Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come naturopata usa 96.09.09 da professionista o 96.04.10 per un centro benessere. Previdenza: Gestione Separata INPS o gestione artigiani INPS. Valuta il forfettario con coefficiente 67%.
- Codici ATECO: 96.09.09 per attività professionale individuale; 96.04.10 per centro benessere con struttura organizzata.
- Previdenza 2026: Gestione Separata INPS al 26,07% o gestione artigiani INPS con contributi fissi e percentuali su eccedenza.
- Regime forfettario: soglia 85.000 euro; coefficiente di redditività 67%; imposta sostitutiva 5% per i primi 5 anni, poi 15%.
Inquadramento fiscale della naturopatia: cosa è e cosa non è
La naturopatia rientra tra le “professioni non organizzate in ordini o collegi”. Lo stabilisce la Legge 4/2013, consultabile su Normattiva. Non è una professione sanitaria e non abilita a diagnosi o terapie.
Quindi non puoi svolgere atti riservati a professioni sanitarie. La cornice di riferimento è il D.Lgs. 502/1992 e la Legge 43/2006. Usa sempre un linguaggio chiaro verso il cliente. Evita promesse di guarigione o claim sanitari.
Come professionista non sanitario, operi in autonomia. Fai consulenze sul benessere, stili di vita, tecniche olistiche non invasive. Rispetta le regole di trasparenza verso il consumatore del Codice del Consumo.
Quale codice ATECO scegliere
Professionista senza struttura: 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona nca”
È il codice più usato dai naturopati che lavorano come liberi professionisti. Indica servizi alla persona non catalogati altrove. È coerente con l’assenza di un ordine professionale e con la natura non sanitaria.
Molti indicano il 96.99.99. È un codice troppo generico (“altri servizi nca”). Rende meno chiara l’attività. 96.09.09 è più specifico per servizi alla persona. Riduce contestazioni in fase di controllo.
Centro benessere con locali e organizzazione: 96.04.10 “Servizi dei centri per il benessere fisico”
Se apri un centro benessere con stanze, attrezzature e personale, usa 96.04.10. Riguarda servizi di benessere fisico non termali. Resti fuori dall’estetica se non fai trattamenti estetici riservati.
Se offri anche servizi estetici, serve abilitazione ai sensi della Legge 1/1990. In quel caso cambiano requisiti, codice ATECO e inquadramento. Informati presso SUAP comunale prima di avviare.
Come aprire: partita IVA e adempimenti
Professionista individuale
Apri partita IVA compilando il modello AA9/12. Puoi farlo online tramite Agenzia delle Entrate o in ufficio. Indica il codice ATECO scelto e la data di inizio attività.
Per la previdenza ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. È la cassa per chi non ha una cassa di categoria. L’iscrizione è telematica sul portale INPS. Ricevi poi la posizione contributiva.
Non serve iscrizione al Registro Imprese. Non presenti SCIA, salvo uso di locali soggetti a requisiti igienico-sanitari decisi dal Comune o dalla ASL. Verifica sempre presso il SUAP locale (D.P.R. 160/2010).
Ditta individuale con centro benessere
Presenti la pratica ComUnica. Con un invio attivi: partita IVA, iscrizione al Registro Imprese, INPS gestione artigiani e INAIL. La base normativa è l’articolo 9 della Legge 40/2007 e il D.P.R. 160/2010.
Devi inviare la SCIA allo sportello SUAP del Comune. La SCIA si basa sull’articolo 19 della Legge 241/1990 e sul D.Lgs. 222/2016. Attesti requisiti dei locali e inizio attività immediato.
Controlla le norme locali su igiene, barriere architettoniche, sicurezza e privacy. Per la sicurezza sul lavoro vale il D.Lgs. 81/2008. Redigi il DVR se hai dipendenti o rischi specifici.
Previdenza 2026: Gestione Separata o gestione artigiani
Professionista in Gestione Separata INPS
L’aliquota 2026 è pari al 26,07% (sommatoria contributiva comunicata da INPS in circolare annuale). Applichi il principio di cassa. Versi i contributi con F24 alle scadenze fiscali.
Paghi saldo e acconti insieme alle imposte. Le scadenze sono in giugno e novembre, salvo proroghe della Legge di Bilancio. Il contributo è interamente deducibile dal reddito.
Ditta individuale in gestione artigiani INPS
Paghi contributi fissi su un reddito minimale di 18.808,00 euro: 4.521,36 euro nel 2026. Poi versi il 24% sulla quota eccedente. Sopra 56.224,00 euro aggiungi l’1% (totale 25%).
La maggiorazione oltre il tetto discende dall’articolo 3-ter della Legge 438/1992. Versi i fissi in quattro rate (maggio, agosto, novembre, febbraio). L’eccedenza segue acconti e saldo IRPEF.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario
Il forfettario è la via semplice. Base normativa: Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89. Limite ricavi a 85.000 euro annui. Per i servizi alla persona il coefficiente è 67%.
Tradotto: su 30.000 euro di ricavi, il reddito imponibile è 20.100 euro. Applichi l’imposta sostitutiva. È 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up. Poi passa al 15%.
Non applichi IVA in fattura. Indichi la dicitura di operazione in franchigia. Non subisci ritenuta d’acconto se inserisci l’apposita dichiarazione. L’imposta di bollo è dovuta oltre 77,47 euro (D.P.R. 642/1972).
Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Lo ha previsto il D.L. 36/2022 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Conserva i documenti a norma.
Regime ordinario
Con l’ordinario deduci i costi reali. Per professionisti si applica il principio di cassa (art. 54 TUIR). Per imprese minori il principio di cassa “rafforzato” (art. 66 TUIR).
L’IRPEF 2026 segue tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000; 43% oltre 50.000. Sono al netto delle deduzioni. Aggiungi le addizionali regionali e comunali.
Valuta l’ordinario se hai molti costi documentabili e investimenti. Oppure se superi stabilmente 85.000 euro di ricavi. Fai simulazioni prima di scegliere.
Limiti legali e buone pratiche
Atti consentiti e vietati
Puoi proporre consulenze sul benessere e pratiche olistiche leggere. Non puoi diagnosticare, prescrivere o curare patologie. Questi atti sono riservati per legge alle professioni sanitarie.
Non usare titoli che confondono con professioni sanitarie. Segui la Legge 4/2013 su trasparenza e corretta informazione. Indica sempre chiaramente il perimetro della tua attività.
Contratti, privacy e sicurezza
Usa un modulo di consenso informato semplice. Spiega finalità del trattamento e limiti. Rispetta il Regolamento UE 2016/679 in tema privacy. Conserva le schede cliente in modo sicuro.
In sede, applica le regole su antincendio e sicurezza. Forma i lavoratori se assunti. Redigi il DVR quando obbligatorio. Consulta il portale del Ministero del Lavoro per adempimenti.
Regola decisionale rapida
Decidi così, in tre mosse logiche
Se lavori da solo, a consulenza, senza locale aperto al pubblico: scegli 96.09.09, partita IVA da professionista, Gestione Separata, forfettario se sotto 85.000 euro.
Se apri un centro con sale, reception e magari collaboratori: scegli 96.04.10, ditta individuale con ComUnica, gestione artigiani, SCIA al SUAP, valuta forfettario o ordinario con simulazione.
Se includi trattamenti estetici: verifica abilitazioni obbligatorie e regolamenti locali. Senza requisiti, limita l’offerta a pratiche di benessere non estetiche e non sanitarie.
Fonti normative utili da consultare
Riferimenti per approfondire
Legge 4/2013 sulle professioni non organizzate in ordini o collegi (Normattiva). TUIR, D.P.R. 917/1986, articoli 54 e 66. Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89, sul regime forfettario.
D.P.R. 160/2010 su SUAP; Legge 241/1990, articolo 19, e D.Lgs. 222/2016 su SCIA. Legge 438/1992, articolo 3-ter, per l’1% oltre il tetto INPS. Circolari INPS annuali su aliquote.
Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate su fatturazione elettronica. Regole di sicurezza D.Lgs. 81/2008. Indicazioni del Ministero del Lavoro per ComUnica e adempimenti d’impresa.
| Scenario | Codice ATECO consigliato | Adempimenti iniziali | Previdenza 2026 | Fisco/regime tipico | Tempistiche stimate |
|---|---|---|---|---|---|
| Professionista singolo senza sede aperta | 96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona nca | AA9/12 all’Agenzia Entrate; iscrizione Gestione Separata INPS; PEC e fattura elettronica | Gestione Separata 26,07% su incassato; versamenti con saldo e acconti | Forfettario: coefficiente 67%, imposta 5% poi 15%; niente IVA né ritenute | 1-3 giorni per partita IVA; INPS in 3-5 giorni; operativo subito |
| Centro benessere con locali e attrezzature | 96.04.10 – Servizi dei centri per il benessere fisico | ComUnica (Registro Imprese, INPS, INAIL); SCIA al SUAP; requisiti locali | Gestione artigiani: 4.521,36 euro fissi fino a 18.808 euro; 24% eccedenza; 25% oltre 56.224 euro | Forfettario se ricavi ≤ 85.000; altrimenti ordinario con IVA e deduzioni | 5-10 giorni per iscrizioni; SCIA con avvio immediato; controlli ASL possibili |
| Centro con anche trattamenti estetici | Codici estetica specifici; verifica abilitazioni Legge 1/1990 | ComUnica; SCIA; requisiti professionali e strutturali; eventuali titoli abilitanti | Gestione artigiani; INAIL per lavorazioni a contatto | Spesso ordinario per investimenti e costi; da valutare con simulazioni | 10-30 giorni, dipende da verifiche e attestazioni abilitanti |
| Professionista che usa stanza in coworking | 96.09.09 | AA9/12; contratto di utilizzo spazi; eventuale comunicazione al Comune se richiesta | Gestione Separata 26,07%; deduzione integrale dei contributi | Forfettario con bollo su fatture > 77,47 euro; e-fattura obbligatoria | 1-5 giorni; accesso allo spazio immediato dopo contratto |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra 96.09.09 e 96.04.10 per un naturopata?
96.09.09 identifica un’attività personale e professionale, tipica di chi fa consulenze olistiche senza struttura organizzata. È adatto se lavori su appuntamento, magari in coworking, senza reception stabile o più cabine. Riduce il rischio di equivoci con attività d’impresa e ti evita iscrizione al Registro Imprese. Previdenza: Gestione Separata INPS. Fisco: spesso conviene il regime forfettario con coefficiente 67%.
96.04.10 descrive un centro benessere vero e proprio, con locali dedicati, attrezzature e possibile personale. Implica iscrizione al Registro Imprese via ComUnica, SCIA al SUAP e requisiti dei locali. Previdenza: gestione artigiani, con contributi fissi e percentuali. È la scelta stabile se investi in una sede aperta al pubblico con organizzazione.
Se lavoro come professionista, devo fare SCIA o iscrivermi alla Camera di Commercio?
In via generale, no. Il professionista senza impresa non si iscrive al Registro Imprese. Non presenta SCIA solo per la propria attività intellettuale. Questo perché non svolge attività d’impresa in senso civilistico. Tuttavia, se usi locali aperti al pubblico, il Comune può chiedere requisiti igienico-sanitari o comunicazioni. La SCIA si applica a impresa e locali per attività soggette (articolo 19 Legge 241/1990 e D.Lgs. 222/2016). Verifica sempre con il SUAP del Comune dove operi. In caso di dubbi, meglio presentare una richiesta di informazioni preventiva al SUAP.
Come funzionano i contributi INPS per centro benessere? Posso ridurli nel primo anno?
La gestione artigiani prevede contributi fissi su un reddito minimale di 18.808,00 euro: 4.521,36 euro nel 2026. Si pagano in quattro rate con scadenze INPS (maggio, agosto, novembre e febbraio successivo). Se il reddito supera il minimale, versi il 24% sull’eccedenza. Oltre 56.224,00 euro aggiungi l’1% (quindi 25%), come da articolo 3-ter della Legge 438/1992. Questi contributi non si azzerano nel primo anno. Esistono talvolta agevolazioni territoriali o misure di decontribuzione per under 36 o per assunzioni, ma non annullano i minimi. Controlla le circolari INPS dell’anno e i bandi regionali. Ricorda che i contributi sono deducibili dal reddito e riducono l’IRPEF o l’imposta sostitutiva.
Quali sono i requisiti per il regime forfettario e come si calcolano le imposte?
Puoi entrare nel forfettario se non superi 85.000 euro di ricavi annui e non ricadi in cause ostative. Le principali cause ostative riguardano partecipazioni in società di persone, controllo di srl con attività riconducibile, e lavoro dipendente prevalente, salvo casi specifici. La base imponibile si ottiene applicando il coefficiente di redditività. Per i servizi alla persona è il 67%. Su tale reddito applichi l’imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti da start-up (nessuna attività simile nei tre anni precedenti e altri vincoli della Legge 190/2014), poi 15%. Non addebiti IVA né subisci ritenuta d’acconto se inserisci la dicitura corretta in fattura. Paghi l’imposta di bollo di 2 euro per fatture oltre 77,47 euro. I contributi previdenziali si deducono prima di calcolare l’imposta.
Ci sono limiti legali ai trattamenti che posso offrire come naturopata? Come devo comunicare ai clienti?
Sì. Non puoi svolgere atti medici o sanitari: niente diagnosi, niente prescrizioni di farmaci o terapie per patologie. Non puoi usare titoli che creino confusione con professioni sanitarie regolamentate. La Legge 4/2013 impone chiarezza, verità e correttezza nelle informazioni al pubblico. Evita claim di efficacia clinica e promesse di guarigione. Concentrati su benessere, stili di vita, tecniche olistiche leggere e non invasive. Informativa privacy sempre presente. Se operi in un centro, rispetta le regole su igiene e sicurezza. In caso di dubbi su un servizio, chiedi al SUAP e consulta le norme sanitarie regionali. Meglio perdere una prestazione ambigua che rischiare sanzioni o chiusure.
Se inizio come professionista e poi apro un centro, posso cambiare codice ATECO e inquadramento?
Sì. Aggiorni il codice ATECO presentando una variazione all’Agenzia delle Entrate. Se passi a centro benessere, effettui ComUnica per iscriverti al Registro Imprese e alla gestione artigiani INPS. Presenti SCIA al SUAP prima dell’apertura. Valuta anche l’impatto fiscale: da sole consulenze potresti reggere il forfettario; con un centro, spesso l’ordinario diventa utile per dedurre canoni, allestimenti, personale e marketing. Pianifica il passaggio a fine trimestre o a fine anno per semplificare la contabilità. Confronta saldi e acconti per evitare sorprese di cassa.
