6 febbraio 2008 su ComUnica e disciplina del Registro Imprese (fonte: portale Normattiva).

Iscrizione INPS, Gestione Artigiani

L’artigiano è l’imprenditore che lavora in prima persona nella propria attività manuale. La Gestione Artigiani INPS tutela pensione e malattia.

Ti iscrivi in ComUnica. Paghi contributi fissi annuali più una percentuale sul reddito oltre una soglia.

Riferimenti: Legge 613/1966 e circolari INPS annuali sui minimali e massimali (fonte: INPS e portale Normattiva).

Assicurazione INAIL: obbligo per il lavoro manuale

Le lavorazioni su metalli comportano rischio infortuni. L’INAIL è obbligatoria. Definisce premio in base al tasso della tua voce di tariffa.

Apri la posizione con ComUnica. Riceverai il tasso di premio e gli acconti da versare.

Riferimenti: DPR 1124/1965 (Testo Unico INAIL) e D.Lgs. 81/2008 su sicurezza (fonte: portale Normattiva e Ministero del Lavoro).

SCIA al SUAP del Comune

Prima di iniziare, invia la SCIA al SUAP del Comune della sede. Dichiari i requisiti e l’idoneità dei locali.

Allega planimetrie, relazione tecnica e requisiti igienico-sanitari e di sicurezza. Per saldatura e bombole servono verifiche aggiuntive.

Riferimenti: D.P.R. 160/2010 (SUAP) e L. 241/1990 sul procedimento amministrativo (fonte: portale Normattiva).

Contributi previdenziali 2026 per gli artigiani

Importi fissi e percentuali oltre la soglia

Per il 2026 i contributi fissi della Gestione Artigiani ammontano a 4.521,36 euro fino al minimale di reddito di 18.808,00 euro.

Sulla parte di reddito che supera 18.808,00 euro versi il 24%. Sulla quota che oltrepassa 56.224,00 euro applichi il 25% (24% + 1% aggiuntivo).

Queste regole valgono fino al massimale contributivo definito dall’INPS. I fissi si pagano in quattro rate annuali con scadenze standard.

Riduzione contributiva per il regime forfettario

Se scegli il regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS Artigiani. Vale sia sui fissi sia sulle eccedenze.

La domanda si presenta all’INPS. L’effetto decorre dall’anno di accoglimento. La riduzione taglia l’onere, ma incide sulla pensione futura.

Riferimenti: L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 e circolari INPS sulla riduzione contributiva per forfettari (fonte: portale Normattiva e INPS).

Contributi deducibili dal reddito

I contributi INPS sono deducibili. Nel forfettario si deducono dall’imponibile prima di applicare l’imposta sostitutiva.

Nell’ordinario si deducono dal reddito complessivo. Ridurre i contributi significa anche avere minore deduzione. Valuta l’effetto netto.

Riferimento: TUIR DPR 917/1986, art. 10 (fonte: portale Normattiva).

Regimi fiscali 2026 per l’officina meccanica

Regime forfettario: come funziona davvero

Il forfettario è un regime semplificato per chi ha ricavi annui fino a 85.000 euro. Esclude IVA e ritenute.

L’imponibile si calcola con il coefficiente di redditività del 67%. Significa che paghi le tasse sul 67% dei ricavi, non sul 100%.

L’imposta sostitutiva è al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. Diventa 15% dal sesto anno.

Applichi il principio di cassa: contano gli incassi effettivi. La fatturazione elettronica è obbligatoria.

Riferimenti: L. 190/2014 e modifiche di leggi di bilancio successive; D.Lgs. 127/2015 su e-fattura (fonte: portale Normattiva).

Regime ordinario o semplificato IVA: quando conviene

Se superi 85.000 euro, o se hai molti costi e investimenti, l’ordinario può convenire. Recuperi l’IVA sugli acquisti.

L’IRPEF 2026 è per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. Applichi anche addizionali regionali e comunali.

In contabilità semplificata applichi la cassa per i redditi. In ordinaria applichi la competenza. Scegli in base a volumi e gestione.

Riferimenti: DPR 633/1972 (IVA), DPR 917/1986 (TUIR), norme su semplificata per cassa da DL 193/2016 e successive (fonte: portale Normattiva).

Esempio numerico rapido: confronto

Ricavi 40.000 euro. Costi diretti e generali 10.000.

Forfettario: imponibile 26.800 (67% di 40.000) meno contributi. Imposta 5% o 15% su base ridotta. Niente IVA da versare.

Ordinario: imponibile 30.000 (40.000 – 10.000 – contributi). IRPEF a scaglioni, IVA a debito al netto dell’IVA sugli acquisti. Se i costi sono alti, può convenire.

Regola decisionale rapida

Seleziona il regime con questi nessi logici

Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e costi bassi (entro il 30% dei ricavi), allora scegli il forfettario: paghi sul 67% e semplifichi molto.

Se prevedi ricavi entro 85.000 ma investimenti importanti in macchinari e materiali (costi oltre il 40%), allora valuta l’ordinario: deduci i costi e recuperi l’IVA.

Se vendi soprattutto a clienti con IVA detraibile (officine, industrie), allora l’ordinario può darti prezzi più competitivi grazie all’IVA detraibile.

Se sei in start-up e hai margini alti e burocrazia da contenere, allora il forfettario con imposta al 5% e riduzione INPS al 35% è spesso la scelta migliore.

Ricorda i divieti del forfettario: attenzione a rapporti di lavoro dipendente cessati da poco e a partecipazioni in società. Riferimenti: L. 190/2014, cause di esclusione (fonte: portale Normattiva).

Adempimenti ricorrenti e calendario pratico

Fatture, corrispettivi, conservazione

Emetti sempre fattura elettronica. Indica il codice ATECO in anagrafica. Conserva digitalmente per 10 anni.

Nel forfettario non applichi IVA né ritenute. Nell’ordinario versi IVA periodica e acconti.

Riferimenti: D.Lgs. 127/2015 per e-fattura e conservazione (fonte: portale Normattiva).

Dichiarazioni e versamenti

Forfettario: imposta sostitutiva, addizionali, INPS. Modello Redditi PF entro i termini. Acconti a giugno e novembre.

Ordinario: IVA mensile o trimestrale, LIPE, esterometro se serve, Redditi PF, IRAP se dovuta in base alla Regione. INAIL autoliquidazione a inizio anno.

Riferimenti: DPR 633/1972 (IVA), D.Lgs. 446/1997 (IRAP), norme Agenzia Entrate su scadenze annuali (fonte: portale Normattiva).

Rischi, controlli e buone pratiche

ATECO e SCIA coerenti

Usa ATECO coerente con le lavorazioni reali. Se includi saldatura e carpenteria, descrivilo nella SCIA. Eviti contestazioni e sospensioni.

La mancata SCIA comporta sanzioni e chiusura dell’attività fino a regolarizzazione.

Sicurezza, ambienti e rifiuti

Gestisci sicurezza in officina: valutazione rischi, DPI, aspirazione fumi, bombole, saldatrici, cabine di verniciatura se presenti.

Gestisci rifiuti metallici e oli secondo D.Lgs. 152/2006: registri, formulari, conferimento a soggetti autorizzati. Eviti sanzioni elevate.

Riferimenti: D.Lgs. 81/2008 (sicurezza) e D.Lgs. 152/2006 (ambiente) (fonte: portale Normattiva e Ministero del Lavoro).

Scenario operativo Requisiti normativi principali Adempimenti specifici Tempistiche tipiche Impatto fiscale/previdenziale
Avvio come ditta individuale artigiana (ATECO 25.53.00) ComUnica; SCIA SUAP; INPS Artigiani; INAIL; sicurezza D.Lgs. 81/2008 Pratica al Registro Imprese; apertura posizioni; planimetrie e relazione tecnica 5-10 giorni lavorativi dalla presentazione completa Contributi fissi 4.521,36 €; scelta tra forfettario o ordinario
Forfettario start-up con imposta 5% L. 190/2014 requisiti ricavi ≤ 85.000 e cause di esclusione assenti Opzione in dichiarazione; richiesta riduzione INPS 35% (facoltativa) Dalla data di inizio; riduzione INPS dalla domanda accolta Imposta 5%; base imponibile 67%; niente IVA; INPS deducibile
Ordinario con molti investimenti DPR 633/1972 IVA; TUIR; contabilità semplificata per cassa o ordinaria Registri IVA; LIPE; ammortamenti macchinari; eventuale IRAP Mensile/trimestrale per IVA; annuale per dichiarazioni IRPEF 23%-33%-43%; recupero IVA acquisti; deduzioni costi
Superamento soglia 85.000 euro Fuoriuscita dal forfettario con regole di decorrenza Passaggio a IVA ordinaria; adeguamento fatturazione; gestione acconti Dal periodo successivo o immediato secondo superamento Applica IVA e IRPEF a scaglioni dal regime ordinario
Assunzione di dipendenti o coadiuvanti CCNL metalmeccanici; comunicazioni UNILAV; sicurezza e formazione Iscrizione INAIL dipendenti; buste paga; DVR aggiornato Prima dell’ingresso in azienda Costo lavoro deducibile; adempimenti mensili e contributivi

FAQ

Qual è la differenza tra ATECO 25.53.00 e altri codici della meccanica?

ATECO 25.53.00 copre le lavorazioni di meccanica generale in officina: tornitura, fresatura, saldatura, assemblaggi e carpenteria leggera. Se produci componenti specifici in serie, potrebbe servire un codice di fabbricazione dedicato. Se installi e manutieni impianti, potresti ricadere nel settore installazione. Se fai prevalentemente carpenteria pesante strutturale, valuta i codici specifici della carpenteria metallica. Scegliere bene il codice incide su requisiti di SCIA, prevenzione incendi, gestione rifiuti e talvolta su coefficienti del regime forfettario. In caso di attività miste, puoi indicare più codici, con prevalente su 25.53.00, per rappresentare correttamente ciò che fai. Fonti utili: classificazione ATECO ISTAT e regole SUAP comunali (riferimento normativo generale su attività economiche: L. 241/1990 e DPR 160/2010, fonte: portale Normattiva).

Come si calcolano le imposte nel forfettario per un metalmeccanico?

Si parte dai ricavi incassati nell’anno. Si applica il coefficiente 67% per stimare il reddito. Poi si tolgono i contributi INPS versati nell’anno. Il risultato è l’imponibile. Su questo si paga l’imposta sostitutiva: 5% nei primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, nuova attività, ricavi entro i limiti), altrimenti 15%. Non applichi IVA in fattura e non subisci ritenute. Gli acconti si calcolano con il metodo storico o previsionale. Se richiedi la riduzione INPS del 35%, paghi meno contributi ma hai anche una minore deduzione, quindi l’imposta potrebbe crescere leggermente: valuta l’effetto combinato. Riferimenti: L. 190/2014 e circolari dell’Agenzia delle Entrate (fonte: portale Normattiva).

Nel regime ordinario come funziona la deduzione dei costi e l’IVA?

Nel reddito d’impresa deduci i costi inerenti: materie prime, semilavorati, utensili, canoni, energia, affitti, consulenze, manutenzioni, ammortamenti di macchinari e attrezzature, interessi passivi nei limiti. In semplificata applichi il principio di cassa “rafforzato”. In ordinaria applichi la competenza economica. Per l’IVA, versi la differenza tra IVA a debito sulle vendite e IVA a credito sugli acquisti. Se investi molto in macchinari, l’IVA a credito può generare un saldo basso o a favore. Applichi l’IRPEF per scaglioni 23%-33%-43% più addizionali. Devi rispettare registri IVA, liquidazioni, LIPE e dichiarazioni annuali. Riferimenti: DPR 633/1972 (IVA), DPR 917/1986 (TUIR), DL 193/2016 per semplificata a cassa (fonte: portale Normattiva).

Quali obblighi di sicurezza ha un’officina con saldatura e lavorazioni su metalli?

Devi redigere la valutazione dei rischi (DVR), individuare e fornire DPI adeguati (guanti, maschere, schermature), gestire aspirazione fumi di saldatura, proteggere occhi e pelle, mettere a norma impianti elettrici, mettere in sicurezza bombole e materiali infiammabili, organizzare formazione e sorveglianza sanitaria quando dovuta. Devi predisporre procedure per movimentazione carichi e uso di macchine utensili. Se detieni gas compressi o infiammabili in quantità rilevanti, verifica eventuali obblighi antincendio e CPI. Rispettare queste regole riduce infortuni e sanzioni. Riferimenti: D.Lgs. 81/2008 e decreti antincendio; copertura assicurativa: DPR 1124/1965 (fonte: portale Normattiva e Ministero del Lavoro).

Come gestire i rifiuti metallici, gli oli esausti e le polveri di smerigliatura?

I rifiuti da lavorazioni metalliche e gli oli esausti sono rifiuti speciali. Devi classificarli correttamente con codice EER, registrarli nel registro carico/scarico, conferirli a trasportatori autorizzati, accompagnarli con formulari. Gli oli vanno in contenitori idonei e impermeabili. Le polveri e i fanghi di rettifica richiedono contenimento per evitare dispersioni. Se trasporti i tuoi rifiuti non pericolosi, verifica l’iscrizione semplificata all’Albo Gestori Ambientali. Errori nella gestione comportano sanzioni pesanti. Riferimenti: D.Lgs. 152/2006 Parte IV e regolamenti collegati (fonte: portale Normattiva).

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