Codice ATECO parrucchieri: come trovarlo e cosa comprende?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come parrucchiere scegli il codice ATECO 96.02.01, apri Partita IVA artigiana con ComUnica, invia la SCIA al SUAP, iscriviti a INPS Artigiani e INAIL, e valuta forfettario o ordinario.

  • ATECO corretto: 96.02.01 “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere” (classificazione ATECO 2007 ISTAT).
  • Iscrizioni con ComUnica: Registro Imprese/CCIAA, Agenzia Entrate (IVA), INPS Artigiani, INAIL; SCIA al SUAP prima dell’avvio.
  • Contributi 2026 INPS Artigiani: 4.427 € fissi fino a 18.415 € di reddito; 24% sull’eccedenza; possibile riduzione 35% per forfettari.

Qual è il codice ATECO giusto per il parrucchiere e perché conta

Il codice ATECO identifica cosa fai e a quali regole fiscali e contributive devi attenerti. Per l’acconciatore il codice corretto è 96.02.01 “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere”. Si tratta della voce ufficiale della classificazione ATECO 2007 di ISTAT.

In molte banche dati trovi anche la forma abbreviata 96.02. Alcuni gestionali privati mostrano 96.21.00 per mappature interne. Per l’Agenzia delle Entrate e per la Camera di Commercio il riferimento corretto resta 96.02.01 secondo la tabella ISTAT.

Il codice incide su: aliquote contributive INPS (gestione artigiani), coefficiente di redditività del forfettario (67%), obblighi di SCIA e requisiti professionali. È quindi cruciale sceglierlo in modo coerente con l’attività che svolgi ogni giorno in negozio o a domicilio.

Passi operativi: apertura, iscrizioni e SCIA

ComUnica: la pratica unica per aprire davvero

La Comunicazione Unica (ComUnica) è la procedura telematica che ti fa aprire tutto insieme. È prevista dal D.P.C.M. 6 maggio 2009 e gestita dal Registro delle Imprese. Con una sola pratica ottieni: attribuzione della Partita IVA, iscrizione al Registro Imprese della CCIAA, posizione INPS artigiani e posizione INAIL.

Per inviare ComUnica servono PEC e firma digitale. Indichi il codice ATECO 96.02.01, la sede, la data di inizio, e alleghi i moduli standard. La Camera di Commercio protocolla e notifica gli enti coinvolti.

SCIA al SUAP: quando puoi iniziare a lavorare

Prima di aprire al pubblico invii la SCIA al SUAP del Comune della sede. La SCIA è disciplinata dalla Legge 241/1990 e dal D.Lgs. 222/2016. Il SUAP opera in base al D.P.R. 160/2010.

La SCIA per l’acconciatore richiede i requisiti professionali previsti dalla Legge 174/2005. Devi allegare l’attestato regionale di qualifica o l’abilitazione come acconciatore. Servono anche le planimetrie e le dichiarazioni igienico-sanitarie richieste dal regolamento comunale.

Con la SCIA puoi iniziare subito, salvo controlli successivi. Se il Comune riscontra irregolarità può chiedere integrazioni o inibire l’attività. Verifica sempre i requisiti dei locali e i titoli abilitativi edilizi.

Requisiti professionali e sicurezza

La Legge 174/2005 definisce l’attività di acconciatore e le vie per ottenere l’abilitazione. In sintesi: percorso regionale di formazione, tirocinio pratico, oppure esperienza lavorativa documentata con esame finale secondo gli standard regionali concordati in Conferenza Stato-Regioni.

Per la sicurezza sul lavoro si applica il D.Lgs. 81/2008. Anche una microimpresa deve valutare i rischi e redigere il DVR. Sono obbligatori formazione base sicurezza, addetto antincendio (DM 2/9/2021) e primo soccorso (DM 388/2003). Gestisci i prodotti cosmetici seguendo le schede di sicurezza secondo il Regolamento CLP.

Contributi INPS Artigiani 2026: come si calcolano davvero

Minimali fissi e aliquote

Gli acconciatori si iscrivono alla Gestione Artigiani INPS. Per il 2026 il minimale contributivo comporta un fisso annuo di 4.427 euro fino a un reddito di 18.415 euro. Sulla quota di reddito che supera il minimale versi il 24%.

Il reddito per gli artigiani si calcola in base al regime fiscale. Nel forfettario è il reddito “forfettario” (ricavi x coefficiente) meno i contributi deducibili. Nell’ordinario è il reddito d’impresa (ricavi meno costi) al netto dei contributi.

Riduzione 35% per regime forfettario

Se scegli il forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS. È prevista dalla Legge 190/2014 e confermata dalle circolari INPS. Va richiesta all’INPS entro i termini annuali con istanza telematica. La riduzione abbassa sia i fissi sia l’eccedenza.

La riduzione taglia l’esborso, ma riduce anche l’anzianità contributiva accreditata. Valuta l’effetto sulla pensione. Puoi rinunciare negli anni successivi, su richiesta, seguendo le istruzioni INPS.

Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario

Forfettario: semplice e prevedibile

Il regime forfettario è la via semplificata per le partite IVA individuali. È disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche. La soglia di accesso è 85.000 euro di ricavi. Se superi 100.000 euro scatta l’uscita immediata nell’anno in corso.

Per i parrucchieri il coefficiente di redditività è 67%. Significa che le tasse si calcolano sul 67% dei ricavi. Aliquota 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti d’inizio; poi 15% stabile. Si chiama imposta sostitutiva perché sostituisce IRPEF e addizionali.

Il forfettario applica il principio di cassa. Paghi imposte sui compensi incassati nell’anno. Non addebiti IVA ai clienti, non detrai l’IVA sugli acquisti, e hai obblighi contabili semplificati. I contributi INPS sono deducibili dal reddito forfettario.

Ordinario: deduci tutti i costi ma è più complesso

Nel regime ordinario calcoli il reddito d’impresa come ricavi meno costi inerenti. Applichi l’IRPEF per scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Si applicano addizionali regionali e comunali.

In ordinario addebiti l’IVA al 22% e detrai l’IVA sugli acquisti. Devi tenere la contabilità, fare liquidazioni IVA periodiche, inviare dichiarazioni e LIPE. È un regime adatto se hai costi elevati e investimenti importanti da dedurre.

Esempio numerico chiaro

Ricavi annui 60.000 euro.

Forfettario: reddito = 60.000 x 67% = 40.200. Contributi stimati 4.427 fissi + 24% sull’eccedenza rispetto a 18.415 di reddito previdenziale; i contributi si deducono dal reddito prima dell’imposta sostitutiva. Aliquota 5% o 15% a seconda dell’anzianità.

Ordinario: se i costi deducibili sono 25.000 euro, reddito = 35.000. Applichi IRPEF a scaglioni e addizionali. Addebiti IVA ai clienti e detrai l’IVA sugli acquisti. Il vantaggio dipende dal rapporto costi/ricavi.

Fisco operativo: scontrini, e-fatture, POS e pagamenti

Corrispettivi e registratore telematico

Per i servizi al consumatore emetti il documento commerciale tramite registratore telematico. Memorizzi e invii i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate secondo il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti attuativi.

Per clienti con Partita IVA o Pubblica Amministrazione, emetti fattura elettronica tramite SDI. Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari, salvo i corrispettivi al dettaglio documentati con il registratore.

Obbligo POS e tracciabilità

Devi accettare pagamenti con carte e bancomat. L’obbligo POS è previsto dal D.L. 179/2012, con sanzioni operative dal D.L. 36/2022. Incoraggia pagamenti tracciati per semplificare la riconciliazione contabile e ridurre i rischi di contestazione.

Locali, affitto di poltrona e lavoro a domicilio

Locali e requisiti igienico-sanitari

I locali devono rispettare i regolamenti edilizi e di igiene del Comune e dell’ASL. La SCIA include le dichiarazioni di conformità. Cura aerazione, illuminazione, superfici lavabili, gestione rifiuti e sicurezza elettrica. Tieni disponibili le dichiarazioni di conformità degli impianti.

Affitto di poltrona

L’affitto di poltrona tra acconciatori è consentito dalla Legge 124/2017. Serve un contratto scritto. Ogni professionista deve avere i requisiti professionali e inviare SCIA per la porzione di attività. Il titolare del salone resta responsabile dei requisiti del locale.

Servizi a domicilio

Puoi operare a domicilio se possiedi l’abilitazione e rispetti le regole del Comune. Indica in SCIA che svolgi anche attività presso terzi. Porta con te attrezzature idonee, rispetta le norme igienico-sanitarie e rilascia sempre il documento commerciale.

Regola decisionale rapida

Come scegliere in 5 minuti regime fiscale e set-up

Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro, pochi costi e vuoi semplicità, scegli il forfettario. L’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni ti aiuta a partire. Valuta la riduzione INPS del 35% se non ti serve tutta l’anzianità contributiva.

Se hai costi alti (affitto, dipendenti, investimenti) e vuoi detrarre l’IVA, scegli l’ordinario. Di solito conviene quando i costi superano circa il 40% dei ricavi, ma simula sempre con numeri reali.

Apri con ComUnica come artigiano e invia subito la SCIA. Se lavori in un salone altrui, considera l’affitto di poltrona. Se vuoi iniziare subito senza locale, valuta il domicilio, ma verifica le regole comunali.

Se punti su ticket medi bassi e volume elevato, cura il registratore telematico e i flussi di cassa. Se punti su servizi premium e prodotti rivenduti, organizza l’inventario e i listini IVA.

Se prevedi di superare 100.000 euro, l’uscita dal forfettario scatta nell’anno. Pianifica l’ordinario per tempo per evitare salti d’imposta e problemi di liquidità.

Riferimenti normativi essenziali

Le basi da conoscere e dove trovarle

Classificazione attività: ATECO 2007 ISTAT. Apertura d’impresa: D.P.C.M. 6 maggio 2009 (ComUnica) e L. 580/1993 (Camere di Commercio). Segnalazione d’inizio attività: L. 241/1990, D.Lgs. 222/2016 e D.P.R. 160/2010 (SUAP).

Professione acconciatore: Legge 174/2005 e normativa regionale attuativa. Sicurezza: D.Lgs. 81/2008, DM 2/9/2021 (antincendio), DM 388/2003 (primo soccorso). Fatturazione e corrispettivi: D.Lgs. 127/2015, provvedimenti Agenzia delle Entrate.

Contributi: disciplina INPS Artigiani e relative circolari annuali. Regime forfettario: Legge 190/2014 e aggiornamenti nelle leggi di bilancio. Obbligo POS: D.L. 179/2012 e D.L. 36/2022. Le norme sono consultabili su Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero del Lavoro e portali regionali.

Scenario Adempimenti principali Requisiti e documenti Tempistiche tipiche Note fiscali/contributive
Salone proprio (locale dedicato) ComUnica; SCIA SUAP; registratore telematico; INPS/INAIL; eventuali pratiche edilizie Abilitazione acconciatore; planimetrie; requisiti igienico-sanitari; conformità impianti ComUnica 1-3 giorni; SCIA immediata con controlli entro 60 giorni Forfettario 67% coefficiente; contributi fissi 4.427 € + 24% eccedenza; IVA 22% solo in ordinario
Affitto di poltrona in salone altrui ComUnica; SCIA specifica per postazione; contratto di affitto poltrona Abilitazione; contratto scritto; idoneità locali del salone ospitante SCIA immediata; contratti in essere prima dell’avvio Autonomia fiscale: propri corrispettivi e IVA/forfettario; contributi INPS propri
Servizi a domicilio ComUnica; SCIA con attività presso terzi; RT portatile o soluzioni alternative Abilitazione; dotazioni igieniche e di sicurezza; comunicazione al Comune SCIA immediata; avvio da data indicata Documento commerciale sempre; e-fattura se B2B/PA; stessi contributi
Salone con dipendenti ComUnica; SCIA; assunzioni su portale Ministero del Lavoro; DVR rafforzato CCNL; formazione sicurezza; valutazione rischi; idoneità spazi Assunzioni almeno il giorno prima; adempimenti sicurezza entro l’avvio Costi del personale deducibili in ordinario; in forfettario non incidono sul reddito forfettario
Transizione forfettario → ordinario Comunicazione in dichiarazione; adeguamento contabilità e IVA Inventario iniziale; allineamento corrispettivi e registri Dal 1° gennaio o uscita immediata se oltre 100.000 € Recupero IVA su rimanenze secondo regole AE; nuova gestione IRPEF

FAQ

Qual è il codice ATECO corretto per il parrucchiere? È 96.21.00 o 96.02.01?

Il codice ATECO corretto per l’acconciatore è 96.02.01 “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere” secondo la classificazione ATECO 2007 di ISTAT. In alcune tabelle non aggiornate o in software privati puoi trovare 96.02 o 96.21.00 come etichette di comodo o mappature interne. Per evitare errori in visura camerale e con l’Agenzia delle Entrate, indica 96.02.01 nella ComUnica. Se hai già aperto con un codice diverso, verifica con la Camera di Commercio l’eventuale variazione di attività. La corretta classificazione incide sul coefficiente forfettario, sulla gestione INPS e sull’inquadramento artigiano.

Come funziona la SCIA per aprire il salone e quali sono i controlli?

La SCIA si presenta al SUAP del Comune prima dell’apertura al pubblico. È regolata dalla Legge 241/1990 e dal D.Lgs. 222/2016, con gestione telematica secondo il D.P.R. 160/2010. Allega abilitazione professionale (Legge 174/2005), planimetria dei locali, dichiarazioni igienico-sanitarie secondo il regolamento comunale e le conformità degli impianti. Con la SCIA inizi subito. Il Comune e l’ASL possono fare controlli entro termini di legge. Se rilevano carenze, ti chiedono di integrarle o possono sospendere l’attività. Mantieni aggiornata la documentazione, compreso il DVR per la sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e le abilitazioni del personale.

Forfettario o ordinario: come decido con numeri reali?

Parti dal margine. Stima i costi annui: affitto, utenze, dipendenti o collaboratori, prodotti, attrezzature, marketing. Se i costi sono bassi e i ricavi sotto 85.000 euro, il forfettario è spesso più conveniente grazie al coefficiente 67% e all’imposta 5% iniziale. Se i costi superano circa il 40% dei ricavi, l’ordinario può diventare competitivo, perché deduci tutto e recuperi l’IVA sugli acquisti. Simula anche i contributi INPS: nel forfettario i contributi si deducono dal reddito forfettario e puoi chiedere la riduzione del 35% se accetti di maturare meno contributi. Considera anche i piani di crescita: oltre 100.000 euro esci subito dal forfettario nell’anno, quindi prepara la contabilità ordinaria per tempo.

Quali sono gli obblighi concreti giorno per giorno: ricevute, e-fatture, POS?

Se lavori con clienti privati emetti il documento commerciale tramite registratore telematico e invii i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate. Se fatturi a imprese o PA, emetti fattura elettronica via SDI. Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari, salvo i corrispettivi al dettaglio documentati con registratore. Devi accettare pagamenti elettronici: POS sempre disponibile, con sanzioni in caso di rifiuto. Conserva digitalmente i documenti secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate. In ordinario fai le liquidazioni IVA e le LIPE. In forfettario non versi IVA e hai adempimenti ridotti, ma tieni traccia di incassi e pagamenti perché vale il principio di cassa.

Quanto pago di INPS nel 2026 e come incidono i contributi sulle imposte?

Nel 2026, da artigiano, versi un fisso annuo di 4.427 euro fino a 18.415 euro di reddito minimale. Sull’eccedenza paghi il 24%. Se sei in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi, che abbassa sia i fissi sia la quota variabile, ma riduce anche la copertura previdenziale. I contributi sono deducibili: nel forfettario li sottrai dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva; nell’ordinario li deduci dal reddito d’impresa. Questo riduce l’IRPEF o l’imposta sostitutiva. Pianifica i versamenti con acconti e saldi secondo le scadenze fiscali annuali. Consulta le circolari INPS aggiornate per i valori definitivi dell’anno.

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