Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire un negozio di ottica scegli ATECO 47.78.20, apri Partita IVA, fai ComUnica e SCIA al SUAP, iscriviti all’INPS commercianti; valuta il forfettario (coefficiente 40%).
- Codice ATECO: per l’ottico negoziante si usa 47.78.20 (materiale per ottica e fotografia). 47.74.01 riguarda articoli medicali/ortopedici.
- Previdenza: di regola Gestione commercianti INPS; artigiani solo se il laboratorio di montaggio è prevalente.
- Fisco: forfettario con coefficiente 40% e imposta 5%/15%; ordinario con IRPEF 2026 23%-33%-43% e IVA detraibile.
Codice ATECO corretto per lavorare come ottico
Per un punto vendita di occhiali, lenti e accessori la classificazione corretta è 47.78.20. Significa commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia in negozi specializzati. La fonte è la classificazione ATECO 2007 dell’ISTAT, consultabile attraverso il portale istituzionale e la banca dati dei codici attività dell’Agenzia delle Entrate.
Molti confondono 47.78.20 con 47.74.01. Quest’ultimo riguarda in prevalenza il commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici. È usato da sanitarie e ortopedie. Non è l’opzione tipica per un negozio di ottica. Scegli 47.74.01 solo se vendi quasi esclusivamente dispositivi medici non ottici.
La scelta del codice ATECO incide su studi di settore/ISA, rischio controlli, coefficienti del forfettario e statistiche di settore. È quindi una scelta tecnica, non solo formale. Per coerenza, indica anche i codici secondari se vendi fotografia o fai riparazioni minori. La classificazione multipla è ammessa.
Quando può servire 47.74.01
Usa 47.74.01 se il tuo punto vendita è una sanitaria che tratta principalmente ausili ortopedici o protesici. Se l’ottica è accessoria, puoi inserirla come attività secondaria. Verifica la prevalenza in base ai ricavi stimati. Le Camere di Commercio applicano questo criterio in fase di iscrizione.
Iter pratico: Partita IVA, ComUnica, SCIA e SUAP
Apri Partita IVA come ditta individuale. Comunichi l’inizio attività all’Agenzia delle Entrate con il modello AA9/12. Indichi il codice ATECO e il regime fiscale. Questo è il primo passo operativo e definisce l’inquadramento.
Presenta poi la Comunicazione Unica (ComUnica). Con una sola pratica iscrivi l’impresa al Registro delle Imprese, all’INPS e, se assumi, all’INAIL. La base normativa è l’art. 9 del D.L. 7/2007, convertito nella L. 40/2007, e il D.P.R. 581/1995 per il Registro delle Imprese. La CCIAA del territorio gestisce la protocollazione.
Per aprire il negozio devi inviare la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA abilita all’immediato avvio se i requisiti ci sono. Le basi sono il D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2), il D.P.R. 160/2010 (SUAP) e il D.Lgs. 114/1998 (riforma del commercio), integrate dalla legge regionale sul commercio. Allega planimetrie, titolo sull’immobile, dichiarazioni impiantistiche, rispetto norme edilizie e igienico-sanitarie.
Commercio elettronico
Se vendi online, presenta anche la SCIA per commercio elettronico al SUAP del Comune dove hai la sede legale. Deriva dal D.Lgs. 114/1998 e dal D.Lgs. 59/2010. Indica il dominio e le modalità di vendita a distanza. Prepara le informative su prezzi, resi, privacy e cookie (GDPR e Codice del Consumo).
Requisiti professionali e responsabilità sanitarie
Il negozio di ottica deve avere un responsabile con abilitazione di ottico. L’ottico è un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie. Le basi sono il R.D. 1334/1928 e i decreti attuativi del Ministero della Salute, tra cui il D.M. 28 ottobre 1992 sui titoli abilitanti. Conserva copia dell’abilitazione e comunicala al SUAP se richiesto.
Occhiali correttivi e lenti a contatto sono dispositivi medici. Sei un distributore ai sensi del Regolamento (UE) 2017/745 (MDR). Devi verificare marcatura CE, istruzioni e tracciabilità del prodotto. Se rilevi non conformità o eventi avversi, attiva la vigilanza. Le linee guida del Ministero della Salute spiegano come gestire la distribuzione e le segnalazioni.
Rispetta la privacy. Le diottrie e le misurazioni rientrano nei dati sanitari. Applica il GDPR: base giuridica, informativa, misure di sicurezza, tempi di conservazione. Se usi software in cloud, scegli fornitori che diano adeguate garanzie e stipula accordi di nomina a responsabile del trattamento.
INPS: commercianti o artigiani, contributi 2026
Un’ottica con vendita al dettaglio si iscrive alla Gestione commercianti INPS. Se svolgi un laboratorio interno con montaggio e lavorazioni su misura in modo prevalente, l’INPS può richiedere l’iscrizione alla Gestione artigiani. La prevalenza dipende da organizzazione del lavoro e fatturato da lavorazioni.
I contributi prevedono una quota fissa annua sul minimale di reddito e una quota percentuale sulla parte eccedente. Per il 2026, la quota fissa si attesta attorno a 4.521,36 euro fino a un imponibile di circa 18.808 euro. Sulle eccedenze si applicano aliquote tipiche del 24%, con maggiorazione oltre una seconda soglia, fino al 25%. Le cifre esatte sono fissate dalle Circolari INPS annuali per artigiani e commercianti.
Nel regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS (opzione su domanda). La base normativa è la L. 208/2015. La riduzione incide sui versamenti ma anche sulle deduzioni. Valuta l’effetto complessivo prima di optare.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario (L. 190/2014 e successive modifiche)
Puoi accedere se i ricavi annui non superano la soglia vigente (85.000 euro secondo le leggi attuali) e se rispetti gli altri requisiti. Esempi: nessuna partecipazione di controllo in srl con attività riconducibili, nessun rapporto di lavoro dipendente cessato e riaperto con lo stesso datore a certe condizioni. Le regole sono nella L. 190/2014 e nelle modifiche della L. 145/2018 e delle leggi di bilancio successive.
Per il commercio al dettaglio il coefficiente di redditività è 40%. Significa che le imposte si calcolano non sull’intero incassato ma sul 40% dei ricavi. I contributi previdenziali versati sono deducibili prima di calcolare l’imposta sostitutiva (art. 1, comma 64, L. 190/2014). L’imposta sostitutiva è al 5% per i primi cinque anni se hai i requisiti da start-up, poi al 15%.
Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Emetti sempre fattura elettronica via SdI: dal 2024 l’obbligo è esteso a tutti i forfettari. La base è il D.Lgs. 127/2015, come modificato dal D.L. 36/2022 e dalla sua legge di conversione.
Regime ordinario semplificato
Se hai molti costi o forti investimenti, l’ordinario può convenire. Applichi il principio di cassa per imprese minori (paghi tasse su incassi meno pagamenti). La base è l’art. 18 del D.P.R. 600/1973 e la L. 232/2016. Detrai l’IVA sugli acquisti. Questo aiuta se acquisti merce e macchinari importanti.
Le aliquote IRPEF 2026, secondo la normativa vigente, sono 23% fino a 28.000 euro, 33% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre. L’IRPEF si calcola sull’imponibile, dopo aver tolto i costi deducibili e i contributi. Verifica sempre le tabelle aggiornate sul sito dell’Agenzia delle Entrate o nel portale Normattiva, perché le aliquote possono variare con la legge di bilancio.
Per l’IVA, applica l’aliquota ordinaria ai prodotti non agevolati. Alcuni dispositivi possono avere aliquote ridotte ai sensi della Tabella A del D.P.R. 633/1972. Serve analisi prodotto per prodotto e documentazione del fornitore.
Adempimenti operativi dopo l’apertura
Attiva un registratore telematico e invia i corrispettivi giornalieri. La memorizzazione e trasmissione sono obbligatorie in base al D.Lgs. 127/2015. Predisponi l’insegna nel rispetto del regolamento comunale. Paga l’imposta sulla pubblicità se dovuta.
Accetta pagamenti elettronici. L’obbligo POS e relative sanzioni derivano dal D.L. 36/2022. Forma il personale su antincendio e primo soccorso. Se hai dipendenti, redigi il DVR e rispetta il D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza. Gestisci i rifiuti secondo il D.Lgs. 152/2006, specie se il laboratorio genera scarti particolari.
Per l’e-commerce, cura termini e condizioni, resi, garanzia legale e diritto di recesso (Codice del Consumo). Per le lenti graduate, gestisci la prescrizione con processi chiari di verifica. Conserva la documentazione in modo sicuro.
Regola decisionale rapida
Scelte rapide con nessi logici
Se vendi solo prodotti ottici e accessori, usa ATECO 47.78.20 e iscriviti alla Gestione commercianti INPS. Se il laboratorio interno realizza lavorazioni personalizzate in modo prevalente, valuta Gestione artigiani.
Se i tuoi ricavi annui restano sotto 85.000 euro e hai pochi costi, scegli il forfettario. Il coefficiente 40% spesso premia i margini tipici del retail. Se invece hai costi deducibili elevati (affitti, personale, macchinari) o forti investimenti con IVA a credito, scegli l’ordinario semplificato.
Se apri un negozio fisico, presenta la SCIA per esercizio di vicinato al SUAP. Se vendi anche online, aggiungi la SCIA per commercio elettronico. Se subentri in un’attività esistente, verifica agibilità, impianti e trasferisci la SCIA con le procedure comunali.
Se vuoi l’imposta sostitutiva al 5%, controlla i requisiti start-up previsti dalla L. 190/2014. Se non li hai, applicherai il 15%. In ordinario, applica gli scaglioni IRPEF 2026 e pianifica acconti e ritenute.
Se utilizzi dispositivi medici, adotta procedure MDR: verifica marcatura CE, mantieni tracciabilità e istruisci il personale. In caso di dubbi, confronta le note del Ministero della Salute.
Esempi numerici rapidi
Esempio forfettario: ricavi 60.000 euro. Reddito forfettario 24.000 (40%). Contributi 2026 ipotetici: 4.521,36 fissi + 24% sulla parte eccedente il minimale (circa 5.192 euro), pari a 1.246 euro. Totale contributi 5.767,36. Imposta 5% su 24.000 – 5.767,36 = 18.232,64. Imposta 911,63 euro. Numeri indicativi: verifica ogni anno le Circolari INPS e le regole fiscali vigenti.
Esempio ordinario: ricavi 200.000, costi deducibili 140.000. Reddito 60.000. IVA a credito/ debito dipende dal mix acquisti/vendite. IRPEF a scaglioni 2026, con detrazioni e contributi calcolati su base reale. Se l’IVA a credito è frequente, l’ordinario spesso conviene.
| Scenario | ATECO e inquadramento | Adempimenti principali e fonti | Tempistiche tipiche | Note fiscali 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Negozio di ottica fisico (nuova apertura) | 47.78.20; Ditta individuale; INPS commercianti | AA9/12 Partita IVA (Agenzia Entrate); ComUnica (art. 9 D.L. 7/2007, L. 40/2007); SCIA esercizio di vicinato (D.Lgs. 222/2016; D.P.R. 160/2010; D.Lgs. 114/1998) | 5–10 giorni lavorativi per P.IVA/RI; SCIA con effetto immediato se completa | Forfettario coeff. 40%, imposta 5%/15%; Ordinario con IRPEF 23%-33%-43% e IVA detraibile |
| Negozio con laboratorio interno prevalente | 47.78.20; possibile INPS artigiani se lavorazioni prevalenti | Come sopra + valutazione INPS su prevalenza; requisiti tecnici di laboratorio | Come sopra; eventuali integrazioni richieste da INPS/CCIAA | Contributi calcolati su minimale e scaglioni INPS; opzione riduzione 35% in forfettario (L. 208/2015) |
| E-commerce di ottica (con o senza negozio) | 47.78.20; Sede legale in Italia; INPS commercianti | AA9/12; ComUnica; SCIA commercio elettronico (D.Lgs. 114/1998, D.Lgs. 59/2010); GDPR; obblighi MDR 2017/745 per dispositivi | 5–10 giorni per iscrizioni; SCIA e-commerce con avvio immediato | Forfettario senza IVA a debito; Ordinario con IVA e OSS per vendite UE se superi soglie |
| Subentro/trasferimento di ottica esistente | 47.78.20; variazione titolarità presso CCIAA/Comune | Pratica di subingresso; voltura SCIA; verifica impianti e requisiti professionali | Variabile: 7–30 giorni in base al Comune | Regime fiscale da valutare su margini e giacenze; inventario iniziale importante |
FAQ
Qual è il codice ATECO giusto per l’ottico? In cosa differisce da 47.74.01?
Per un negozio che vende occhiali, lenti a contatto, soluzioni e accessori, il codice corretto è 47.78.20. La descrizione è commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia. È la classificazione indicata dall’ISTAT per gli esercizi specializzati in questo settore. Il codice 47.74.01, invece, riguarda il commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici. È adatto a sanitarie e ortopedie, dove l’ottica è marginale o assente. Scegli 47.78.20 se l’attività principale è l’ottica. Puoi aggiungere un codice secondario se vendi anche altri articoli. La scelta corretta riflette la prevalenza dei ricavi. Aiuta la coerenza in CCIAA, nelle statistiche e negli indicatori di affidabilità fiscale (ISA). La fonte è la classificazione ATECO 2007, consultabile tramite i canali istituzionali.
Come si calcolano tasse e contributi in forfettario per un’ottica? Puoi fare un esempio completo 2026?
Il forfettario usa un coefficiente fisso per stimare il reddito. Per il commercio al dettaglio è 40%. L’imposta sostitutiva è 5% per i primi cinque anni se hai i requisiti da nuova attività, poi 15%. I contributi INPS si pagano a parte e si possono dedurre dal reddito prima di calcolare l’imposta. Esempio didattico 2026: ricavi annui 60.000 euro. Reddito forfettario 24.000 (60.000 x 40%). Contributi ipotizzati 2026: 4.521,36 euro fissi fino a 18.808 euro di minimale. La quota eccedente del reddito imponibile previdenziale è circa 5.192 euro. Su questa, applichi il 24% = 1.246 euro. Totale contributi 5.767,36. Base imponibile per l’imposta sostitutiva: 24.000 – 5.767,36 = 18.232,64. Imposta al 5% = 911,63 euro. Questi numeri sono indicativi: ogni anno le Circolari INPS fissano minimale e aliquote e le leggi di bilancio possono modificare il quadro fiscale. Verifica sempre sul portale INPS, sull’Agenzia delle Entrate e su Normattiva.
Quali autorizzazioni servono per aprire un’ottica? Devo avere un’abilitazione sanitaria?
Servono tre pilastri: Partita IVA, iscrizione al Registro delle Imprese con ComUnica e SCIA al SUAP per il commercio al dettaglio. La SCIA permette l’avvio immediato se hai tutti i requisiti. Dal lato professionale, il negozio deve avere un responsabile con abilitazione di ottico. La figura dell’ottico rientra nelle arti ausiliarie delle professioni sanitarie. La base normativa è storica: R.D. 1334/1928 e successivi decreti del Ministero della Salute (tra cui il D.M. 28 ottobre 1992 sui titoli). Per i prodotti, occhiali e lenti a contatto sono dispositivi medici. Come distributore, devi rispettare il Regolamento (UE) 2017/745: verificare marcatura CE, conservare la documentazione e assicurare tracciabilità. Infine, adegua il locale a norme edilizie, antincendio se applicabili, e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) se assumi personale.
Posso vendere online occhiali e lenti a contatto? Quali regole devo rispettare?
Sì, puoi vendere online. Devi presentare la SCIA per commercio elettronico al SUAP del tuo Comune. Indichi sede, dominio e modalità di vendita a distanza. Rispetta il Codice del Consumo: prezzi trasparenti, spese di spedizione, diritto di recesso e garanzie. Per occhiali e lenti a contatto, applica il Regolamento (UE) 2017/745 sui dispositivi medici: verifica marcatura CE e fornisci le informazioni obbligatorie al cliente. Per le lenti graduate, organizza un flusso che gestisca la prescrizione o i dati refrattivi del cliente in modo corretto. Tratta questi dati come dati sanitari ai sensi del GDPR: informativa chiara, base giuridica, misure di sicurezza, tempi di conservazione e accordi con fornitori IT. Se vendi anche in altri Paesi UE, valuta l’OSS IVA per semplificare i versamenti oltre le soglie. Consulta le note del Ministero della Salute per la vendita a distanza di dispositivi medici.
Forfettario o ordinario per un’ottica? C’è una regola pratica per scegliere?
Usa questa regola: se i tuoi costi deducibili sono bassi e i margini sono stabili, il forfettario è spesso efficiente. Il coefficiente 40% fotografa bene il retail. Se invece acquisti molta merce, fai ristrutturazioni, compri macchine e hai spesso IVA a credito, l’ordinario tende a convenire. In ordinario detrai l’IVA e deduci i costi reali. In più, se hai dipendenti e costi del personale rilevanti, l’ordinario valorizza queste spese. Considera anche gli scaglioni IRPEF 2026: 23%, 33%, 43%. In forfettario paghi una sostitutiva piatta (5% o 15%), che può essere migliore se resti in soglia e hai costi contenuti. Infine, ricordati dei contributi: in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% (L. 208/2015), ma riduci anche la deduzione. Fai simulazioni su due o tre scenari di ricavi per decidere con dati alla mano.
