Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per lavorare come programmatore con Partita IVA scegli ATECO 62.01.00 (produzione software). Se fai consulenza informatica usa 62.02.00. Apri Partita IVA con modello AA9/12, iscriviti alla Gestione Separata INPS e scegli il regime fiscale.
- Codici ATECO più usati: 62.01.00 per sviluppo software su commessa/prodotto; 62.02.00 per consulenza informatica; 62.09.09 per servizi connessi non altrove classificati.
- Regime forfettario: soglia ricavi 85.000 euro; imposta 15% (5% per start-up). Coefficiente 67% per 62.01.00, 78% per 62.02.00.
- Contributi: Gestione Separata INPS. Aliquota 2026 comunicata da INPS; per i professionisti senza cassa è pari al 26,07%. Fattura elettronica obbligatoria.
Perché l’ATECO corretto è 62.01.00 e quando usare 62.02.00
Molti usano ancora 62.10.00, ma l’attuale classificazione ATECO 2007 indica 62.01.00 per “produzione di software non connesso all’edizione”. È il codice giusto se sviluppi, personalizzi o mantieni software su commessa, o se vendi licenze del tuo software.
Se invece vendi tempo e competenze per analisi, disegno architetturale, PM tecnico, audit, refactoring o supporto, allora rientri nella “consulenza informatica” codice 62.02.00. Questa distinzione incide su coefficienti forfettari e, talvolta, su inquadramento previdenziale.
Base normativa: la classificazione ATECO è fornita dall’ISTAT; l’attribuzione del codice avviene con la dichiarazione di inizio attività ai sensi dell’art. 35 del DPR 633/1972 (IVA). Trovi gli atti su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
Come aprire la Partita IVA da programmatore
Passo 1: scelta forma e inquadramento
Se lavori da solo e senza struttura complessa, operi come lavoratore autonomo. In parole semplici: un libero professionista non iscritto ad Albi. Non serve iscrizione al Registro Imprese.
Se crei una software house con dipendenti o soci, valuta ditta individuale o società. In quel caso si apre una posizione al Registro Imprese e, se presenti rischi specifici o personale, si gestiscono anche INAIL e sicurezza.
Passo 2: modello AA9/12
Compila il modello AA9/12 per la dichiarazione di inizio attività. Puoi inviarlo online all’Agenzia delle Entrate, consegnarlo allo sportello o spedire raccomandata A/R. Il riferimento resta l’art. 35 del DPR 633/1972. La modulistica è approvata con provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Passo 3: previdenza e comunicazioni
Come programmatore libero professionista ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, Legge 335/1995). L’aliquota varia ogni anno con circolare INPS; nel 2026 per professionisti senza cassa è 26,07%.
Se operi come impresa (ditta individuale o società), l’inquadramento previdenziale può cambiare. Gli amministratori versano in Gestione Separata. I soci o titolari che svolgono attività commerciale-artigiana hanno regole diverse. Valuta caso per caso con il consulente.
Regimi fiscali: forfettario o ordinario
Regime forfettario: come funziona davvero
Il “regime forfettario” è un regime agevolato. Paghi un’imposta sostitutiva unica. Non addebiti IVA in fattura e non puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. Il riferimento normativo è la Legge 190/2014, art. 1, commi 54–89, come modificata.
La soglia ricavi è 85.000 euro annui. Superi 85.000 e fino a 100.000? Esci l’anno successivo. Se superi 100.000, esci subito da quell’anno (regola introdotta dalla Legge 197/2022). Verifica sempre gli importi aggiornati su Normattiva.
Coefficiente di redditività: è la percentuale che trasforma ricavi in reddito imponibile. Per 62.01.00 è 67%. Per 62.02.00 è 78%. È una stima legale dei costi, non puoi dedurre i costi reali singolarmente.
Imposta: 15%. Puoi avere il 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” (mai svolta attività simile nei 3 anni precedenti, attività non mera prosecuzione, fatturato sotto soglia, ecc.). Le condizioni sono nella Legge 190/2014.
Contributi: calcoli i contributi INPS sulla base forfettaria (ricavi x coefficiente). I contributi si deducono prima di applicare l’imposta sostitutiva. È il “principio di cassa”: paghi su quanto effettivamente incassato nell’anno.
Regime ordinario: IVA, costi e IRPEF
Nel regime ordinario applichi l’IVA sulle fatture e detrài l’IVA sugli acquisti. Determini il reddito con il metodo analitico: ricavi meno costi deducibili e contributi. Le regole IRPEF sono nel TUIR (DPR 917/1986).
Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro. Applichi anche addizionali regionali e comunali. Questa struttura deriva dalla normativa vigente nel 2026.
In ordinario applichi la ritenuta d’acconto del 20% se il cliente è sostituto d’imposta. Puoi indicare la rivalsa INPS 4% in fattura (consentita dall’art. 1, comma 212, Legge 662/1996). La rivalsa è una maggiorazione che aiuta a coprire i contributi.
Fatture, IVA ed e-fattura: cosa fare e quando
Fattura elettronica
Dal 2024 l’e-fattura è obbligatoria anche per i forfettari. Nel 2026 emetti tutte le fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio, salvo rare eccezioni. Base normativa: DL 36/2022 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
IVA e territorialità servizi digitali
Se sei forfettario non addebiti IVA. Se sei ordinario, applichi l’IVA italiana salvo regole di territorialità. Per servizi a clienti UE con partita IVA usi il reverse charge (art. 7-ter, DPR 633/1972). Per extra-UE, di norma il servizio è fuori campo IVA in Italia. Documenta correttamente in fattura.
Marca da bollo e adempimenti esteri
Se non applichi IVA e l’importo fattura supera 77,47 euro, applichi una marca da bollo da 2 euro. Con l’e-fattura l’imposta di bollo si versa periodicamente. Per operazioni estere invia la comunicazione transfrontaliera tramite SDI secondo le regole vigenti.
Regola decisionale rapida
Usa questa sequenza logica per scegliere in modo pratico.
- Passo 1 – Cosa fai? Se scrivi codice e rilasci software: 62.01.00. Se offri consulenza pura: 62.02.00. Se fai entrambe, scegli l’attività prevalente.
- Passo 2 – Struttura: Se lavori da solo senza dipendenti, sei professionista e non ti iscrivi al Registro Imprese. Se assumi o apri sede produttiva, valuta impresa o società.
- Passo 3 – Regime fiscale: Se stimi ricavi sotto 85.000, marginalità alta e costi bassi, scegli forfettario. Se hai molti costi (software, subappalti, R&S), valuta ordinario.
- Passo 4 – Previdenza: Se sei libero professionista senza cassa, Gestione Separata INPS. Se società, i compensi da amministratore rientrano comunque in Gestione Separata.
- Passo 5 – Estero: Se lavori con clienti UE/extra-UE, abilita VIES e imposta correttamente la territorialità IVA. Prepara la gestione documentale fin da subito.
Calcoli pratici: esempi 2026
Esempio A – Forfettario 62.01.00 (67%) con imposta 5%
Incassi 25.000 euro. Reddito forfettario: 25.000 x 67% = 16.750. Contributi INPS 26,07%: 4.370,23. Base imponibile imposta: 16.750 – 4.370,23 = 12.379,77. Imposta 5%: 618,99. Totale oneri: 4.370,23 + 618,99 = 4.989,22. Netto: 25.000 – 4.989,22 = 20.010,78.
Nota: l’aliquota INPS è indicativa secondo le comunicazioni INPS 2026. Verifica ogni anno la circolare INPS di inizio anno.
Esempio B – Ordinario con costi elevati
Incassi 60.000 euro + IVA. Costi deducibili 20.000. Contributi INPS 26,07% su reddito: 60.000 – 20.000 = 40.000; contributi 10.428. Reddito imponibile IRPEF: 29.572. IRPEF: 23% fino a 28.000 = 6.440; 33% su 1.572 = 518,76. IRPEF totale 6.958,76 più addizionali. In questo caso l’ordinario può convenire se i costi sono molti.
Riferimenti normativi essenziali
IVA e inizio attività: DPR 633/1972, art. 35 (dichiarazione inizio), artt. 7-ter e seguenti (territorialità). IRPEF: DPR 917/1986 (TUIR). Regime forfettario: Legge 190/2014, art. 1, commi 54–89, come modificata. Uscita immediata oltre soglia: Legge 197/2022. Previdenza: Legge 335/1995, art. 2, comma 26 (Gestione Separata). E-fattura: DL 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Testi consultabili su Normattiva e nei siti istituzionali.
| Scenario | Requisiti e regole fiscali | Contributi previdenziali | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Freelance sviluppo software (62.01.00) | Forfettario se ricavi ≤ 85.000; coefficiente 67%; imposta 15% o 5% start-up. In ordinario: IVA e costi analitici. | Gestione Separata INPS, aliquota 2026 26,07% sul reddito forfettario o analitico; rivalsa 4% facoltativa. | AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio; e-fattura da subito; eventuale VIES prima di fatturare UE; imposta di bollo se senza IVA. |
| Freelance consulenza informatica (62.02.00) | Forfettario con coefficiente 78%; stesse soglie. In ordinario applica ritenuta d’acconto se cliente sostituto. | Gestione Separata INPS; deduci i contributi dal reddito prima dell’imposta. | Identici adempimenti; cura descrizioni in fattura per corretta territorialità IVA servizi. |
| Software house con dipendenti (impresa o società) | Regime ordinario IVA; contabilità ordinaria. Possibili incentivi per R&S secondo norme vigenti. | Amministratori in Gestione Separata; dipendenti con gestione INPS/INAIL; eventuali altri fondi. | Iscrizione Registro Imprese; aperture posizioni INPS/INAIL; sicurezza sul lavoro; scadenze mensili e annuali. |
| Superamento soglie forfettario | Ricavi tra 85.000 e 100.000: uscita l’anno successivo. Oltre 100.000: uscita immediata da quell’anno; IVA dal momento del superamento. | Contributi ricalcolati secondo regime ordinario dall’uscita; possibili conguagli. | Comunicazioni al cliente su variazione regime IVA; aggiornare fatture e registri; adeguare software di fatturazione. |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra 62.01.00 e 62.02.00 se faccio sia sviluppo che consulenza?
La scelta dipende dall’attività prevalente. Prevalente significa quella che genera più ricavi e impegna più tempo. Se scrivi codice e consegni software o moduli personalizzati, prevale 62.01.00. Se vendi analisi, architettura, advisory, PM tecnico o assistenza, prevale 62.02.00. La differenza incide sul coefficiente del forfettario (67% per 62.01.00, 78% per 62.02.00) e a volte sull’inquadramento come professionista o impresa. In caso di attività miste puoi indicare un’attività secondaria oltre alla principale. Valuta almeno una volta l’anno se la prevalenza è cambiata. La base resta l’art. 35 del DPR 633/1972 per la dichiarazione d’inizio e la classificazione ATECO ISTAT.
Devo iscrivermi al Registro Imprese o basta la Partita IVA da professionista?
Se operi come libero professionista senza organizzazione d’impresa, basta la Partita IVA con AA9/12 e l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Non serve Camera di Commercio. Se, invece, crei una struttura imprenditoriale, assumi dipendenti, gestisci magazzino di prodotti o vendi software “a catalogo” con organizzazione stabile, devi aprire una ditta individuale o una società. In questo caso serve l’iscrizione al Registro Imprese e l’apertura posizioni INPS/INAIL. Molti programmatori restano professionisti, ma ogni caso va analizzato in base alla reale organizzazione e al rischio d’impresa. Le norme generali si ricavano dal codice civile e dagli obblighi previdenziali vigenti.
Come fatturo a clienti esteri (UE ed extra-UE) da programmatore?
Se sei in regime forfettario non addebiti IVA neanche all’estero. Se fatturi a un cliente con partita IVA UE per servizi di programmazione o consulenza, si applica di norma il principio di territorialità B2B: il servizio è tassato nel Paese del committente e indichi il reverse charge. Abilita il VIES prima di fatturare. Se il cliente è extra-UE, la prestazione è di regola fuori campo IVA in Italia. Inserisci le diciture corrette in fattura. Se sei in ordinario, le regole sono identiche sulla territorialità (art. 7-ter DPR 633/1972), ma dovrai gestire anche la detrazione IVA sugli acquisti. Per tutte le operazioni transfrontaliere invia la comunicazione tramite SDI secondo la disciplina vigente. Conserva contratti ed evidenze per dimostrare dove è “consumata” la prestazione.
Nel regime forfettario posso scaricare computer, licenze e coworking?
No, nel forfettario non deduci i costi reali voce per voce. Applichi il coefficiente di redditività fissato per il tuo ATECO (67% o 78%). Quel coefficiente sostituisce i costi effettivi. Puoi però dedurre sempre i contributi previdenziali pagati nell’anno. Se sostieni costi strutturali elevati (hardware costoso, team in subappalto, ricerca e sviluppo, formazione intensiva), il regime ordinario può risultare più conveniente, perché deduci analiticamente i costi e recuperi l’IVA. Confronta gli scenari con numeri reali prima di scegliere o cambiare regime. Le regole sono nella Legge 190/2014 per il forfettario e nel TUIR per l’ordinario.
Come funzionano ritenuta d’acconto, rivalsa INPS 4% e bollo da 2 euro?
In ordinario, se il cliente è sostituto d’imposta, subisci una ritenuta d’acconto del 20% sul compenso imponibile. La ritenuta anticipa l’IRPEF e la conguagli in dichiarazione. Nel forfettario non applichi ritenute e inserisci una dicitura specifica in fattura. La rivalsa INPS 4% è una maggiorazione facoltativa del corrispettivo per coprire parte dei contributi alla Gestione Separata (art. 1, comma 212, Legge 662/1996). Puoi indicarla in fattura sia in ordinario sia in forfettario. Infine, quando la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, devi l’imposta di bollo di 2 euro. Con la fattura elettronica il bollo viene assolto in modo virtuale e versato con scadenze trimestrali definite dall’Agenzia delle Entrate.
