Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per un’impresa multiservizi usa più codici ATECO coerenti con ciò che fai (fino a sei): es. 81.21.00 pulizie, 49.42.00 traslochi, 81.30.00 giardinaggio, 82.99.99 o 96.99.99 per attività non specifiche.
- Puoi associare fino a 6 codici ATECO. Devi indicare l’attività prevalente. Influisce su tasse, contributi INPS, INAIL e studi statistici.
- Servono abilitazioni: SCIA pulizie (DM 274/1997), Albo autotrasportatori traslochi (D.Lgs. 286/2005 e Reg. UE 1071/2009), SCIA SUAP (DPR 160/2010).
- Fisco 2026: forfettario (L. 190/2014) con coefficienti di redditività; IRPEF ordinaria 23%-33%-43% (TUIR). Contributi INPS variabili e riduzione 35% per artigiani/commercianti in forfettario.
Cos’è un’impresa multiservizi e perché il codice ATECO conta
“Impresa multiservizi” indica una ditta che vende più servizi diversi. Esempio tipico: pulizie, piccoli traslochi, giardinaggio.
Il codice ATECO identifica l’attività. Lo assegni all’apertura della Partita IVA. Ne puoi indicare fino a sei. Uno è “prevalente”. Gli altri sono “secondari”.
La scelta incide su molti aspetti. Regime fiscale, coefficienti del forfettario, contributi INPS, tasso INAIL, eventuali autorizzazioni. Le basi ufficiali sono le classificazioni ISTAT ATECO 2007 (con aggiornamenti), le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per i modelli AA9/12 o AA7/10, e il Registro Imprese.
Codici ATECO tipici per un’impresa multiservizi
Esempi pratici e quando usarli
Non esiste un unico codice “multiservizi”. Devi descrivere ciò che fai davvero. Ecco i casi più comuni.
Attività di pulizia generale di edifici: 81.21.00. È il codice più usato per servizi di pulizia in uffici, negozi e condomìni.
Servizi di trasloco: 49.42.00. Copre smontaggio, imballaggio, movimentazione e trasporto per traslochi.
Cura e manutenzione del paesaggio (giardinaggio): 81.30.00. Include potature, sfalci, aiuole, manutenzione aree verdi.
Altri servizi di supporto alle imprese n.c.a.: 82.99.99. È un “ombrello” per servizi alle imprese non altrove classificati. Usalo con prudenza.
Tutte le altre attività di servizi alla persona n.c.a.: 96.99.99. È un “ombrello” per servizi alla persona non altrove classificati. Anche qui, usalo con cautela.
Regola pratica: descrivi prima i servizi principali con codici specifici. Usa i codici “n.c.a.” solo per attività residuali e reali. Ricorda: puoi indicare fino a sei codici. L’ordine è importante perché definisce la prevalenza.
Effetti fiscali del codice ATECO: forfettario o ordinario
Regime forfettario: come funziona davvero
Il regime forfettario è regolato dalla Legge 190/2014 (art. 1, commi 54-89) e successive modifiche. La soglia di accesso ordinaria è 85.000 euro di ricavi annui. Verifica sempre la versione vigente su Normattiva.
Come si calcola il reddito: ricavi incassati x coefficiente di redditività. Il coefficiente dipende dal gruppo ATECO. Per molte attività di servizi “non professionali” il coefficiente è 67%. Per attività professionali (ad esempio consulenti) è 78%. I coefficienti sono stabiliti dall’Allegato alla Legge 190/2014 e dai successivi aggiornamenti. Consulta l’Agenzia delle Entrate per l’inquadramento del tuo codice.
Esempio pulizie (81.21.00) con 30.000 euro incassati: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Su 20.100 applichi l’imposta sostitutiva: 5% per startup ammesse (prime annualità con requisiti) oppure 15% ordinario.
IVA nel forfettario: non addebiti IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti (DPR 633/1972, art. 1 e disciplina forfettari). Applichi la marca da bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro.
Regime ordinario: quando conviene
Nel regime ordinario il reddito è incassi meno costi deducibili, più o meno gli ammortamenti (DPR 917/1986, TUIR). L’IVA segue le regole generali del DPR 633/1972. Detrai l’IVA sugli acquisti e addebiti l’IVA ai clienti.
Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Verifica sempre il testo vigente del TUIR su Normattiva e gli aggiornamenti delle Leggi di Bilancio.
Conviene il regime ordinario se hai costi elevati e detraibili (automezzi, carburante, attrezzature, magazzino, subappalti) o se il tuo coefficiente forfettario penalizza.
Contributi INPS e assicurazione INAIL
Artigiani e Commercianti vs Gestione Separata
L’inquadramento INPS dipende dall’attività effettiva e dall’iscrizione in Camera di Commercio.
Molte multiservizi rientrano tra Artigiani o Commercianti. In questi casi paghi contributi fissi annuali sul minimale di reddito, più una percentuale sull’eccedenza. Il minimale è aggiornato ogni anno da INPS con apposite circolari. Negli ultimi anni è stato intorno a 18.000-18.500 euro. L’aliquota ordinaria è intorno al 24% (verifica nella circolare INPS dell’anno).
Se rientri nella Gestione Separata (lavoro autonomo senza cassa e senza requisiti artigiani/commercianti), non hai contributi fissi. Applichi un’aliquota percentuale sui compensi. Negli ultimi anni l’aliquota è stata intorno al 26% per non pensionati non assicurati altrove (consulta le circolari INPS aggiornate).
Riduzione del 35%: gli Artigiani/Commercianti in regime forfettario possono chiedere lo sconto del 35% sui contributi. La previsione deriva dalla Legge 190/2014 e prassi INPS. La domanda è telematica e vale finché resti nel forfettario.
INAIL: l’assicurazione contro gli infortuni è obbligatoria per molte attività manuali. L’inquadramento tariffario dipende dal rischio (lavori di pulizia, facchinaggio, giardinaggio, traslochi). La base è la normativa INAIL e i decreti tariffari. Verifica la tua voce di rischio al momento dell’iscrizione.
Autorizzazioni e adempimenti: cosa serve per partire
SCIA, Albi e sicurezza
SCIA SUAP: molte attività richiedono la Segnalazione Certificata di Inizio Attività presso lo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune (DPR 160/2010). È spesso necessaria per pulizie, giardinaggio e lavori presso terzi.
Pulizie, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione, sanificazione: valgono i requisiti del DM 274/1997. Servono requisiti morali e tecnico-professionali. In alcuni casi serve un responsabile tecnico con esperienza o titoli.
Traslochi: se trasporti beni per conto terzi, serve l’iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori e il possesso dei requisiti di onorabilità, capacità finanziaria e idoneità professionale (D.Lgs. 286/2005 e Reg. UE 1071/2009). Valgono anche le regole sull’idoneità dei mezzi.
Sicurezza sul lavoro: si applica il D.Lgs. 81/2008. Redigi DVR se hai dipendenti o equiparati. Forma gli addetti, nomina RSPP e attua le misure specifiche per lavori in quota, chimici, movimentazione carichi.
Rifiuti: se trasporti i tuoi rifiuti non pericolosi, valuta l’iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali in categoria 2-bis. Per terzi servono categorie differenti. Verifica sempre la normativa ambientale vigente.
Regola decisionale rapida
Dalla scelta dei servizi al regime fiscale, passo per passo
- Elenca i servizi che farai nei primi 12 mesi. Stima i ricavi per ciascuno.
- Associa un codice ATECO specifico a ogni servizio. Evita “n.c.a.” se esiste un codice mirato.
- Ordina i codici per ricavi stimati. Il primo è l’attività prevalente.
- Verifica abilitazioni: DM 274/1997 per pulizie; Albo autotrasportatori per traslochi; SCIA SUAP per attività presso terzi.
- Definisci l’inquadramento INPS con CCIAA/INPS: Artigiano, Commerciante o Gestione Separata.
- Scegli il regime fiscale: forfettario se ricavi entro soglia e costi bassi; ordinario se hai costi detraibili alti o investimenti importanti.
- Prepara la ComUnica al Registro Imprese e le comunicazioni a Agenzia Entrate, INPS e INAIL.
- Imposta preventivi e listini considerando IVA e contributi. Inserisci la marca da bollo se forfettario.
Calcoli esemplificativi: come stimare tasse e contributi
Esempi numerici, con avvertenze
Ipotesi 1: impresa di pulizie (81.21.00), incassi 30.000 euro, forfettario. Coefficiente 67%. Reddito imponibile 20.100 euro.
Se rientri nel 5%: imposta sostitutiva 1.005 euro. Se al 15%: 3.015 euro. Contributi INPS: se artigiano/commerciante, paghi i fissi sul minimale più aliquota sull’eccedenza. Se in Gestione Separata, circa il 26% sul reddito, senza fissi. Verifica ogni anno nelle circolari INPS.
Ipotesi 2: traslochi (49.42.00) e giardinaggio (81.30.00). Ricavi 50.000 euro. Prevalente traslochi 60%, giardinaggio 40%. Sei nel forfettario. Se il gruppo di appartenenza applica coefficiente 67%, reddito imponibile 33.500 euro. Imposta al 15%: 5.025 euro. Stima INPS come sopra.
Ipotesi 3: regime ordinario, ricavi 60.000 euro, costi deducibili 30.000 euro. Reddito 30.000 euro. IRPEF per scaglioni 2026 sul reddito. IVA: detrai l’IVA sugli acquisti e versi la differenza. Può convenire se investi molto.
Attenzione: i coefficienti del forfettario dipendono dal tuo codice ATECO e dal macro-settore. Consulta sempre il prospetto aggiornato dell’Agenzia delle Entrate o il testo di legge vigente su Normattiva.
Fonti ufficiali da consultare
Normativa e prassi
ATECO: classificazione ISTAT ATECO 2007 e aggiornamenti.
Forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche. Consulta il testo vigente su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.
IRPEF e reddito d’impresa/lavoro autonomo: DPR 917/1986 (TUIR). IVA: DPR 633/1972.
SCIA e SUAP: DPR 160/2010. Pulizie e sanificazione: DM 274/1997. Autotrasporto/traslochi: D.Lgs. 286/2005 e Reg. UE 1071/2009.
Contributi: circolari INPS annuali per Artigiani/Commercianti e Gestione Separata. Sicurezza: D.Lgs. 81/2008. INAIL: tariffazione del rischio e istruzioni operative.
| Scenario | Codici ATECO indicativi | Requisiti/abilitazioni | INPS e tempistiche chiave |
|---|---|---|---|
| Pulizie per uffici e condomìni | 81.21.00; eventuale 81.22.x se specializzate | SCIA SUAP; requisiti DM 274/1997; formazione chimici e sicurezza | Di norma Artigiani/Commercianti; iscrizione INPS e INAIL in ComUnica; SCIA immediata con avvio contestuale |
| Traslochi e facchinaggio leggero | 49.42.00; eventuale codici logistica | Albo autotrasportatori; idoneità professionale; mezzi idonei; sicurezza movimentazione carichi | Spesso Artigiani/Commercianti; tempi variabili per Albo (settimane); poi INPS/INAIL via ComUnica |
| Giardinaggio e aree verdi | 81.30.00 | SCIA SUAP; eventuale abilitazione fitosanitaria per uso prodotti; sicurezza attrezzature | Artigiani; iscrizione INPS/INAIL in ComUnica; avvio in pochi giorni |
| Mix servizi imprese + servizi persona | 81.21.00; 81.30.00; 96.99.99; 82.99.99 | SCIA per attività presso terzi; verifica requisiti specifici; organizzazione contratti | Inquadramento da definire con CCIAA; ComUnica 1-3 giorni lavorativi, abilitazioni secondo attività |
| Avvio “essenziale” e ampliamento successivo | Codici core subito; aggiunta di n.c.a. solo se necessario | Parti con SCIA minima; aggiungi abilitazioni prima di offrire i nuovi servizi | Aggiunta codici ATECO con pratica in CCIAA/Agenzia Entrate; efficacia dalla data di variazione |
FAQ
Quanti codici ATECO posso avere e come scelgo l’attività prevalente?
Puoi indicare fino a sei codici ATECO sulla tua Partita IVA. La prevalente è quella con i ricavi maggiori nell’anno. Ti conviene stimare realisticamente i ricavi per ciascun servizio prima di aprire. Metti come primo codice quello che genererà più fatturato. L’ordine conta perché influenza l’inquadramento INPS/INAIL e, nei forfettari, il gruppo del coefficiente di redditività. Se sbagli la prevalente, puoi fare una variazione successiva. La comunichi con la procedura AA9/12 (ditte individuali) all’Agenzia delle Entrate e al Registro Imprese. Ricorda: la prevalente non è “quella che preferisci”, ma quella che pesa di più sui ricavi. Conserva preventivi, contratti e prima nota per dimostrarlo in caso di controlli.
Esiste un codice unico “impresa multiservizi”? Posso usare direttamente i codici n.c.a.?
Non esiste un codice unico “multiservizi”. Devi elencare i servizi effettivi con codici puntuali. I codici “n.c.a.” (non classificati altrove) sono utili solo per attività residuali e reali. Usarli come unica base è rischioso: rende opaca l’attività, complica i preventivi ai clienti, può creare dubbi a INPS/INAIL e ai Comuni nelle SCIA. Inoltre, il gruppo fiscale del forfettario si aggancia al codice. Un “n.c.a.” potrebbe non essere il più favorevole o non descrivere il tuo caso. Strategia corretta: codici specifici per i servizi principali (pulizie 81.21.00, traslochi 49.42.00, giardinaggio 81.30.00), poi un eventuale 82.99.99 o 96.99.99 per completare il perimetro. Se nel tempo aggiungi servizi nuovi, fai una variazione tempestiva dei codici prima di venderli.
Come si applica il regime forfettario con più codici ATECO? Quale coefficiente uso?
Nel forfettario conta la prevalente. Applichi il coefficiente di redditività del gruppo corrispondente all’attività prevalente dell’anno. Se fai pulizie (81.21.00) come prevalente, spesso rientri nel gruppo con coefficiente 67%. Se invece la prevalente è un’attività professionale, il coefficiente può essere 78%. In pratica: sommi tutti i ricavi incassati dell’anno, poi moltiplichi per il coefficiente della prevalente. Su quella base calcoli l’imposta sostitutiva (5% per i soggetti che rispettano i requisiti “start” previsti dalla L. 190/2014; 15% altrimenti). Attenzione: i coefficienti sono fissati per gruppi, non per ogni singolo codice, e possono essere aggiornati dal legislatore. Consulta sempre il prospetto ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o il testo su Normattiva per l’anno di imposta. Se superi le soglie di fuoriuscita, esci dal forfettario e dal periodo successivo applichi l’ordinario con IRPEF a scaglioni e IVA.
Quali contributi INPS paga una multiservizi? Posso ottenere lo sconto del 35%?
Dipende dall’inquadramento. Se ti iscrivi come Artigiano o Commerciante, versi contributi fissi annui sul minimale di reddito (aggiornato ogni anno da INPS) e un’aliquota percentuale sull’eccedenza. L’importo fisso negli ultimi anni è stato intorno a 4.000-5.000 euro. L’aliquota eccedente è intorno al 24% per Artigiani/Commercianti. Se invece sei in Gestione Separata, non paghi fissi ma versi una percentuale sui compensi (circa 26% per chi non è pensionato e non ha altre tutele). Se aderisci al regime forfettario e sei iscritto ad Artigiani/Commercianti, puoi chiedere lo sconto del 35% sui contributi. Lo prevede la Legge 190/2014 e le circolari INPS. La domanda si fa online e vale finché resti nel forfettario. Ricorda però che pagare meno contributi significa anche maturare meno pensione e tutele. Valuta l’effetto sull’ISEE e su malattia/maternità.
Posso fare insieme pulizie e traslochi? Quali permessi servono e come fatturo?
Sì, puoi farli nella stessa impresa se possiedi requisiti per entrambe le attività. Ti serviranno: SCIA SUAP e requisiti DM 274/1997 per le pulizie; iscrizione all’Albo degli Autotrasportatori con idoneità professionale, capacità finanziaria e mezzi idonei per i traslochi (D.Lgs. 286/2005 e Reg. UE 1071/2009). Dovrai anche rispettare le norme sulla sicurezza (D.Lgs. 81/2008), soprattutto per movimentazione carichi, uso scale, imbracature e sostanze chimiche. In fattura descrivi chiaramente i servizi distinti (pulizia, trasporto, smontaggio/remontaggio). Se sei in forfettario non addebiti IVA; se sei in ordinario applichi l’IVA secondo le regole del DPR 633/1972. Ricorda l’INAIL: entrambe le attività comportano rischio infortuni e richiedono un corretto inquadramento tariffario. Se smaltisci rifiuti derivanti dai lavori, verifica gli obblighi verso l’Albo Gestori Ambientali (categoria 2-bis per i propri rifiuti non pericolosi) e le regole di tracciabilità.
