Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per operatore olistico scegli il codice ATECO 96.09.09, apri Partita IVA da libero professionista, versi i contributi alla Gestione Separata INPS e applichi IVA 22% (salvo regime forfettario).
- Codice ATECO corretto: 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona n.c.a.”; evita 96.99.99 perché non è attività alla persona.
- Previdenza: Gestione Separata INPS (L. 335/1995), aliquota 2026 pari al 26,07%.
- Fisco: forfettario (coefficiente 67%) o ordinario con IVA 22% e IRPEF per scaglioni.
Codice ATECO corretto per l’operatore olistico
L’attività di operatore olistico rientra nelle attività di servizi alla persona. L’ATECO più usato e coerente è 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona n.c.a.”. È la classificazione ISTAT ATECO 2007 per servizi alla persona non altrove classificati.
Evita 96.99.99. Questo codice ricade tra “altre attività n.c.a.” ma non è del ramo “servizi alla persona”. Potrebbe generare incoerenza con IVA e ISA. Scegliere il codice giusto riduce rischi di contestazioni.
L’operatore olistico lavora con persone sane. Non fa diagnosi e non cura malattie. Questa cornice deriva dalla Legge 4/2013 sulle professioni non organizzate in ordini e dalla Legge 3/2018 che riordina le professioni sanitarie.
Attenzione ai confini con altre figure:
- Fisioterapista: è professione sanitaria (DM 741/1994; Legge 3/2018). Le prestazioni sono terapeutiche e sanitarie.
- Estetista: è attività regolamentata (Legge 1/1990). Richiede abilitazione e SCIA per il centro estetico.
Come aprire la Partita IVA da operatore olistico
Passi operativi
Apri come libero professionista. Compila il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate. Indica codice ATECO 96.09.09, luogo attività, regime fiscale, PEC e domicilio fiscale. Puoi inviare telematicamente, oppure allo sportello.
La pratica è gratuita se la fai tu. Se incarichi un professionista, paghi la sua parcella. La partita IVA si attiva subito o in pochi giorni.
Non serve iscrizione alla Camera di Commercio se operi come professionista. Serve invece se apri un centro come impresa. In quel caso passeresti a impresa individuale con SCIA al SUAP del Comune.
Fatturazione, bollo e POS
Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, anche i forfettari (DL 36/2022 convertito in Legge 79/2022). Emissione via Sistema di Interscambio.
Se non applichi IVA e l’importo supera 77,47 euro, applichi imposta di bollo da 2 euro. Per le e-fatture il bollo si versa trimestralmente.
Devi accettare pagamenti elettronici (POS). L’obbligo ha sanzioni in caso di rifiuto (DL 36/2022).
Previdenza: Gestione Separata INPS
Gli operatori olistici non hanno una cassa di categoria. Versano i contributi alla Gestione Separata (art. 2, comma 26, Legge 335/1995). Nel 2026 l’aliquota per professionisti senza tutela specifica è pari al 26,07%.
I contributi sono percentuali sul reddito imponibile. Non ci sono minimali fissi. Versi con F24 a saldo e acconti: scadenze ordinarie a giugno e novembre, salvo proroghe.
I contributi si deducono dal reddito imponibile. In forfettario li sottrai dopo il coefficiente di redditività. In ordinario li deduci integralmente dal reddito di lavoro autonomo.
Regimi fiscali e IVA nel 2026
Regime forfettario
Il regime forfettario è il regime semplificato per autonomi (Legge 190/2014 e modifiche). Soglia ricavi: 85.000 euro annui (Legge 197/2022). Se superi 100.000 euro in corso d’anno, esci dal regime dal mese successivo (regola antielusiva della Legge 197/2022).
Imposta sostitutiva: 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se apri una nuova attività e rispetti le condizioni di start-up. Si parla di “imposta sostitutiva” perché sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.
Coefficiente di redditività per 96.09.09: 67%. Significa che il reddito imponibile si calcola sul 67% degli incassi. Poi sottrai i contributi INPS versati.
IVA: non si applica né si detrae. In fattura indichi “Operazione in regime forfettario (Legge 190/2014)”. Marca da bollo a 2 euro oltre 77,47 euro. Niente ritenuta d’acconto se rilasci la dichiarazione al cliente (commi 67-73, Legge 190/2014).
Contabilità: semplificata. Conservi le fatture emesse e le ricevute. Niente registri IVA. Devi però emettere e-fattura e rispettare gli adempimenti del bollo.
Regime ordinario
Calcolo per cassa (art. 54 TUIR, DPR 917/1986): tassazione sugli incassi meno costi pagati. Deduzioni e detrazioni si applicano secondo il TUIR. Devi tenere la contabilità e i registri IVA.
IVA: 22% sulle prestazioni, perché non sono sanitarie. L’esenzione sanitaria (art. 10, DPR 633/1972) vale solo per professioni sanitarie abilitate. Tu non lo sei ai sensi della Legge 3/2018.
IRPEF per scaglioni. Nel 2026, secondo l’assetto corrente, gli scaglioni sono 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre. Aggiungi addizionali regionali e comunali.
Ritenuta d’acconto: quando fatturi a soggetti sostituti d’imposta, subisci la ritenuta del 20% (art. 25, DPR 600/1973). La ritenuta è un anticipo di imposta. La sconti al momento della dichiarazione.
IRAP: per persone fisiche esercenti lavoro autonomo è stata abolita dal 2022 (Legge 234/2021), salvo casi particolari di autonoma organizzazione molto strutturata. Verifica sempre il tuo caso concreto.
Regola decisionale rapida
Obiettivo: scegliere il regime fiscale più efficiente e impostare gli adempimenti corretti, minimizzando rischi e sanzioni.
- Se prevedi ricavi annui entro 85.000 euro e hai costi bassi: scegli il forfettario (Legge 190/2014; Legge 197/2022). Il coefficiente 67% di solito conviene a chi ha poche spese detraibili.
- Se hai costi elevati e IVA su molti acquisti (affitto studio, attrezzature, pubblicità): valuta l’ordinario. Recuperi l’IVA a credito e deduci i costi reali (DPR 633/1972; DPR 917/1986).
- Se inizi da zero e rispetti i requisiti start-up: usa l’aliquota 5% per 5 anni nel forfettario (Legge 190/2014). Verifica assenza di attività simili nei 3 anni precedenti e discontinuità con eventuale lavoro dipendente.
- Se collabori con centri benessere e fatturi a imprese: in ordinario subirai la ritenuta 20% (DPR 600/1973). In forfettario no, se rilasci la dichiarazione di esclusione.
- Se offri trattamenti che possono sembrare “terapeutici”: fermati. Rientri nella sfera sanitaria vietata senza abilitazione (Legge 3/2018; DM 741/1994). Mantieni l’inquadramento come servizi al benessere non sanitario (Legge 4/2013).
Adempimenti operativi, limiti e tutele
Confini non sanitari e informativa al cliente
Comunica in modo chiaro che non fai diagnosi né terapie. Inseriscilo nel contratto e nell’informativa. Usa un consenso informato semplice. È prudente per evitare l’ipotesi di esercizio abusivo di professione (art. 348 c.p.).
Locali, SCIA e sicurezza
Se operi a domicilio o in coworking, non serve SCIA. Se apri un centro tuo aperto al pubblico, verifica requisiti dei locali con il SUAP comunale. Regole igienico-sanitarie variano per Comune e Regione.
Privacy e dati sensibili
Applica il GDPR (Regolamento UE 2016/679). Raccogli solo dati necessari. Conserva i documenti in modo sicuro. Fornisci l’informativa privacy e nomina eventuali responsabili del trattamento.
Assicurazione e INAIL
Una polizza di responsabilità civile professionale non è obbligatoria, ma è raccomandata (Legge 4/2013 promuove trasparenza e qualità). INAIL di norma non è dovuta per professionisti senza dipendenti. Valuta il tuo caso se gestisci una struttura.
Esempi di calcolo 2026
Forfettario con ricavi 30.000 euro
Imponibile forfettario: 30.000 x 67% = 20.100. Contributi INPS: 20.100 x 26,07% ≈ 5.243. Reddito imponibile: 20.100 – 5.243 = 14.857. Imposta sostitutiva 15%: ≈ 2.229. Totale imposte+contributi: ≈ 7.472.
Nota: se hai i requisiti start-up, l’imposta scende al 5% (≈ 743). In fattura non applichi IVA e non subisci ritenuta.
Ordinario con incassi 30.000 e costi deducibili 10.000
Reddito: 30.000 – 10.000 = 20.000. Contributi INPS: 20.000 x 26,07% = 5.214. Reddito imponibile IRPEF: 14.786. IRPEF 23%: ≈ 3.401, più addizionali. IVA: versi la differenza tra IVA a debito sulle prestazioni e IVA a credito sugli acquisti.
Se l’IVA a credito sui costi è significativa, l’ordinario può superare il forfettario in convenienza.
| Scenario | Requisiti principali | Adempimenti e imposte 2026 | Tempistiche/Scadenze tipiche |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Nuova attività; no prosecuzione; ricavi entro 85.000; rispetto condizioni Legge 190/2014 | Imposta 5% sul reddito forfettario (67% incassi); contributi INPS 26,07%; no IVA; no ritenuta; bollo 2€ | Fatture elettroniche entro 12 giorni; saldo imposte e contributi a giugno; acconti a giugno/novembre |
| Forfettario ordinario (15%) | Ricavi entro 85.000; nessuna causa di esclusione; coefficiente 67% | Imposta 15%; contributi INPS 26,07%; esonero IVA; ISA non applicabili; marca da bollo; POS obbligatorio | E-fatture via SdI; bollo trimestrale; dichiarazione redditi tra maggio e novembre |
| Regime ordinario | Ricavi anche oltre 85.000; molti costi e acquisti con IVA; necessità di detrarre | IRPEF per scaglioni 23%-33%-43% + addizionali; IVA 22%; ritenuta 20% su fatture a sostituti; contributi 26,07% | Liquidazioni IVA trimestrali/mensili; LIPE; esterometro se necessario; saldo/ acconti a giugno e novembre |
| Collaborazione con centro benessere | Prestazione autonoma a impresa; contratto di collaborazione; niente subordinazione | In forfettario: no ritenuta; in ordinario: ritenuta 20%; sempre e-fattura; IVA 22% salvo forfettario | Fattura a fine mese; pagamento secondo contratto; certificazione ritenute a inizio anno successivo |
| Apertura studio proprio | Disponibilità locale idoneo; rispetto regole comunali; eventuale insegna | Professionista: no CCIAA; impresa: iscrizione CCIAA e SCIA; IVA 22% in ordinario; POS e privacy | SCIA (se impresa) in pochi giorni; verifiche comunali; adempimenti periodici fiscali e contributivi |
| Superamento soglia 100.000 | Incassi oltre 100.000 nell’anno in corso | Fuoriuscita immediata dal forfettario dal mese successivo; obbligo IVA e registri; conguagli | Passaggio di regime nel corso dell’anno; adeguamento fatture e adempimenti immediato |
FAQ
Qual è il codice ATECO giusto per l’operatore olistico e perché non usare 96.99.99?
Per l’operatore olistico il codice ATECO corretto è 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona n.c.a.”. È il codice della sezione 96, dedicata ai servizi per la persona. Rappresenta al meglio trattamenti non sanitari rivolti a soggetti sani. Il codice 96.99.99 non appartiene a questo ramo e indica attività “non classificate altrove” in ambiti diversi. Usarlo può creare incoerenze con IVA, indicatori fiscali e inquadramento previdenziale. La classificazione ATECO 2007 di ISTAT è il riferimento tecnico. Ricorda anche i confini normativi: la Legge 4/2013 inquadra l’operatore olistico tra le professioni non organizzate in ordini, mentre la Legge 3/2018 e il DM 741/1994 delimitano le professioni sanitarie. Restare nella sezione “servizi alla persona” è coerente con la natura non sanitaria dell’attività.
Devo iscrivermi alla Camera di Commercio o basta la Partita IVA da professionista?
Se operi come libero professionista, basta la Partita IVA rilasciata dall’Agenzia delle Entrate con modello AA9/12. Non serve l’iscrizione alla Camera di Commercio perché non stai esercitando un’attività d’impresa ai sensi dell’art. 2195 c.c. Se però apri un centro tuo, con dipendenti o struttura stabile che offre servizi di benessere come impresa, allora devi iscriverti al Registro Imprese e presentare la SCIA tramite lo sportello SUAP del Comune. In quel caso cambiano adempimenti, sicurezza dei locali, privacy, possibili obblighi INAIL e gestione dipendenti. Valuta anche se l’attività sconfina nell’estetica (Legge 1/1990), che richiede abilitazioni specifiche. Se resti nel perimetro professionale, usi contratti di collaborazione, coworking o lavoro a domicilio del cliente, la sola Partita IVA da professionista è sufficiente.
Le prestazioni olistiche sono esenti IVA come quelle sanitarie?
No. L’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie si applica alle professioni sanitarie abilitate e riconosciute (art. 10, n. 18, DPR 633/1972), cioè a chi rientra formalmente nella Legge 3/2018 e nelle relative abilitazioni. L’operatore olistico, disciplinato dalla Legge 4/2013 come professione non organizzata in ordini, non svolge attività sanitaria e quindi applica l’IVA ordinaria al 22% se si trova nel regime ordinario. In regime forfettario non applichi l’IVA in rivalsa e non detrai quella sugli acquisti. Se collabori con centri benessere e fatturi a imprese, in ordinario applichi IVA e potresti subire ritenuta d’acconto (art. 25, DPR 600/1973). Assicurati di indicare in fattura il corretto regime e, se forfettario, la dizione di legge che spiega la non applicazione dell’imposta.
Come funzionano i contributi alla Gestione Separata INPS per un operatore olistico?
Gli operatori olistici versano i contributi alla Gestione Separata INPS, prevista dall’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995. Nel 2026 l’aliquota per i professionisti senza altra tutela è pari al 26,07% (valore fissato annualmente da circolari INPS). I contributi si calcolano sul reddito imponibile: in forfettario si parte dagli incassi, si applica il coefficiente 67% e si calcola il contributo su quel risultato; in ordinario si calcolano sul reddito per cassa (incassi meno costi deducibili). Non esistono minimali fissi, quindi versi solo in base a quanto guadagni. I contributi sono deducibili dal reddito. Versi con F24 a saldo e acconti: di solito a giugno (saldo anno precedente e primo acconto) e novembre (secondo acconto). Se hai anche un lavoro dipendente con contribuzione piena, la Gestione Separata potrebbe richiedere contributi ridotti o solo fino a un massimale. Verifica ogni anno le istruzioni INPS.
Quali rischi legali corro se propongo trattamenti “terapeutici” o uso un linguaggio sanitario?
Il rischio principale è l’esercizio abusivo della professione sanitaria (art. 348 c.p.), con conseguenze penali. La Legge 3/2018 individua e tutela le professioni sanitarie; il DM 741/1994 definisce l’ambito del fisioterapista. Tu operi nel benessere non sanitario (Legge 4/2013). Evita ogni attività che implichi diagnosi, terapia, riabilitazione o prescrizioni. Usa un linguaggio chiaro: parla di “rilassamento”, “benessere” e “equilibrio”, non di “cura” o “trattamento di patologie”. Inserisci in informative e contratti una clausola che dichiara la natura non sanitaria del servizio e invita il cliente, in presenza di disturbi o patologie, a rivolgersi a un medico o a un professionista sanitario abilitato. Mantieni traccia del consenso informato e della privacy (Regolamento UE 2016/679). Queste cautele riducono il rischio e allineano la tua attività al quadro normativo vigente.
