Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’OSS con Partita IVA usa 86.90.29 (supporto socio-sanitario per RSA/strutture) o 88.10.00/88.99.00 (assistenza domiciliare sociale). Coefficiente forfettario 78% o 67%. Previdenza: Gestione Separata INPS.
- ATECO 86.90.29 per attività socio-sanitarie in strutture o in équipe sanitarie; 88.10.00/88.99.00 per assistenza sociale domiciliare.
- Forfettario: coefficiente 78% (sanità/professioni) o 67% (altri servizi alla persona). Imposta sostitutiva 5%/15%.
- INPS: in genere Gestione Separata; con ATECO 88.x può servire iscrizione in Camera di Commercio e contributi fissi.
Chi è l’OSS e cosa può fare da autonomo
L’Operatore Socio Sanitario (OSS) assiste la persona nelle attività quotidiane e di cura di base. Affianca infermieri e altri sanitari. Non svolge attività che richiedono autonomia clinica.
Il profilo è definito dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Indica formazione, competenze e limiti operativi. Non inserisce l’OSS tra le professioni sanitarie ordinistiche.
Di conseguenza, come autonomo, l’OSS può erogare assistenza di base e supporto. Può lavorare in RSA, strutture, o a domicilio. Deve rispettare protocolli e limiti di legge regionali.
Quale codice ATECO scegliere
Se lavori per RSA, case di cura, cooperative o in équipe sanitarie
Quando l’attività è socio-sanitaria e avviene in strutture o in équipe guidate da professionisti sanitari, il codice usato di norma è 86.90.29 “Altre attività paramediche indipendenti nca”. È nella sezione Q (Sanità e assistenza sociale) della classificazione ATECO 2007 dell’ISTAT.
Perché questo codice: descrive attività di supporto all’assistenza sanitaria non medica. Consente inquadramento da libero professionista, senza iscrizione in Camera di Commercio. In genere si versa alla Gestione Separata INPS.
Attenzione: l’OSS non è professione sanitaria ex Legge 3/2018. Non può fatturare prestazioni sanitarie in esenzione IVA per titolo professionale. Il codice 86.90.29 non cambia questa regola.
Se lavori direttamente con i privati a domicilio (assistenza sociale)
Per assistenza domiciliare sociale a anziani e disabili, senza trattamenti sanitari, si usano spesso 88.10.00 “Assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili” oppure 88.99.00 “Altre attività di assistenza sociale non residenziale nca”.
Questi codici inquadrano spesso l’attività come impresa individuale. Possono richiedere iscrizione in Camera di Commercio e contributi INPS con minimali (gestione commercianti o speciali, in base all’inquadramento territoriale). Verifica con SUAP e consulente.
Vantaggi: allineano l’oggetto sociale a un’assistenza non sanitaria. Svantaggi: più adempimenti e possibile contribuzione fissa.
Quando usare (o evitare) 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona nca”
Il 96.09.09 è un codice generico. Non descrive attività socio-sanitaria o sociale. Rischia incoerenza con contratti, assicurazioni e controlli fiscali.
Usalo solo se l’attività non rientra in sanità o assistenza sociale. In pratica, per un OSS è raro sia la scelta corretta. Meglio 86.90.29 o 88.x, a seconda del caso.
Inquadramento fiscale: forfettario o ordinario
Regime forfettario
Il forfettario è il regime semplificato per le Partite IVA individuali. Base normativa: Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 208/2015, 145/2018, 197/2022). Limite ricavi: 85.000 euro annui, salvo esclusioni previste dalla norma.
Reddito imponibile = ricavi incassati x coefficiente di redditività. È il “principio di cassa”: contano gli incassi effettivi.
- Se usi 86.90.29: di regola coefficiente 78% (ambito professionale/sanitario).
- Se usi 88.x: in genere coefficiente 67% (altri servizi alla persona).
Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up previsti dalla Legge 190/2014 (assenza di attività nei tre anni precedenti, continuità, ecc.). Dopo, 15%.
Esempio 86.90.29: incassi 30.000 euro. Reddito forfettario 23.400 euro (30.000 x 78%). Sull’importo, deduci i contributi previdenziali versati nell’anno. Poi applichi il 5% o 15% di imposta.
Regime ordinario
Nell’ordinario paghi IRPEF sugli utili veri: incassi meno costi inerenti. Applichi gli scaglioni IRPEF vigenti nel 2026, come da Legge di Bilancio 2026 e TUIR (DPR 917/1986).
Aliquote 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Vanno aggiunte addizionali regionali e comunali. L’IVA si applica alle fatture, salvo regimi speciali.
Quando conviene l’ordinario: se hai costi alti e documentati (auto, formazione, RC, dispositivi, spazi). Valuta con un prospetto numerico, voce per voce.
IVA, ritenute, marca da bollo
IVA
Esenzione IVA per prestazioni sanitarie alla persona: art. 10, n. 18) del DPR 633/1972. Vale per professioni sanitarie riconosciute per legge. L’OSS non rientra tra queste figure.
Quindi, fuori dal forfettario, le prestazioni OSS sono in genere imponibili IVA al 22%. Nel forfettario non addebiti IVA ai clienti (Legge 190/2014), ma non scrivere “esente art. 10”: indichi “operazione in franchigia da IVA – regime forfettario”.
Ritenute d’acconto
Nel forfettario non subisci ritenuta d’acconto. Nell’ordinario, se fatturi a soggetti sostituti d’imposta, potresti applicare ritenuta 20% sui compensi professionali.
Marca da bollo
Fatture senza IVA superiori a 77,47 euro richiedono marca da bollo da 2 euro (DPR 642/1972). In fattura elettronica si assolve in modo virtuale.
Contributi previdenziali
Se lavori come libero professionista con 86.90.29, versi in Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). Aliquota 2026: 26,07% per professionisti senza altra tutela obbligatoria, come da circolari INPS annuali.
Base di calcolo nel forfettario: reddito forfettario (ricavi x coefficiente). I contributi pagati sono deducibili dal reddito su cui applichi l’imposta sostitutiva.
Con ATECO 88.x potresti dover iscrivere un’impresa individuale. In tal caso si applicano contributi fissi e variabili INPS commercianti/artigiani, con minimali annui. Verifica con INPS e SUAP locale prima della scelta.
Adempimenti operativi
Apertura Partita IVA e comunicazioni
Per i professionisti (86.90.29): invio modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Nessuna iscrizione in Camera di Commercio. Iscrizione alla Gestione Separata INPS.
Per 88.x come impresa: pratica al SUAP del Comune se richiesta, iscrizione in Camera di Commercio, apertura posizione INPS e, se del caso, INAIL. Verifica eventuale SCIA per attività socio-assistenziale (D.Lgs. 222/2016).
Fatturazione elettronica e privacy
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti dal 2024 (D.Lgs. 127/2015 e successive estensioni). Conservazione a norma per 10 anni.
Tratti dati sensibili. Applica il GDPR (Regolamento UE 2016/679). Prepara informativa, consenso e misure di sicurezza. Valuta un gestionale con crittografia.
Assicurazione e sicurezza
Una polizza RC professionale è fortemente consigliata. Se collabori con strutture, rispetta i loro protocolli di sicurezza e DPI. Se assumi personale, scattano obblighi su INAIL e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008).
Regola decisionale rapida
Se lavori per RSA/strutture/sanità, con attività di supporto socio-sanitario sotto protocolli clinici, scegli 86.90.29. Agisci come professionista, Gestione Separata, coefficiente 78% in forfettario.
Se lavori per famiglie con assistenza sociale domiciliare (igiene, compagnia, aiuto pasti, spesa) senza atti sanitari, orientati su 88.10.00 o 88.99.00. Valuta che potresti aprire impresa, iscriverti in Camera di Commercio, e avere contributi con minimali.
Evita 96.09.09, salvo casi residuali non socio-sanitari né sociali. È troppo generico e poco difendibile in caso di controlli.
Se hai molti costi deducibili documentati, valuta regime ordinario. Se i costi sono bassi, il forfettario spesso conviene.
Dubbi su SCIA o autorizzazioni? Confrontati con SUAP del Comune e con la Regione. Le regole locali possono richiedere comunicazioni preventive.
Riferimenti normativi utili
Profilo OSS: Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2001 (Ministero della Salute e Ministero del Lavoro). Professioni sanitarie: Legge 3/2018. IVA prestazioni sanitarie: art. 10, n. 18) DPR 633/1972. Regime forfettario: Legge 190/2014 e successive modifiche (Leggi 208/2015, 145/2018, 197/2022). IRPEF: DPR 917/1986 e Leggi di Bilancio 2024-2026. Fattura elettronica: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. SCIA: D.Lgs. 222/2016. Previdenza Gestione Separata: Legge 335/1995 e circolari INPS annuali. Consulta i testi su Normattiva e sui portali istituzionali del Ministero del Lavoro, del Ministero della Salute, dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.
| Scenario | ATECO consigliato | Inquadramento e previdenza | Regime IVA | Forfettario: coefficiente | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|---|---|
| Supporto socio-sanitario in RSA/struttura o in équipe sanitaria | 86.90.29 | Libero professionista; INPS Gestione Separata (26,07% 2026, salvo aggiornamenti) | IVA 22% fuori forfettario; in forfettario non si addebita IVA | 78% | AA9/12 all’Agenzia Entrate in 1 giorno; apertura Gestione Separata in 2-5 giorni; FE subito |
| Assistenza domiciliare sociale a privati (no atti sanitari) | 88.10.00 o 88.99.00 | Spesso impresa individuale; possibile iscrizione CCIAA; INPS con minimali | IVA 22% fuori forfettario; in forfettario non si addebita IVA | 67% | Pratica SUAP/CCIAA 5-10 giorni; INPS/INAIL se richiesto; FE subito |
| Prestazioni miste: turni in struttura + domiciliare sociale | Prevalente: 86.90.29 o 88.x; possibile attività secondaria | Previdenza secondo attività prevalente; valutare doppio codice | Come sopra per attività prevalente | 78% o 67% in base alla prevalente | Valutazione prevalenza entro apertura; variazione ATECO entro 30 giorni da cambio |
| Servizi personali non assistenziali (residuali) | 96.09.09 (sconsigliato per OSS) | Potrebbe essere impresa; profilo incoerente per OSS | IVA 22% fuori forfettario; in forfettario non si addebita IVA | In genere 67% | Solo se l’attività non è socio-sanitaria né sociale; verifiche preventive con AE/CCIAA |
FAQ
Un OSS può fatturare prestazioni “esenti IVA” come un infermiere o un fisioterapista?
No. L’esenzione IVA per prestazioni sanitarie alla persona (art. 10, n. 18) DPR 633/1972) si applica alle professioni sanitarie riconosciute da leggi specifiche e iscritte agli Albi. L’OSS, definito dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, non è una professione sanitaria ordinistica ai sensi della Legge 3/2018. Per questo le sue prestazioni non rientrano, di regola, nelle esenzioni sanitarie. Se aderisci al forfettario, non addebiti l’IVA per effetto del regime agevolato (Legge 190/2014), ma non devi scrivere “esente art. 10” in fattura: la causale corretta è “operazione in regime forfettario”. Fuori dal forfettario, l’aliquota da applicare è il 22%, salvo casi particolari previsti dalla legge per enti del Terzo Settore o cooperative sociali, non tipici del singolo OSS autonomo.
È meglio 86.90.29 o 88.10.00/88.99.00? Quali sono pro e contro reali?
Se lavori in strutture sanitarie o in équipe, 86.90.29 si allinea meglio al contenuto socio-sanitario. In tal caso agisci come professionista, non devi iscriverti in Camera di Commercio, versi in Gestione Separata e, in forfettario, applichi il coefficiente 78%. Lo svantaggio è che non ottieni l’esenzione IVA sanitaria, perché il titolo professionale non la consente.
Se lavori a domicilio su bisogni sociali (igiene, pasti, compagnia) senza atti sanitari, 88.10.00 o 88.99.00 fotografa meglio l’attività. Pro: chiarezza verso SUAP e clienti, facile dialogo con servizi sociali. Contro: spesso si configura come impresa individuale, con iscrizione in Camera di Commercio e contributi con minimali. In forfettario il coefficiente tipico è 67%. La scelta dipende da dove e come lavori davvero. In caso di attività mista, valuta la prevalenza e, se necessario, aggiungi un secondo codice.
Posso lavorare con Partita IVA per una RSA senza essere assunto? Che contratto serve?
Sì, molte RSA si avvalgono di autonomi per coperture turni o attività specifiche. Serve un contratto di prestazione d’opera professionale o un incarico di collaborazione regolato in modo chiaro: mansioni, turni, dispositivi di protezione, responsabilità, privacy, compensi, fatturazione, penali. La struttura resta responsabile dell’organizzazione sanitaria e della sicurezza. Tu rispetti i protocolli interni, hai la tua RC professionale e la tua posizione fiscale/previdenziale in regola. Non confondere questo con il lavoro dipendente: non ci sono ferie, TFR o contributi a carico del datore. Tu fatturi, versi imposte e contributi. In caso di continuità e vincoli tipici del lavoro subordinato, l’ispettorato potrebbe riqualificare il rapporto. Riferimenti utili: Ministero del Lavoro e Ispettorato Nazionale del Lavoro per linee guida sui rapporti di lavoro; Normattiva per il quadro sulle collaborazioni.
Quali costi posso scaricare? Meglio forfettario o ordinario con molte spese?
Forfettario: il reddito si calcola a forfait con il coefficiente (78% o 67%). Non deduci i costi reali, tranne i contributi previdenziali. È semplice e spesso conveniente se le spese sono basse. Ordinario: deduci i costi inerenti e documentati (RC professionale, formazione, dispositivi, trasporti secondo regole del TUIR, eventuale affitto studio, telefono, software, consulenze). Se viaggi molto, acquisti attrezzature o sostieni canoni importanti, l’ordinario può farti risparmiare. Valuta anche l’IVA: nell’ordinario puoi detrarre l’IVA sugli acquisti, mentre nel forfettario non la detrai. La scelta va fatta con un prospetto comparativo su 12 mesi, simulando incassi e spese. Base normativa: DPR 917/1986 (TUIR) per deduzioni e detrazioni, Legge 190/2014 per il forfettario.
Qual è il percorso pratico per aprire la Partita IVA OSS e quali permessi servono?
Step tipici per 86.90.29 (professionista): definisci l’attività, scegli il regime fiscale, invia AA9/12 all’Agenzia delle Entrate indicando il codice ATECO, apri posizione INPS Gestione Separata, attiva PEC e firma digitale, abilita la fatturazione elettronica e imposta il tuo gestionale. Tempi: da 24 ore a una settimana. Permessi: in genere non serve SCIA, ma segui le regole interne delle strutture dove operi.
Step tipici per 88.x (assistenza sociale domiciliare): verifica presso SUAP del Comune se serve SCIA per i servizi socio-assistenziali non residenziali (D.Lgs. 222/2016). Se l’attività è impresa individuale, iscrizione in Camera di Commercio, apertura INPS e, se attivi collaboratori, INAIL. Predisponi privacy GDPR e RC professionale. Tempi: 5-10 giorni, a seconda del Comune.
In ogni caso, cura la privacy (Reg. UE 2016/679), conserva le fatture 10 anni, usa dispositivi idonei e procedure di igiene. Consulta i testi aggiornati su Normattiva, i portali del Ministero del Lavoro, dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e del tuo SUAP.
